martedì 31 ottobre 2023

LOST POST, L'era Yessgame: 51 - Ultraman

PUBBLICATO ORIGINARIAMENTE IL 10/05/2019 E OGGI NON PIU' DISPONIBILE

Ultraman. Anche questa volta parliamo di qualcosa meno noto ai più giovani.

Infatti il primo capito di questa ormai cinquantennario brand vede la sua nascita nel lontano 1966 sulle televisioni giapponesi.


Si trattava di un telefilm fantascientifico dove un uomo, Shin Hayata, membro della pattuglia scentifica, a causa di un incidente verrà a contatto con l'alieno di nome Ultraman che si fonderà con lui donandogli i poteri per salvare la Terra della minaccia  dai kaijū che cercheranno di invaderla.
Ovviamente però oggi ci soffermeremo sulla serie più recente del brand, quella prodotta da Netflix che è, di fatto, un vero sequel alla serie del '66.

Infatti nei primi minuti verrà brevente narrato l'antefatto della serie originale, decretando un periodo di pace che è durato a lungo sulla Terra.

Ormai Ultraman è solo una leggenda, tramandata nel museo dove Shin lavora. Un giorno però suo figlio Shinjiro manifesta strane capacità.

 
Passano gli anni quando Shinjiro, ormai adolescente, e affinate le sue capacità sovrumane, scopre che il padre era l'Ultraman originale, anche se questo aveva perso la memoria quando si era scisso dall'alieno anni prima.

Shinjiro quindi prenderà il testimone diventando il nuovo Ultraman.

 
Fermiamoci qua nella trama.

Sicuramente questa serie di 13 episodi di 23 minuti vuole essere da una parte un omaggio ad una delle icone dei supereroi giapponesi e un'accattivante rilettura e svecchiamento del personaggio.

Il nuovo Ultraman, oltre ad una base "genetica" di Shinjiro è figlio della tecnologia. Infatti il ragazzo per combattere e ampliare i suoi poteri, indosserà un'armatura che molto spesso strizza l'occhio al Tony Stark di casa Marvel. 

La cosa che rende più evidente questo "parallelismo" sono le scene dove vedremo il protagonista da dentro il casco, come succedeva in molte scene dei film con Robert Downey Jr. .


 
Però, parallelismi a parte, la serie vuole porre molta attenzione sulla trama e sullo sviluppo psicologico dei personaggi, a partire dal protagonista che si ritroverà ad essere "il ragazzo inesperto in una situazione più grande lui".

Senza dubbio in alcune situazioni si punterà il dito anche ad alcuni temi tipici del Devilaman Nagaiano, specialmente per quanto riguarda la diffidenza della gente sul nuovo eroe e sullo status quo di alcuni alieni.

Gli episodi scorrono in maniera molto veloce e fluida però il migliore di questa prima stagione è senza dubbio l'ottavo, dove c'è una vera e propria decostruzione dell'eroe.

Dal punto di vista grafico c'è un cambio notevole tra le scene "di vita quotidiana" e quelle "di battaglia".

Lo stile cell shading rende il design dei personaggi forse troppo "pupazzoso" e poco realistico in alcuni passaggi. Al contrario i combattimenti sono realizzati in maniera eccelsa, tanto che spesso sembra di essere realmente all'interno di un telefilm e non più di una serie anime.

Non mancheranno i colpi di scena e alcune scelte che in qualche modo strizzeranno nuovamente all'Iron Man fumettistico e al suo ciclo,  "La guerra delle armature",
anche se non voglio spoilarvi il perché.


La serie avrà una sua conclusione anche se alcuni punti, ma soprattutto un personaggio in particolare, lascerà degli interrogativi sospesi.

 

Ultraman è una serie che se amate il brand o le serie supereroistiche in generale, merita di essere vista.

I 13 episodi che la compongono vogliono essere da una parte un omaggio e uno svecchiamento della serie classica, fornendo un seguito che però strizza l'occhio ai "supereroi con superproblemi" di casa Marvel.

Ben gestita la contrapposizione tra le scene di combattimento e la gestione dei vari personaggi nelle interazioni e nel loro approfondimento psicologico e buona gestione del ritmo generale della serie.

Serve altro?

Direi di no.

See you next

 


lunedì 30 ottobre 2023

LOST POST, L'era Yessgame: 50 - Stanlio & Ollio

PUBBLICATO ORIGINARIAMENTE IL 10/05/2019 E OGGI NON PIU' DISPONIBILE

Stanlio e Ollio. Probabilmente ai millenials questi due nomi non diranno nulla, a quelli con qualche anno in più invece strapperà un sorriso.

 
Senza dubbio Stan Laurel e Oliver Hardy sono stati una delle coppie comiche più famose del cinema e, pur avendo raggiunto l'apice del loro successo nei decenni tra il 1930 e il 1950, tra repliche televisive e varie raccolte a loro dedicate, la loro fama ha raggiunto anche i giorni nostri.

Oggi quindi vi darò la mia opinione sul film a loro dedicato, Stanlio & Ollio (Stan & Ollie) diretto da Jon S. Baird.

La storia verterà non tanto sulla carriera cinematografica del duo, ma sul tour teatrale del 1953.

Infatti se all'inizio vedremo alcune riprese del film "I fanciulli del West" del '37, 

la scena si sposterà rapidamente 16 anni più tardi quando la coppia, ormai invecchiata e nella fase calante della loro carriera, accetta di partecipare ad un tour teatrale con la speranza di farsi finanziare un film al quale Stan sta lavorando alacremente.

 
Però se da una parte il film si concentrerà su alcune gag e scenette tipiche del duo, il fulcro della storia si focalizzerà sul mostrare il lato più umano dei due attori e i loro rapporti interpersonali.

John C. Reilly e Steve Coogan, i due attori che ricoprono gli ingombranti panni rispettivamente di Hardy e Laurel, hanno omaggiato in maniera ineccepibile il duo comico.

 
Nei 98 minuti di pellicola si vede quanta dedizione entrambi hanno dato per poter interpretare i rispettivi ruoli. E questo non solo nell'aspetto fisico ma, ben più importante, nella mimica.

In pratica sembrava di vedere realmente un documentario sul duo e non un film sceneggiato.

Però, come dicevamo all'inizio, il film non si concentrerà sui personaggi comici che tutti abbiamo visto al cinema o in televisione, ma su i due uomini dietro i loro ruoli.



Conosceremo quindi Stan e Oliver nella vita di tutti i giorni e nel loro rapporto umano. Capiremo come nascevano le gag e le situazioni comiche che riversavano nei loro spettacoli e nei loro film.

Insomma lo spettatore capirà la profonda amicizia che legava la coppia.

 
Forse il film ha un piccolo difetto. Infatti gli sceneggiatori potevano spiegare in maniera più chiara la fase di incrinatura della coppia per eventi che verranno solo accennati all'inizio e ripresi nella seconda metà della pellicola.

A mio modo di vedere spendere qualche scena in più avrebbe dato un valore aggiunto alla parte finale del film.

 
Insomma, Stanlio & Ollio vuole essere sia un racconto sia un omaggio ad una delle più famose coppie comiche del cinema di tutti i tempi, raccontando non tanto la scalata al successo, ma piuttosto l'ultima parte della loro carriera, quello che potremo definire il loro ultimo "canto del cigno", soffermandosi maggiormente sugli uomini dietro ai personaggi che abbiamo amato.

Se conoscete anche solo per qualche gag della coppia questo film merita di essere visto, anche solo per la bravura dei due attori nel calarsi nel ruolo.

Se invece non sapete neanche di chi stiamo parlando, allora onestamente non vale la pena recuperare la pellicola, perché forse non la apprezzereste.

See you next

domenica 29 ottobre 2023

LOST POST, L'era Yessgame: 49 - Le Terrificanti Avventure di Sabrina parte 2


PUBBLICATO ORIGINARIAMENTE IL 04/05/2019 E OGGI NON PIU' DISPONIBILE

Anche se ormai Halloween è passato da un pezzo, torniamo a parlare di streghe.

Quest'oggi vi darò la mia opinione sulla seconda parte della prima stagione de "Le terrificanti avventure di Sabrina", uscita il 5 aprile e passata abbastanza in sordina.

Di fatto non si tratta di una seconda stagione, ma di una conclusione della prima parte uscita il 26 ottobre 2018.

Nove episodi della durata variabile tra i 50 e 60 minuti.

Ma bando alle ciance e veniamo al sodo.

Come forse ricordate avevamo lasciato Sabrina poco dopo aver firmato il libro della bestia ed aver raccontato ai suoi amici di essere una strega.

La storia inizia all'inizio del nuovo anno in accademia. Sabrina è molto determinata ad essere una dei migliori studenti, però dovrà rimboccarsi le maniche per contrastare le regole troppo maschiliste imposte da padre Blackwood.

Inutile negarlo, se la prima tranche di episodi vuole concentrarsi sui personaggi e sul far rivivere la sitcom degli anni '90 con una svolta dark, questa seconda parte vuole mettere l'accento sul girl power e sulle discriminazioni delle diversità.

Infatti non a caso l'amica di Sabrina, Susie Putman, avrà un ruolo principale.

 
Il problema purtroppo è il ritmo. Se infatti le prime due puntate mettono sul piatto argomenti interessanti, dando importanza anche alla trama portante della serie, ovvero il piano per Sabrina del Signore Oscuro, le puntate centrali sono fiacche e poco coinvolgenti.

Nel corso degli episodi conosceremo nuovi eventi annuali e iniziazioni della chiesa della notte. 

 
Non vi nego che una delle cose che maggiormente ho apprezzato di questa serie è la meticolosa cura nel creare una vera e propria religione "anti cristiana", facendo attenzione a eventi, date, e soprattutto la cura dei dialoghi.

Però è inutile negarlo, se non si va avanti con la trama portante, la serie perde di interesse.

Fortunatamente gli ultimi tre episodi e il finale del quartultimo ridanno ritmo e spessore alla narrazione.

Finalmente si farà chiarezza sul piano del Signore Oscuro per Sabrina e per quale motivo lei sia così importante. 

 
Verranno rivelati alcuni punti non chiari fin'ora del passato della ragazza.

Avremo un'evoluzione dei personaggi, in particolar modo delle zie di Sabrina e capiremo come evolverà il rapporto con Harvey.

Verranno infine svelate alcuni faccende legate a padre Blackwood.

 
Una cosa che ho molto apprezzato, da amante di fumetti, è una frase che Harvey dirà a Sabrina.

Ma qui finiamo nello

<SPOILER>


Chiaramente faccio riferimento al momento dove Sabrina manifesterà dei poteri latenti sconfinati, che addirittura la faranno resuscitare dopo essere stata uccisa dagli Angeli.

 
Harvey infatti la apostroferà come Fenice Nera, la Jean Grey degli X-Men.

 
Escludendo il me fan, questo parallelismo era molto azzeccato. Infatti da quel momento Sabrina manifesterà poteri praticamente illuminati, facendomi pensare che, prima o poi quei poteri gli si sarebbero ritorti contro, proprio come rossa Jean.

Purtroppo, per lo meno a fine stagione, per una serie di eventi, questa cosa non sembrerebbe essere presa più in considerazione.

Senza dubbio sarebbe stato interessante, ma probabilmente per fare i parallelismi con una delle saghe più famose del gruppo di mutanti di casa Marvel.

</SPOILER>

Speculazioni a parte, tiriamo le conclusioni.

 
Questa seconda parte de Le terrificanti avventure di Sabrina è ben riuscita? si e no.

Le idee di fondo ci sono tutte, anche per il fatto di affrontare temi sociali abbastanza di attualità come l'accettare la diversità delle persone.

Purtroppo il ritmo è altalenante e, visto il finale di stagione, probabilmente ci sarà un grosso cambio di rotta dell'intera serie.

E' un bene o un male? Ad oggi non saprei dirvelo, l'importante è quello di coinvolgere lo spettatore dal primo all'ultimo episodio e di non perdere il ritmo con episodi "filler" che poco servono ai fini della trama.

Sicuramente è una serie non adatta a tutti, vista la svolta maggiormente horror di questa seconda fase rispetto ad una prima che, molte volte, era più grottesca che horror nel vero senso della parola.

Non ci resterà che aspettare e vedere se Netflix metterà in cantiere una seconda stagione.

See you next

 


sabato 28 ottobre 2023

LOST POST, L'era Yessgame: 48 - Avengers Endgame: La conclusione di un'era

PUBBLICATO ORIGINARIAMENTE IL 28/04/2019 E OGGI NON PIU' DISPONIBILE

Mercoledì 24 Aprile 2019.

Un giorno che rimarrà sicuramente nella storia.

E non solo per gli appassionati del genere.

Esce infatti nelle sale italiane, in anticipo di due giorni rispetto all'America, il capitolo conclusivo della prima epoca cinematografica di quello che nel corso del tempo abbiamo chiamato Marvel Cinematic Universe.

Oggi vi darò le mie impressioni su Avengers: Endgame film 2019 diretto dai fratelli Anthony e Joe Russo e seguito diretto di Infinity War uscito l'anno scorso.

Senza dubbio questo film era così tanto atteso dai fan per poter dare una risposta alle tante domande rimaste sospese dopo lo "snap" di Thanos. 

 
Come riusciranno i pochissimi sopravvissuti a fermare una minaccia pressoché invincibile?

I caduti torneranno?

Ma sopratutto la più importante di tutte.....

Occhio di Falco e Rocket avranno sempre lo stesso doppiatore o lo cambieranno ad uno dei due?

Stupidate finali a parte, veniamo alle mie osservazioni, tenendo conto che farò SPOILER sulla trama, quindi siete avvisati.

La storia parte poche ore lo schiocco delle dite che ha dimezzato gli esseri viventi. Tony e Nebula solo persi nello spazio e hanno poche speranze di tornare sani e salvi sulla Terra.

 
I restanti sopravvissuti cercano di farsi forza e andare avanti anche se ormai hanno perso le loro convinzioni.

Fermiamoci qua...

Endgame è un film lungo, tre ore e due minuti e, senza girarci troppo attorno, è diviso in due parti nettamente distinte, personalmente non bilanciate tra loro e troppo distanti nei toni.

I Russo, secondo me con qualche zampino poco riuscito di altri sceneggiatori, perdono nella prima parte tutta l'epicità e il pathos creato in Infinity War.

Senza dubbio alcune scelte erano necessarie, non posso negarlo, alcune altre mi hanno stupito, ma è il tono generale che un po' mi ha infastidito.

Scendiamo nei dettagli perché sennò potreste non capire dove voglio andare a parare.

Una delle grande domande della pellicola, visto che gli "Avengers della seconda era" erano tutti ridotti in polvere, era capire come sarebbero tornati in vita.

Le teorie ovviamente puntavano sulla gemma del tempo e un riavvolgimento degli eventi.
Altri invece puntavano sul mondo quantico e il coinvolgimento di Ant-Man, vista la scena che concludeva Ant-Man & The Wasp.

 
Fortunatamente si è optato per la seconda teoria, sicuramente meno banale.
Il problema è il tono dato al tutto....

Infatti, dopo una serie di eventi si decide di aprire portali quantici per tornare a momenti precisi nel tempo per recuperare le Gemme prima di Thanos per poter usare lo "Snap" per correggere il presente.

Fin qua non ho niente da ridire perché si arriva a scene molto interessanti che ripercorrono e in qualche modo amplificano alcune "tappe" delle precedenti pellicole.

Sono anche simpatici i battibecchi tra Scott e Tony su quanto il piano del primo assomigli al più famoso film sui viaggi nel tempo....

Il problema però  come dicevamo è il tono. Infatti troppo spesso si va di battutine, scenette banalotte e sceme che facevano perdere di importanza alla missione principale.

In questa prima parte del film ci sono alcune cose che secondo me andavano spiegate o fatte vedere meglio.

Ovviamente faccio riferimento al "Merged Hulk"

Eravamo alla fine di Infinity War dove Banner era in un conflitto interiore con Hulk dopo la batosta presa da Thanos, mentre all'inizio di Endgame è già nella sua forma "perfetta" con il corpo del Golia verde e la mente dello scienziato.

Capisco che era scontato succedesse, per lo meno per noi "fumettari", però io avrei gestito una scena dove si mostrasse il conflitto interno e la creazione dell'Hulk "professore".

Onestamente, pur non avendo una profonda conoscenza del personaggio, trovo che la storia dove viene "creato" sia una delle più interessanti del Golia verde (Incredible Hulk #377 del 1991).

 
Chiaramente doveva essere rivista e rivisitata in ottica "filmica", però il conflitto tra Hulk e Bruce poteva dare maggior spessore al personaggio.

Ci sono cose che non ho sopportato, e ovviamente faccio riferimento a "ciccio Thor, barbone di Asgard"

 
Cioè capisco che quella porcheria di Thor: Ragnarok abbia reso il personaggio una macchietta degna dei film di Boldi e De Sica, però in Infinity War avevamo visto il VERO dio del Tuono.

 
Qui posso capire che Thor sia psicologicamente distrutto visto che parte della sconfitta è colpa sua, potevo capire di vederlo trasandato e ubriaco, ma obiettivamente hanno esagerato.

Thor con la pancia, capelli lunghi e barbone, lo rendevano Babbo Natale di Asgard. Se poi lo rimetti con Korg

l'uomo roccia degno della peggior battuta del terzo Thor, aggiungi  situazioni forzatamente comiche, il quadro era completo.

Altra cosa che mi ha sconvolto è stata la "prima fine" del conflitto. Due colpi e il villain che ha messo a soqquadro l'universo era bello che morto. 

 
A quel punto mi sono detto... "ok e quindi adesso chi sarà il cattivo? è finito qua?"

Però, pur trovandone troppi difetti e poco coinvolgimento generale, tanto da farmi pensare ad un certo momento "ecco, l'hanno mandata in vacca", nella prima parte ci sono stati dei momenti interessanti.

Sicuramente l'inizio, con la famiglia Barton e l'evoluzione di Clint da Occhio di Falco a Ronin

Anche la missione con Natasha 

per il recupero della gemma dell'anima era una scena di tutto rispetto.

Però, tirando le somme, la prima parte mi ha veramente deluso.

Senza dubbio però il punto focale è la seconda parte della storia.

Diciamocela tutta, tutto quello che si è visto è stato all'altezza di undici anni di storie e dei 22 film che hanno composto la prima era... anche se si parla di conclusione della fase tre con prossimo Spider-Man: Far From Home.

La battaglia finale è epocale e ci sono due momenti che resteranno impressi. Di uno ne ho avuto conferma in sala quando c'è stato un "ohhhhhh generale", ovvero quando Cap diventa degno impugnando il Mjolnir.

 
L'altro è stato più un momento che il fan fumettistico duro e puro aspettava da tempo e che, sinceramente, mi ha fatto venire i brividi alla schiena.

Cap che urla: "Avengers.... UNITI!!"

Siamo onesti, lo aspettavamo tutti fin dal primo Avengers di Whedon.

Veniamo quindi alla gestione dei personaggi.

Senza dubbio i protagonisti assoluti sono gli Avengers originali. Chi più e chi meno, il gruppo formato nel 2012 ha il ruolo di rilevanza. Tutti gli altri personaggi sono semplicemente di supporto.

A farla da padrone però ovviamente è la "trinità" composta da Thor, Capitan America e Iron Man.

Sinceramente non poteva non essere così e su questo nessuno può metterci bocca.
Però forse è stonato il fatto che la tanto chiacchierata Capitan Marvel 

fosse solo di supporto in alcune scene.

Perché ha stonato secondo me? perché ha perso un po' quel ruolo di "risolutrice definitiva" che Nick Fury la aveva dipinta.

Non mancano però i colpi di scena e gli ovvi addii ad alcuni dei personaggi più iconici del MCU.

Ovviamente nel "toto morto" scatenato poco prima del film, tutti puntavamo il dito sulla "trinità".

E in qualche modo in alcuni casi ci avevamo fatto centro.

Il ruolo di protagonista è stato riservato a chi è stato la genesi del MCU, Tony Stark, che ha concluso lo scontro con la frase che ha iniziato l'epopea degli Avengers.

Se infatti Thanos, sicuro di aver nuovamente vinto afferma: "io sono ineluttabile", Tony col guanto carico delle Gemme dell'Infinito ribadisce: "io sono Iron Man", schioccando le dita.

 
Personalmente una scena epocale, ricca di pathos e in qualche modo ha voluto chiudere il cerchio e un'epoca.

Se invece vogliamo parlare dell'altra scelta fatta, posso dire che ci sta ma fino ad un certo punto, o meglio mi aspettavo una conclusione differente.

Chiaramente faccio riferimento a Steve Rogers e alla sua decisione di avere una vita "normale nel suo tempo". Scelta perfetta per chiudere l'era del primo Capitan America, ma onestamente avrei lasciato il dubbio sulla scelta del successore.

In fin dei conti sia Bucky che Sam sono stati Capitan America e visto l'annuncio della serie televisiva a loro dedicata sulla futura piattaforma digitale Disney + , avrei lasciato vaga la scelta.

Mi ha colpito invece la terza caduta, ma forse perché non se lo aspettava nessuno, anche se è stato forse il momento migliore della prima parte del film.

 
Prima di concludere una piccola considerazione personale. Ancora una volta i Russo ci hanno perculato nei trailer.

Come infatti successe già in Infinity War, anche in questo Endgame abbiamo visto cose nei trailer che nel film non c'erano.

E sinceramente la scena dove veniva analizzato il trasponder di Captain Marvel un pochino manca... perché l'avrebbe introdotta meglio tra le fila degli eroi.

Penso di essermi dilungato a sufficienza, quindi tiriamo le somme.


Endgame è il film definitivo del MCU? Onestamente no, Infinity War gli è superiore in molti aspetti.

Come ho già ribadito, è il tono contrastante tra le due parti del film a far perdere punti alla pellicola.

E' inutile negare però che se la prima parte è fiacca, mentre la seconda restituisce momenti memorabili e chiude la prima era degli Avengers in maniera ottimale.

Sono tre ore che concludono 11 anni di storie, unendo sotto una "stessa bandiera" tutti i personaggi, protagonisti e non, apparsi nelle precedenti 21 pellicole che hanno portato a questo momento.

 

Sono rimasti dei misteri irrisolti? Sono state chiuse tutte le sotto trame?

Se sulla domanda posso dire si, sulla prima qualche dubbio rimane.

Infatti probabilmente ricorderete che si parlava della presenza di Katherine Langford, la Hannah Baker di thirteen reasons why, in questo film. 

 
In molti avevamo ipotizzato potesse interpretare Kate Bishop, la seconda Occhio di Falco.

 
Che fine ha fatto? resta al momento un mistero, tanto che lei stessa su Instagram ha risposto con un emblematico "..." .

E il ragazzino che appare nella scena del funerale assieme a tutti i protagonisti?
Beh lui è Harley Keener, il bambino di Iron Man 3.

 
E quel suono di metallo battuto dopo i titoli di coda è solo una citazione alla creazione della Mark I in Iron Man 


 
o è qualcosa di più?


Ad oggi queste domande restano senza risposte.

E voi che ne pensate?

See you next