martedì 4 luglio 2017

Il Predicatore non convince


Bentornati. Dopo le mie considerazioni sulla terza e appena conclusa stagione di Flash, restiamo in ambito telefilm. Ancora una volta prenderò in considerazione una serie tratta da un fumetto. Sono un po' in ritardo visto che è uscita l'anno scorso, ma solo di recente ho concluso la serie fumettistica da cui è stata tratta.

Insomma non perdiamoci in chiacchiere, oggi vi darò le mie impressioni sulla prima stagione di Preacher.




Partiamo da un po' di storia per chi non sapesse minimamente di cosa stiamo parlando.

Preacher nasce come una serie a fumetti scritta da  Garth Ennis e disegnata quasi interamente dallo scomparso Steve Dillon.

La storia racconta di un predicatore, il preacher del titolo, di nome Jesse Custer.



Jesse vive e predica in una sperduta cittadina del Texas, Annville,  anche se l'uomo sembra aver perso la fede.

Durante una sua messa viene posseduto da una creatura ultraterrena, che scoprirà  in seguito chiamarsi Genesis, che provoca la morte della sua intera congregazione di fedeli e rade al suolo la sua chiesa.

Genesis dona a Custer "il verbo", un potere terribile che ha capacità di far fare a chiunque qualunque cosa Jesse ordini.

Jesse unito a Genisis e aiutato dalla sua ex ragazza Tulip O'Hare 



e dal bizzarro vampiro Cassidy, 


iniziano un viaggio attraverso gli Stati Uniti cercando letteralmente Dio che ha abbandonato il Paradiso nel momento in cui era nato Genesis.

Una delle cose su cui è sempre il fulcro di Preacher è il mettere in campo personaggi atipici, bizzarri, disturbati mentalmente e sicuramente politically incorrect.




Avendo letto tutta l'opera, in una delle edizioni più recenti, mi accorgevo quanto questa  serie non si sarebbe dovuta fare.

Tenete conto che si parla sempre di argomenti abbastanza tabù, come Dio e la chiesa. Unite il tutto al fatto che i personaggi presentati, specialmente quelli dei primi cicli, sono veramente assurdi e estremamente surreali in certe situazioni.

Quindi perchè fare una serie del genere, dove sai bene che non puoi osare come è stato fatto all'epoca?

Resta il fatto che un anno fa (29/06/2016) esce la prima stagione di Preacher.
Devo essere sincero, dopo aver visto le prime foto di Dominic Cooper nei panni di Jesse Custer 



ci stavo credendo di più.

Il primo teaser, anche se con qualche ma, sembrava prendere la direzione giusta, ma quando ho visto i primi minuti in anteprima mi ero già ricreduto.

Fatto sta che la curiosità ha vinto anche questa volta e ho guardato tutti e dieci gli episodi.

E devo essere sincero.... LA NOIA, LA NOIA. Dieci episodi non succede praticamente un cazzo. 




Ma andiamo con ordine. Quello che avevo visto in anteprima in pratica sono i primi cinque minuti del pilota.

Tra l'altro su FB all'epoca scrissi:

"Ma solo a me sto trailer sembra una grandissima presa per il culo?
Cinque minuti.... di cui non si vede un cazzo e si scimmiotta la scena iniziale del fumetto... bah"


E infatti così è. Ma andiamo avanti.
Dopo una mezz'oretta di episodio, si nota subito che del fumetto è stato presa solo parte della storia. 




Infatti Jesse è si un predicatore, ma è anche figlio di un predicatore, John Custer.
Nel fumetto invece si scoprirà che John Custer era un Marine reduce del Vietnam, protagonista anche di un ciclo di storie.

Un'altra cosa che mi ha fatto un po' storcere il naso è che all'inizio della storia Jesse era un predicatore ubriacone e che aveva perso la fede in Dio, e solamente la fusione con Genesis gli ha ridato uno scopo.

Nella serie invece Jesse è convinto della sua "missione" di salvatore della città, specialmente a fronte di alcuni fatti del suo passato e del "passaggio forzato di testimone" col padre.

Parliamo di Tulip O'Hare (Ruth Negga)
. 


Escludendo il cambio di razza che centra poco, anche il suo modus operandi è abbastanza diverso da quello visto nel fumetto.

Sicuramente in entrambe le versioni è una donna forte, un maschiaccio, ma non si vedeno minimamente i sentimenti, ricambiati, per Jesse. Non lo so, piuttosto che vedere la Tulip del fumetto l'ho vista quasi un personaggio di contorno. Nel corso dei dieci episodi si inizia a scoprire qualcosa sul loro passato, ma non è ancora stato troppo rivelato.

Per quanto riguarda il terzo membro dei protagonisti, Cassidy (Joe Gilgun),
ho sentimenti contrastanti.


Fisicamente ci sta. Anche caratterialmente è perfetto. Puttaniere, drogato, alcolizzato. Ma cazzo mancano gli occhiali. Una delle cose che contraddistingue il personaggio sono gli occhiali da sole sempre e costantemente indossati. Qui praticamente non li ha mai. Sarò maniacale, ma è un segno distintivo del personaggio.

Veniamo allo svolgimento degli episodi. Escludendo il pilota, che dura poco più di un'ora, il restante set sono i canonici 45 minuti. Il problema fondamentale di tutta la stagione è che in dieci episodi non succede praticamente nulla.

Ok voler raccontare con calma, ok voler fare un prequel alla storia raccontando  Annville e la sua popolazione, ma ci vuole ritmo. Non puoi tirare in eterno raccontando frammenti di storia, senza spiegazioni e far vedere il nulla per 10 episodi.

Tra l'altro un altro personaggio snaturato da questa serie è "Faccia di culo"
(Ian Colletti). 


Nella serie viene presentato come un ragazzo che per emulare il suo idolo Kurt Cobain, si spara in faccia. Pur riuscendo a sopravvivere, e dopo moltissimi interventi chirurgici, gli viene ricostruita la faccia che però lo sfigura e da li il soprannome. 




Nella serie televisiva scopriamo che si chiama Eugene Root, 



che va benissimo, visto che nel fumetto ciò non viene rivelato, però il suo gesto sembra collegato ad altri fatti.

Tra l'altro "Faccia di culo", inizialmente è nemico di Jesse, per poi essere preso, per breve periodo, sotto l'ala protettrice del predicatore. Nelle serie invece, specialmente a fronte degli ultimi episodi di stagione, sembra che sia uno degli obiettivi della missione di Jesse. Non vi spiego perchè, visto che entrerei in spoiler.

Fin dall'inizio viene introdotto Odin Quincannon (Jackie Earle Haley), 



che nel fumetto appare quasi alla fine. Simile fisicamente e caratterialmente, però manca di quella "vena malata" che ha nel fumetto. 


Probabilmente chi ha letto sa a cosa mi riferisco.

Però diciamocela, mi può andare bene come modifica. Il problema è che tutto viene lasciato nel limbo di sapere e non sapere. Frammenti del suo passato, che lo identificano nell'uomo che è diventato. Si sa che gestisce un'industria di macellazione ed energia elettrica, si sa che sotto c'è qualcosa di losco, ma non viene spiegato.

Perchè? E' una cosa che non ho capito. In dieci episodi avevi tutto il tempo per sviluppare la storia.

Viene introdotto il Santo degli Assassini (Graham McTavish). 



E qui la trasposizione è fedele, c'è poco da dire. 


Però mi ha fatto incazzare che nell'episodio due lo fanno vedere per un paio di minuti, senza spiegare niente e senza contestualizzare le scene nel 1881. O sai chi era, o non lo avresti capito. Per fortuna è stato ripreso negli episodi successivi.

Secondo me in qualche momento appare anche un altro personaggio fondamentale della serie, Herr Starr, 



ma solamente in una scena di un minuto e di spalle. E qui l'hype salito, è innegabile, anche se lui non apparirà più.



Ma tolti questi spunti per il proseguo, cosa vediamo nei 10 episodi della prima stagione?  Niente, come dicevo all'inizio è la noia. Ci sono sprazzi di idee, alcune scene che ricordano l'animo surreale del fumetto, ma sono troppo poche per riempire quasi 8 ore di telefilm (9x45 + 60 min circa).




Veniamo quindi al succo del discorso. Preacher è una serie che ha un potenziale enorme, specialmente a fronte della serie da cui prende spunto ma, secondo me, viene gestita male. La cosa che principalmente non ho digerito è che si sia voluto cambiare alcune caratteristiche portanti dei protagonisti e cambiargli il loro passato.

Mi poteva andare bene raccontare la vita di Annville prima dell'inizio del viaggio che è il motore portante della storia.

Mi va bene introdurre nuovi personaggi, come è stato fatto, come nel caso di Emily Woodroow (Lucy Griffiths). 





Però manca un vero e proprio background per ognuno, molte cose sono lasciate in sospeso, non raccontate e, probabilmente, non verranno raccontate mai.

Manca ritmo alla storia, ci sono troppi momenti dove non succede nulla. Perchè sprecare tutto questo tempo, quando di cose interessanti ce ne sarebbero state da mettere sul piatto?

Onestamente non capisco. Sembra quasi, visto poi il finale di stagione, che c'erano altri piani di sviluppo e poi, probabilmente per scelte logistiche o di ascolti, sono stati buttati per dare il vero inizio alla storia.

Non giriamoci troppo attorno, il decimo episodio, senza dubbio il migliore, è il vero e proprio inizio del viaggio di Jesse, Tulip e Cassidy.



Vale quindi la pena di vedere la serie? Ottima domanda, se siete fan del Jesse fumettistico e volete una trasposizione fedele, sicuramente no.

Però la curiosità potrebbe essere sempre il motore scatenante per provare a seguire questa serie.

Io continuerò a seguire Precher? non credo. Magari mi affiderò a delle recensioni e solo se la maggioranza spiegherà perchè continuare a seguirla FORSE seguirò anche una seconda stagione.

Peccato, poteva essere molto di più.

See you next




giovedì 29 giugno 2017

Flash contro la sua più grande nemesi


Ok passiamo ad un post che ormai è una costante in questo blog, la discussione sull'appena finita stagione di The Flash.

Siamo ormai arrivati alla terza stagione e se vi siete persi le "puntate precedenti" vi rimando ai link

Stagione 1
Stagione 2

Chiaramente SPOILER per chi non ha visto la serie.

Bene, dove eravamo rimasti?

Barry, dopo la morte del padre Henry 



 per mano di Zoom, 


decide di tornare indietro nel tempo e impedire la morte di sua madre per mano  Eobard Thawne/Antiflash. 



Chiaramente chi ha letto i fumetti sa già cosa ha comportato nell'Universo DC una scelta del genere. Infatti la prima puntata della stagione si intitola semplicemente Flashpoint.

Come già detto in precedenza ero estremamente contrario a questa scelta, semplicemente perché alla lunga avrebbe potuto creare casini inenarrabili.

E' stato così? valutiamolo.

Per prima cosa la linea temporale chiamata Flashpoint, porta alla creazione di un universo molto diverso dal precedente.

Sicuramente per Barry è un universo più sereno, sia suo padre che sua madre sono vivi, inspiegabilmente ha comunque i poteri, anche se non li usa per salvare la gente. Questo perchè? perchè esiste un altro Flash a vegliare su central city.

Ovviamente è Wally West, 



anche se non viene spiegato come abbia ottenuto i poteri. La nemesi di questo Flash è un velocista nero chiamato Rival.


L'Antiflash è in prigione anche se afferma che questa modifica alla linea temporale porterà conseguenze disastrose.

Però se da un lato Barry vive una vita più serena, dall'altra il suo grande amore Iris 



non lo conosce in quanto da ragazzini hanno avuto strade diverse.

Altre cose sono cambiate, a volte in modo molto radicale. Cisco 



in questa realtà è un multimilionario ai laboratori Star. Purtroppo gli effetti predetti da Thawne iniziano a farsi sentire quando Barry, l'unico ancora conscio della vita pre-flashpoint, inizia ad avere delle visioni e alcuni ricordi spariscono.

Preoccupato per questi avvenimenti va da Eobard per chiedergli spiegazioni e quest'ultimo dice che è l'effetto Flashpoint, ovvero i suoi ricordi stanno svanendo poco a poco, e più usa la velocità, più in fretta si dimentica.

Barry si reca quindi nei laboratori di Cisco e si rivela a tutti come Flash, spiegando anche l'effetto che ha generato salvando sua madre. Insieme a Wally affrontano e sconfiggono Rival. Barry però si rende anche conto di aver commesso un errore a salvare sua madre e chiede a Eobard di aiutarlo a sistemare la situazione. Decide quindi di liberarlo e di tornare con lui indietro nel tempo, in modo tale che uccidendo Nora la linea temporale si sistemi.

Tornato a casa, trova Wally e Joe e tutto sembra essere tornato alla normalità, finché scopre che Iris è andata via perché ha avuto dei problemi con Joe 



per cui si chiede quali altre conseguenze ci siano.

Quindi, in pratica, Flashpoint dura esattamente un episodio. In rete giravano molte voci sulla possibilità di ricreare in parte l'omonima saga fumettistica. Chi l'ha letta sapeva bene che questo non sarebbe stato possibile, vista la mancanza di Batman, o per essere precisi del Batman alternativo, cardine della storia, ma si vociferava che quel ruolo fosse coperto dal padre di Oliver Queen.

Così non è stato. Volete che vi dica la mia? secondo me escludendo qua e la qualche dettaglio che verrà rivelato più avanti, solo Flash è stato colpito dal "vortice" Flashpoint, mentre le altre due serie ad esso collegate, Arrow e Supergirl non sono state praticamente toccate.

Nella serie dell'Arciere di smeraldo, pur non avendola seguita, si sa che qualcosa, magari in forma minore, è stato cambiato. 

Supergirl invece non dovrebbe avere avuto modifiche in quanto ambientata in un "Terra Parallela".

Ma in Flash cos'è cambiato? senza dubbio ci sono state varie modifiche ma la principale è l'introduzione di Julian Albert 



(interpretato da  Tom Felton il lDraco Malfoy di Harry Potter per capirsi).

Il ragazzo è il nuovo detective della polizia di Central City, simpatico come un gatto attaccato ai maroni, che sopporta poco Barry e i suoi continui ritardi.

L'altro impatto rilevante è che il fratello di Cisco, Dante muore in un incidente stradale, mentre nell'universo originale era ancora vivo.

Terzo cambiamento,  ma non dipeso da Flashpoint, è l'introduzione di un terzo Harrison Wells. Come forse ricorderete il primo era in realtà Eobard Thawne e nella seconda stagione viene introdotta la versione proveniente da Terra 2. Il secondo Harrison Wells però decide di tornare sulla sua Terra di origine con la figlia Jesse,



che ormai ha acquisito i poteri da velocista, come era ovvio dagli episodi finali della seconda stagione.

Viene quindi spedito nel multi verso un messaggio cifrato e a presentarsi è una bizzarra versione di Wells che si farà chiamare semplicemente H.R. . 



Perché bizzarra? perché questo Wells è molto più amichevole e spigliato rispetto ai precedenti. Poi si scoprirà anche un altro piccolo fattore che lo distinguerà notevolmente dalle sue "precedenti versioni".

Poste queste premesse vediamo l'andamento della serie.

Senza dubbio la trama viene divisa in due tronconi distinti.
Per prima cosa verrà introdotto il Dottor Alchemy, 



un uomo mascherato che sembra essere a conoscenza, oltre a Barry, dell'esistenza della realtà Flashpoint. Un po' alla volta il suo scopo sarà quello di ridare i poteri a tutti quelli che erano meta umani in quell'universo parallelo, creando da una parte nuovi nemici a Flash, ma anche introducendo Kid Flash.


Che poi, solo a me la maschera del Dottor Alchemy ricorda la copertina di Fallout 3?



Ma non divaghiamo. La seconda parte invece, senza dubbio il traino della stagione, è l'introduzione del vero villain, Savitar, 



che è ne più ne meno il Megatron 


dei film di Micheal Bay.

Ma chi è Savitar? un velocista che si proclama il dio della velocità. La sua vera identità, come da tradizione, verrà rivelata a 4 episodi dalla fine.

Il fulcro quindi della stagione sarà cercare di fermare Savitar da una parte e impedire del verificarsi degli eventi visti a distanza di cinque mesi.

Tra l'altro bellissimo il velato riferimento dove si svolgeranno i fatti (e sarà anche il titolo dell'episodio 22), Infantino Street. Per chi non lo sapesse, Carimine Infatino è uno dei creatori di Barry Allen nella Silver Age della DC.

Senza dubbio questa terza stagione di Flash ritorna alle sue origini. Gli episodi tornano ad  essere interessanti e le battaglie con "i nemici di puntata" si fanno avvincenti e non vengono chiusi nei due minuti finali.

Questa stagione però ha anche la peculiarità di aver tentato qualcosa di diverso dal solito.

Infatti per prima cosa si tenta il crossover a quattro. Come forse saprete Flash è uno "spin-off" di Arrow che a loro volta hanno generato Legends Of Tomorrow ai quali si è unita Supergirl.

Per cui negli episodi 8 di Supergirl (Stagione 2), Flash (Stagione 3), Arrow (Stagione 5) e nell'episodio 7 di Legends Of Tomorrow (Stagione 2), viene creato il mega episodio Invasion!.



Che poi, se vogliamo la biondina c'entra poco visto che l'incipit della storia parte nel finale della sua serie e viene ripreso nell'episodio di Flash.

Poi qua partirebbe anche il momento critica. Le serie, come forse sapete, sono state tutte trasmesse da Italia 1 (escludendo LOT che è andato solo su Premium).  L'emittente Mediaset ha giustamente trasmesso le tre serie in parallelo seguendo l'ordine elencato in precedenza. Purtroppo però, per motivi di diritti, ha mandato in onda Invasion! "monco" dell'episodio finale.

Ah, la televisione di qualità.... Per cui ho dovuto recuperarlo in inglese sub (visto che la serie non è ancora stata doppiata), per vederne il finale.

Sfogo a parte, qualche episodio dopo, 16 per Supergirl e 17 per Flash, si torna al crossover, questa volta in episodio filler, che quindi non porta avanti la storia principale, ma solo per divertimento.

Barry e Kara vengono portati, per una serie di eventi, in un musical. 



Per chi non lo sapesse sia Grant Gustin che Melissa Benoist vengono da Glee, la popolare serie (mai vista) che è una commedia musicale. Per cui i due sono un po' tornati alle origini in questo episodio dove si vede che i due si sono divertiti a girare.

Ma torniamo all'andamento della serie in generale. Come dicevamo all'inizio questa terza stagione torna alle orgini con episodi che, anche se autoconclusivi, coinvolgono lo spettatore.

Vengono ripresi alcuni vecchi villain, tra cui il più importante è Grodd, 



protagonista dei due episodi stupendi a centro stagione.

Una cosa che secondo me è stata buttata li è l'inizio della storia d'amore tra Wally e Jesse. Interessanti gli episodi dove sono praticamente protagonisti ma poi la ragazza, per una serie di eventi, viene fatta sparire.

Come avevo preventivato, Gay Garrick 



diventa mentore di Barry. Molto bello il velato riferimento al passato di John Wesley Shipp quando in una televisione passano Dawson's Creek. Per chi non lo sapesse, John era il padre di Dawson.

Molto divertente anche il cameo di Mark "Luke Skywalker" Hamill nel Trickster di Terra 3 (dove vive Jay Garrick). 





Non vi ricorda nessuno? Beh è innegabile che sia ispirato al Joker, questo perché Mark è il doppiatore della nemisi di Batman nei giochi della serie Arkham e nelle serie animate.

Ma quindi tutto bello?

Secondo me no. Perché ci si perde sul finale e su una cosa che mi ha fatto imbestialire nella seconda stagione.

Ma qui ovviamente

<SPOILER>



</SPOILER>

Escludendo questo, "piccolo", dettaglio la serie si conclude in maniera degna con una battaglia tra Flash e Savitar molto avvincente.

Ma però sul finale, prima un brutto colpo per la squadra e successivamente un cliffhanger per mettere le basi alla quarta stagione che ripartirà in patria in ottobre (e noi vedremo a fine gennaio probabilmente).

Vale la pena quindi seguire la terza stagione? si a patto che vi abbia convinto la serie in generale.

Secondo me gli sceneggiatori devono mettersi nell'ordine di idee di incasinare meno alcuni punti. I viaggi nel tempo sono già un casino da gestire per loro natura, se poi date spiegazioni un po' buttate li, rendete tutto troppo fantasioso.

Della quarta stagione si sa già che il villain non sarà un velocista. Ahahah, non ci crede nessuno. Vedrete che a metà stagione apparirà un nuovo velocista a tormentare Barry.

See you next



lunedì 26 giugno 2017

Nerve: quando i social possono diventare pericolosi


Bentornati. Oggi parliamo di cinema e di un film che, a mio parere, non ha avuto riscontro mediatico. Parliamo di Nerve, film 2016 diretto da Henry Joost e Ariel Schulman.

Eh già, secondo me il fatto che noi lo vediamo con circa un anno di distanza (in America è uscito il 12 luglio 2016), fa capire che non ha avuto successo.

Ma di cosa parla Nerve? beh senza dubbio di uno degli argomenti che va per la maggiore in questi anni, ovvero l'influenza dei social network nella vita di tutti i giorni e di come questi possano essere usati per divertire si il pubblico, ma senza porre alcun tipo di limite.

Ma spieghiamo bene la trama. Siamo in un futuro non troppo lontano, 2019-2020, dove una ragazza Venus "Vee" Delmonico sta per concludere il suo percorso al liceo di Staten Island. La ragazza è ambiziosa e vorrebbe lasciare la sua città per trasferirsi alla California Institute of the Arts, nella quale è stata ammessa, per proseguire gli studi.

Il problema è che la ragazza ha paura di dirlo alla madre dato che quest'ultima non si è ancora ripresa dal lutto per la morte del fratello maggiore di Vee.

La vita di Vee procede normalmente, è fotografa ufficiale della scuola ed ha una cotta per uno dei ragazzi della squadra di football, J.P. Guerrero, al quale però non riesce a dichiararsi.

La migliore amica di Vee, Sydney le confessa che sta diventando popolare in un gioco di realtà virtuale chiamato Nerve dove, superando delle prove a tempo assegnate dal pubblico e avendo molti followers, si guadagnano soldi facili.

Dopo una serie di eventi Sydney inizia con i suoi amici iniziano a sbeffeggiare Vee per la sua natura poco avventurosa, sfidandola ad andar a parlare con J.P. come se fosse una sfida di Nerve. Vee rifiuta, e Sydney per ripicca va a spifferare a J.P. che Vee è interessata a lui. Il ragazzo preso alla provvista, risponde con un secco rifiuto e Vee si allontana imbarazzata.



Furiosa allora la ragazza decide di entrare in Nerve, solo per dimostrare che Sydney si sbaglia.

Diciamo che con la trama possiamo fermarci qua.

Senza dubbio la prima parte della storia serve a dare un senso all'entrata di Vee in Nerve.

Tutto il resto della storia invece verterà sulle sfide proposte dal pubblico e sull'interazione con Ian, il coprotagonista della storia.



Veniamo alle mie considerazioni. Senza dubbio questo film l'ho preso in considerazione per la storia. Ormai sto notando che questo tipo di narrazione, il social network che prende il comando nelle nostre vite è un genere che piace.

Tempo fa vi raccontai della serie Osama Game, 



ora ho iniziato a leggere Darwin's Game, 


e mi sembra di aver capito che anche Real Account 


abbia un incipit simile. E questo se parliamo di Manga. A livello di film posso citare l'orribile Gamer,


che sarebbe stato interessante se non fosse stato gestito col culo.

Ma non divaghiamo oltre. Nerve si può inserire in questo filone, ma evitando lo splatter tipico dei manga citati e senza dubbio eliminandone le iperbole narrative.




E' un film teen oriented, su questo non ci sono dubbi. I pochi spettatori in sala avevano dai 16-17 ai 25 a farla grande.

Però devo dire che pur essendo teen oriented il film si lascia guardare e in alcuni punti è molto coinvolgente.

Per come l'ho visto io, ormai purtroppo non più teen, il film ha due chiavi di lettura.
La prima e sicuramente più evidente è che ogni tanto nella vita bisogna buttarsi. Fare cazzate, nel senso buono del termine ovviamente, fare cose fuori dai soliti schemi e comunque provarci.



In questa parte del film ma soprattutto per le sfide proposte, mi ha ricordato tantissimo Yes Man con Jim Carrey.





La seconda chiave di lettura invece secondo me non è proprio visibile al target a cui questo film si pone, ma a quelli che hanno qualche anno in più e forse non sono nati nell'era social.

Infatti se ci pensate quello che il film racconta, è quello che succede tutt'oggi nella vita reale.

Viviamo per i social, abbiamo sempre il cellulare in mano e tutti vogliamo i famosi 15 minuti di celebrità decantati da Andy Wharhol. E questo cosa comporta? che buona parte della nostra vita è riversata nei social, per cui essi sono un vero e proprio archivio di tutto quello che siamo. 




Infatti una delle prime scena quando Vee entra in Nerve, mostra come in breve tempo vengono fatte ricerche sulla ragazza, segnando e archiviando tutte le informazioni possibili.

E questo, probabilmente, potrebbe portare a conseguenze estreme che potrebbero sfociare in giochi al massacro, come spesso succede nei manga citati.


Ma torniamo al film e analizziamo i protagonisti.

Senza dubbio nessuno di loro è caratterizzato in maniera profonda, però per lo meno i quattro principali hanno il loro peso.

Partiamo dai due protagonisti:

Venus "Vee" Delmonico  (Emma Roberts, nipote di Julia Roberts) 



Fin dall'inizio del film capiamo che è una ragazza intelligente e ambiziosa, ma un po' frenata dalla madre e dal lutto del fratello maggiore. Entrando in Nerve si sblocca, specialmente quando inizia a fidarsi di Ian, che la porta un po' alla volta a fare cose sempre più avventate.

Ian (Dave Franco, fratello di James Franco)



Il bello e misterioso. All'inizio sembra un semplice partecipante al gioco che, casualmente viene coinvolto nella prima sfida di Vee. Nel corso del film scopriremo di più del suo passato, ma andremo sicuramente nello spoiler.
 

Tommy (Miles Heizer) 


Uno dei migliori amici di Vee della quale è segretamente innamorato ma non ricambiato. Pur non partecipando a Nerve il ragazzo si iscrive come spettatore per seguire Vee e per darle una mano in caso di necessità.

Sydney (Emily Meade)



Una delle migliori amiche di Vee che è, di fatto, il motore scatenante per cui la protagonista inizia il gioco. Pur essendo spigliata ed estroversa, la sua è solo una maschera di facciata che verrà rivelata sul finale del film.


Veniamo al film. Senza dubbio la trama è molto lineare però non annoia nella sua ora e quaranta di svolgimento. In alcuni punti devo essere sincero l'azione è stata molto coinvolgente. Questo secondo me è dipeso dall'impostazione generale del film.

Infatti molte riprese vengono fatte in modo che anche lo spettatore in sala sia realmente uno spettatore del gioco. Infatti una delle regole delle sfide di Nerve è che esse devono essere riprese col cellulare del giocatore.

Non vi nego che molte volte ci ho visto un qualcosa di analogo agli Instagram Stories o alle dirette Facebook.

Una cosa che forse mi sarei aspettato, ma questo dipende più che altro dai manga che ho citato prima, che ci fosse molta più violenza. Sicuramente ciò è dato dal fatto che il target della pellicola sono i teen ager e va bene così.

Anche le prove, escludendo quelle finali, erano abbastanza leggere. Nei manga invece si passava dalle prove iniziali innocue a prove sempre più cruente andando avanti.

Senza spoilerare, c'è stata solo una scena dove veramente pensavo finisse male.





Ok arriviamo alle conclusioni. E' un film che merita? si, secondo me. Sicuramente non è film da oscar, è una storia semplice nel suo svolgimento ma ben gestita, che mi ha fatto tenere incollato alla poltrona della sala senza annoiarmi.

E' irrinunciabile? sicuramente no. Personalmente però è un film che fa riflettere specialmente se si è passata la fase teen ager.

A mio modo di vedere potevano renderlo un po' più cattivo e marcare di più il fatto che nella società di oggi i social possono veramente rovinarci la vita se usati in maniera errata.

Da questo punto di vista Gamer era molto più mirato a mostrare cosa la nostra società può diventare per puro divertimento.

Insomma, se non fosse stato così troppo politically correct, poteva essere un buon spunto per dei dibattiti.

Forse è solo questa la critica più grossa che posso muovergli.

See you next