lunedì 28 agosto 2023

LOST POST, L'era di Tumblr: 59 - Il ritorno del ladro gentiluomo


PUBBLICATO ORIGINARIAMENTE IL 03/09/2015

Siamo onesti, è stato l'evento dell'anno e ne hanno parlato un po' tutti, in vari ambiti, nel bene e nel male. Dopo trent'anni ritorna il ladro gentiluomo più famoso del mondo, Lupin III.

Questa quarta serie animata aveva già mandato in bisibilio gli appassionati italiani ancora prima della messa in onda, vista la location delle nuove avventure dello scaltro ladro. Infatti tutta la serie viene ambientata in Italia.
La cosa che attirò successivamente le attenzioni dei fan è quello che possiamo definire il segno distintivo delle serie di Lupin, il colore della giacca indossata. Come forse molti sapranno, ognuna delle serie è caratterizzata, oltre da un design che cambia in ognuna di esse, dalla giacca del simpatico ladro gentiluomo.

Nella prima è verde acqua (quel colore li insomma, tra il blu e il verde)

 

Nella seconda (e probabilmente la più trasmessa e amata) è rossa

 
Nella terza è rosa

 

In questa quarta è blu.

 
Il tempo passa, le notizie sulla serie proseguono, fino all'evento che scatenò non poche polemiche a inizio estate.... LA SIGLA DI APERTURA.

Eh già, c'è poco da fare, noi appassionati di cartoni animati, scusate, anime, siamo affezionati alle sigle delle nostre serie preferite, nonchè a chi le interpreta. Senza dubbio per Lupin delle quattro (mi pare) sigle che abbiamo sentito in Italia, le più amate rimangono quella della "fisarmonica" dell'orchestra Castellina-Pasi, oppure quella cantata da Enzo Draghi "Lupin, l'incorreggibile Lupin " che personalmente resta anche la mia preferita.

Giusto per completezza di informazione le restanti due sigle sono "Planet O" di Daisy Daze and the Bumble Bees che però non c'entra nulla con Lupin (e personalmente ritengo la peggiore) e quella più recente del "Capitano" Giorgio Vanni, "Hallo Lupin" .

Ma arriviamo ai giorni nostri. Siamo onesti quasi tutti avevamo puntato che la sigla di questa nuova serie la scrivesse e la interpretasse Giorgio Vanni.... e così è stato.... in parte....
Eh già, la notizia che scatenò flame sull'Internet fu la collaborazione tra il Capitano e Moreno.
Che poi, scusate l'ignoranza, ma Moreno sapevo a malapena chi fosse. Cercando notizie su di lui viene fuori che ha partecipato a MTV Spit, si dai quella trasmissione dove i rapper italiani si scontrano a battaglie di Freestyle "scimmiottando" quanto visto in 8 Mile nel 2012, per poi vincere nel 2013 Amici.

Oooooooooooook, va bene, la scelta più giusta insomma. Avrò delle idee retrogade sulle sigle, ma il rap, specialmente quello italiano che cerca di scimmiottare quello americano, non è adatto per lo scopo.
Le sigle devono essere orecchiabili, con dei ritornelli semplici che ti restino impresse al primo ascolto. Il rap non ha queste caratteristiche, comunque giudicate voi, che dopo mi venite a dire che sono di parte.....

Dopo il primo ascolto, come già anticipato, si scatenarono flame come se non ci fosse un domani. I meme non tardarono ad arrivare,


 
e ci fu addirittura una petizione per togliere definitivamente la sigla dalla serie.
Personalmente che dire, oltre a non piacermi il genere, la trovo proprio brutta a livello di testo ("...Jigen fuma le sue siga storte..." non si può sentire).... ma probabilmente l'avevate già capito dalla premessa.
Come hanno detto da molti la scelta di Moreno è stata probabilmente "pilotata" dal fatto di attirare il pubblico "gggiovane", scatenando però le ire di chi Lupin l'ha visto fin dagli esordi.
Piaccia  o non piaccia ormai dobbiamo sorbircela, non possiamo farci nulla.

Per fortuna che il popolo dell'Internet non è rimasto con le mani in mano e ha fatto sentire la sua voce. In che modo mi vi state chiedendo? ma ovviamente pubblicando una propria versione della sigla del buon Lupin sul tubo.

Ringranziandoli per avermi concesso la possibilità di citarli, partiamo dal grande Mark The Hammer e dalla sua cover rock di "Lupin, l'incorreggibile Lupin "

E se Mark ha ri-arrangiato il pezzo storico, un altro gruppo, Le Terre lontane, ha addirittura creato una sigla alternativa da proporre al posto di quella di Moreno

Che dire, stupende entrambe, e quella de Le Terre lontane come brano inedito secondo me sarebbe stata perfetta per la serie.
Al giorno d'oggi, vista la crescente popolarità di Youtube e dei vari talenti che cercano di emergere, sarebbe stato bello vedere un bel contest per creare la sigla della nuova serie di Lupin. Il più votato avrebbe aperto gli episodi del ladro gentiluomo. Ma ovviamente questa utopia difficilmente diventerà realtà, per lo meno in Italia.

Ma veniamo al sodo dell'articolo e concentriamoci sui primi quattro episodi della nuova serie.
Devo essere sincero, non mi hanno convinto appieno, ma andiamo con ordine.

La prima cosa che ho notato è stata la saggia scelta di presentare i cinque protagonisti a chi Lupin non lo conosce o non l'ha mai visto.

Cinque rapide introduzioni per raccontare chi sono i nostri protagonisti

Arsenio Lupin III

 
Nipote del famoso ladro Arsenio Lupin, è a sua volta un famoso e scaltro ladro ricercato dalla polizia di tutto il mondo. Abilissimo nei travestimenti, gira il mondo alla ricerca di preziosi tesori e per dimostrare le sue abilità di furto.

Daisuke Jigen

 
Abilissimo tiratore nonchè il braccio destro di Lupin. Molto taciturno nonché accanito fumatore e bevitore. Senza dubbio dopo la sua pistola, una Smith & Wesson M19 Combat Magnum, il suo segno distintivo sono le sigarette storte.

Goemon Ishikawa XIII

 
Lo schivo guerriero samurai che aiuta Lupin nelle sue avventure. La sua katana, una Zantetsu-ken è in grado di tagliare qualsiasi cosa.

Fujiko Mine


La procace avventuriera che ha fatto perdere la testa al ladro gentiluomo. Pur essendo amica di Lupin, pensa principalmente ai suoi interessi, ingannando spesso e volentieri truffando l'ingenuo, in questo caso, ladro.

Koichi Zenigata

 
L'ispettore dell'Interpol nemico giurato di Lupin. Il suo scopo nella vita è acciuffare lo scaltro ladro e la sua banda ma, pur conoscendo molto bene modi e metodi della squadra, non riesce mai a spedirli in gattabuia.

Ma torniamo agli episodi trasmessi che, come dicevamo, sono ambientati in Italia.... infatti il primo di essi vede i fatti svolgersi.... a San Marino....
Ok, mi sa che dobbiamo spiegare un paio di cosette agli autori giapponesi.

"Il matrimonio di Lupin", questo il titolo, vede il nostro amato ladro sull'altare pronto a sposare la ricca ereditiera Rebecca Rossellini.... 

 

ma sappiamo tutti che è solo un pretesto per un grosso colpo, ovvero l'accaparrarsi la preziosissima corona reale.

L'episodio di per se non è malaccio, diciamo sullo standard degli episodi canonici di Lupin. La cosa che mi ha fatto storcere il naso è data dal fatto dalla rocambolesca fuga di Rebecca e Lupin per le strade San Marinesi. La città in pochi passi diventa una gigantesca metropoli dove i due volteggiano, tramite dei cavi che escono dagli orologi, imitando il famoso arrampicamuri Marvel. La cosa più assurda l'abbiamo nel finale quando Lupin e Rebecca si lanciano da un castello talmente alto che vede gli aerei passare sotto.

Ok cari autori, urge visita a San Marino.

Il secondo episodio "Il falso fantasista" vede ampiamente l'utilizzo dei classici stereotipi all'Italiana: Calcio, mafia, doping e pasta... tanto che mi fecero scrivere un tweet ironico...

"L'avventura Italiana dei luoghi comuni..
Calcio,mafia,doping,pasta.
Mancano Pizza, mandolino la Durso e Gigi D'Alessio e ci siamo
#LupinIII "


Per il resto, oltre a dimostrare che non tutti i calciatori italiani giocano per soldi e figa perchè, come scrissi, da piccolo "guardava sicuramente Holly e Benji", l'episodio non era niente di eclatante.

Il terzo episodio "0.2% possibilità di sopravvivere" mi ha entusiasmato ancora meno, visto che me lo ricordo poco.

Il quarto invece risolleva le sorti della serata mettendo protagonista Jigen in "Tiratore scelto" che, senza dubbio, dei quattro proposti, resta il migliore della serata.

Una cosa che mi ha fatto sorridere è che ognuno degli espisodi della nuova serie inizia con Lupin che dice questa frase:

“Se l'Italia è il paese dell'amore, allora tutto l'amore è nelle mie mani. “

Perchè mi ha fatto sorridere? perchè l’iter di ripetere stesse frasi e stesse scene in ogni episodio di una serie mi ha ricordato l’iter di apertura di One Piece quando viene ricordata la figura di Gol D. Roger


Che dire, pur avendo visto ancora poco di questa quarta stagione, posso affermare che i nostri protagonisti, almeno caratterialmente, non sono cambiati. Restano i personaggi che abbiamo amato quando eravamo piccoli. Gli episodi, come già detto, non mi hanno colpito particolarmente, però magari erano solo introduttivi.

 
A questo punto, pur non essendo rimasto colpito, sarei curioso di vedere il proseguo dei restanti 20 episodi che compongono la serie ma ovviamente, la rete che li trasmette in anteprima mondiale anche rispetto al Giappone, ti invoglia bene ma ti proseguire male.

Infatti se questi primi quattro episodi sono stati trasmessi in prima serata la domenica (quindi 21.30 circa), i prossimi verranno trasmessi, sempre in blocchi da quattro, dalle 23.30.
A questo punto mi domando e chiedo.... ma porca puttana una serie come Lupin, che attira comunque pubblico, perché devi trasmetterla alle ore più assurde? Specialmente al giorno d'oggi che abbiamo un sacco di canali extra dove poter vedere comodamente la serie a orari "umani". Trasmetti i primi episodi su Italia 1 e poi spiega che verranno trasmessi su Italia 2. Cosa credete, che l'Italiano medio non sia capace a cambiare un canale? Quanta gente guarderà la serie alle 23.30 fino quasi alle 2 di mattina? (visto che poi molti appassionati dell'epoca lavorano al lunedì?). Quanta più gente la guardava se era semplicemente su un altro canale?
Boh non capisco, non capisco, e non capirò il marketing e le menti geniali che ci lavorano dietro.

Piccola nota finale sul doppiaggio. Purtroppo tre dei doppiatori storici della serie non ci sono più, per cui, per lo meno per i fan storici, non sentire le vecchie voci fa strano. Senza togliere nulla agli altri, la voce di Roberto del Giudice per Lupin era inconfondibile. Già dal 2008 viene sostituito con Stefano Onofri che, dite quello che volete, io continuerò ad associarlo a Gigi la Trottola.

 



domenica 27 agosto 2023

LOST POST, L'era di Tumblr: 58 - E se la Terra venisse attaccata dai videogiochi?

PUBBLICATO ORIGINARIAMENTE IL 09/08/2015

Estate 1982. Sam Brenner e Will Cooper sono due ragazzi tredicenni appassionati di videogiochi. Nella loro cittadina, in quel periodo, viene aperta una nuovissima salagiochi. I due iniziano quindi a cimentarsi sui titoli presenti nell'edificio e Sam diventa rapidamente uno dei migliori giocatori della zona. Viene quindi iscritto al torneo mondiale di giochi da salagiochi dove l'evento viene registrato e spedito, insieme ad altri elementi della nostra cultura, nello spazio, alla ricerca di nuove forme di vita.

Questa intro è sicuramente familiare a chi ha già visto il film. Già, oggi dopo le riflessioni del precedente post, torniamo ad argomenti più frivoli dedicandoci al cinema e a Pixels, film del 2015 diretto da Chris Columbus padre, tra le altre cose, dei Goonies e dei Gremlins uscito in Italia il 29 luglio.

ATTENZIONE POSSIBILE SPOILER DI ALCUNI FATTI E EVVENIMENTI DELLA PELLICOLA

 
Che dire, da giocatore di vecchia data, anche se ho iniziato un po' dopo la mia avventura di player, vedere nel trailer un Pacman gigante che attacca la città di New York era già fantastico di se. Poi nel cast c'è anche Adam Sandler che, per carità, non farà film da Oscar però sono tutte commedie abbastanza godibili era, per me per lo meno, un valore aggiunto per andare a vedere la pellicola.

Il film è liberamente ispirato all'omonimo cortometraggio francese del 2010 di Patrick Jean, anche se, come fecero notare un gruppo che seguo sul tubo, questo Pixels prende le idee anche da un Episodio della terza stagione di Futurama trasmesso nel 2002. 

L'episodio in questione è "Il gioco del Se Fossi 2" dove Fry si chiede come sarebbe il mondo se fosse come un videogioco. 

E così, tramite una macchina del Professor Farnsworth, si vede la la Terra attaccata da vari giochi classici degli anni '80 e in special modo da Space Invaders.

 
Ma torniamo a Pixels. I primi minuti della pellicola sono un brutale tuffo nel passato all'epoca delle salegiochi e delle varie tipologie di personaggi che le frequentavano. Tutti diversi e a volte bizzarri, come Ludlow Lamonsoff (Josh Gad), ma con un unico obiettivo, fare il punteggio più alto.

Trentadue anni dopo (Pixels è ambientato nel 2014) quei ragazzi che popolavano le salagiochi sono cresciuti. Sam (Adam Sandler) è diventato un installatore della ditta Nerd mentre Will (Kevin James) è addirittura Presidente degli Stati Uniti (anche se non troppo amato). Una notte la base militare di Guam viene attaccata da misteriose entità che riescono con i loro attacchi a "cubettare"/"pixelare" tutto quello che colpiscono.
La notizia non tarda ad arrivare al presidente degli Stati Uniti che, guardando i filmati dello scontro, riconosce le astronavi aliene in quelle di Galaga. Da li a poco arriverà un filmato dagli alieni sotto forma del presidente Ronald Regan (una forma familiare ai Terrestri) dove accetteranno la sfida lanciata anni prima e dove metteranno in campo i loro migliori guerrieri in battaglie al meglio delle tre vittorie.
Ogni posto della battaglia sarà indicato con coordinate e ore e verterà su uno dei videogiochi visti nel filmato lanciato nello spazio.

A mio modo di vedere il film è molto semplice ma molto godibile. Onestamente non capisco cosa si aspettasse la gente da un film del genere. Sono invece perfettamente d'accordo sul fatto che poteva essere fatto meglio dal punto di vista della trama. Purtroppo il titolo, specialmente per gli addetti al settore, soffre di alcuni errori temporali.

Infatti nella battaglia finale dove gli alieni iniziano a distruggere Washington, oltre a giochi classici del 1982 si vedono icone di anni successivi come, tra gli altri, Tetris

o Paper Boy 


entrambi dell'84. Effettivamente per evitare questa leggerezza ci voleva ben poco, bastava fare una scena dove la capsula veniva lanciata tenendo sì, il campionato dell'82 visto nel film ma anche eventi successivi. 

 
Un altro problema di cui soffre la pellicola è il "fattore trucchi". Infatti nella "scena Pacaman" dove i protagonisti affrontano la gigantesca palla gialla a bordo di Mini/Fantasmini 

potenziate con uno "scudo anti Pixels", Eddie Plant (Peter Dinklage) riesce ad inserire i trucchi nella macchina per aumentarne la velocità.

Cioè diteli anche a me, così la faccio diventare una Ferrari.

Esclusi questi "problemi tecnici" io, personalmente, ho trovato il film molto divertente. Niente di epico o memorabile, però un filmetto godibile negli standard di Adam Sandler.

 

Vale quindi la pena di vederlo? per me, da appassionato videogiocatore che ha vissuto, in parte quell'epoca, direi di si. Come ripeto non è un film da Oscar però fa passare bene quell'ora e mezza di visione.

Tanti, tantissimi riferimenti alla "pop culture" anni '80 non solo videoludica, in quanto appariranno anche pop star e personaggi di telefilm divenuti mitici nel corso del tempo come Madonna, 

Mr. Roarke e Tatoo da Fantasilandia 


o addirittura Max Headroom (anche se il telefilm è dell'87).


Un vero tuffo nel passato, con alcune rivincite, nei dialoghi o nelle scene

 
da parte del popolo Nerd tanto bistrattato negli anni '80.

Ultimo appunto personale. Ma Eddie Plant che gusti strani ha in fatto di donne? cioè ti chiedono di salvare il mondo e tu in cambio chiedi di uscire con Serena Williams che è un uomo mancato?

Vabbè de gustibus

sabato 26 agosto 2023

LOST POST, L'era di Tumblr: 57 - Storia del Drago a Tre teste

PUBBLICATO ORIGINARIAMENTE IL 28/07/2015

C'era una volta un drago, ma non era come tutti gli altri, questo era speciale e aveva tre teste..... oggi vi racconterò la sua storia.
beh sapete cosa sono i draghi vero? no? ma dai quelle creature mitologiche che appiano in moltissimi racconti fantasy. Maestose creature dotate spesso di ali, minacciose in molti casi, molte volte dotate di un alito infuocato.

Vogliamo citare qualche drago famoso?
Beh partiamo dalla cultura cinematografica con Draco da Dragon Heart 

o Sdentato di Dragon Trainer, 

 

per poi passare alla letteratura con Saphira di Eragon 


(il libro non l'ho letto ma il film è noia e banalità). Come non citare infine il mondo dei manga con uno dei draghi più famosi, ovvero Shenron? 


e poi scusate, ma da giocatore di Magic non posso non citare la leggendaria carta del Drago di Shivan.


Ma come al solito ho divagato. Come dicevo all'inizio oggi voglio raccontarvi la storia di un drago particolare, il Drago a Tre teste. Anche se la sua origine si perde negli eoni del tempo, il suo spirito e la sua presenza è forte tutt'oggi più che mai. Molte versioni di questa mitologica creatura si possono trovare anche nella quotidianità. Questo drago avrebbe un potenziale enorme, visto che ha tre teste pensanti che potrebbero risolvere molti problemi contemporaneamente o valutare molte strade alternative per affrontare brillantemente una singola problematica. Spesso però le tre entità che comandano il corpo sono spesso in disaccordo o, peggio ancora, ragionano in maniera indipendente e proseguono spesso ognuna per la propria direzione. Il corpo quindi non ha comandi precisi su come affrontare le situazioni che lo coinvolgono per cui, molto spesso, si trova impacciato e incapacitato a portarle a termine. Spesso si arriva comunque ad un risultato, però diciamo che se ci fosse stata maggior collaborazione tra le tre teste, si sarebbe arrivati ad una soluzione migliore e in tempi probabilmente più brevi, senza un inutile dispendio di energie.

Dai siamo onesti, questa "favoletta" del drago a tre teste è una metafora. Il tutto è partito dal mio lavoro e da come si comportano certi clienti (ma non solo clienti) quando ti chiedono una qualche miglioria per semplificarsi il loro, ma poi abbiamo le tre figure predominanti che qualche tempo fa mi fecero scrivere il tweet:

"Massima del giorno: il cliente è come un drago a tre teste. Ognuno pensa con la propria, e il "corpo" non sa che direttive prendere"


Nelle svariate versioni dei "draghi a tre teste" che si possono trovare oggi, possiamo distinguere sempre le tre figure portanti:

1) La testa che comanda. Questa figura è quella che prenderà la decisione definitiva però, di solito, non ha assolutamente il quadro completo o pecca di estrema superiorità. Come diceva il saggio Michele Salvemini, "...è come la naja, dove chi più aveva potere più era ignorante". Brutto da dire, ma è vero, e ogni drago a tre teste che incontro ne è solo una riconferma.

2) La testa che ragiona. Questa è la figura che realmente dovrebbe comandare o, per lo meno, dovrebbe instradare o dare le indicazioni su come proseguire il percorso e portare a casa il risultato. Anche questa figura nei vari draghi conosciuti è sempre presente, a volte con la reale possibilità di far valere le sue idee, a volte spiegando le sue ragioni alla testa al comando ma venendo dribblato, altre volte infine venendo bellamente ignorato.

3) La testa menefreghista. Questa, delle tre, è la figura peggiore, spesso più della testa che comanda che non vuole sentire ragioni al di fuori delle sue. Il menefreghista vorrebbe ottenere più velocemente un risultato, gli viene proposta un'idea, viene realizzata, ma continua a fare come ha sempre fatto. Perché? beh, semplice! ha sempre fatto così e non ha tempo per adattarsi a qualcosa di nuovo. Come dicevamo è il peggiore del trio. Qualsiasi soluzione alternativa per arrivare ad un risultato plausibile viene approvata su carta, ma scartata quando messa in atto.

 
A questo punto probabilmente vi starete chiedendo: Visto che così strutturato non funziona, come dovrebbe comportarsi il Drago a tre teste? Beh senza dubbio dovrebbe esserci collaborazione. Visto che fanno tutti e tre parte dello "stesso corpo" dovrebbe esserci unità nel percorrere il percorso che porta a dei risultati, semplificarsi la vita e migliorare la qualità del lavoro svolto.

Purtroppo non è così e i tre elementi, o forse due di essi, visto che la testa che ragiona si prodiga per ottenere gli obiettivi sopra citati, non collaboreranno mai. A mio modo di vedere si pecca sempre di superiorità da una parte, visto che spesso non ferma a ragionare a tavolino con chi la miglioria la userà, e menefreghismo dall'altra, visto che pur essendo una cosa che potrebbe tornare utile, non la useranno mai spesso solo perché non hanno chiesto quando si è iniziato il discorso.

A volte questo modo, per me bislacco, di ragionare ognuno con la propria testa e non pensare per il team, proprio non lo capisco.
Cioè l'Italiano medio non è innamorato perso di uno degli sport di squadra per antonomasia, il calcio? ah già il calcio ormai è uno sport corrotto, si gioca per i soldi, non per la passione. Holly & Benji purtroppo è sempre uno stupido manga/anime per bambini che non insegna nulla.

 
E se proprio vogliamo scendere in argomento, perché non tiriamo in ballo i cartoni animati? volete un esempio di ottimo spirito di squadra?
Beh lo conoscete tutti Voltron/Golion? 

 
Si dai il robottone che si formava dall'unione di cinque leoni meccanici. Cosa sarebbe successo se i cinque piloti non avessero avuto spirito di squadra e ognuno avesse voluto fare di testa sua? Probabilmente non avremmo mai visto Voltron/Golion in azione e l'impero di Zarkon avrebbe avuto la vittoria facile.

 

Devo essere sincero, mano a mano che l'idea alla base di questo post prendeva vita, gli esempi e le varie forme del "Drago a tre teste" si allargavano a macchia d'olio.

E quindi via alle evoluzioni alla base della "leggendaria" creatura. Partiamo da un dato di fatto, ogni Drago che ho analizzato è sempre formato dalle tre teste, non sempre nella formazione sopracitata e, in alcuni casi diventano quattro.

Vediamo quindi le varianti:

1) La testa che comanda c'è sempre, ed è sempre vero che è quella che vuole, ma non sa. La differenzia sostanziale è data dal fatto che alcuni si intromettono durante lo svolgimento del lavoro, dando un'idea (deviata) su come dovrebbe procedere lo svolgimento, mentre altri se ne fregano della scaletta prefissata e rimescolano le carte in tavola ogni due per tre, facendo impazzire chi il lavoro deve svolgerlo. Ultima versione è l'equivalente del commerciale di cui vi raccontavo nella vita da programmatore, quello che vende il prodotto come la venuta del messia sceso in terra, fregandosene di eventuali problemi di realizzazione e obbligando a fare miracoli spesso irrealizzabili.

2) Anche la testa che ragiona c'è sempre, ma a volte si divide in due varianti. Quella "pura" che cerca di arrivare alla soluzione prefissata senza troppe rotture, e cercando di evitare rogne in corso d'opera. Insomma colui che "ragiona quadrimensionalmente". L'altra variante, che quindi porta anche alla nascita della quarta testa, è un ibrido tra la testa che ragiona e quella che comanda. In pratica idee buone, spesso ben pensate, ma spesso peccando di superbia su reali problemi di realizzazione o su tempi di realizzo. Il tutto viene quindi ridotto a un semplice: "ma ze na casada!!"

3) Il menefreghista a volta evolve in opportunista. Concettualmente distanti ma, personalmente, entrambi subdoli. Come dicevamo in precedenza il menefreghista ti dice che tutto è molto bello, ma non lo userà mai perché non vuole adattarsi. L'opportunista invece vuole mettersi in evidenza, mostrandosi a volte come un eroe che si sacrifica per "il bene del gruppo". Però sa bene che le decisioni o le cose che vuole dimostrare non vanno bene per tutti e, soprattutto, è il primo a non fare gioco di squadra. Però vuole comunque ottenere il risultato, per cui cerca di avere il consenso dei suoi preferiti, e di delegare ad essi il compito di ottenere il consenso a chi non gli va giù o dai quali sa che potrebbe avere ostacoli. Per cui organizza riunioni post orario lavorativo, per far vedere che lui per primo si prodiga a migliorare il lavoro di tutti. La convocazione della riunione però non avviene nelle modalità standard mandando, ad esempio, una mail cumulativa a tutti con orari e luoghi, ma con un subdolo passaparola. L'opportunista comunica solo a chi gli fa comodo, e delega questi ad avvertire gli altri. Questo perché? perché sa che delegando la gente che gli fa comodo ha maggior probabilità di avere successo anche con chi non sopporta o non gli torna utile.

Resta il fatto che il "telefono senza fili" a cui si arriva spesso è poco professionale per chi a leader si vuol innalzare.

Questa quindi è la fine del nostro racconto, la nostra favola del Drago a tre teste non arriva ad un lieto fine ma piuttosto ad un 

anche se sappiamo già tutti che le cose non cambieranno mai fin tanto che mancherà lo spirito di collaborazione.....

...meditate su quanto detto. Sogni d'oro.


venerdì 25 agosto 2023

LOST POST, L'era di Tumblr: 56 - I mille volti del Signore del Tempo


PUBBLICATO ORIGINARIAMENTE IL 30/06/2015

Non sono impossibile, sono solo improbabile.

Forse a qualcuno di voi queste parole potrebbero essere familiari... ma andiamo con ordine.
Parliamo oggi di una serie televisiva Inglese che ormai è entrata nella storia come la serie fantascientifica più longeva di tutti i tempi. Parliamo ovviamente di Doctor Who.
La serie esordisce sulla BBC, che produce tutt'ora gli episodi, nel lontano 1963. La mia analisi però si concentrerà sui cicli più recenti di episodi, insomma quella che può essere definita, la serie moderna.

Come al solito la mia passione per il Dottore è nata, come sempre, per curiosità, ma questo ormai lo sapete, visto che il 90% degli articoli che scrivo nasce da li.

Ma di cosa parla quindi Doctor Who?
Nella serie vengono raccontate le avventure del misterioso Dottore, un alieno, un Signore del Tempo per la precisione, che viaggia per lo spazio e per il tempo con la sua strana nave spaziale, il T.A.R.D.I.S, alla ricerca della conoscenza e per vedere il tutto.
Cosa abbia scatenato il suo lungo viaggio nelle ere è uno dei grandi misteri che avvolgono il protagonista, come il suo reale nome, mai svelato. Nel corso delle stagioni si apprende qualche stralcio del suo passato, come il suo pianeta di origine, Gallifrey, e di come questo sia stato distrutto in una cruenta guerra con un'altra razza aliena, i Dalek. Il Dottore però è spesso restio a raccontare nel dettaglio i fatti, visto che, in quella guerra, tutta la sua intera razza fu annientata.

Nel corso dei suoi viaggi il Dottore viene affiancato spesso da compagni di viaggio terrestri, questo perché è innamorato della nostra razza e delle sue molte sfaccettature, come dichiara spesso in vari episodi.
Probabilmente una delle cose che vi starete chiedendo è sul come sia possibile che una serie tanto longeva sia potuta proseguire visto che lo spettatore medio si affeziona ai personaggi e ai vari attori.

Beh Doctor Who ha due grosse particolarità, che la rendono una serie "virtualmente" eterna. La prima è che lo svolgersi della trama non segue le direttive intricate delle serie moderne, dove perdendo anche un singolo episodio, non si capiscono molte cose. Qui ogni episodio è un'avventura, abbastanza distaccata dalle altre. Alcune di esse sono però più longeve per cui servono due episodi per portarle a compimento. A volte, all'interno della stessa stagione di solito, vengono fatti riferimenti a episodi passati, però sempre con un rapido flashback che focalizza lo spettatore sui fatti salienti.
L'altra grossa peculiarità che da eternità alla storia è il "rigenerarsi del protagonista". Mi spiego meglio: come molti sanno gli attori difficilmente restano saldi al loro ruolo di protagonisti per sempre, vuoi perché invecchiano, vuoi perché si stufano della parte, vuoi per divergenze con la produzione, vuoi per mille altri motivi.
La BBC e gli autori devono aver visto lungo dopo le prime stagioni del Dottore e, per non dover chiudere la serie dopo pochi anni, si inventano l'idea della "rigenerazione". Il Dottore è sempre la stessa entità però ha volti e interpreti diversi, con tutto quello che ne consegue, cambio di personalità in primis. Nel corso della serie si apprende che il Dottore ha "vite" limitate visto che si parla di 12 possibili rigenerazioni ma, come sanno gli appassionati, si è trovato una soluzione anche a questo.

Allo stesso tempo, anche i compagni di viaggio del Dottore vengono cambiati, a volte "abbandonati" dal protagonista, che non vuole vederli invecchiare e morire, o per eventi accaduti nel corso degli episodi.

Come già detto in precedenza la mia analisi si concentra sulla serie moderna, quella iniziata nel 2005 con quello che viene definito il nono Dottore, Christopher Eccleston.

Nono Dottore (Christopher Eccleston)

Il primo dei Dottori moderni. Il suo modo di fare è sicuramente spavaldo. Estremamente divertito da ciò che gli accade, specialmente quando si trova in mezzo a qualche guaio. Poco riflessivo visto che non ragiona molto sulle possibili conseguenze e prosegue senza un piano ben studiato. Dall'unica stagione che lo vede protagonista, vediamo inoltre che è molto vendicativo, non si fa troppi scrupoli a eliminare una qualche minaccia che affronta. Veste in maniera giovane, sempre indossando un giubetto in pelle. Come Dottore personalmente non mi dispiaceva per cui lo avrei visto bene anche in una seconda stagione.

Decimo Dottore (David Tennant)

Sicuramente più ironico e autoironico rispetto alla sua precedente incarnazione. Molto più espansivo e sicuramente più riflessivo. Analizza attentamente luoghi, persone e cose che lo coinvolgono, cercando sempre di trovare la soluzione ideale per tirarsi fuori dai guai, cercando di salvare tutti. A mio modo di vedere questo cambio di personalità dipende in parte anche dal carattere della sua compagna di viaggio per le prime due stagioni della serie, ovvero Rose Tyler. Il suo abbigliamento è più elegante rispetto al nono Dottore, vestendo sempre in giacca, camicia e cravatta. Spesso indosserà anche un cappotto lungo. La cosa che forse distingue l'abbigliamento di Tennant sono le scarpe di tela sportive, visto che sarà il Dottore spesso di corsa. Resterà nel ruolo per tre stagioni più svariati speciali. Personalmente dei quattro Dottori moderni, rimane il mio preferito.

Undicesimo Dottore (Matt Smith)

L'undicesima incarnazione del Signore del Tempo è molto diversa rispetto dalla precedente. Perde infatti l'estrema espansività e quel senso di trovare il buono in tutto e tutti. Molto più guardingo quindi nell'aprirsi al prossimo ma in compenso ne guadagna una parlantina degna del miglior Deadpool. Il Dottore interpretato da Smith parla, parla, parla, a volte in maniera sensata, a volte solo per fare ragionamenti suoi ad alta voce, a volte a sproposito. Si affezionerà moltissimo alla sua compagna di viaggio Amy, anche se in modo diverso rispetto al rapporto Decimo Dottore/Rose Tyler. Questo cambio di personalità, specialmente nel non affezionarsi troppo alla gente che incontra, ancora una volta, è dovuto alle sue avventure passate e specialmente alle passeggere del T.A.R.D.I.S. al quale ha stravolto sia in bene che in male la vita (specialmente nel caso di Donna). Nel corso delle tre stagioni che lo vedono protagonista vedremo un'evoluzione del suo carattere. Guardingo all'inizio, diventerà col tempo una persona abbastanza incontrollabile e bizzarra. Il massimo della bizzarria, a mio di vedere, raggiungerà il suo apice nell'episodio "La quasi gente" (The Almost People 6X06), anche se non posso dirvi il perchè, visto che cadrei nello spoiler. Guardatelo e ditemi se non ho ragione.
Il suo modo di vestire è molto anni '80. Camicia bianca con una giacca a quadri e, nei primi episodi, indosserà addirittura delle bretelle, anche se la cosa che lo distinguerà sarà il suo amatissimo cravattino.
Personalmente la decisione di farlo doppiare a Nanni Baldini è stata perfetta. Per chi non lo sapesse, oltre ad aver doppiato Smith in Doctor Who ha dato la voce, tra gli altri, anche Chris Tucker in Rush Hour e Ciuchino di Shrek altri due personaggi dotati di forte parlantina.

Dodicesimo Dottore (Peter Capaldi)

 

L'attuale Dottore in carica. Ancora una volta il suo carattere è cambiato. Il Dottore interpretato da Capaldi è molto presuntuoso, molto più di Smith, cinico, freddo e distaccato. Molte volte sembra addirittura che non abbia mai vissuto a stretto contatto con i terrestri visto che troverà bizzarri alcuni atteggiamenti di Clara, come l'indossare tacchi per occasioni importanti o il semplice truccarsi.
Rispetto ai precedenti Signori del Tempo il suo comportamento si basa sulla priorità assoluta di salvarsi e salvare Clara, l'unica persona che ha realmente a cuore. Questo forte distacco personalmente è dato dal fatto che è autocoscente che non potrà mai legarsi ad una delle sue compagne di viaggio, viste le evidenti differenze nelle loro razze di apparenza. Il dodicesimo Dottore non ha un abbigliamento o un elemento che lo contraddistingue. Veste in maniera elegante ma nessun elemento ricorrente. Forse la cosa che lo differenzia dalle sue precedenti incarnazioni è l'avere una lavagna all'interno del T.A.R.D.I.S. sulla quale prenderà appunti o dove darà sfogo ai suoi pensieri.

Piccola curiosità che magari chi ha visto la serie mano a mano che veniva trasmessa non ha notato. Peter Capaldi è stato già nel cast di Doctor Who, prima di diventare il Dottore. Non ci credete? beh eccolo qua:

 
Le fiamme di Pompei (The Fires of Pompeii 4X02) che poi cercando sull'Internet ha scatenato questa simpatica vignetta

 
Concluse le riflessioni sul protagonista della serie, analizziamo gli aiutanti del Dottore.

Rose Tyler (Billie Piper)

 


Ve la ricordate vero Billie Piper? no? ma dai, è stata un po' la genesi delle ragazzine cantanti che ha visto Britney Spears come maggior esponente. Secondo me questa canzone l'avete sentita un miliardo di volte . Vabbè storia della bella Billie a parte, torniamo al suo ruolo in Doctor Who. Rose è una ragazza di 19 anni che lavora come commessa in un grande magazzino. Scendendo nel seminterrato per consegnare degli incartamenti, viene aggredita da dei manichini di plastica che hanno preso vita. Spaventata, verrà salvata dal Dottore.
Dal punto di vista caratteriale Rose l'ho sempre vista come la ragazza che era stufa del suo tran tran quotidiano e lascia tutto per partire verso l'ignoto insieme al Dottore. Con lui vivrà molti viaggi tra passato e futuro vedendo addirittura la fine della Terra, nell'anno 5 miliardi. Un po' alla volta se ne innamorerà, pur restando inizialmente sconvolta durante la fase di rigenerazione. Anche il Dottore nella sua decima incarnazione, si affezionerà alla ragazza, probabilmente innamorandosene a sua volta, ma dovendola abbandonare durante gli eventi che concludono la seconda stagione.

Martha Jones (Freema Agyeman)

 

Martha inizia il suo viaggio col Dottore all'inizio della terza stagione, durante l'episodio "Alieni sulla Luna" quando l'ospedale dove lavora come tirocinante, viene spostato sulla Luna. La ragazza aiuterà il Dottore a trovare il plasmivoro che i Judoon stanno cercando, seminando il panico nell'ospedale. Per ringraziarla per il suo aiuto, il Dottore la invita a unirsi a lui per un ipotetico singolo viaggio col T.A.R.D.I.S., anche se da quel viaggio come "passeggera" diventerà la nuova compagna di viaggio del Signore del Tempo. Rispetto a Rose, che inizia il viaggio alla ricerca di nuove avventure e per vedere l'ignoto, innamorandosi successivamente del Dottore, Martha ne è innamorata fin da subito. Nel corso delle puntate però capirà ben presto di non essere ricambiata e di essere quasi una "seconda scelta". Dal punto di vista caratteriale Martha è meno impulsiva rispetto a Rose e avendo conoscenze mediche, è di maggior supporto al Dottore. Alla fine della terza stagione, dopo gli eventi che concludono il ciclo, deciderà di rinunciare ai viaggi nel tempo, sia perché è rimasta spaventata dai fatti appena conclusi, sia perché sa di non poter far breccia nel cuore del Signore del Tempo. La ritroveremo in qualche episodio della quarta serie a dar man forte al Dottore e alla sua nuova compagna di viaggi.

Donna Noble (Catherine Tate)

 

Donna viene introdotta nello speciale natalizio che fa da ponte tra la seconda e la terza stagione della serie quando, accidentalmente, si trova sul T.A.R.D.I.S. rovinandole il giorno delle nozze (anche se alla fine si scoprirà che è stato meglio così). Dopo quell'avventura lascia andare il Dottore ai suoi viaggi perché troppo spaventata dei fatti accaduti. La ritroveremo però all'inizio della quarta stagione quando è lei a cercare tracce del misterioso Signore del Tempo, diventandone la nuova compagna di viaggio. Sicuramente è la più "sanguigna" delle donne salite finora sul T.A.R.D.I.S., ha un carattere molto forte e molto determinato. Dopo una serie di eventi, verrà riportata dai suoi famigliari alla fine della quarta stagione anche se riapparirà, insieme al nonno, negli episodi speciali successivi alla stagione.

Amelia Jessica "Amy" Pond (Karen Gillan)

 

Amy conoscerà il Dottore nella sua infanzia quando, letteralmente, preciperà nel giardino di casa dopo la rigenerazione. Lei chiederà al Dottore d'investigare riguardo ad una strana crepa nel muro, ma quest'ultimo viene interrotto dal T.A.R.D.I.S.; il Dottore promette ad Amelia di tornare in cinque minuti, ma arriva con ben dodici anni in ritardo. Mentre Amelia cresce, la famiglia la convince che il Dottore è solo un personaggio immaginario. Quando il dottore ritorna Amy è diciannovenne. Amy allora aiuta il Dottore a salvare la Terra dagli Atraxi, ma sempre a causa del T.A.R.D.I.S., lei non vede il Dottore per altri due anni, quando, diventata ventunenne, il Dottore la invita a viaggiare con lui; lei accetta con la condizione che il Dottore la riporti la mattina successiva, non rivelando che si sarebbe sposata quella mattina.
Amy caratterialmente ricorda molto Rose. Affascinata dal bizzarro personaggio che credeva essere solo un sogno in tenera età, inizierà a viaggiare con lui per vedere l'impossibile. Rispetto alle precedenti compagne di viaggio, il rapporto col Dottore resterà solamente di stima reciproca e amicizia fraterna, specialmente quando unirà ai viaggi anche il fidanzato di Amy, Rory.

Rory Arthur Williams (Arthur Darvill)

Come dicevamo in precedenza, il fidanzato di Amy. Lo conosceremo insieme a lei all'inizio della quinta stagione, anche se diventerà membro della squadra regolarmente dopo l'episodio I Vampiri di Venezia (The Vampires of Venice 5X06). Sicuramente più spaventato della ragazza nell'entrare nel "mondo del Dottore", diventerà estremamente coraggioso dopo gli episodi che concluderanno il quinto ciclo, forte anche del fatto dell'amore provato dalla bella Amy.

Senza dubbio sia Amy che Rory sono i compagni di viaggio più longevi (attualmente) del Signore del Tempo, visto che lo accompagneranno nel suo lungo viaggio per stagioni e mezzo. Senza spoilerare metodi e modi, personalmente il loro addio al Dottore segna uno degli episodi più toccanti della serie.

Clara Oswald (Jenna-Louise Coleman) 

Clara viene introdotta, in due versioni alternative, all'inizio della settima stagione per diventarne membro ufficiale dalla seconda metà in poi. Sicuramente la compagna di viaggio più misteriosa del Signore del Tempo. La seconda parte della settima stagione servirà anche a sbrogliare il mistero che l'avvolge. Come quasi tutte le compagne di avventura del Signore del Tempo se ne innamorerà anche se, come sempre, non verrà corrisposta come vorrebbe. Clara sarà anche co-protagonista dell'ottava stagione, quella che introduce il dodicesimo Dottore. Però vedremo anche un cambio nel loro rapporto. Da amore quasi corrisposto per gli eventi che ruotano attorno alla seconda metà della settima stagione, ad un maggior cinismo e quasi snobbismo da parte del Signore del Tempo nei confronti della ragazza durante l'ottavo ciclo. Nel corso della stagione però scopriremo che questo snobbismo è una facciata dovuta al nuovo carattere del Dottore. Infatti lui avrà sempre grande stima e gratitudine nei confronti di Clara e si lancerà sempre al suo salvataggio. L'iniziale rapporto di quasi amore, diventerà definitivamente di profonda amicizia quando Clara conoscerà Danny Pink.

Pur con meno spessore rispetto ai compagni di viaggio del Signore del Tempo, nel corso delle stagioni incontreremo anche altri personaggi ricorrenti.

Mickey Smith (Noel Clarke)

Il fidanzato di Rose. Molto legato alla ragazza, anche se alla lunga si lasceranno per il rapporto nato tra Rose e il Dottore. Diventa membro dell'equipaggio del T.A.R.D.I.S. anche se per pochi episodi a causa di alcuni eventi accaduti nella seconda stagione. Ritornerà sporadicamente nelle stagioni del Decimo Dottore aiutandolo ad affrontare le varie minacce.

Capitano Jack Harkness (John Barrowman)

 

Viaggiatore del tempo proveniente dal cinquantunesimo secolo, di specie umana ma proveniente dal pianeta Boeshane Peninsula (una futura colonia del pianeta Terra). Verrà introdotto nella prima stagione della serie, dove parteciperà per due episodi e saltuariamente in diversi tra la seconda e la quarta. In un episodio viene lasciato intendere che il Dottore e il Capitano si conoscevano già anche se in un futuro lontanissimo. Jack diventerà il protagonista dello Spin-Off Torchwood.

River Song (Alex Kingston)

 


River viene introdotta nell'episodio "Le ombre assassine" (Silence in the Library 4X08) quando il "Dottore in carica" è David Tennant. Senza dubbio dei personaggi non protagonisti è il più misterioso, visto che ammetterà di conoscere il Dottore, anche se con un aspetto diverso, e gli sussurrerà all'orecchio il suo vero nome. Sporadicamente apparirà nella quinta stagione nella "gestione Matt Smith" per poi diventare co-protagonista in molti episodi della sesta. Viaggerà sempre con un libretto a forma di T.A.R.D.I.S. sul quale si annoterà i vari incontri col Dottore e le avventure vissute assieme. Parte della sesta stagione servirà anche a svelare il mistero dietro alla donna, e del perchè conosceva già il Dottore anche quando candidamente questo ammette di non averla mai incontrata.

Danny Pink (Samuel Anderson)

 

Ex soldato, ora insegnante di matematica, presso la Coal Hill Secondary School dove anche Clara insegna. I due in poco tempo si innamoreranno e bene o male anche Danny verrà coinvolto nei viaggi del Dottore. Pur capendo che Clara è affascinata dal Dottore e forse prova un qualche tipo di sentimento per lui, ha piena fiducia nel loro rapporto, venendo pienamente ricambiato nel proseguire degli episodi.

Parliamo ora dei nemici del Dottore. Senza dubbio saranno tanti e molto diversi tra loro, anche se alcuni sono più ricorrenti. Senza dubbio ne spiccano due che, diciamocela tutta, si vede che la loro genesi è stata fatta nel pieno della fantascienza anni '60.

I Cybermen


Se li guardiamo bene, non sono altro che i papà di Robocop. 

 

Cyborg con un cervello umano. Erano originariamente una specie del tutto organica di umanoidi provenienti sul pianeta gemello della Terra Mondas che hanno iniziato a impiantare sempre più artificiali parti nei loro corpi come mezzo di auto-conservazione. Senza dubbio questo concept ricorda molto la storia raccontata nel manga/anime Galaxy Express 999 anche se i Cybermen, a lungo andare e continuando a "macchinizzarsi", perdono il lato umano diventando malvagi cercando di soggiogare il pianeta. Dalla settima stagione vediamo un restyling di questi cyborg, sia a livello visivo sia a livello strutturale. Infatti i "nuovi" Cybermen rispetto a quelli presentati nelle prime stagioni, hanno un sofisticato sistema di auto upgrade che li rende molto più versatili nell'affrontare ostacoli e, di conseguenza, li rende anche molto più pericolosi.

I Dalek


Se li guardate, a prima vista ricordano un po' la cameriera dei Jetsons, Rosie. 


 

In realtà sono la nemesi del Dottore nonché la causa della distruzione di Gallifrey nella spesso citata Guerra del Tempo. Cyborg corazzati che non provano alcun tipo di sentimento se non quello di eliminare qualsiasi razza che non sia la loro, al fine di diventare i Dominatori dell'Universo (no questa volta He-Man e soci non c'entrano). Ritorneranno abbastanza ricorrentemente nella serie. Come il Dottore, hanno la possibilità di viaggiare nel tempo e nello spazio. Il Dottore prova un odio profondo per questa razza e tenterà con ogni mezzo di eliminarli definitivamente da qualsiasi tempo e spazio nel quale li incontra. In un episodio ci ritroveremo addirittura "all'interno di un Dalek" (Into the Dalek 8X02)

Un altro nemico abbastanza ricorrente nella serie saranno gli Angeli piangenti. 


Essi sono un'antica specie aliena che viene introdotta nella terza stagione, a partire dall'episodio Colpo d'occhio (Blink 3X10). Appaiono come statue di pietra e hanno la caratteristica di muoversi silenziosamente e molto velocemente quando non sono osservati da altri esseri viventi; quando osservati, invece, gli Angeli si bloccano in un'unica posizione nello spazio, congelati e indistruttibili. Quando due Angeli si guardano a vicenda, restano pietrificati per sempre, e per evitare ciò gli Angeli allo stato di congelamento si coprono gli occhi con le mani, apparendo quindi come delle figure "piangenti". Il Dottore si riferisce a loro come le creature più spaventose create dall'evoluzione. Si nutrono di energia temporale, e muoiono se esposti all'energia creatasi da un paradosso temporale.

Prima di discutere dell'evoluzione complessiva della serie e degli episodi che la compongono, soffermiamoci un attimo sugli strumenti spesso usati dal Dottore.

Carta psichica

 

Questo oggetto verrà usato molto spesso nella prima stagione e via scemando nella stagioni successive per ritornare in voga nella "gestione Capaldi". Si tratta sostanzialmente di un taccuino apparentemente bianco che, quando mostrato ad una persona, la si induce a vedere tutto ciò che voleva vedere stampato su di essa. Il Dottore la userà principalmente per farsi passare per una qualche autorità o come invito per introdursi a qualche ricevimento o simile. Non vi nego che ogni tanto sarebbe utile anche nella vita reale.

Cacciavite sonico

 

Senza dubbio l'oggetto più usato dal Signore del Tempo. Se vogliamo dirla tutta è un po' l'equivalente del coltellino svizzero di MacGyver. Il cacciavite servirà per aprire porte, analizzare oggetti, persone, disattivare congegni e molto altro. Pur cambiando nel corso delle stagioni, 

gli resterà sempre un grosso difetto... infatti sarà inutile contro oggetti o creature di legno.

T.A.R.D.I.S.

 

"Time And Relative Dimension In Space" ovvero "Tempo e Relativa Dimensione nello Spazio"... in pratica, la nave spaziale del Dottore. Pur sembrando un semplice mezzo di trasporto il T.A.R.D.I.S. è dotato di una coscienza propria.

<SPOILER>

 

In un episodio, "la moglie del Dottore" (The Doctor's Wife 6X04) ne vedremo addirittura l'anima prendere possesso di una donna e dialogare col Dottore. I due bisticceranno accusandosi reciprocamente di essere inaffidabili, e che le "deviazioni errate" della cabina blu erano volute per portare il Signore del Tempo nel luogo dove c'era bisogno di lui.

In un paio di episodi vedremo addirittura l'interno del T.A.R.D.I.S. oltre alla solita cabina di pilotaggio. Scopriremo infatti che non solo "è più grande all'interno", come diranno spesso i compagni di viaggio del Dottore, ma è addirittura infinito e in costante mutazione.

 

</SPOILER>

Probabilmente le cose più riconoscibili del T.A.R.D.I.S. sono il suo aspetto, una cabina blu della polizia degli anni '60, e il suo suono quando si materializza e smaterializza. Se non ricordo male durante una puntata venne chiesto al nono Dottore come fa il T.A.R.D.I.S. a non essere notato nei suoi viaggi nel tempo. Esso spiegherà che la nave avrebbe un circuito di mimetizzazione detto "camaleonte", ma questo si è danneggiato nel corso dei vari viaggi. Ammetterà inoltre che pur essendo spesso "fuori luogo rispetto all'epoca del viaggio" non ha mai riparato il circuito perché a lui piace l'aspetto di cabina blu.
Qualcuno potrebbe essersi anche domandato come mai, pur viaggiando tra epoche e popolazioni molto diverse, i nostri protagonisti si capiscono sempre perfettamente. Questo è infatti uno dei regali fatti dalla cabina blu, visto che farà da traduttore automatico a chiunque viaggi con lei. Una specie di "pesce di Babele", senza il fastidio di ficcarselo nelle orecchie.

 

Parliamo infine dell'evoluzione della serie. Come abbiamo detto all'inizio, la mia analisi si basa sulla serie moderna di Doctor Who, quella iniziata nel 2005. Nel corso delle otto stagioni (anche se stiamo aspettando la nona) gli episodi prendono maggior spessore e sono maggiormente amalgamati nel loro scorrere. A mio modo di vedere, specialmente con le prime  due stagioni, si è voluto andare coi piedi di piombo nel ripresentare Doctor Who al pubblico inglese consci del flop che tentò invano di rilanciare il brand nel 1996. Diciamo che dalla terza, forse anche per il forte carisma di Tennant, le stagioni si fanno più interessanti dal punto di vista delle storie presentate, raggiungendo l'eccellenza in alcuni alcuni episodi, come lo stupendo "Le acque di Marte" (The Waters of Mars, terzo speciale dopo la quarta stagione) oppure buttando basi per episodi successivi come nel già citato "Le ombre assassine". Chiaramente non tutte le ciambelle riescono col buco, per cui alcuni episodi risultano essere confusionari come nel caso de "La fine del tempo" (The End of Time quarto e quinto episodio speciale dopo la quarta stagione) che chiude l'era Tennant, o semplicemente meno coinvolgenti come "La potenza di tre" (The Power of Three 7X04). Forse una scelta saggia nello scrivere le stagioni di Doctor Who, sta nel chiudere la trama principale negli episodi che la compongono. Le stagioni successive quindi sono uno starting point ideale a chi vuole inserirsi nel mondo del Dottore. Anche il suo cambio di aspetto, o dei suoi compagni di viaggio è il perfetto punto di inizio per chi vuole iniziare a seguire la serie. Verranno, in alcuni casi fatte citazioni alle stagioni o ai precedenti compagni di viaggio del Dottore, ma se serviranno al proseguo della storia verranno sempre dati degli input al telespettatore in modo da conoscerne le basi e per poter comunque godersi l'avventura narrata.
Se guardiamo bene gli episodi della serie possono essere ricondotti a tre "macro gruppi", anche la base di fondo è una storia fantascientifica. Avremo quindi episodi di pura fantascienza dove il Signore del Tempo e i suoi compagni si spingono in pianeti di galassie remote, oppure viaggiano talmente avanti nel tempo tanto per vedere cosa succederà al nostro pianeta azzurro. Altri episodi invece hanno una base storica, dove il nostro eroe parteciperà a eventi fondamentali per la nostra cultura o conoscerà alcuni personaggi noti. Infine l'ultima tranche di episodi ha un sapore più da thriller/horror portando il Dottore ad affrontare avventure dal sapore più cupo o più spaventoso (senza mai esagerare).

Detto questo, direi che la mia analisi si può concludere qui. Però aggiungerò una cosa, sapete secondo me qual'è il vero fascino del Dottore? probabilmente è la stessa cosa che ha affascinato per anni i Trekkis, ovvero quella voglia di vedere l'ignoto, "fino ad arrivare là dove nessun uomo è mai giunto prima". Siamo onesti, chi di voi che ha visto e gli sono piaciute le avventure del Dottore, non mollerebbe tutto per salire sul T.A.R.D.I.S. e poter vedere con i propri occhi eventi del passato studiati sui libri, o vedere il futuro a cui andrà in contro, oppure solo la curiosità di ammirare mondi lontani?