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giovedì 28 giugno 2018

Orfani: la battaglia finale



Ci siamo. Siamo arrivati all'ultima stagione di una serie che ha fatto parlare di se, per lo meno all'inizio.

Chiaramente parliamo di Orfani, nella stagione sottotitolata Sam.

Come già accennato, sesta e ultima stagione del progetto Orfani che ritorna nel formato 12 numeri.

Infatti se vi ricordate le stagioni 4 e 5, rispettivamente Juric e Terra, erano nel formato ridotto di 3 numeri cadauno.

Ma veniamo al sodo, chiaramente SPOILER.

Questa sesta stagione parte dalla conclusione di Nuovo Mondo.

Come ricorderete Sam è diventata uno spietato cyborg a protezione della Juric. Nel finale uccide la sua padrona per proteggere Perseo, il figlio di Rosa, e Andromeda figlia della stessa Juric.

La storia quindi inizia su tre fronti:

Da una parte abbiamo le alleanze politico/militari del generale Petrov e del governatore Garland per cercare di spartirsi l'eredità Juric.



Guardando verso la Luna Rossa di Nuovo Mondo ritroviamo Cesar, il pirata che ha aiutato Rosa nel suo viaggio. 


Lui, insieme alla sua squadra, controllano l'estrazione e il raffinamento del carburante che scarseggia sul pianeta.

Ultimi ma non meno importanti, i protagonisti, ovvero Sam e i discendenti del Pistolero.



Infatti ricorderete che Andromeda è nata dalla notte di passione tra la Juric e Ringo che veniva obbligato per poter salvare Rosa alla fine della seconda stagione.

Perseo invece è il nipote del pistolero in quanto figlio di Rosa e del figlio di uno tra Seba e Nuè, cosa mai rivelata fin'ora.

Scusate ma questo è stato uno dei grandi misteri di Orfani, scoprire chi era il figlio di Ringo.
Ad un certo punto nell'ultima stagione viene rivelato ma, onestamente, in maniera un po' frettolosa e sbrigativa.

Nel corso del primo volume verranno rivelati altri due protagonisti, ovvero RR13 



un droide volante, modello successivo di Host e Ringo.



Come dite? non ci credete?

Beh non è il Ringo originale, ovviamente, ma un clone formato dai DNA degli Orfani originali.

Personalmente RR13 e Ringo sono i personaggi che mi sono piaciuti di più.

E perché? beh semplice. Ringo è un logorroico mercenario abbastanza fuori di testa e RR13 è la sua "spalla" estremante cinica.

I loro dialoghi sono sempre divertenti e i loro battibecchi sovrastano qualsiasi altro personaggio della storia.

Veniamo quindi al dunque.

12 numeri, rilasciati in due tranche di sei numeri per volta, la prima tra aprile e settembre 2017 e la seconda tra gennaio e giugno di quest'anno.

Come mai? non è chiaro, ma probabilmente non erano pronti gli script o i disegni.

Ma alla fine questa sesta stagione com'è?

A mio parere molto più interessante di Nuovo Mondo e di Terra, senza dubbio le più fiacche dell'intero progetto.

Ci sono però dei mah.

Se la storia inizialmente, come già detto, è divisa in tre fronti unendosi in un'unica storia dove vedremo lo scontro tra gli Orfani da una parte la Juric dall'altra.

Come è possibile?

E qua diciamo che iniziano le scelte secondo me discutibili.

Come infatti ricorderete molte volte si vedevano i caduti ritrovarsi vicino ad un albero dove si concedevano il "meritato riposo eterno".



Io avevo sempre pensato che questo albero fosse una specie di paradiso dove gli eroi si ritrovavano.

E qui la grossa rivelazione....

Quell'albero si rivela essere il centro del gateway.

In pratica gli Orfani, durante la fase di potenziamento vista nel primo ciclo, sono stati "caricati" da nano macchine.

Queste avevano un duplice scopo.

Da una parte creare coordinazione e indurre il combattimento in squadra, dall'altra salvare i ricordi e le personalità dei ragazzi, creando la versione virtuale vista sotto l'albero.

Ma se questo può andare bene per gli Orfani originali, dall'altra non capivo cosa centrasse "la seconda generazione", ovvero Seba, Nuè e Rosa.

Il tutto viene spiegato nel numero 5. Infatti in una specie di "riassunto delle puntate precedenti", viene ripercorsa tutta la faccenda tirando fuori anche "orfani di riserva", tre versioni distinte di Sam, una per ogni fase di crescita (bambina, ragazza e robo-killer).

Per i tre eroi della "seconda era", viene fatta una breve spiegazione.

Seba ha le nano macchine perché era diventato spia della Juric. E fin qua, ci sta.

Nuè si scopre che era il figlio del pistolero, e come tale ne "guadagna" il patrimonio genetico.

E Rosa? beh ovviamente perché aveva in grembo il nipote di Ringo e per eredità anche lui con le nano macchine.

Seguendo questo ragionamento anche Perseo e Andromeda sono "nano macchinati".

Volete che vi dica la verità? bah, io l'ho vista abbastanza una forzatura per portare avanti la storia e riportare in azione tutti i vecchi protagonisti sterminati dal tristo mietitore.

Se poi pensiamo che la villain principale viene riportata in vita come un cyborg, il cerchio si chiude.

Pur storcendo il naso nella scelta un po' forzata del mondo virtuale dove vivono i "caduti" i numeri 6, 7 e 8 sono i punti più forti dell'intero ciclo.

Senza dubbio ho adorato la rinascita di Sam con un nuovo corpo e, la trasformazione demoniaca, citazione al Devilman Nagaiano.



Il numero 7 invece è totalmente un volume fantasy a metà tra il Trono di Spade e gli Elder Scrolls.

L'ottavo volume invece è un partita virtuale dove Jsana Juric, tornata in vita tramite la trasformazione in cyborg, riacquista un po' alla volta memorie e abilità sbloccando degli achivment nel ripercorrere i momenti salienti della sua stessa vita.

I numeri successivi invece mostreranno su due fronti la battaglia finale, dove tutti i protagonisti torneranno a combattere insieme per un'ultima volta.

Se la battaglia in se è memorabile sul piano visivo ed emotivo, forse è proprio la sua conclusione che lascia spiazzato il lettore, per lo meno me.

Infatti si scoprirà che "l'albero del ritrovo degli eroi" non è altro che il centro del gateway e solo il più indomito degli Orfani originali, Ringo, riuscirà a penetrarlo per chiuderlo e togliere potere alla Juric.

Nel tragitto, come usanza, tutti moriranno, sconfitti dalla villain oppure sacrificandosi per permettere agli altri di proseguire.

E alla fine? Ringo lanciato in una caduta verso il core del gateway, dirà delle emblematiche parole....




Cosa vorrà dire tutto ciò?

Molto semplice, tutta la storia è a sua volta una realtà virtuale creata da Sam.

In pratica eravamo in Inception, 


dove Sam ha creato tutto un mondo formato dai suoi ricordi dove, in qualche modo, erano presenti non solo le svariate personalità che la hanno plasmata, ma anche gli amici e soprattutto i nemici.

E nelle ultime fasi della conclusione Sam, una volta uccisa definitivamente la Juric deciderà di non resuscitare i suoi amici ma di crearsi un lieto fine con Andromeda e Perseo e col suo amore di sempre, Ringo.

Tutto questo nell'undicesimo volume.

Ma non erano 12? si e infatti l'ultimo numero ci farà tornare ad un momento di pace quando gli orfani originali erano ragazzini, mostrandoci semplicemente un "ancora un giorno" degli eroi che ci hanno accompagnato in questi cinque anni di pubblicazione.

Quindi in definitiva una sesta stagione valida, che però ha delle scelte discutibili e destabilizzanti per come si svolgono i fatti e le verità rivelate.

E adesso? il progetto Orfani come già detto è concluso, però già il prossimo mese e, secondo me, almeno una volta all'anno, vedremo uno speciale della serie.

Si inizia con Terra, 



dove sicuramente capiremo che fine hanno fatto i protagonisti della quinta stagione, unici sopravvissuti per ora.



mercoledì 29 marzo 2017

Orfani: Terra



Parliamo di fumetti ma questa volta sarò brevissimo per due semplici motivi.
Per prima cosa la serie che andrò a recensire è breve, tre numeri. Per seconda cosa ci sono veramente poche cose da dire.

Ma quindi perchè recensirla? ma semplicemente perchè ormai è diventata una rubrica fissa.

Parliamo della quinta stagione di Orfani, sottotitolo Terra che, secondo me, più che quinta stagione parliamo di secondo spin-off, dopo il racconto del passato della Juric dei precedenti tre volumi.

La storia si svolge sulla Terra ormai stata sconvolta dall'esplosione raccontato sul finale della prima stagione, in un periodo non precisato dopo la gogna pubblica di Ringo.



Il protagonista è Cain, un ragazzino che vive col fratello Abe cercando di "sbarcare il lunario" come possono, cercando rottami e oggetti di valore da poter rivendere.

La loro speranza è trovare una fantasmagorica città nata dalle ceneri della Terra distrutta. Purtroppo il loro sogno svanirà quasi subito quando....

<SPOILER>



</SPOILER>

Cain finirà in un campo di reclusione, come schiavo, dove conoscerà il resto del cast.



Veniamo alle mie opinioni. La storia si fa leggere però secondo me ha un difetto principale, non fa appassionare il lettore ai suoi protagonisti.

In fin dei conti Cain, ma anche il resto del cast è una "copia" dei precedenti protagonisti.
E' innegabile che Cain 



sia un incrocio tra il giovane Ringo 



e Seba.



Max



invece ricorda da una parte Jonas,



col suo carisma da leder e il suo temperamento pacato e Hector,



fratello di Juno/Angelo, a livello estetico.

Come è stato scritto in altri commenti, l'ambientazione post apocalittica ricorda Kenshiro, anche se non si respira la stessa "aria".

Divertentissima la citazione alla leggenda metropolitana, oggi realtà verificata, sul famoso gioco di E.T. dell'Atari.



I tre volumi raccontano la voglia di non arrendersi agli eventi che hanno sconvolto il pianeta, la voglia di libertà e di rivincita di una società che deve essere cambiata.

Per la prima volta arriviamo ad un finale sospeso, visto che non sappiamo come andrà a finire per i protagonisti. Inoltre non si vede scendere "la falce del tristo mietitore" Roberto Recchioni, come nelle precedenti stagioni della saga.



Infatti sceneggiatura e soggetto questa volta sono affidati ai fratelli Emiliano (co-autore del progetto originale) e Matteo Mammuccari.

Rivedremo quindi i protagonisti di questa quinta stagione? verranno inseriti nei prossimi capitoli della saga?

Resta il fatto che questi tre numeri non mi hanno convinto a fondo ed ho molto più apprezzato la storia di Jsana Juric anche se, come ho già ribadito, è un personaggio che ho odiato profondamente.



Non vi nego che invece la sesta stagione, ma era abbastanza ovvio nel finale di Nuovo Mondo, sarà più interessante perchè incentrata su un'altra vecchia conoscenza....



E sicuramente ne riparlemo....

martedì 28 febbraio 2017

Jsana Juric: la genesi del male


Bentornati. Facciamola breve perchè le introduzioni non son capace a farle.
Argomento del giorno: la quarta stagione di Orfani, sottotitolo Juric.
Ma come, non avevi detto che ti vantavi di pubblicarle tutte lo stesso giorno ogni anno? si ma qua è diverso, perchè la serie dura solo tre numeri e non i canonici 12.
Tra l'altro sono anche distante dall'uscita del terzo volume visto che siamo già al secondo della quinta stagione.
Non perdiamo tempo e veniamo al dunque. Questa quarta stagione, anche se lo vedo più come uno spin-off, si incentra sulla storia del villain per antonomasia della serie, Jsana Juric.

Come ho già detto molte volte, è un personaggio che ho odiato, Roberto Recchioni ha creato e caratterizzato un personaggio talmente subdolo e malvagio che onestamente speravo che prima o poi ci lasciasse le penne in malo modo.
E per fortuna così è stato, visti gli eventi che hanno chiuso Nuovo Mondo.
Per cui si parte dal momento del funerale del presidente di Nuovo Mondo e dalla "scomoda eredità" lasciata dalla Juric al biografo Émile Bogdan.

Infatti, come abbiamo visto sul finale della terza stagione Émile viene contattato per stilare una biografia del presidente dopo la sua morte, dando accesso a tutti i file privati.
La cosa che salta subito all'occhio è il netto cambio di stile visivo nella narrazione. Per le parti ambientate nel presente, le pagine che aprono e chiudono l'albo, si è completamente in bianco e nero, mentre il racconto dei fatti della vita di Jsana a colori.
I tre albi che compongono la miniserie si concentrano su tre momenti distinti della sua vita:
1) Infanzia e prima adolescienza.

2) Prima anni dopo la maggiore età.

3) Età adulta, ma prima degli eventi all'inizio della prima stagione.

Dopo aver letto i tre numeri sono rimasto convinto di un'idea: Jsana era malvagia già da piccola e non è stata corrotta dagli eventi, ma essi hanno solo amplificato la indole che ha sempre avuto nel DNA.
Infatti già dalle prime pagine lo si nota, specialmente nella scena delle formiche.

La storia della rossa però è abbastanza travagliata fin dall'inizio. Figlia di profughi, con la famiglia tenta il viaggio della speranza cercando di passare il muro alzato per evitare l'arrivo indesiderato di clandestini....
Il che ricorda fatti di un recente presente....
Durante il viaggio nei camion però tutta la comunità muore e lei è l'unica sopravvissuta.
Portata d'urgenza in ospedale viene presa sotto l'ala protettrice di Sàndor Kozma, 
presidente dell'associazione umanitaria EMR, che si occupa dell'accoglienza ai rifugiati.
Kozma però piuttosto che accogliere la bambina (sette anni) per fargli da padre e dargli una seconda possibilità la alleva in un clima anafattivo vedendone principalmente un'occasione propagandistica.
Sicuramente l'influenza di Kozma ha plasmato in parte l'animo oscuro della giovane Jsana, sviluppandone anche delle notevoli doti di osservazione delle persone che la circondano.
Questa abilità, un po' alla volta, le permetterà di manipolare gli eventi a suo vantaggio.
Se quindi nel primo numero vediamo la genesi della ragazza, il secondo volume è diviso in due punti focali.
Da una parte vedremo Jsana affinare le sue arti seduttive aiutate dalla sua avvenenza per mettere al guinzaglio gli uomini più potenti e per averne il pieno controllo.
Dall'altra un irrigidimento del suo carattere, specialmente dopo i due eventi cardine del volume.
Nel terzo volume invece abbiamo la rivelazione di un'importante fatto mai narrato in precedenza che avebbe potuto in qualche modo redimerla e forse ammorbidirla.
Purtroppo non è giusto spiegarvi nel dettaglio i fatti, visto che potrei rovivarvi la lettura.
Veniamo quindi alle mie conclusioni.
I tre volumi che compongono questo viaggio nel passato di Jsana Juric sono interessanti, dimostrano ancora una volta che questo personaggio è stato costruito con delle basi solide ed è uno dei migliori villain degli utilimi tempi.
A mio modo di vedere la storia poteva protarsi fino al momento dell'esplosione e alle decisioni prese in quel momento da Jsana, anche se un'idea la si può avere lo stesso per uno degli eventi narrati nell'ultimo volume.

Molto bello il contrasto tra la storia del "presente", mostrata in bianco e nero, e la storia del "passato", narrata a colori. Questo contrasto l'ho visto da una parte come un'involucro (bianco e nero a inizio e fine e colori nel mezzo) a protezione dei segreti e della storia di Jsana, mentre da un altro punto di vista come il dover dare maggiore attenzione a ciò che è stato piuttosto che al presente ormai vuoto senza più la sua presenza.
In conclusione, una miniserie affascinante, un tributo in qualche modo, incentrato sul personaggio più longevo, fin'ora, di Orfani.
Vi lascio con le prime frasi di Émile Bogdan durante le prime pagine del primo volume.
"Mio padre diceva sempre che non si deve giudicare un uomo dai vestiti che porta... ma da come li indossa e da quando li indossa. Occasioni diverse richiedono abiti diversi. Bisogna sempre capire il momento e adattarlo al proprio stile."

Scusate, non ho resistito, era troppo divertente la D'Urso in modalità Juric...
See you next

lunedì 26 settembre 2016

Rosa: Madre Guerriera

Nuovo post ma l'argomento è stato ricorrente... stesso giorno sia l'anno scorso che l'anno prima.

Di cosa parliamo? ma ovviamente della appena conclusa terza stagione di Orfani, sottotitolata Nuovo Mondo.
Non dilunghiamoci nelle premesse, semplicemente vi do i link delle mie precedenti discussioni

Orfani (Post Originale)              Orfani (post ribloggato)
Orfani: Ringo (Post Originale)  Orfani: Ringo (post ribloggato)

 
Ah si, chiaramente spoiler se non avete letto i dodici numeri che compongono la terza stagione.

Dunque, dove eravamo rimasti?

Nel finale di Ringo, vediamo il nostro eroe morire sotto gli occhi della sua nemesi, Jasna Juric, mentre l'ultima dei suoi protetti Rosa, si imbarca in una nave clandestina verso Nuovo Mondo.
Sapevamo anche che "Cappuccetto Rosso" era incinta, anche se non era chiaro se fosse di Seba o di Nuè. Allo stesso tempo avevamo visto il prode Pistolero obbligato, prima della gogna pubblica, ad una notte di passione con la Juric in cambio della salvezza di Rosa.

Quindi da dove inizia Nuovo Mondo? chiaramente dal momento successivo in cui si concludeva Ringo, con Rosa in animazione sospesa a bordo della nave insieme ad un folto gruppo di clandestini imbarcati nel viaggio della speranza sul nuovo pianeta.

Chiaramente le cose non andranno per il meglio, come è normale aspettarsi, per cui la nave verrà letteralmente bombardata per violazione delle leggi sulla clandestinità del pianeta.
Uno dei due piloti, Cesar, al fine di salvarsi le chiappe, deciderà di sganciare tutti gli "ospiti" della nave al loro destino. Rosa riuscirà a salvarsi e inizierà a vagare per il selvaggio pianeta in cui è arrivata.

Da qui inizierà la terza stagione di Orfani.

La cosa che salta subito all'occhio è il cambio nell'inizio del volume. Come forse ricorderete, in Ringo l'inizio era dettato da un estratto del libro della Juric "Il mondo dopo la fine". Qui invece sarà il diaro segreto di Rosa a farla da padrone, dove "racconterà" a suo figlio, chiamandolo "sgorbietto", le difficoltà che troverà sul pianeta ostile.

Lo stile narrativo della serie segue la seconda stagione di Orfani optando quindi per un racconto in presa diretta piuttosto che sue due fronti come nella prima stagione. Resteranno alcuni flashback, oppure il racconto di alcune storie parallele che confluiranno a quella principale, ma non ci sarà più il dualismo della prima stagione. Lo so, lo sottolineo ogni volta, però a me quello stile narrativo piaceva, anche se sono cosciente che andava bene solo in quel frangente della storia.

I primi numeri, escludendo il telefonatissimo cliffhanger sul finale del primo volume, seguono un andamento lineare. Infatti fino al numero 5 la storia è abbastanza a senso unico. Rosa decide che l'unico modo per sopravvivere, viste anche le sue condizioni, è quello di trovare eventuali sopravvissuti del viaggio della speranza e di formare un gruppo.

Il primo membro del party è Host,


un robottino volante che ha il compito di far restare in vita i passeggeri della nave. Sicuramente è l'elemento che serve ad allentare la tensione del gruppo. Il robottino farà calcoli molto accurati sulle possibilità di salvezza del gruppo e regolarmente verrà maltrattato dagli stessi.
Nel corso della storia il robottino avrà un'evoluzione caratteriale acquisendo dei sentimenti umani. Il gruppo, specialmente Rosa e Cesar, pur continuando ad insultarlo e chiamandolo sempre "lattina volante", si affezionerà al robottino.

Successivamente si unirà Cesar,


il capitano della nave che ha portato Rosa su Nuovo Mondo. Un uomo duro e cinico che, come dicevamo prima, che cercherà sempre di salvare prima se stesso piuttosto che il gruppo di sopravvissuti.
Tornando alla nave troveranno altri superstiti dello schianto e dopo una lunga battaglia coi cani, le guardie robotiche dedite alle cattura dei clandestini, conosceremo Armin e Paul.
Il primo è un medico dell'esercito della Juric congedato con disonore e che avrà un ruolo chiave nella vicenda.


Che poi guardatelo bene, non vi ricorda nessuno? a me ha ricordato tantissimo lo scomparso Philip Seymour Hoffman,


il Plutarch Heavensbee nella saga Hunger Games.

Paul invece è un ragazzo che ha tentato il viaggio della speranza col fratello gemello John e che cerca di ricongiungersi a lui dal momento del risveglio post schianto.
Il gruppo appena formato si troverà ad affrontare le insidie della fauna di Nuovo Mondo piena di animali simili a lupi e dinosauri.

In una fase successiva si uniranno al gruppo gli ultimi membri della squadra ovvero la corpulenta Lora


e suo marito Vincenzo.



Diciamo che escludendo il volume quattro "Benvenuto nella giungla" (citando senza dubbio la canzone dei Guns N' Roses) che racconterà la storia di John, il punto di svolta lo abbiamo col volume sei "E non avrà paura" col parto di Rosa.

Questo volume è molto particolare. Infatti da una parte seguiremo il gruppo cercare di aiutare Rosa a partorire, mentre lei impazzirà. La pazzia però è dovuta alla genetica modificata del bambino che le farà fare un viaggio interiore, oltre a non riconoscere i suoi compagni di viaggio. Il disegno rende molto bene questo stato mentale, con un tratto molto stilizzato e abbozzato.






Il sesto volume servirà anche a svelare un cliffhanger piuttosto importante.
Il resto della storia verterà principalmente sullo spirito di vendetta di Rosa, verranno svelati alcuni retroscena e si arriverà al finale... in classico stile Orfani.

Veniamo quindi alle mie considerazioni.
Come dicevo all'inizio la prima parte della storia è semplicemente il viaggio, la formazione della squadra e una rapida scrematura. Secondo me però in questa prima parte manca l'evoluzione dei personaggi. La seconda metà della storia invece pone maggiore importanza sulla caratterizzazione ed evoluzione dei protagonista.

Rosa senza dubbio resta uno personaggi più approfonditi.


Il modo di pensare e di agire è nettamente diviso tra la prima e la seconda parte. Nella prima è permeata dall'amore materno, infatti cercherà di mettere a frutto degli insegnamenti del "padre" Ringo, cercando di salvare la sua nuova "famiglia". Nella seconda parte invece perde letteralmente la testa. Prima di tutto si accorge che le sue abilità erano dovute al bambino che portava in grembo, scoprendo quindi di non essere la figlia del Pistolero. Questa scoperta le fa capire di non essere speciale e cercherà di sopperire la sua perdita di abilità con ricche dosi di adrenalina. Solo Cesar riuscirà a farla ragionare con non poche difficoltà. Nell'ultima parte invece perderà quasi la sua umanità accecata dalla vendetta contro la Juric per averle portato via il figlio.

Cesar invece evolve al contrario. All'inizio della storia è un uomo duro e cinico che sta vicino a Rosa solamente per salvarsi la pelle. Col susseguirsi dei capitoli invece capirà di amare la rossa e soprattutto riprenderà la sua "umanità" specialmente dopo alcuni fatti degli ultimi capitoli.

Altri due personaggi cardine della vicenda non citati fin'ora, oltre alla sempre presente Juric, saranno Sam "Mocciosa" e Ringo.
Come dite? Ringo è morto? certo che è morto e su questo non ci sono dubbi.


Però la sua presenza, sotto forma di "grillo parlante", servirà a guidare e consigliare Rosa finché lei non deciderà che è il momento di lasciarlo definitivamente ai suoi ricordi quando si concentrerà sulla guerra alla Juric perdendo però la sua umanità per un ideale.
La cosa che ha colpito è che l'aspetto di Ringo ricorda tantissimo Big Boss di Metal Gear Solid, non trovate?


Sam invece, pur restando fedele alla "madre" Jsana inizierà, specialmente nel momento della nascita dei due bambini, ad avere dubbi sul suo operato, sviluppando un po' alla volta anche lei una sorta di consigliere. Nel suo caso sarà la sua parte più innocente, rappresentata dalla se stessa bambina.


Durante i dodici capitoli vedremo infatti il dualismo del personaggio. Da una parte la macchina sanguinaria pronta ad uccidere senza pietà, dall'altra scopriremo che questo lato oscuro è stato plasmato da un piano ben studiato dalla stessa Juric.


Sul finale, come molti dei cattivi, si redimerà in qualche modo?

Dal mio punto di vista una delle cose più scontate e telefonate è il "colpo di scena" alla fine del primo volume. Dai, non era ovvio? l'avevo sgamata appena c'è la scena chiave. Che poi era talmente scontato che potevamo prevederlo già dalla fine di Ringo. Non avete capito di cosa parlo? Ma sì la Juric è incinta dell'unica notte d'amore passata col Pistolero.

Che poi Ringo caro, più che Pistolero potevano chiamarti cecchino.... cioè così al primo colpo....

Personalmente questa terza saga di Orfani perde un po' quel ritmo accattivante che avevano le prime due stagioni. Da una parte perché manca il dualismo della storia del primo ciclo, dall'altra manca quell'evoluzione costante dei personaggi presente nel secondo arco narrativo.
Come abbiamo detto nel corso del mio racconto ci sono tantissime citazioni alla cultura pop. Le avevo notate anche nelle precedenti serie, ma in questi dodici numeri ne ho viste molte di più.

Oltre ai già citati Philip Seymour Hoffman, Big Boss e la band di Axel Rose, un altro velato riferimento sta nella coppia Paul e Nina.


Non vi dice niente? Ma sì il cartone "Il fantastico mondo di Paul"...


che io ricordo solo nella sigla.

Molto belli invece i riferimenti a Super Mario e al mondo videoludico a 8bit.


Oltre al già citato idraulico ho visto molti riferimenti ai Wonder Boy di taglio RPG (WB in Monster Land/Monster World).




In alcuni punti, specialmente durante il "viaggio  del parto di Rosa" ho intravisto anche un po' del finale di Neon Genesis Evangelion quando Shinji, nelle ultime due puntate, è messo di fronte al suo operato e in quelle scene sfumate del finale.




Interessante lo spunto alla Dragon's Lair nel momento che Rosa e Ringo analizzano le possibili conseguenze di un assalto frontale durante l'evasione dal pozzo. Infatti in quel frangente mi ha ricordato le analisi del protagonista Dirk,


quando valutava le varie opzioni su come agire e le possibili conseguenze.

Senza dubbio epica la citazione, sotto forma di racconto medievale, di una delle saghe cinematografiche più note.



Se non l'avete colta... siete delle brutte persone.

Anche nel volume dieci "Gioca e muori" dove dei ragazzini erano obbligati a "giocare" interpretando i cani robotici cercando di uccidere i clandestini ne è presente un'altra. Forse è un po' forzata, ma ci ho visto uno spunto di Gamer l'orribile, purtroppo (perché l'idea era buona), film con Gerald Buttler dove dei ragazzini giocavano usando dei detenuti per una specie di FPS (First Person Shooter) al massacro.



E poi, ultima ma solo perché è stata quella che più ho apprezzato, il riferimento  al primo Die Hard (Trappola di Cristallo)


che rimane uno dei miei film preferiti.

Arriviamo quindi al finale, beh ma qua

<SPOILER>


</SPOILER>

Quindi in conclusione, una terza stagione che secondo me sta incominciando a far perdere quell'appeal che aveva all'inizio la saga di Orfani. Speriamo che il tempo che passerà tra la fine di questa stagione e l'inizio della prossima dia modo di ridare linfa vitale al progetto.
Ah per chi non lo sapesse, la quarta stagione inizierà in primavera 2017 e fino ad allora avremo modo di leggere due mini serie spin-off, la prima delle quali incentrata su....

Alla prossima.