venerdì 6 aprile 2018

Ready Player One: La celebrazione della cultura pop


Benvenuto in Oasis, il mondo dalle mille possibilità.

I più scaltri di voi hanno già capito di cosa parleremo oggi, mentre per tutti gli altri facciamo chiarezza.

Oggi vi darò le mie impressioni su Ready Player One, film 2018 diretto da Steven Spielberg e adattamento dell'omonimo romanzo del 2010 scritto da Ernest Cline, che ha anche contribuito alla sceneggiatura del film.

Sarò sincero. Non conoscendo il libro da cui è tratto, quando apparì il primo teaser non mi aveva minimamente convinto alla visione. In fin dei conti non era chiaro dove la storia volesse andare a parare.

Ma non divaghiamo e partiamo dalla trama. Siamo nel 2045 in un futuro non troppo roseo per la Terra. L'inquinamento e la sovrappopolazione hanno rovinato la vita degli abitanti. L'unica via di fuga dalle città decadenti è OASIS, un mondo virtuale dove tutti si "immergono" riscrivendo letteralmente la propria vita e passandone buona parte di essa.

Wade Watts (Tye Sheridan)



 il protagonista della storia, nelle prime battute della pellicola lo ribadisce. OASIS è l'evasione dalla vita reale ormai decadente. Le uniche attività che non si possono fare nel mondo virtuale sono mangiare, dormire e andare in bagno.

Questo "paradiso" virtuale è stato creato dalla mente geniale di James Halliday (Mark Rylance)



che in punto di morte lascia la sua eredità in mano ai giocatori che dovranno cimentarsi ne "Gioco di Anorak".

Tale gioco, una volta risolto, porterà ad un easter egg 



che darà letteralmente al vincitore le chiavi di OASIS.

Per cui tutti si cimentano nella risoluzione della "main quest".

Veniamo quindi alle considerazioni.



Non vi nego che, in qualche modo, ho trovato un'analogia tra la trama portante del film e quella di One Piece



Pensateci. Da una parte abbiamo il fondatore



dall'altra il Re dei pirati


In entrambi gli universi, alla loro morte, lasciano un prezioso tesoro dove tutti, con ogni mezzo, si lanciano nella competizione per ottenerlo.
L'unica differenza che in RP1 sappiamo fin dall'inizio di cosa si tratta, mentre in One Piece mi sa che ci vorranno ancora anni, vero Mr. Oda?

Tolta questa mia piccola divagazione, arriviamo al sodo.

Ready Player One è un tripudio di citazioni alla cultura pop, pescando a piene mani tra cinema, videogiochi, anime e ovviamente musica.
Ovunque ci si giri apparirà un personaggio o un riferimento ad un film o una canzone.

Basta solo pensare che il film si apre con questo brano.

Diciamoci la verità. Ognuno di noi, specialmente chi è videogiocatore, dopo aver visto il film, vorrebbe immergersi almeno una volta in OASIS.

In fin dei conti ad oggi non siamo così lontani, visto che i visori da realtà virtuale 



stanno realmente diventando alla portata di tutti, e già in questi mesi fanno capolino le prime tute.


Ma Ready Player One non è solo un calderone di citazioni, è anche un bel film con una bella storia.

Forse non originalissima, forse non innovativa, ma sicuramente coinvolgente. Lo spettatore, al pari di un videogiocatore, verrà coinvolto nella ricerca degli indizi e nella risoluzione delle missioni che porteranno al tanto agognato tesoro.

Steven Spielberg non sbaglia e riesce, ancora una volta, ad incantare lo spettatore.
E' inutile negarlo, Ready Player One riesce a coinvolgerci nell'arco delle sue due ore di durata.



I personaggi, sia tra i buoni sia tra i cattivi non spiccano mai per una caratterizzazione forte, però tutti nel complesso hanno il loro ruolo ben definito.

Tra i buoni ovviamente spiccano i due protagonisti Wade/Parzival  il classico eroe "puro" che combatterà per salvare Oasis, e Art3mis, la coprotagonista che diventerà una degli alleati.



Un altro doppio riferimento l'ho visto nei cattivi dell'organizzazione IOI. Ovviamente già il nome è un chiaro riferimento informatico dove se sostituiamo le I con gli 1 e la O con lo 0 otteniamo chiaramente il sistema binario. 



L'altro ovvio parallelismo sta nelle "armate" IOI


Tutti vestiti nello stesso modo sono dei veri e propri soldati ai comandi Nolan Sorrento (Ben Mendelsohn) 


CEO dell'azienda, ricordano ovviamente gli Stromtrooper di Star Wars...


..peccato che Sorrento non abbia minimamente il carisma di Darth Vader.



In effetti il cattivo, oltre ad avere lo scopo per farsi odiare, purtroppo non è troppo caratterizzato e spesso fa la figura del pirla.

A livello visivo siamo ad uno standard altissimo. Le scene, specialmente quelle ambientate all'interno di OASIS, sono equilibrate tra quelle più tranquille delle fasi di ricerca e di proseguo della trama, a quelle più frenetiche e adrenaliniche che da sole, valgono il prezzo del biglietto.



Le scene invece nel mondo reale invece mostrano, come ultimamente spesso accede nei film moderni, un futuro molto negativo permeato di baraccopoli dove l'umanità si è rifugiata.

La CGI è incredibile. 



Non vi nego di aver fatto un parallelismo con il, per me, fin troppo celebrato Avatar


Se li la digitalizzazione dei protagonisti era impressionante, in Ready Player One si eleva tutto alla 4° potenza.

Leggendo e vedendo altre recensioni si capisce che rispetto al libro da cui prende spunto, c'è un grosso distacco in alcuni punti della trama o cambiamenti in essa. E' un bene, è un male?
Onestamente non saprei, non avendo letto l'opera originale.

Ready Player One, in definitiva, è tutto questo. Una storia magari non originalissima che però regge bene le due ore di visione.

Un film che intrattiene lo spettatore e lo incolla alla poltrona fino alla fine.

Un tripudio di citazioni e riferimenti che spaziano da personaggi conosciuti a tutti, 



ad altri meno noti al grande pubblico.


Ce ne sono talmente tante che una sola visione sicuramente non basta per trovarle tutte.

Forse il finale è prevedibile, però effettivamente è un sintomo della sua "identità" di pellicola che strizza l'occhio alle produzioni anni '80.

Va quindi visto? Ovviamente si. E se posso azzardare potrebbe essere anche una delle poche pellicole che meritano il 3D. Io l'ho visto in 2D e, sinceramente, un po' me ne sono pentito.

C'è chi voleva qualcosa di più profondo? probabilmente si. Per il film è perfetto così.

Vi lascio un video, CHE VA VISTO SOLO DOPO AVER VISTO IL FILM, dove vengono raccolte molti easter eggs.

P.S.: Non perdete tempo a guardare i titoli di coda sperando in qualche scena post credits, visto che non ce ne sono.

Ah, e mi raccomando, non lasciate mai la password scritta in giro.

See you next



venerdì 30 marzo 2018

Il ritorno di Lara sul grande schermo


"Hai provocato la famiglia sbagliata".

Con queste parole si chiude il trailer dell'ultimo film di uno dei personaggi più iconici della pop cuture.

Chiaramente stiamo parlando di Tomb Raider, film 2018 diretto da Roar Uthaug.

Come ben sanno gli "addetti ai lavori" si tratta della terza trasposizione del brand su grande schermo ma, come è già successo per il videogioco, siamo di fronte ad un reboot totale.

Infatti questo film si avvicina molto alla trama della versione 2013 del titolo, quello che, per capirsi, riduceva gli "argomenti importanti" della protagonista.

Scherzi a parte, questa pellicola da un "nuovo inizio" alla storia della signorina Croft.
Seguendo quindi il gioco a cui è ispirato, la storia racconta la prima avventura della "figlia spirituale" di Indiana Jones.


Lara è una ragazza di poco più di vent'anni che da 7 anni ha perso le notizie del padre Richard, scomparso in un viaggio a Hong Kong.




La ragazza, pur avendo la possibilità di ereditare la potente holding del padre, rifiuta di prenderne possesso, in quanto è convinta che Richard sia ancora vivo.


Dopo una serie di ricerche degli appunti del padre, riuscirà a capire la vera meta del viaggio e cercherà di raggiungerlo.

Quindi, bene o male, la trama segue abbastanza le idee di base del gioco. Sicuramente la cosa che cambia tra i due media è il perché del viaggio. Nel titolo del 2013 era la ricerca del regno Yamatai. Nella pellicola del 2018 è il padre che parte alla ricerca di Himiko e Lara al seguito per salvarlo.

Ma escludendo questa idea di base, la storia segue più o meno le stesse idee di fondo.

Veniamo quindi al dunque.

Tomb Raider è un film godibile. Sicuramente non è un film memorabile, sicuramente non è una pietra miliare, ma fa bene il suo lavoro, ovvero portare, in maniera dignitosa, un brand videoludico.

E' inutile che ricordi i pessimi esempi che abbiamo vissuto fin'ora. E nel dire viviamo non sto sbagliando, come lo facciamo per l'esperienza videoludica, è giusto che viviamo anche quei film che ci hanno propinato in questi anni.

Però diciamocela tutta, escludendo i soliti nomi, che inspiegabilmente in alcuni casi hanno fan di appassionati (vedi Street Fighter sfida finale o Super Mario Bros),


non sempre avrei bruciato le pellicole create.

Ma torniamo a Lara. Personalmente Alicia Vikander mi ha convinto come protagonista.


 Sinceramente mi ha sconvolto di più che abbia quasi trent'anni, visto che ne dimostra veramente dieci di meno.

Nel corso della pellicola vediamo un'evoluzione del personaggio. Da una ragazzina che cerca di "sbarcare il lunario" e vivere alla giornata, ad una determinata giovane donna pronta ad a portare a termine la sua missione a qualsiasi costo.

Molti hanno criticato che questo film, rispetto alla controparte videoludica, non esplora l'evoluzione della Lara sopravvissuta all'isola.

Ma diciamocela tutta, quella Lara, come avevo già detto tempo fa, non era la Lara "canonica", ma era più una copia di Oliver Queen di Arrow.


A mio modo di vedere, la scelta fatta nel film era oculata. Ci sono scene dove Lara cerca di sopravvivere, magari non si rattoppa, però l'idea c'è.
Dall'altra, soprattutto nella seconda parte del film, si segue l'iter classico di Tomb Raider, ovvero l'esplorazione delle tombe, con tanto di trappole, tipiche del brand e del suo "padre spirituale" Indy.

I personaggi, per quanto magari "canonici" nella caratterizzazione, sono discretamente sviluppati ed il film è un giusto mix di azione e storia narrata, il tutto con il giusto ritmo.


Vi aspettavate qualcos'altro?

Io personalmente no. Il film ha convinto il pubblico? sembrerebbe di no, visto che alla settimana di debutto viene battuto da Black Panther alla sua quinta settimana di permanenza in sala.

In fin dei conti sono troppi anni che a noi videogiocatori ci propinano titoli molto discutibili, non ultimo Assassin's Creed dell'anno scorso.


In questi giorni leggevo anche della possibilità di un possibile sequel, ma con un recast della protagonista. Onestamente non ne capisco il motivo.

Ma quindi Tomb Raider merita di essere visto? Secondo me si, specialmente se siete fan della signorina Croft.

Sicuramente siamo finalmente di fronte ad una convincente trasposizione di un brand videoludico e sicuramente superiore a tutte le pellicole viste fin'ora.

E senza fare troppo spoiler, la battuta che chiude la pellicola, per quanto scontata, mi ha divertito un sacco.

See you next


mercoledì 21 marzo 2018

Retromovie 3: Fantastic Four


Retromovie capitolo 3. Questa volta sapevo bene che stavo andando a vedere un film evitabile, ma purtroppo sono curioso.

Vi darò le mie impressioni su Fantastic 4  film 2015 diretto da Josh Trank e basato sui personaggi omonimi dei fumetti Marvel Comics.

Come molti già sapranno questo film è un reboot della saga, dopo le due pellicole dirette da  Tim Story dove Chris "Captain America" Evans interpretava la Torcia Umana.

Come detto all'inizio questo nuovo film sulla prima famiglia Marvel partiva già col piede sbagliato fin dal cast.

Chiaramente faccio riferimento alla scelta insensata di far interpretare i fratelli Storm uno da un attore afroamericano (Michael B. Jordan) 



e l'altra da un'attrice bianca (Kate Mara).


La domanda è perché? al di la del cambio di etnia che forse centra poco, ma perché uno bianco e uno nero? tra l'altro facendo capire chiaramente in una mezza frase del film che non veramente fratelli?

Vuoi fare Johnny nero? benissimo, prendi anche Susan afroamericana. Potevi prendere chiunque.

Tolta questa discutibile scelta veniamo al film vero e proprio.

La storia inizia con un giovane Reed ai tempi delle elementari alle prese con i compagni di classe che lo deridono per le sue idee forse troppo avveniristiche per la sua età.

Qui conosce Ben Grimm con il quale, in qualche modo diventa amico e complice dei suoi esperimenti.

Passano gli anni e i due vengono "scoperti" dal Dr. Franklin Storm (Reg E. Cathey),



padre dei già citati fratelli Susan e Johnny. 

Reed (Miles Teller)



e Ben (Jamie Bell)  


vengono quindi invitati al Baxter Building 


dove inizieranno a fare esperimenti per un portale verso un'altra dimensione.

Ok quindi la storia, più o meno, segue la "corrente" della versione Ultimate degli F4



dove i quattro sono poco più che adolescenti e appunto "l'incidente scatenante" avviene nella zona negativa e non per un viaggio spaziale come nella versione "classica".


Diciamo che questo è uno dei cambi che ci potevano stare. Segui un filone diverso, vuoi differenziarlo dalle altre pellicole, può andare bene.

Il problema è lo svolgimento.
Dopo 40 minuti vediamo l'entrata della squadra nella zona negativa. QUARANTA MINUTI su un film di CENTO. E' onestamente un po' troppo.

Vediamo la gestione dei personaggi, che definire pessima è un eufemismo.
Personaggi abbozzati, non contestualizzati, cose accennate, trovate al limite del ridicolo.

Senza scendere troppo nello spoiler vi dirò solo questo.

Ben Grimm, dopo aver accompagnato Reed al Baxter Building sparisce, non viene più visto nella preparazione del macchinario, non viene più preso in considerazione.

Ma, al momento della "missione", viene richiamato in piena notte da Reed ubriaco perché "senza di te non vado". 



Reed, ma vaffanculo va e, viste le rogne che gli hai causato, potevi lasciarlo dormire.

Nel frattempo conosciamo Victor Von Doom, uno dei villain più amati in Marvel e ridotto ad un nerdone complessato. 



Caratterizzato meno di zero, il suo peso nella pellicola è MARGINALE.

Per non parlare dei "fratelli" Storm. Johnny un ribelle che si da alle corse alla Fast & Furious per far incazzare il padre, 



mentre di Susan sappiamo solo che è nata in Kosovo e che all'inizio fa la stronzetta per poi intendersela con Reed.


Reed forse è quello "caratterizzato meglio", ma anche li parliamo di cose marginali.

Veniamo al resto del film.
L'incidente che li rende "fantastici" è una mezza presa per il culo.

Arrivano nella zona negativa, stanno per piantare la bandiera, 



e vedono che il terreno è instabile. 


Successivamente Victor riuscirà a causare una specie di eruzione vulcanica che coinvolgerà la squadra. 


Ok diciamo che la scena dove si vede il loro futuro potere andava bene. Ben travolto dalle rocce, 



Johnny che prende fuoco, 


Reed coperto da un bagliore 


e indirettamente Susan colpita da una folata che la fa diventare invisibile.


L'unica scena che merita.

E poi? 10 minuti di orologio dove vediamo prendere confidenza dei poteri, per poi tornare, dopo 75 minuti di pellicola, nella zona negativa dove trovano Doom trasformato in una specie di manichino di latta. 



La cosa che mi ha fatto sorridere è che quando è steso sul lettino per le analisi, ricordava le foto degli alieni che si vedono su Internet.



Ma veniamo alla battaglia finale. Adesso io capisco che le ultime storie Marvel non si basano esclusivamente sulle mazzate tra supertizi, però porca troia, ridurre tutto a 10 minuti scarsi, in un film, mi sembra poco.

Vogliamo parlare degli effetti speciali? Osceni. Si vede lontano un miglio la computer grafica, specialmente nella Cosa, che tra l'altro in questa versione è senza mutande e senza "coso".



Ma escludendo Ben, anche Johnny quando è fiamma, sembra vittima di quegli effetti speciali fatti con programmi da 4 soldi.



E Reed che si vede distante un miglio il green screen quando salta e si allunga?

L'unica che forse si salva è Susan, ma lei perché è invisibile.

Quindi? un film bello.... di quelli che vanno visti e rivisti fino alla nausea.

Scherzo ovviamente. Fantastic 4 è una merda. Ma veramente osceno. I tanto criticati film di Tim Story sono veramente più belli e interessanti.

Non saranno stati questo capolavoro irrinunciabile però, nello stesso tempo della pellicola, il primo film del 2005 durava 106 minuti contro i 100 di quello del 2015, dava maggior spessore ai personaggi, dava più sensazione di unione dei quattro e metteva in campo un Doom decisamente superiore (Julian McMahon era perfetto come scelta).



Ma anche il resto del cast era azzeccato. Ioan Gruffudd assomigliava alla controparte cartacea di Reed, ma anche Chris Evans ci stava nel ruolo del giovane Johnny per non parlare di Jessica Alba come Susan, della quale, per lo meno noi maschietti, non ci siamo mai lamentati. 



Forse il problema era Ben , non tanto per Michael Chiklis che lo interpretava, ma per il costume "poco roccioso" e "troppo gommoso". Però gommoso o no, quello era Ben Grimm, dove si vedeva la sofferenza nell'essere diventato un mostro rifiutato da tutti.

Tutto questo sono le basi dei Fantastici Quattro e di questo nel film di Josh Trank non c'è minimamente traccia.

Ricordiamoci anche che persino "il sorridente" Stan Lee si è rifiutato di fare un cameo.



Mi dispiace ma questo film sembra fatto in fretta e furia per permettere alla 20th Century Fox di tenere ancorati i diritti sui personaggi, prima che ovviamente il "Topo" se li mangiasse come abbiamo visto qualche mese fa.

E' quindi un film che va visto? no, assolutamente. L'unica scena da salvare è quella dell'incidente, che forse ha veramente un senso, per il resto rivedetevi quelli di Tim Story o aspettate che i Marvel Studios gli diano nuova vita, sperando per il meglio.

See you next