lunedì 30 luglio 2018
Kiss Me First: idea buona ma gestita male?
Dopo qualche tempo di fermo, ricominciamo con le recensioni.
Oggi l'argomento cade su una miniserie televisiva britannica andata in onda in patria dal 2 aprile su Channel 4, e rilasciata interamente il 29 giugno su Netflix.
Parleremo quindi di Kiss Me First, miniserie di 6 episodi creata da Bryan Elsley e isprirata all'omonimo romanzo di Lottie Moggach.
Come al solito partiamo da un pre-concetto. Guardando il trailer sono sicuro che il 90% della gente l'avrà associato a uno dei film più discussi dell'anno. Ovviamente faccio riferimento a Ready Player One.
Quindi diciamo che buona parte della mia curiosità nel voler vedere la serie era basata su questo "parallelismo".
Purtroppo vedremo che con RP1 la serie non centra niente.
Partiamo quindi dalla storia.
Leila Evans (Tallulah Haddon)
è una ragazzina di 17 anni restata sola dopo la morte della madre a causa di una malattia.
La ragazza, come moltissimi altri suoi coetanei, è membro di un videogioco in realtà virtuale chiamato Azana.
Azana non è altro che una "versione demo" dell'Oasis di RP1. Abbiamo sì gli occhiali VR, abbiamo sì i guanti ma non c'è ancora quel fattore "immersione totale" come abbiamo visto nel film di Spielberg.
C'è anche da dire che Azana è più o meno la tecnologia che stiamo raggiungendo in questi ultimi anni grazie all'Oculus Rift e simili.
Parallelismi a parte, in quel mondo virtuale Leila è Shadowfax,
una dei tanti avventurieri che si immergono nel mondo virtuale per sconfiggere la routine quotidiana.
Nel corso di uno dei suoi pellegrinaggi incontra Mania,
una ragazza che la invita a unirsi ad un suo gruppo di conoscenti all'interno di Azana.
Le due ragazze iniziano a stringere un'amicizia tanto che si conoscono di persona anche nel mondo reale.
Le cose però inizieranno a cambiare quando uno dei membri del gruppo, Calumny, disattiverà il suo profilo qualche giorno dopo per motivi sconosciuti.
Inutile raccontare oltre la storia, visto che molti punti potrebbero portare ad un banale spoiler.
Veniamo quindi alle mie considerazioni.
Kiss Me First è una stagione fortunatamente breve.
I 6 episodi da 50 minuti circa sono una base per quello che potrebbe essere una eventuale seconda tranche di episodi.
Purtroppo, secondo me, questa serie ha due evidenti difetti.
Per prima cosa la caratterizzazione dei personaggi.
Onestamente anche la protagonista, che notoriamente dovrebbe essere il personaggio a cui il pubblico si affeziona, è un personaggio anonimo.
Il resto del cast la segue purtroppo a ruota libera nell'essere anonimato senza troppa caratterizzazione.
L'unico su cui potrei dare un punto in più è il villain della storia, anche se in sei episodi è solamente accennato, visto che viene rivelato a circa metà storia.
L'altro problema è il tipo di narrazione.
Non so se sia un problema "standard" dei teen drama inglesi ma, onestamente, mi sono un po' rotto di vedere sti diciassettenni depressi, disadattati che formano delle piccole comunità tra loro simili.
Sarà un caso ma molte serie che ho seguito, in toto o in parte, hanno questo incipit.
Skins ne è l'esempio madre, e già all'epoca mi ero rotto le palle dopo pochi episodi.
The End of the F***ing World, vista quest'anno ne è un altro esempio, estremizzando i protagonisti.
Potrei citare infine Misfist, che però metterei su un piano leggermente diverso, anche se la prima stagione non mi ha fatto impazzire.
Infatti parliamo sì di cinque adolescenti problematici, ma che sicuramente sono più carismatici a livello di caratterizzazione.
Ma torniamo a Kiss Me First.
Siamo sinceri, l'idea di fondo potrebbe anche reggere, visto che tratta un argomento abbastanza attuale, cioè la tendenza a cercare un'evasione dalla realtà in un mondo immaginario.
E' interessante anche la gestione della parte thriller, forse un po' esagerata nell'ultimo episodio se raffrontato con i cinque precedenti, ma sicuramente gestita male a livello narrativo.
Ripeto, sarà un mio forte difetto, ma su una serie televisiva voglio ritmo, tensione e suspance non dico costanti fin da subito, ma per lo meno in crescita direttamente proporzionale al numero di episodi.
Se non ci sono questi fattori bisogna per lo meno che i protagonisti siano carismatici.
Kiss Me First fallisce in entrambi i fattori.
Posso capire l'episodio di apertura che ha il compito di introdurre sia la storia, sia i protagonisti che il loro contesto, ma poi bisogna coinvolgere lo spettatore.
Leila è carismatica come un muro di mattoni. Inespressiva e molto spesso poco utile ai fini della trama.
Posso capire il suo lutto e il segreto che rivelerà a metà serie, ma stiamo sempre parlando della protagonista della storia.
Ma quindi Kiss Me First è una serie che consiglio di vedere?
Onestamente no. Non fatevi ingannare dalle scene "simil" Ready Player One perché di quello, oltre il concetto di mondo virtuale che fa da "collante" per la trama, non troverete altro.
Superato questo primo scoglio, ci troviamo davanti ad una serie inglese con i soliti ragazzini disadattati che cercano di fare squadra tra loro.
Peccato che del loro background non ci sia poco e niente.
Volete la verità? Kiss Me First sembra un antipasto per un proseguo, un esperimento come quello fatto per la serie di Castlevania.
Però di quella aspetto con ansia la seconda tranche di episodi, mentre questa l'ho già rimossa delle serie da seguire su Netflix.
See you next
giovedì 28 giugno 2018
Orfani: la battaglia finale
Ci
siamo. Siamo arrivati all'ultima stagione di una serie che ha fatto
parlare di se, per lo meno all'inizio.
Chiaramente
parliamo di Orfani, nella stagione sottotitolata Sam.
Come
già accennato, sesta e ultima stagione del progetto Orfani che
ritorna nel formato 12 numeri.
Infatti
se vi ricordate le stagioni 4 e 5, rispettivamente Juric e Terra,
erano nel formato ridotto di 3 numeri cadauno.
Ma
veniamo al sodo, chiaramente SPOILER.
Questa
sesta stagione parte dalla conclusione di Nuovo Mondo.
Come
ricorderete Sam è diventata uno spietato cyborg a protezione della
Juric. Nel finale uccide la sua padrona per proteggere Perseo, il
figlio di Rosa, e Andromeda figlia della stessa Juric.
La
storia quindi inizia su tre fronti:
Da
una parte abbiamo le alleanze politico/militari del generale Petrov e
del governatore Garland per cercare di spartirsi l'eredità Juric.
Guardando
verso la Luna Rossa di Nuovo Mondo ritroviamo Cesar, il pirata che ha
aiutato Rosa nel suo viaggio.
Lui, insieme alla sua squadra,
controllano l'estrazione e il raffinamento del carburante che
scarseggia sul pianeta.
Ultimi
ma non meno importanti, i protagonisti, ovvero Sam e i discendenti
del Pistolero.
Infatti
ricorderete che Andromeda è nata dalla notte di passione tra la
Juric e Ringo che veniva obbligato per poter salvare Rosa alla fine
della seconda stagione.
Perseo
invece è il nipote del pistolero in quanto figlio di Rosa e del
figlio di uno tra Seba e Nuè, cosa mai rivelata fin'ora.
Scusate
ma questo è stato uno dei grandi misteri di Orfani, scoprire chi era
il figlio di Ringo.
Ad
un certo punto nell'ultima stagione viene rivelato ma, onestamente,
in maniera un po' frettolosa e sbrigativa.
Nel
corso del primo volume verranno rivelati altri due protagonisti,
ovvero RR13
un droide volante, modello successivo di Host e Ringo.
Come
dite? non ci credete?
Beh
non è il Ringo originale, ovviamente, ma un clone formato dai DNA
degli Orfani originali.
Personalmente
RR13 e Ringo sono i personaggi che mi sono piaciuti di più.
E
perché? beh semplice. Ringo è un logorroico mercenario abbastanza
fuori di testa e RR13 è la sua "spalla" estremante cinica.
I
loro dialoghi sono sempre divertenti e i loro battibecchi sovrastano
qualsiasi altro personaggio della storia.
Veniamo
quindi al dunque.
12
numeri, rilasciati in due tranche di sei numeri per volta, la prima
tra aprile e settembre 2017 e la seconda tra gennaio e giugno di
quest'anno.
Come
mai? non è chiaro, ma probabilmente non erano pronti gli script o i
disegni.
Ma
alla fine questa sesta stagione com'è?
A
mio parere molto più interessante di Nuovo Mondo e di Terra, senza
dubbio le più fiacche dell'intero progetto.
Ci
sono però dei mah.
Se
la storia inizialmente, come già detto, è divisa in tre fronti
unendosi in un'unica storia dove vedremo lo scontro tra gli Orfani da
una parte la Juric dall'altra.
Come
è possibile?
E
qua diciamo che iniziano le scelte secondo me discutibili.
Come
infatti ricorderete molte volte si vedevano i caduti ritrovarsi
vicino ad un albero dove si concedevano il "meritato riposo
eterno".
Io
avevo sempre pensato che questo albero fosse una specie di paradiso
dove gli eroi si ritrovavano.
E
qui la grossa rivelazione....
Quell'albero
si rivela essere il centro del gateway.
In
pratica gli Orfani, durante la fase di potenziamento vista nel primo
ciclo, sono stati "caricati" da nano macchine.
Queste
avevano un duplice scopo.
Da
una parte creare coordinazione e indurre il combattimento in squadra,
dall'altra salvare i ricordi e le personalità dei ragazzi, creando
la versione virtuale vista sotto l'albero.
Ma
se questo può andare bene per gli Orfani originali, dall'altra non
capivo cosa centrasse "la seconda generazione", ovvero
Seba, Nuè e Rosa.
Il
tutto viene spiegato nel numero 5. Infatti in una specie di
"riassunto delle puntate precedenti", viene ripercorsa
tutta la faccenda tirando fuori anche "orfani di riserva",
tre versioni distinte di Sam, una per ogni fase di crescita (bambina,
ragazza e robo-killer).
Per
i tre eroi della "seconda era", viene fatta una breve
spiegazione.
Seba
ha le nano macchine perché era diventato spia della Juric. E fin
qua, ci sta.
Nuè
si scopre che era il figlio del pistolero, e come tale ne "guadagna"
il patrimonio genetico.
E
Rosa? beh ovviamente perché aveva in grembo il nipote di Ringo e per
eredità anche lui con le nano macchine.
Seguendo
questo ragionamento anche Perseo e Andromeda sono "nano
macchinati".
Volete
che vi dica la verità? bah, io l'ho vista abbastanza una forzatura
per portare avanti la storia e riportare in azione tutti i vecchi
protagonisti sterminati dal tristo mietitore.
Se
poi pensiamo che la villain principale viene riportata in vita come
un cyborg, il cerchio si chiude.
Pur
storcendo il naso nella scelta un po' forzata del mondo virtuale dove
vivono i "caduti" i numeri 6, 7 e 8 sono i punti più forti
dell'intero ciclo.
Senza
dubbio ho adorato la rinascita di Sam con un nuovo corpo e, la
trasformazione demoniaca, citazione al Devilman Nagaiano.
Il
numero 7 invece è totalmente un volume fantasy a metà tra il Trono
di Spade e gli Elder Scrolls.
L'ottavo
volume invece è un partita virtuale dove Jsana Juric, tornata in
vita tramite la trasformazione in cyborg, riacquista un po' alla
volta memorie e abilità sbloccando degli achivment nel ripercorrere
i momenti salienti della sua stessa vita.
I
numeri successivi invece mostreranno su due fronti la battaglia
finale, dove tutti i protagonisti torneranno a combattere insieme per
un'ultima volta.
Se
la battaglia in se è memorabile sul piano visivo ed emotivo, forse è
proprio la sua conclusione che lascia spiazzato il lettore, per lo
meno me.
Infatti
si scoprirà che "l'albero del ritrovo degli eroi" non è
altro che il centro del gateway e solo il più indomito degli Orfani
originali, Ringo, riuscirà a penetrarlo per chiuderlo e togliere
potere alla Juric.
Nel
tragitto, come usanza, tutti moriranno, sconfitti dalla villain
oppure sacrificandosi per permettere agli altri di proseguire.
E
alla fine? Ringo lanciato in una caduta verso il core del gateway,
dirà delle emblematiche parole....
Cosa
vorrà dire tutto ciò?
Molto
semplice, tutta la storia è a sua volta una realtà virtuale creata
da Sam.
In
pratica eravamo in Inception,
dove Sam ha creato tutto un mondo
formato dai suoi ricordi dove, in qualche modo, erano presenti non
solo le svariate personalità che la hanno plasmata, ma anche gli
amici e soprattutto i nemici.
E
nelle ultime fasi della conclusione Sam, una volta uccisa
definitivamente la Juric deciderà di non resuscitare i suoi amici ma
di crearsi un lieto fine con Andromeda e Perseo e col suo amore di
sempre, Ringo.
Tutto
questo nell'undicesimo volume.
Ma
non erano 12? si e infatti l'ultimo numero ci farà tornare ad un
momento di pace quando gli orfani originali erano ragazzini,
mostrandoci semplicemente un "ancora un giorno" degli eroi
che ci hanno accompagnato in questi cinque anni di pubblicazione.
Quindi
in definitiva una sesta stagione valida, che però ha delle scelte
discutibili e destabilizzanti per come si svolgono i fatti e le
verità rivelate.
E
adesso? il progetto Orfani come già detto è concluso, però già il
prossimo mese e, secondo me, almeno una volta all'anno, vedremo uno
speciale della serie.
Si
inizia con Terra,
dove sicuramente capiremo che fine hanno fatto i
protagonisti della quinta stagione, unici sopravvissuti per ora.
giovedì 14 giugno 2018
13 Reasons Why Stagione 2
Hannah Baker. Un nome che ha fatto molto discutere l'anno scorso.
Non ne avete mai sentito parlare? beh allora non avete mai visto una delle migliori serie, secondo me, dell'anno scorso.
Parliamo ovviamente di Tredici (13 Reasons Why in originale), di cui oggi vi darò le mie opinioni sulla seconda stagione.
Della prima ne avevamo già parlato l'anno scorso, per cui vi rimando al post dedicato.
Chiaramente SPOILER sulla stagione.
Veniamo al dunque. Sono passati cinque mesi dalla morte di Hannah e dalla rivelazione delle cassette ai "colpevoli".
Clay Jensen (Dylan Minnette)
e Skye Miller (Sosie Bacon)
si sono messi assieme. Olivia Baker (Kate Walsh),
la madre di Hannah, porta a giudizio la scuola con l'accusa di essere responsabile della morte della figlia.
Alex Standall (Miles Heizer),
non è riuscito a suicidarsi ma ha perso la memoria degli ultimi mesi.
Il processo inizia e il primo teste è Tyler Down (Devin Druid),
il fotografo della scuola che, pur minacciato anonimamente, decide di testimoniare per rispetto ad Hannah ed ai suoi genitori.
Da li si svilupperanno i tredici episodi che comporranno la stagione.
Come era abbastanza logico pensare, tutta la trama si svilupperà avendo come cardine il processo alla scuola. Verranno introdotte, a "simbolo della stagione" delle polaroid che appariranno mano a mano che si procederà nella narrazione.
Veniamo quindi alle mie osservazioni.
Io ero contrario ad un sequel di questa serie. Diciamoci la verità, i tredici episodi, escludendo qualche particolare lasciato vago, si concludeva già in maniera ottimale.
Lo scopo di questa serie era sì quella di intrattenere, ma era quella di far riflettere lo spettatore su temi sempre attuali e spinosi.
E' normale però, che avendo avuto un quasi unanime successo, Netflix optasse per una seconda stagione.
Il problema secondo me non è tanto nella base della storia, perché era scontato che ci basasse sul processo alla scuola, ma le forzature alla storia e la decostruzione, in molte occasioni, della protagonista.
Rispetto alla prima stagione, che incentrava tutto sulle vicende che ruotavano attorno al protagonista del lato della cassetta con i fatti raccontati sempre da Hannah e rivissuti indirettamente da Clay, in questo caso ogni episodio viene raccontato dal punto di vista del testimone del processo.
Il che da un lato è corretto, in quanto si da una nuova lettura a quanto sentito nella prima stagione, ma da un lato appariranno fatti e racconti spesso incastrati in maniera incoerente rispetto al passato.
Facciamo tre esempi?
Personalmente quello che mi ha fatto incazzare di più è la testimonianza di Zach Dempsey (Ross Butler).
Come sappiamo dalla prima stagione Zach ha frequentato Hannah e, tutto sommato, era il meno peggio della squadra di Football/Baseball.
Che poi perché cambiare sport di anno in anno? misteri....
Però era palese che tra Zach e Hannah non ci fosse stato niente, escludendo il fatto che sarebbe potuto nascere qualcosa, SE lo stesso Zach non avesse abbandonato Hannah che aveva aperto il suo cuore confidandogli quanto si sentisse a pezzi per la sua profonda solitudine anche dovuta ai fatti della rottura del gruppo formato da lei Jessica e Alex.
Ma in questa stagione cosa si scopre? Che Zach e Hannah sono stati assieme TUTTA l'estate e che, tra l'altro avevano "consumato" più e più volte.
Giustamente perché non farlo notare nelle cassette? SPECIALMENTE a fronte del fatto che Zach si VERGOGNAVA della relazione con Hannah davanti ai suoi compagni di squadra?
Effettivamente sarebbe stato un motivo BEN PIU' VALIDO per inserirlo nelle cassette?
Altra stonatura è la storia di Bryce Walker (Justin Prentice).
Sono conscio che a fine episodio sia tutto parzialmente falso, ma parzialmente.
In fin dei conti esce che Bryce e Hannah si frequentavano, come amici, anche se lui voleva rapidamente arrivare al sodo, venendo rifiutato da lei.
Invece nella prima stagione praticamente non si sono neanche mai parlati, escludendo i fatti che poco alla volta sono degenerati nella violenza sessuale.
Tra l'altro questo rifiuto di Hannah, in pratica è stata parte delle cause scatenanti che hanno portato alla violenza. Infatti non solo la ragazza ha rifiutato Bryce ma, soprattutto, si era messa con col suo miglior amico, Justin Foley.
Terzo esempio è il rapporto col padre (Brian d'Arcy James).
Ad inizio stagione si scopre che i coniugi Baker non stanno più insieme. Che potrei averlo capito se fosse stato per la morte dalla figlia.
Il problema è che il padre aveva un'amante. Ma non solo dopo il gesto della figlia, anche prima. Infatti in un frangente della sua deposizione, si viene a sapere che Hannah lo aveva visto e aveva cercato di parlargli, senza risultati.
Anche qua, non sarebbe stato giusto inserire anche lui nelle cassette?
Però la cosa che più mi ha urtato i nervi è la presenza costante e incessante di Hannah (Katherine Langford) in versione fantasma a Clay.
E la cosa più assurda non è tanto che lui la vede in determinate occasioni visto che, come ben sappiamo, è ancora profondamente innamorato della ragazza.
Il problema è che interagisce con Hannah come se fosse li accanto a lui.
Si parlano, discutono. E la cosa è degenerante perché lei fa la stronza, dicendogli che certe cose capitano (la relazione con Zach), non spiegandogli le cose, facendo la sapientina sulle mosse che Clay vuole o vorrebbe fare.
Se nella prima stagione ero dalla parte di Hannah e sono rimasto male per la sua storia, qui l'ho odiata in più di un'occasione.
Esclusi i personaggi "chiave", veniamo agli altri che erano, sì fondamentali nella prima stagione, ma anche poco sviluppati.
Tony Padilla (Christian Navarro)
diventa protagonista in più di un'occasione. E da un lato va bene, in fin dei conti è quello che sapeva tutto e non diceva niente.
Però forse si esagera in certe situazioni. Infatti ad un certo punto viene fatta luce che non era minimamente amico di Hannah e anzi lei gli ha consegnato le cassette perché gli doveva un favore avendolo salvato dalla polizia.
Forse la cosa che stona maggiormente è che sempre vediamo Tony come un ragazzo tranquillo e pacato ma, dopo che un uomo lo chiama frocio, scatta una rabbia quasi omicida e non solo massacra di botte l'uomo, ma addirittura gli fa perdere un occhio.
Capitemi, capisco che possa essere un'offesa pesante, però è paradossale il bipolarismo troppo netto del personaggio per come viene descritto.
Justin Foley (Brandon Flynn)
anche lui farà parte di un ciclo di episodi, dove scopriremo che è scappato dalla città, è diventato un tossico e vive come un barbone. Clay e Tony lo soccorrono e lo portano in casa del primo e, tramite l'aiuto di Sheri, cercano di ripulirlo.
Anche qua, interessante l'approfondimento del personaggio che da una parte una situazione famigliare orribile con la madre tossica e il compagno di lei spacciatore.
Importante anche il ruolo di Clay, Tony e Sheri per aiutarlo ad uscire dal tunnel dell'ossicodone ma poi....
...sul finale, dopo aver fatto sei mesi di carcere minorile per essere stato ritenuto complice di Bryce, viene adottato dai Jensen che gli offrono una "famiglia stabile".
E lui di ringraziamento continua a drogarsi.
Senza dubbio però il personaggio maggiormente approfondito, e meglio gestito, è Jessica Davis (Alisha Boe).
Altra vittima di Bryce e distrutta psicologicamente per l'accaduto.
Un po' per volta, con molta fatica, riuscirà li dove Hannah non ce l'ha fatta, cercando, per quanto possibile, di andare avanti con la sua vita.
Però anche qua nel finale si fa un errore. Durante il ballo di primavera decide di uscire con Alex (suo ex).
Il problema è che alla vista di Justin, complice indiretto della violenza che ha subito da parte di Bryce, decide di seguirlo negli spogliatoi e di concedersi.
Non è un pochino un paradosso? Tanto più che durante la stagione ogni volta che lo vedeva gli diceva di andarsene e scoppiava a piangere.
Un personaggio invece che secondo me meritava di essere approfondito è Skye visto il suo passato e i tentati suicidi. E invece appare nei primi episodi e poi scompare.
Spiegati anche i personaggi arriviamo succo.
Secondo me questa seconda stagione è palesemente campata in aria.
Come vi ho dimostrato molti fatti raccontati non collimano con quanto visto in precedenza.
Tra l'altro passano anche dei messaggi sbagliati.
Primo di tutti la "carcerazione fittizia di Bryce". Il processo alla scuola è concluso ed essa non viene ritenuta responsabile dei fatti che hanno portato alla morte di Hannah.
Però, tramite la denuncia di Jessica e Justin, Bryce e lo stesso Justin vengono arrestati per stupro il primo e per essere complice il secondo.
Che poi se vogliamo dirla tutta la polizia aveva già una confessione dello stesso Bryce fatta di nascosto da Clay nell'ultimo lato della settima cassetta (cosa che non viene mai citata negli episodi).
Peccato che il primo, ricco di famiglia, verrà messo ai domiciliari per tre mesi e il secondo passerà sei mesi in carcere minorile.
Quindi? articolo quinto, chi gà i schei gà vinto.
Punto due invece è la trasformazione di Tyler. Anche qui, Tyler è uno psicopatico, lo dimostra mano a mano che gli episodi procedono.
Dopo una serie di bravate da ribelli con Cyrus (Bryce Cass),
viene mandato in un centro di recupero.
Però, tornato a scuola, viene massacrato di botte E NON SOLO da Montgomery (Timothy Granaderos)
e altri due della squadra di baseball.
Al di la che forse la scena è troppo esplicita per il target della serie, però possiamo sorvolare.
Il problema è che nessuno ha fatto niente e lui, stanco di essere il bersaglio ha perso la testa.
Non so se è un'idea mia ma il Tyler dell'ultimo episodio, come capigliatura e sguardo,
mi ha ricordato il Palla di Lardo di Full Metal Jacket.
Solo che, al contrario del soldato di Kubrick Tyler, decide di vendicarsi facendo una strage al ballo.
Ma dove si è procurato tutta l'artiglieria?
E anche li il finale rasenta l'assurdo.
Cyrus viene avvisato da Tyler della folle idea. Clay si para davanti e, cercando di fermarlo, lo fa portar via da Tony prima dell'arrivo della polizia restando, come un pirla col fucile d'assalto in mano.
Capisco la scelta di Clay di cercare di fermarlo, però dovevano consegnarlo alla polizia in quanto "mina vagante".
Quindi, in definitiva, una stagione che rovina il bel lavoro fatto con i primi 13 episodi.
Scelte discutibili, pezzi di storia incoerenti col quanto visto in precedenza, personaggi gestiti male, Hannah per prima che perde il suo ruolo di protagonista, diventando odiosa allo spettatore.
Netflix ha già annunciato una terza stagione, probabilmente incentrata su psycho Tyler.
La domanda è... a che scopo?
Non potevate chiuderla con Hannah che se ne andava dalla chiesa e i ragazzi che abbracciavano Clay alla festa?
Non lo so, certe scelte continuo a non capirle.
See you next
lunedì 28 maggio 2018
Deadpool 2
Torniamo al cinema, discutendo di un altro titolo molto atteso dai fan, specialmente da me.
Parliamo ovviamente di Deadpool 2 film 2018 diretto da David Leitch.
Siamo onesti, visto il clamoroso successo del primo capitolo era scontato che il mercenario chiacchierone cinematografico avesse un seguito.
E diciamocela tutta, visto il peso che ha Cable nella storie di Wade, era ovvio che fosse coprotagonista.
In fin dei conti hanno SOLO (Han non c'entra questa volta), condiviso una testata per quattro anni e 50 numeri di attività, oltre a varie mini serie in tempi più recenti.
Ma quindi com'è questo sequel? all'altezza dell'originale? Andiamo per ordine.
Senza dubbio la campagna di marketing è stata come al solito geniale.
Ryan Reynolds, ancora una volta co-sceneggiatore, ha capito in pieno le chiavi del successo del personaggio.
Per cui nel corso dei mesi prima dell'uscita si è passato da questo, a questo, per passare finalmente a qualcosa di più succoso, per arrivare al trailer finale poco prima dell'uscita nelle sale.
Ma arriviamo al dunque. Il film parte in modo strano, col nostro eroe che introdurrà la storia da un flashback.
Chiaramente non vi dirò minimamente quello che succede, perché è un evidente spoiler sull'intera trama.
Si passa alla sigla del film, evidente parodia dei film di James Bond dove bisogna prestare la massima attenzione a tutto quello che è scritto perché vi piegherete dalle risate.
La trama portante del tutto, bene o male, l'avevamo già vista nei trailer.
Un ragazzino mutante (nei film Fox mutante si può dire in quelli Marvel per il momento no) chiamato Russell Collins (Julian Dennison)
viene preso di mira dal misterioso viaggiatore del tempo noto come Cable (Josh Brolin).
Non è chiaro il perché, ma Deadpool cercherà di salvarlo.
Senza dubbio questo sequel porta dietro tutto il buono e folle fatto nella prima pellicola e aggiunge quello che mancava, una trama vera e propria.
Siamo onesti, il primo film era DeadpoolCentrico e la trama era pressoché nulla.
Si c'era la donzella in pericolo,
si c'era la parte delle origini, ma ci concentrava quasi esclusivamente sulle battute e puttanate dette e fatte dal mercenario della cultura pop.
Questo sequel è senza dubbio più ambizioso. Oltre alle battute, citazioni, riferimenti che perculano non solo l'universo Marvel ma anche la concorrenza DC, questo secondo capitolo vuole approfondire anche l'altro lato di Wade, ovvero essere un antieroe tormentato dove spesso, cercando di mettersi in pace con se stesso, finisce in un baratro dal quale faticherà ad uscirne.
Nei fumetti questa cosa è spesso ciclica, basti pensare ai cicli dove era affiancato da Captain America e Wolverine,
o al più recente ciclo di Secret Empire.
Dopo il primo incontro scontro con Cable, Wade capirà che da solo non potrà mai farcela per cui crea la sua personalissima squadra di mutanti che chiamerà X-Force.
E qui capiamo una cosa, ma dobbiamo scendere nello
<SPOILER>
Ovviamente faccio riferimento alla perculata che ci hanno fatto durante tutti gli ultimi trailer.
Ci hanno fatto sempre credere che la X-Force sarebbe stata fondamentale per il proseguo della trama e in particolar modo Peter,
personaggio che abbiamo amato TUTTI dal primo momento in cui è apparso.
Molti, io compreso, eravamo stra convinti che Peter salvasse la situazione nel finale.
E invece....
MUOIONO TUTTI COME DEGLI STRONZI NELL'ARCO DEI DIECI MINUTI DELLA FASE DI LANCIO DALL'AEREO.
Vi giuro, sono rimasto sconvolto.
Un WTF epocale da applausi per gli sceneggiatori.
Per non parlare dello Svanitore e della sua reale identità.
</SPOILER>
Escludendo i membri dell'X-Force, sicuramente "X-Men" estremamente minori, i nuovi personaggi principali sono Cable e Domino.
Cable (Josh "Thanos" Brolin)
Senza dubbio il fulcro di tutta la faccenda e il "villain" per metà della pellicola.
A mio modo di vedere molto fedele alla controparte fumettistica, si nota tantissimo il suo "stampo" nell'essere un personaggio degli anni '90 "figlio di Terminator".
E' inutile negarlo Nathan (vero nome di Cable), è la versione Marvel del T-800 dei film di Swarzy.
Proveniente dal futuro, figlio della guerra, estremamente serio e distaccato, torna indietro nel tempo per correggere gli errori del passato.
Poi se ci aggiungete che ha mezzo corpo metallico per colpa del tecno-virus che lo ha infettato da piccolo, le somiglianze col cyborg creato da James Cameron non fanno che aumentare.
Ai fini del film Cable è uno dei personaggi meglio gestiti e, come accadeva nei fumetti è il contraltare alla follia di Deadpool.
Infatti secondo me la serie che li vedeva protagonisti funzionava proprio per la strana alchimia che formava questa strana coppia.
Nel corso della pellicola apprendiamo anche un piccolo particolare, chiaro solo ai fan Marvel, che potrebbe essere il cardine per future storie.
Qual'è questo particolare? Ma ovviamente il nome della figlia di Cable.... Hope.
Domino (Zazie Beetz)
Molto diversa dalla sua controparte cartacea, visto che nei fumetti ha spesso i capelli cortissimi e l'aspetto di un maschiaccio.
Nella versione cinematografica viene rappresentata come il membro dell'X-Force che entra quasi per destino (Victor Von Doom non c'entra).
Durante le scene d'azione farà sfoggio dei suoi poteri "poco cinematografici" di alterare la fortuna, e si rivelerà indispensabile per concludere la missione.
A livello di caratterizzazione non viene svelata la sua vera identità ne tanto meno il suo background, se non un piccolo accenno nel finale.
Probabilmente la rivedremo e magari ci sarà più tempo per approfondirne le origini.
Una cosa divertente quando apparvero le prime foto dal set, è la bizzarra "paternità" che le è stata affibbiata.
Escludendo però la X-Force, abbiamo anche il ritorno dei molti comprimari della prima pellicola.
E il ruolo "principale" spetta ancora una volta a Colosso,
vero e proprio grillo parlante per Wade, anche se alla lunga ci ha rinunciato anche lui.
Tornano anche Al la cieca (Leslie Uggams)
e Weasel (T. J. Miller)
in ruoli abbastanza minori ai fini della trama.
Secondo me però il personaggio poco sfruttato è Testata Mutante Negasonica (Brianna Hildebrand), che appare veramente in tre scene di numero solo come comparsa insieme alla fidanzata Yukio (Shiori Kutsuna).
Ultimo, ma non per importanza, il ritorno del tassista Dopinder (Karan Soni)
vera guest star nel primo film.
Sicuramente il suo ruolo è marginale ai fini della storia e il suo intervento è sempre per un momento comico, però è un personaggio divertente che non poteva mancare.
In corso d'opera c'è anche un altro personaggio, "vittima" di molte battute nel corso della pellicola, ma che solo i fan avranno potuto riconoscere.
Ovviamente
<SPOILER>
Chiaramente parlo di Black Tom Cassidy (Jack Kesy), il fratello del Banshee degli X-Men e zio di Siryn,
uno dei grandi amori non corrisposti di Wade (che non vi nego vorrei vedere prima o poi).
Anche Black Tom Cassidy è una delle grosse perculate della pellicola.
Si sapeva che c'era, molti pensavano fosse il vero villain della pellicola, ma fa anche lui la fine dello stronzo.
</SPOILER>
Se guardiamo bene ce ne sarebbe anche un altro, ma quello invece ricopre un ruolo importante per cui sorvoliamo.
Presentati anche i protagonisti veniamo quindi al cardine.
Deadpool 2 cerca di prendere la buona base del primo capitolo e di migliorarla ed esagerarla.
Un tripudio di battute, camei, riferimenti che spaziano dalla cultura pop, al perculare sia l'universo degli X-Men in cui Wade è stato inserito, sia la concorrenza fumettistica.
Moltissima violenza, a volte esagerata, e in alcuni casi si è troppo calcato la mano con alcune situazioni e battute.
Per quanto si sia migliorato in tutto, secondo me manca quella freschezza che aveva il primo capitolo che andava abbastanza a briglia sciolta.
In questo secondo film, come hanno già fatto notare anche altre recensioni, si è cercato di frenare un po' la follia generale per dare allo spettatore una pellicola che in qualche modo vuole rientrare nei "canoni classici" dei film di supereroi.
E' un bene? è un male?
Si e no. Nel senso che era giusto dare una storia più concreta e più strutturata al tutto, però viste le basi del personaggio, alcune scene si potevano evitare.
<SPOILER>
Chiaramente faccio riferimento alla scena dove finalmente Wade si ricongiunge con Vanessa e alla frase pronunciata da lei, "ci rincontreremo, ma non è questo il momento", abbastanza "fuori corda" per il mood generale del personaggio....
....oltre che per la scena post credit.
</SPOILER>
Va visto? Si, a patto che abbiate visto e apprezzato il primo film anche se, secondo me, il primo capitolo aveva quel guizzo in più che qui manca.
Sicuramente un buon film, che dimostra ancora una volta quanto Ryan Reynolds ami il personaggio e sia perfetto per il ruolo.
E le scene post credits?
Due, una praticamente all'inizio dei titoli di coda, e una a metà.
Entrambe ruotano sullo stesso concetto, la prima più canonica, ma la seconda invece è qualcosa di memorabile.
See you next
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