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giovedì 18 maggio 2017

Caccia alla Blacklist


Passiamo quest'oggi all'argomento videogiochi. Torniamo su un brand che come sapete, ho sempre amato, tranne in un caso. Parliamo del sesto e, per ora, ultimo capitolo di Splinter Cell, sottotitolato Black List.

Come forse ricorderete, in passato parlai dei primi due capitoli della "seconda trilogia". Lodai Double Agent ma disprezzai Conviction.

Se avete voglia leggetevi i post dedicati.

Come già annunciai, vista la convenienza di un "chiodo di magazzino" a prezzo "regalo", all'epoca di Conviction possedevo già questo sesto capitolo. Ma ovviamente solo ora ho iniziato a giocarlo.

E devo dire che Ubisoft ha capito che aveva fatto una minchiata e, fortunatamente, ha decisamente corretto il tiro.

Il gioco inizia alcuni mesi dopo l'assedio su Washington D.C da parte della Black Arrow e il fallito assassinio del presidente USA da parte dei capi di Third Echelon, ora sciolta a causa degli attentati portati avanti dal suo direttore, sfruttando le squadre segrete di Splinter Cells. Sam Fisher e sua figlia sono tornati ad una vita normale e Fisher ora lavora insieme al suo miglior amico Vic Coste in una corporazione mercenaria privata, la Paladin Nine Security, che accetta contratti di difesa per i governi di tutto il globo.

La prima missione, come già succedeva in Double Agent, è solamente il prologo al gioco vero e proprio.

Per una serie di eventi Sam tornerà a far parte di Third Echelon ora "upgradata" a "Fourth Echelon". 



La nuova squadra di supporto sarà formata da una vecchia conoscenza e da due new entry. La prima sarà la sempre presente Anna “Grim” Grímsdóttir, ora la responsabile tecnica delle operazioni. 



Le due nuove entrate invece saranno l'agente della CIA Isaac Briggs 



che fornisce potenza di fuoco supplementare e l'hacker Charlie Cole


che si occuperà sia dell'infiltrazione nei sistemi informatici, sia dello sviluppo dell'attrezzatura di supporto alle missioni.

Rispetto al passato ci sarà un sostanziale cambiamento. Infatti prima di qualsiasi missione torneremo a bordo del quartier generale di 4th Echelon, il Patriot, un gigantesco aereo che porterà i protagonisti nelle varie location dove si svolgeranno le missioni.





Ma all'inizio dell'articolo si diceva che Ubisoft aveva corretto il tiro, vediamo perchè.




Come forse ricorderete quando parlai di Conviction mi soffermai spesso sul fatto che Sam Fisher non era il Punitore e che in ogni Splinter Cell era premiata l'azione stealth spesso senza fare vittime, piuttosto che i massacri alla Rambo.

Dissi anche che alcune delle feature introdotte non fossero così sbagliate e anzi servivano a svecchiare le meccaniche di gioco rendendole più dinamiche e moderne.

Bene, Blacklist prende le poche cose buone di Conviction, tornando però alle origini del brand. In alcuni punti sembra veramente che sia Double Agent che Conviction non siano mai esistiti.

In qualche modo questo sesto capitolo è un vero e proprio starting point per i nuovi fan del brand.



Lo scopo del gioco, sarà fermare la Blacklist, una cellula terroristica di cui si sa poco e niente. Per cui le missioni si dipaneranno attorno al globo al fine di ottenere informazioni e fermare definitivamente la minaccia.

A livello di gameplay si torna al buon vecchio stealth, svecchiando le meccaniche d'azione usando le "abilità" introdotte nel precedente capitolo, ovvero la corsa tra una copertura e l'altra e il marca bersaglio.

Questa volta però, come è giusto che sia, potremo decidere se essere o meno letali nell'azione. 



Oltre alla classicissima pistola con silenziatore, avremo anche una pistola a scariche elettriche che ci tornerà utile per le azioni d'assalto.

Come succedeva nei capitoli della prima trilogia, prima di ogni missione potremo cambiare i settaggi di armi e attrezzature. Detta francamente? io ho solo fatto un upgrade alle armi ma non ho mai cambiato configurazione.




Come in passato a disposizione avremo sempre e solo tre armi. Le già citate pistole con silenziatore e a scariche elettriche e il fucile d'assalto.

Rispetto al passato, potremo decidere come approcciare la missione. Le nostre azioni verranno valutate alla fine con un bonus "di categoria".

Avremo tre distinzioni:

Approccio fantasma: verranno lodate le azioni senza far scattare allarmi, nascondendo i corpi e escludendo vittime.

Approccio pantera: simile, da quanto ho capito, al fantasma solo che vengono lodate le uccisioni stealth e l'evitare i nemici.

Approccio assalto: piccoli Rambo crescono. Vengono premiati i combattimenti e la sopravvivenza agli stessi. Devo aver fatto si e no 100 punti di categoria.

Inutile che vi dica il mio modus operandi, prevalentemente Fantasma con un pizzico di Pantera.



Per la prima volta, oltre alle missioni in co-op online, già presenti nei precedenti capitoli che vengono inserite 4 tipologie di missioni secondarie non rilevanti ai fini della storia principale.

Ognuna delle 4 categorie è giocabile in modalità diverse:

Missioni di infiltrazione:  dovremo hackerare o recuperare dati da tre diversi obiettivi all'interno dell'area di gioco. Se verremo scoperti la missione fallirà. La difficoltà, oltre al fatto di essere fantasmi, sta nel fatto che non ci sono checkpoint intermedi.

Missioni di abbattimento nemici: in queste missioni dovremo girare per due aree distinte dove dovremo abbattere, in maniera letale o meno, un gruppo di guardie.

Missioni di difesa: personalmente le più fastidiose e sicuramente le meno "Splinter Cell".
In pratica avremo un edificio dove dovremo abbattere 20 ondate da 5 o più nemici che gireranno per l'area.

Missioni cooperative: l'unica tipologia dove sarà obbligatorio giocare in due (schermo condiviso o rete), dove affronteremo (a quanto letto) delle missioni simili alle principali.

E visto che ne abbiamo parlato dedichiamoci alle missioni principali. Pur essendo poche, 12, sono molto variegate e spaziano nelle varie tipologie viste nei precedenti capitoli. Nella buona parte dei casi potremo decidere come muoverci, mentre in altre avremo limitazioni, tipicamente legate sull'evitare le guardie o non interagire in nessun modo con loro.

In un caso dovremo usare anche il secondo membro della squadra, Briggs, che avrà un metodo di approccio completamente diverso da Sam. Infatti se questo sarà il ninja della situazione con una visuale in terza persona, Briggs avrà un approccio più da guerrafondaio con la visuale sempre in soggettiva.

La storia è ben scritta e, come nello standard del brand, ci si immerge in una spy story,  magari di base non originale, ma coinvolgente.

Una cosa che effettivamente manca e che, personalmente trovavo divertente, era la possibilità di scassinare le porte o usare il visore termico per i tastierini numerici.

Finalmente viene re-introdotta la possibilità di spostare e nascondere le guardie stese/uccise. Era una cosa che mi dava fastidio da morire la sua assenza in Conviction.

Non potremo più interrogare le guardie come in Chaos Theory, ma è un'assenza veramente minore, anche se ha portato a dialoghi epici come quello dello smoking in Chaos Theory.

Viene ridata importanza a creare il buio, "il buio sarà il vostro unico alleato", anche se adesso i nemici se ti sono vicini, giustamente, ti vedono lo stesso.

Viene re-introdotto il visore notturno. 


 
Cazzo, era il simbolo del brand e doveva tornare. Ubisoft si è resa conto, più che altro visto i fan storici erano incazzati come iene, che il visore radar di Conviction era una bestemmia.

Come dicevo nel post dedicato a Double Agent ho adorato la scena dopo la missione introduttiva dove veniva gettato dall'aereo perché era simbolica, ma la modalità "Daredevil", dove eri obbligato a restare fermo per poterla gestire, era cagare fuori dal vaso, siamo onesti.

Ultimo, ma non meno importante, il doppiaggio. Luca Ward torna ad essere Sam Fisher ed è giusto così. Vi ho detto un milione di volte che non sopporto che un personaggio cambi voce nel corso del tempo. Posso essere d'accordo solo in due casi, o il doppiatore va in pensione e/o cambia lavoro oppure, purtroppo, passa a miglior vita.

Onestamente sentire tizio/tizia che in un gioco hanno una voce e in quello successivo ne hanno un'altra mi manda in bestia.

Quando Luca Ward postò la foto in studio di registrazione col visore notturno fui felicissimo, Sam Fisher è lui e non ci sono storie.



Sfoghi a parte, tiriamo quindi le somme. Questo sesto capitolo del brand è un vero ritorno alle origini. Per molti versi è un vero e proprio starting point per le nuove leve. I riferimenti al passato sono veramente pochi e non sono fondamentali per godersi appieno l'esperienza.

Si torna ad un vero e proprio stealth game con uno svecchiamento delle meccaniche e la possibilità di farlo diventare un action duro e puro.

Bello, ma nella mia personale classifica non supererà mai il capolavoro che è l'inarrivabile Chaos Theory. Potrei dargli un terzo posto, poco sotto al Double Agent.

Va giocato? ovviamente se siete fan storici di Sam Fisher si.
Siete tra gli stronzi che hanno amato Conviction? lasciate perdere e tornate a giocare a COD.


venerdì 13 gennaio 2017

Assassin's Creed: The Movie



Quando gli altri seguono ciecamente la verità , ricorda

NULLA E' REALE

Quando gli altri si piegano alla morale o alla legge, ricorda

TUTTO E' LECITO

Agiamo nell'ombra per servire la luce 

SIAMO ASSASSINI

L'avevo preannunciato nel precedente post, oggi parliamo del film di Assassin's Creed, classe 2016 (anche se da noi è uscito a inizio 2017), diretto da Justin Kurzel.

Ovviamente chi ha visto i trailer lo sapeva già, questo film non riproduce la storia già vista nei vari titoli ma introduce un nuovo protagonista, Callum Lynch (interpretato da Michael Fassbender)


e una nuova divisione dell'Abstergo situata a Madrid, in Spagna.

Seguendo l'iter del videogioco il film è diviso in due nette epoche:

Il passato ambientato nel 1492 durante l'inquisizione spagnola e il presente, nel 2016, all'interno della struttura Abstergo.

Si parte dal passato e dalla cerimonia di iniziazione di Aguilar de Nerha


al credo e alla confraternita degli assassini. In questa cerimonia gli viene amputato il dito anulare per fare spazio alla lama celata.

E proprio questa scena mi ha fatto molto ridere.

Chi ha giocato ad Assassin's Creed 2, tra le altre cose ambientato prima della storia di Aguilar, si ricorderà la scena in cui Ezio porta i progetti della lama celata all'amico Leonardo Da Vinci. In questa scena Leonardo dirà ad Ezio che leggendo i progetti era effettivamente scritto della necessità di amputare il dito ma, con una banale modifica, era possibile aggirare il problema.

Ah caro Aguilar, se chiedevi a Leo....


avresti avuto ancora le dieci dita. La cosa paradossale è quando le stesse lame celate vengono cedute a Callum a lui le dita non vengono tranciate, ma non viene spiegato perché.

Lasciando perdere le minchiate, una volta conclusa la scena nel passato, si passa al 1986 dove conosceremo il giovane Callum e dove verranno messe le basi della storia. Inutile spiegare e spoilerare questa scena.
Arriviamo quindi al 2016 dove Callum è condannato a morte per l'omicidio di un pappone che ha tentato di derubarlo.

Fatto sta che il nostro protagonista, come abbiamo ampiamente visto nel trailer, viene salvato dalla condanna (tramite una messinscena) dalla fondazione Abstergo e trasportato nella loro struttura a Madrid, in Spagna.

Al suo risveglio nella struttura, spaesato, conosce la Dr.ssa Sophia Rikkin (Marion Cotillard),


responsabile del progetto Animus. Il progetto prevede, tramite la lettura del DNA, la possibilità di rivivere i ricordi legati ad un antenato. Callum scopre così di essere discendente di Aguilar de Nerha.

La dottoressa spiega che Callum dovrà entrare nell'Animus per poter recuperare le tracce della Mela dell'Eden,



un artefatto dove, secondo le leggende, contiene il peccato originale e il codice genetico del libero arbitrio, al fine di porre fine alla violenza che sta soggiogando la razza umana.

Direi che è inutile andare avanti con la storia e concentrarsi alle mie considerazioni.

La cosa che è saltata subito all'occhio anche durante i trailer è la modifica dell'impostazione dell'Animus. Nei giochi era sempre una poltrona/lettino che, tramite una specie di visore e collegamento con dei braccialetti che bloccano l'ospite, ne leggevano il DNA facendogli rivivere il passato.


In questa trasposizione l'Animus è un braccio meccanico che viene collegato alla vita dell'ospite.


Inoltre sarà necessario eseguire un collegamento neuronale con un chip sul collo, più o meno come succedeva al Dottor Octopus in Spider-Man 2.


Allora, inizialmente ero contrario a questo cambio, troppo radicale dell'Animus però, vedendo le scene, devo dire che è molto azzeccata perché molto più cinematografica. In fin dei conti il braccio aiuta Callum nel simulare e riprodurre i ricordi di Aguilar e le scene mostrano spesso il dualismo tra l'azione compiuta dell'assassino Spagnolo e quella del suo avo. I proiettori completano l'opera mostrando alla Dr.ssa Rikkin e al suo team l'intera azione e le persone con cui Aguilar interagisce (o ha interagito?).


Una cosa che non ho sopportato è il voler per forza lasciare la lingua spagnola, sottotitolata in italiano, durante le scene dei ricordi.

La domanda è perché? Mi va bene nella prima scena, quella dell'iniziazione, ma poi si poteva trovare un banale escamotage per spiegare come l'Animus riesce ad interpretare e tradurre le lingue straniere/antiche.

Personalmente lasciare i sottotitoli fa perdere l'attenzione alle scene d'azione, che sono proprio quelle del passato.

Ma alla fine sono solo io che non sono abituato a guardare qualsiasi cosa subbata.

Queste scene sono comunque poche e la trama è incentrata principalmente nel presente. Il che non è un problema in se, visto che l'azione nel passato ricorda molte delle scene che chi ha giocato alla serie ha affrontato.

Il vero problema è che non respira e percepisce minimamente di essere in Spagna o nel periodo dell'inquisizione. Nelle immagini viste dall'alto si vedono edifici, ma nulla che ricordi di essere in Spagna. E' uno scenario anonimo, senza alcun tipo di riferimento. Potevamo essere in Spagna ma potevamo essere ovunque.

Nei giochi di Assassin's Creed invece, si respirava sempre l'epoca in cui rivivevamo i ricordi.
Escludendo le ambientazioni Italiane,


sicuramente più familiari,


anche quando si passò all'America del terzo capitolo, si sentiva di essere durante la Guerra di indipendenza.


Una scelta discutibile, come già sottolineato in altre recensioni, è quella cazzo di aquila.


In teoria è l'escamotage per passare da una scena all'altra o, per essere più precisi, da un'epoca all'altra.
Carina la prima volta, ci stava anche la seconda, dalla terza rompe. L'aquila molto spesso è usata come una specie di "anima" che permette il collegamento tra il passato e il presente.
L'idea non era malvagia nel suo complesso, ma il regista ne ha abusato fin troppo.

Una cosa che invece ho trovato interessante è il mostrare gli effetti collaterali dell'esposizione prolungata all'Animus, il processo di Osmosi. Come abbiamo visto nei giochi "dell'epoca Ezio Auditore", Desmond vedeva i fantasmi del passato, mischiando le due realtà.



Nel film viene mostrata una cosa simile, ma concentrando l'attenzione sul fatto che il fantasma del passato era Aguilar che sfidava apertamente Callum quasi per fargli capire che le sue abilità erano aumentate e migliorate. Sicuramente è un concetto diverso rispetto a quello visto nei giochi, però non è stata un'idea sbagliata.

Un po' confuse le scene con gli altri "ospiti" dell'Abstergo. Se da una parte è chiaro che siano altri "soggetti di ricerca", non è chiaro cosa sappiano e quanto siano coscienti del loro passato.

Mettono in guardia Callum, ma perché? come fanno a sapere che Callum è quello che li porterà alla Mela dell'Eden?

Arriviamo quindi alle fasi finali della pellicola che sono affascinanti per alcuni versi, ma in altri passi non sono troppo chiare.

Ma chiaramente entriamo nello

<SPOILER>


</SPOILER>

Arriviamo quindi alle conclusioni finali.

E' un film valido? direi che è molto meglio di altri "Videogames Movies". Alcune idee e il rispetto delle basi del gioco originale ci sono.

E' stata giusta l'idea di introdurre una storia completamente nuova invece di riproporre le vicende viste nei vari capitoli fin'ora usciti.

Ci sono poche scene del passato, che però non è un problema perché fanno rivivere alcuni frangenti visti nei videogiochi. Non ho sopportato la scelta di "subbare" tali scene.

Ho apprezzato il fatto di fare chiarezza fin da subito di cosa rappresentino i frutti dell'Eden, cosa che nel gioco non è mai stata chiarissima.

Alcuni frangenti, già discussi in precedenza, non sono chiarissimi, troppo confusi. Sicuramente è l'esca per attirare l'attenzione per eventuali sequel.

Se guardiamo la gestione dei personaggi, abbiamo un convincente Fassbender nel ruolo di protagonista, ma anche una Marion Cotillard come la scienziata a capo progetto, specialmente nelle rivelazioni del finale.

Sprecato Jeremy Irons come principale villain. Il suo personaggio, Alan Rikkin,


ha il ruolo del Templare stronzo, che vuole i risultati subito, pretendendo di prendersi anche le lodi sull'operato....
 Ma forse è la rappresentazione del classico capo ufficio.

Onestamente da un nome così forte di Hollywood avrei preteso un ruolo molto più profondo.

Ma quindi questo film va visto? Si, se avete apprezzato la serie di videogiochi. In fin dei conti, non è sicuramente un capolavoro, ma come trasposizione non è così male. Personalmente AC è un brand molto difficile da portare su grande schermo, perché si rischierebbe di dare troppa priorità o al passato, o al presente. La scelta fatta è stata tutto sommato oculata, pur venendo a compromessi, a volte obbligati (l'Animus in primis), per rendere il tutto più cinematografico.

Ci saranno sequel? probabilmente no, visto che la critica, nel complesso, l'ha stroncato.
Tolto questo, avrebbe un senso una seconda pellicola? si, sicuramente per fare chiarezza ai dubbi lasciati in questa pellicola ma....

<SPOILER>

</SPOILER>

Staremo a vedere, in fin dei conti....

Nulla è reale, tutto è lecito.

mercoledì 12 ottobre 2016

Storia degli Assassini o Assassini nella storia?


Nulla è reale, tutto è lecito

Senza dubbio molti di voi avranno già colto la citazione in una delle frasi più famose nel mondo dei videogiochi moderni.
Già, oggi parliamo della saga di Assassin's Creed, con due premesse. Prima di tutto mi concentrerò sui titoli old gen, quindi dal primo capitolo al Rogue, comprendendo anche il cross gen BlackFlag. Inoltre non mi sofferemerò troppo sulla realizzazione tecnica, visto che sono titoli semi-recenti e che hanno avuto già fin troppe recensioni, ma cercherò di focalizzare i miei ragionamenti sulla storia e sulle trame dei titoli.

Chiaramente farò dello SPOILER sulla trama principale del gioco... SIETE AVVISATI.

Partiamo da una considerazione. Per come li ho visti io, i sette capitoli di Assassin's Creed che ho giocato fin'ora, sono divisi idealmente in due tronconi ben distinti.
Mi spiego meglio. Se ci pensate i capitoli dall'uno al Revelation raccontano le vite dei due, fin'ora, assassini più amati, ovvero Altaïr Ibn-La'Ahad


e Ezio Auditore.


I capitoli successivi invece potremmo definirli la "parte Americana" oppure gli AC con gestione navale.
Questo per quanto riguarda la parte principale del gioco, quella legata all'Animus, ai ricordi degli antenati insomma.
Se invece li guardiamo dal punto di vista della storia presente, la storia si espande fino alle avventure di Connor (AC3). In pratica, per come l'ho vista io, il terzo capitolo numerato della saga è, se vogliamo, ponte tra una prima saga e una seconda.
Tutto molto bello e interessante? no, direi che non tutti i capitoli della saga sono ben sviluppati a livello di storia raccontata. I primi episodi hanno un giusto dosaggio tra l'oggi e il "ieri", altri si concentrano più sul passato, anche se ad un certo punto ho visto delle scelte sbagliate.
Ma andiamo con ordine e concentriamoci sul primo filone, quello che ha iniziato la saga, il ciclo Altaïr/Ezio.
Senza dubbio l'idea che sta alla base della saga è stata ben studiata, su questo penso che nessuno possa negarlo. In fin dei conti veniamo immersi in un mondo abbastanza realistico e ambientato nel nostro presente, dove una misteriosa organizzazione, l'Abstergo, rapisce un ragazzo e lo carica a forza su una macchina, l'Animus, per fargli rivivere, tramite la lettura del DNA, le vite dei suoi antenati.

Se ci pensiamo bene, pur essendo una base fantascentifica, il plot narrativo è abbastanza credibile. In fin dei conti il patrimonio genetico che ci "portiamo dietro", nel bene o nel male, è la somma di tutto quello che sono stati i nostri antenati. Per cui non vedo così assurdo che, in qualche modo, leggendo quei dati, possiamo capire cosa abbiano vissuto i nostri predecessori.

Come ho sempre ribadito, il primo capitolo di Assassin's Creed lo reputo uno dei peggiori del brand.


Questo perché è noioso e ripetitivo. L'unico motivo che mi ha spinto a proseguire nella storia, è stata la vicenda del ragazzo che attivava l'Animus, Desmond Miles.


I programmatori erano, per lo meno all'inizio, ispirati nel portare avanti una trama principale, quella ambientata nel presente, che creasse mistero e interesse nel videogiocatore nel suo proseguo.

In fin dei conti dopo poche sequenze molte erano le domande che ci si poneva

- Perchè Desmond è stato imprigionato?
- Chi è in realtà?
- Che organizzazione è l'Abstergo?
- Che collegamento c'è tra Assassini e Templari, ma soprattutto esistono tutt'oggi?
- Cosa sono i Frutti dell'Eden?
- Chi è il soggetto 16?

A sul finire del primo capitolo alcuni punti vengono svelati, altri restano torbidi, ma altri vengo lasciati in sospeso. E non poteva non essere così, inizialmente il progetto AC era stato costruito come una trilogia, seguendo lo stile dell'altra grande saga prodotta sempre da Ubisoft, ovvero Prince Of Persia.





Purtroppo, come vedremo, il dio denaro ha fatto andare alla deriva in alcuni punti la saga.

Passano due anni, siamo nel 2009 (AC era del 2007), quando esce il titolo più amato del brand, Assassin's Creed 2.


I fatti iniziano poco dopo la fine del primo capitolo, Desmond viene liberato da Lucy Stillman


(che ha le fattezze di Kristen "Veronica Mars" Bell)


che rivela essere parte degli assassini.
Insieme ad un gruppo di supporto formato da Shaun Hastings


e Rebecca Crane,


evadono dall'Abstergo e si rifugiano in un nascondiglio segreto dove inizieranno a rivivere la vita del giovane Ezio Auditore. Secondo Lucy, oltre a fare luce sulla vita del giovane Fiorentino, è convinta che il rivivere i suoi ricordi servirà anche a Desmond ad acquisirne le abilità per fermare i templari Abstergo.

Senza dubbio, con queste premesse, la storia iniziava da una parte a complicarsi ma anche a diventare maggiormente avvincente. Secondo me anche l'introduzione di Ezio e l'ambientazione nel rinascimento italiano rendeva più interessante la vicenda, per lo meno per noi italiani che sui libri di storia avevamo già studiato parte di quei racconti.
In fin dei conti, per quanto la faccenda fosse romanzata, rivivere in prima linea una parte del rinascimento era interessante. Poi, nel corso della storia conosceremo personaggi molto noti, come il giovane Leonardo Da Vinci

 
oppure Lorenzo De Medici e Caterina Sforza, ma senza dimenticare Niccolò Macchiavelli che scopriremo essere un assassino.

Se poi analizziamo bene tutto lo svolgimento scopriremo che i vari gruppi che incontreremo, Assassini, Templari, Ladri e Cortigiane erano delle fazioni, ognuno con i suoi ideali. Anche qua forse troppo romanzato, però si evince che molti termini che oggi usiamo in maniera dispregiativa, una volta avevano un altro significato.
Questo non lo vedo molto strano, in fin dei conti anche la parola Hacker oggi ha un significato dispregiativo, mentre nella sua origine era un titolo onorifico, come veniva sottolineato nel libro di Kevin Mitnick "l'Arte dell'inganno".






Tutto questo, insieme ad un gameplay decisamente più variegato, hanno decretato senza dubbio il successo indiscusso del capitolo. E nuovamente sul finale un cliffhanger, questa volta più criptico, che fondeva presente e passato in un'unica storia e non più in due fasi distinte. Se poi analizziamo i sotto giochi che costruivano il video "la verità", seppur in maniera marginale, i misteri si infittivano.

Brotherhood, uscito l'anno dopo (2010) continua esattamente dal punto del passato dove il secondo capitolo si concludeva.


In questa fase vediamo unirsi il fattore mitologico, infatti Giunone e Minerva si riveleranno essere parte di una popolazione vissuta molto prima dell'umanità, molto più evoluta tecnologicamente e che continuano ad esistere grazie a versioni digitalizzate del loro essere, un po' come faceva Jor-El,


il padre di Superman,


nella Fortezza della Solitudine.


Dal punto di vista del gioco in se ACB non l'ho trovato interessante come il suo predecessore, questo per molti fattori. Prima di tutto tutta la vicenda è ambientata a Roma, che è visivamente meno bella da vedere di Firenze e Venezia. Questo perché molte strutture sono distrutte e si corre e si salta attraverso i resti della civiltà romana. Un altro fattore che non mi è piaciuto è la minor libertà di movimento. Molte zone sono accessibili solamente dopo determinati eventi. Sicuramente è una cosa che si vedeva anche in AC2, però in Brotherhood questo fattore è molto più marcato in quanto si arriva spesso al "limite del visitabile".

La "storia del passato" fa evolvere la figura di Ezio. In AC2 era un ragazzino che è iniziato alla via dell'assassino per motivi personali, la sua è una vendetta per vendicare la morte del padre e del fratello maggiore. Nel corso della storia e, specialmente in Brotherhood, lo vediamo diventare un leader carismatico, pronto a dare la libertà alle popolazioni oppresse principalmente dai Borgia e dalla loro tirannia. Ezio è la concretizzazione vivente del credo degli Assassini.

Nel presente Desmond e il resto della squadra continuano il loro viaggio alla ricerca dei frutti dell'Eden. La permanenza nell'Animus conferma le teorie di Lucy e il ragazzo sviluppa le capacità del suo antenato, insieme ad una serie di effetti collaterali dovuti all'eccessiva esposizione al macchinario. Ancora una volta tutti questi elementi, uniti al finale sospeso, creano ansia, per lo meno per chi si è appassionato alla storia principale ovviamente.

La scena finale lascia molti dubbi e aspettative per un seguito che non tarda ad arrivare (2011), decretando AC un titolo annuale.


Revelation però, pur chiudendo l'epoca Altaïr e di Ezio cerca di evolvere la "storia del passato" sottovalutando un po' troppo la "storia del presente" per lo meno durante lo svolgimento del gioco.
Partivamo infatti dai dubbi lasciati da Brothehood e ne capiamo subito due consuenze. Lucy è morta e Desmond è finito in coma e per salvarlo lo fanno tornare nell'Animus dove farà la conoscenza niente popò di meno che del soggetto 16 (che avevamo già parzialmente intravisto risolvendo i puzzle della verità del precedente capitolo) che scopriremo chiamarsi Clay Kaczmarek.



Le sessioni che faremo con Desmond saranno poche e spesso noiose. Una specie di puzzle game dove dovremo passare una serie di stanze costruendo dei ponti per passare da una parte all'altra. Essendo facoltativi ai fini della storia, o si ha la voglia di risolverli oppure li si abbandonerà velocemente. Io avendoli completati tutti comunque e ho potuto assistere al racconto, mano a mano che procedevo, della vita di Desmond, dalla sua nascita al suo rapimento.
Sul finale, proprio seguendo lo stile di AC2, il presente si fonde col passato facendo interagire Ezio con Desmond, rivelando la verità su Minerva e gli dei dell'Eden e mostrando i dettagli su una profezia che si sarebbe avverata da li a breve.

Ezio sul finale dirà:

« Ho vissuto la mia vita come meglio ho potuto, senza conoscerne lo scopo, ma attratto come una falena da una luna distante.
E qui, alfine, scopro una strana verità. Sono solo un tramite per un messaggio che elude la mia comprensione. »




Il 2012 porta Assassin's Creed 3, questa volta con uno stravolgimento di epoca, visto che passeremo alle guerre di secessione americane e due nuovi protagonisti Haytham Kenway


prima e Ratonhnhaké:ton/Connor Kenway dopo.



Il gameplay viene rinnovato e ampliato. Alcune cose dei precedenti titoli vengono tolte, e viene aggiunta la possibilità delle battaglie navali. Che detta francamente sono molto divertenti, ma in questa fase sono solo abbozzate.

Capiamoci, questo capitolo è fondamentale, come dicevamo all'inizio, per essere il ponte d'unione tra un ciclo e il successivo. Resta il fatto che il protagonista principale, Connor abbia poco carisma.
Personalmente è molto più interessante la figura del padre Haytham, il primo templare che useremo come personaggio giocante. Secondo me la parte importante di AC3 è lo scontro tra due generazioni, padre e figlio, e tra due fazioni molto distinte, Templari e Assassini. Per la prima volta ci verrà spiegato chi sono i Templari e quali siano i loro ideali. Fino a quel momento abbiamo potuto schierarci con gli Assassini e il loro credo di libertà incondizionata, di agire e pensare sotto la propria coscienza. Adesso, per lo meno durante quel periodo, capiamo che i Templari vogliono il controllo sulla popolazione, essendo consci del fatto che l'umanità molto spesso, se dotata di libertà assoluta, è autodistruttiva.

C'è poco da dire i due punti di vista sono si opposti, ma si inizia ad intravedere delle sfumature di grigio (no, i frustini e manette di mr. Grey non c'entrano) tra le due fazioni. In fin dei conti fino ad allora avevamo visto i templari come il male assoluto. In AC2 alleati della chiesa sanguinaria, in Brotherhood uniti alla tirannia dei Borgia. In AC3, ma come vedremo anche in Rogue, le due fazioni sono si contrapposte ma è più uno schieramento di ideali diversi per ottenere lo stesso risultato.

AC3 è inoltre la chiusura del ciclo Desmond. Infatti scopriremo che le famose profezie sul 21 dicembre 2012 sono realtà e la civiltà dei precursori affida a Desmond la possibilità di scegliere tra essere un dio di una nuova civiltà, oppure di esserne il possibile salvatore. Il ragazzo dovrà scegliere se fermare la catastrofe sacrificandosi e liberando Giunone, oppure credere a Minerva e diventare il nuovo messia giudando l'umanità sopravvissuta.

Scontato dirlo ma da buon eroe, si sacrificherà per gli altri e morirà.

Quindi il 2013 doveva essere un anno fondamentale per la saga, non vi nego che pur avendolo giocato in blocco tutti i capitoli "navali" e avendone già appreso notizie sui seguiti, ero ansioso di vedere dove si andava a parare. E devo dire male, anzi malissimo. Assassin's Creed 4 Black Flag è un capitolo inutile.



ATTENZIONE: Inutile a livello di trama, sia come passato sia come presente, non è un brutto gioco, anzi.

Purtroppo è una scelta che non ho capito, ma andiamo con ordine. Siamo arrivati nel 1783 con la fine di AC3 e Ubisoft cosa decide? di raccontare la storia del nonno di Connor, il pirata Edward James Kenway.


Ok, pensai all'inizio, ci sono dei segreti lasciati indietro da quel discendente per cui ci potrebbe stare. Purtroppo giocando ci si accorge che AC4, ambientato nel 1715, quasi quarant'anni prima di AC3, è un gioco di pirati. Un bellissimo gioco di pirati, molto marcato sulle battaglie navali e i saccheggi, ma che non ha nulla a che vedere con Assassini e Templari, tanto che le missioni dedicate ai primi SONO OPZIONALI.
Beh pensavo di essere stato preso per il culo. Diciamola tutta, all'inizio pensavo che la mano a mano che la storia procedeva si sarebbe arrivati al momento dell'arruolamento tra gli assassini per un qualche obiettivo finale. Invece no, Edward li aiuta, si schiera parzialmente con loro per coscienza, ma non ne farà mai parte, tanto che nelle battute finali, quelle prima dei titoli di coda, un personaggio gli chiederà se deciderà di entrare nell'ordine. Lui risponderà, "forse, un giorno".

Ok, allora sarà il presente a farla da padrone. No cazzo!!! anche li, avremo delle sessioni dove saremo non si sa bene chi siamo, visto che non ci vedremo mai, e nessuno ci presenterà. Avremo delle esplorazioni in soggettiva dove capiremo di essere un impiegato dell'Abstergo Entertaiment che studia la storia di Edward per farci un'attrazione che chiameranno, con MOLTA fantasia, "Diavoli dei Caraibi".
Si è anche vero che nel corso di queste sessioni hackeremo i computer Abstergo per ottenere informazioni, alcune note, altre meno, come le registrazioni di Desmond prima di passar a miglior vita, oppure le registrazioni sul soggetto zero. Ritroveremo anche Shaun e Rebecca che sul finale ci riveleranno la loro identità e che si sono infiltrati nell'Abstergo. Ma sul perché, per cosa, per come, cosa è successo dopo la morte di Desmond non sapremo nulla.

Ok Ubisoft vuole iniziare con calma la nuova storia e introdurla nei mille milioni di sequel... forse... anche se secondo me non avevano nessuna idea per come proseguire e visto che c'erano hanno buttato fuori un titolo che non c'entra una madonna con la saga.



L'anno dopo, 2014, esce quasi inspiegabilmente solo per Xbox360/PS3, Assassin's Creed Rogue e, principalmente per questo, viene preso in considerazione da pochi (anche perchè per Xbox One/PS4 esce contemporaneamente Unity). Io invece dico che è stato un male, Rougue è un ottimo titolo sotto ogni punto di vista. Un altro problema per cui secondo me questo capitolo non è stato preso in considerazione è perché è stato venduto come spin-off. In fin dei conti siamo un ex Assassino che tradisce il credo per diventare un Templare.

Io invece vi dico, avendolo giocato, che questo capitolo è il vero Assassin's Creed 4. Ma andiamo con ordine. Siamo nel 1752, quindi 2 anni prima dell'inizio dei ricordi di Haytham Kenway e interpreteremo Shay Patrick Cormac


un assassino unitosi da poco alla confraternita in America guidata dal mentore Achille Davenport, tramite il suo caro amico d'infanzia Liam.
Notato niente? no? Achille Davenport, il mentore di Connor.


Questo gioco è ambientato contemporaneamente alle vicende di Haytham dove scopriremo maggiori dettagli sulla figura di Achille integrando e ampliando le notizie che venivano solo accennate in AC3.
La cosa fondamentale del fulcro della storia è invece il perchè Shay abbandonerà il credo. Ancora una volta, e questa volta in maniera molto più approfondita rispetto ad AC3, capiremo gli ideali e gli obiettivi sia di Assassini che di Templari e si concretizzeranno ancora di più le sfumature di grigio di cui parlavamo poco fa. In fin dei conti è impossibile non schierarsi con Shay dopo i fatti che lo porteranno a dubitare del credo. Anche noi da giocatori avremmo seguito il suo esempio.

Dal punto di vista del gioco in se e per se ACR è una sommatoria di tutti i capitoli passati.
Di base siamo nella struttura navale, per cui da AC4 si prenderanno le battaglie navali e gli arrembaggi, più semplici da gestire, ma sempre convincenti. Da AC3 prenderemo invece la gestione della caccia e della fabbricazione di armi e armature. Da Brotherhood invece guadagneremo una variante delle missioni dove mandavamo gli assassini in giro per l'Europa. In questo caso avremo delle battaglie navali simulate. Da AC2 invece prendiamo la possibilità di ricostruire le strutture e guadagnarne tramite dei profitti bancari.

Insomma Assassin's Creed Rogue è la perfetta sintesi di tutto il buono che abbiamo visto fin'ora. Belli i riferimenti nel capitolo finale, che mettono le basi per Assassin's Creed Unity.
Per quanto riguarda la storia del presente, abbiamo più o meno, lo stesso concept di AC4. Non è ancora chiaro chi siamo, dai dialoghi si capisce che siamo un uomo, ma non è chiaro se siamo lo stesso personaggio interpretato nel capitolo piratesco. Sicuramente siamo in un momento successivo, viste le cose che scopriremo e che ci verranno dette. Interessante la scena post credit che chiude il gioco. Pur essendo ancora conscio che Ubisoft non abbia le idee chiare su come procedere per il presente, sono curioso di vedere il "capitolo Francese" della saga.

Però, secondo me, ci sono delle cose che dovevano essere chiarite.
Mi spiego meglio. Da sempre in AC sappiamo che si possono rivivere le vite degli antenati tramite la "lettura del DNA". Ovviamente le figure di Altaïr, Ezio, Edward, Haytham e Connor erano tutti antenati di Desmond. In AC4 si scopriva che dopo la sua morte il suo patrimonio genetico era stato preso dall'Abstergo per studiarlo.
Ma Shay? da dove esce la sua storia? Posso solo pensare che essendo Desmond il soggetto 17, qualcuno degli altri 16 (ance se sarebbe giusto dire 17, visto che troviamo traccia di un soggetto Zero) abbia avuto come antenato il signor Cormac.

Tra l'altro, riparando/hackerando i computer dell'Abstergo, in questo capitolo si scopre una cosa molto interessante ma qua siamo nello

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</SPOILER>

Un'altra cosa non spiegata è l'evoluzione dell'Animus.


Nei primi capitoli sapevamo che poteva attivare i ricordi di un antenato solo un parente dello stesso. Ora vale tutto. Spiegate perché, non dico in AC4, ma per lo meno in Rogue, specialmente a fronte della scena finale. Verrà tutto spostato a Unity?

Discorso analogo sono gli effetti collaterali del macchinario. Dal primo capitolo sappiamo che Clay era impazzito dopo la pesante esposizione. Desmond, seppur in maniera minore, aveva visioni dei "fantasmi del passato". Oggi sembra che il macchinario sia una specie di Oculus Rift evoluto, più o meno quello che si vedeva in Spider-Man 2099.


Quindi tiriamo le somme. I sette capitoli che ho giocato fin'ora hanno alti e bassi. Se dovete iniziare a giocare alla saga, nel bene o nel male, servono tutti. O meglio potreste incominciare direttamente da Black Flag e Rogue tenendo conto che molte sfaccettature non le capireste. Di sicuro sono dell'idea che Ubisoft per portare avanti la saga in maniera corretta, dovrebbe alternare Assassini a Templari, magari creando una saga Spin-off sui secondi. Come ripeto Rogue è un capitolo stupendo, specialmente per la dualità e i dubbi sui due schieramenti. Altra cosa che dovrebbe essere presa in considerazione è creare una storia del presente, assente nel "post Desmond".

Nell'ultimo periodo si parla insistentemente di un nuovo capitolo ambientato in nell'antico Egitto. E' una buona scelta? è cattiva? bah, vedremo come verrà svolto il compito dai ragazzi Ubisoft. Di certo bisogna dare delle spiegazioni sensate al tutto, questo è innegabile. In difesa dei programmatori però posso dire che il prendersi una pausa più lunga per gestire il loro titolo di punta potrebbe essere vincente. In fin dei conti un titolo all'anno non serve a nulla, specialmente se non sai come proseguire.
Personalmente troverei interessante anche uno spin-off sulla nascita dell'Abstergo e sulla presentazione soggetti dallo zero al 16.

Poi a inizio 2017 ci sarà il film dedicato, con un nuovo Assassino e l'ambientazione spagnola.


Da quello che si diceva, il personaggio che interpreterà Michael Fassbender,


dovrà essere integrato nella storyline ufficiale della saga.

Vedremo, l'importante che il film sia bello, storicamente quelli estratti da videogiochi sono delle mezze porcate e i film guardabili si contano veramente sulle dita di una mano.... monca.