giovedì 31 agosto 2023

LOST POST, L'era di Tumblr: 62 - Ringo: L’ultimo sopravvissuto

PUBBLICATO ORIGINARIAMENTE IL 26/09/2015

Noi non facciamo cadaveri, noi facciamo la rivoluzione.

Queste le parole che chiudevano l'ultimo numero di una saga che l'anno scorso ha fatto molto discutere. Già, quest'oggi torniamo a parlare di Orfani nella sua seconda stagione: Ringo.
Chiaramente chi sta ancora recuperando la prima ha già avuto il grande spoiler già nel titolo di questa seconda serie. Ma, come sempre, andiamo con ordine.
Come vi dicevo già nel precedente post dedicato, Orfani è un progetto che vede la sua genesi ormai più di cinque anni fa e ha come padri Emiliano Mammucari e Roberto Recchioni.

Non mi ripeterò inutilmente su quanto detto in precedenza, se avete voglia leggetevi il post dedicato.

 
Arriviamo al succo del discorso. Sono passati alcuni anni dalla dura battaglia che ha portato il Pistolero/Ringo a ribellarsi a quella che definirà spesso e volentieri "la sua famiglia", restando l'unico sopravvissuto della squadra originale. Recchioni non spiega quanti anni di preciso, però facendosi due conti ne sono passati almeno una ventina.
La verità sull'esplosione è venuta a galla e sulla Terra è scoppiata una rivolta contro il governo presidiato da Jsana Juric.

 
Ringo, dopo anni come capo dei guerriglieri, si è ormai ritirato dagli scontri. Ma il passato torna a bussare quando Barbara

una vecchia fiamma del Pistolero, lo cerca per chiedergli aiuto. Infatti tre ragazzi Nuè, Seba e Rosa, sono stati catturati dalla Juric e dai suoi Corvi, dei letali androidi costruiti per mettere fine alle rivolte del popolo.

 
Ringo inizialmente non vorrà tornare alla vecchia vita di guerrigliero ma quando scoprirà che uno dei tre ragazzi è suo figlio, non riuscirà a tirarsi indietro.
Barbara accompagnerà Ringo ad una vecchia base dei ribelli per equipaggiarsi alla missione. La donna donerà le vecchie pistole di Ringo ma lui dirà:

"Il pistolero è morto, Barbara... dopo che me ne sono andato ho giurato di non usare più armi da fuoco"

Barbara quindi donerà un arco magnetico e delle protezioni al "nuovo Ringo". I due si addentreranno nella base della Juric dove i tre ragazzi sono tenuti prigionieri e riusciranno a liberarli ma venendo attaccati dai Corvi. Il pesante scontro, che indirettamente ci rivelerà la vera identità degli androidi, però porterà alla brutale uccisione di Barbara. Ringo sconvolto dalla perdita metterà in salvo i ragazzi e, pur non sapendo chi dei tre è suo figlio, li accompagnerà in lungo viaggio per portarli in salvo in memoria di Barbara.

Da qui si svilupperà tutta la trama della seconda stagione di Orfani. Prima di addentrarci nelle mie impressioni conosciamo i protagonisti della storia.

Ringo


Unico sopravvissuto della squadra originale di Orfani, dopo la divulgazione della verità sull'esplosione, è diventato il nemico numero 1 del governo. Molto più riflessivo rispetto alla prima parte della prima stagione, diventerà il mentore dei tre ragazzi. In alcuni momenti la sua figura ricorda un po' quella di John Rambo, 

 

che pur volendosi ritirare dalla vita di guerrigliero e vivere in pace, avrà suo passato burrascoso che lo verrà a cercare rimettendolo in una guerra di cui molto spesso vorrebbe fare a meno. A volte il suo modo di fare molto protettivo dei ragazzi quando si cacceranno nei guai ricorda la figura di Kenshiro 

che protegge in più occasioni Bart e Lynn.



Seba 


Come lo apostroferà spesso Ringo, muso da scimmia. La testa calda del trio dei ragazzi. Senza dubbio la sua figura ricorda fortemente il giovane Ringo nel periodo di addestramento. Vorrà fare spesso il ribelle e non ascolterà i consigli del Pistolero, cacciandosi spesso nei guai.

Nuè 

 
Dei tre, sicuramente il più tranquillo. Spesso e volentieri si aggregherà alle decisioni del gruppo senza esprimere troppo le sue opinioni. Seba lo prenderà in giro additandolo come quello senza spina dorsale e cercando in molte occasioni lo scontro diretto col ragazzo. Il lungo viaggio con Ringo e il resto del gruppo forgerà il suo carattere pur non perdendo il suo animo pacato.

Rosa

 

La via di mezzo tra i due ragazzi. A volte scatenata a volte più riflessiva. Vede nei due ragazzi due amici, due fratelli e due amanti. In Ringo, una volta che inizierà a fidarsi di lui, vedrà la figura di riferimento che cerca in tutti i modi di portarli alla salvezza, un po' come faceva la già citata Lynn con Kenshiro.

Rispetto alla prima stagione di Orfani, questa seconda vede un cambio netto nella narrazione. I primi dodici volumi dividevano la storia di ognuno di essi su due fronti, il passato dei ragazzi e il periodo di addestramento da una parte e il presente nel mezzo della "guerra agli alieni" dall'altra. Questa seconda serie perde la divisione tra passato e presente dando una narrazione più canonica basata esclusivamente sul viaggio dei quattro protagonisti aggiungendo qua e là qualche flashback.

Anche lo stile dei volumi cambia. La prima stagione vedeva un'azione più diretta e più incentrata sulla guerra e sulle sue conseguenze. Anche nel momento culmine quando si scopre la verità sull'esplosione, cambiano i fronti e i nemici ma si resta concentrati sugli scontri. La seconda stagione alterna il viaggio dei nostri eroi verso la speranza di una vita migliore, mostrando come è cambiata l'umanità dopo quella che possiamo definire "l'apocalisse", a scontri serrati principalmente tra Ringo e i Corvi. La squadra si troverà in mezzo ad una vera e propria scena post-apocalittica dove l'umanità è tornata ad uno stadio quasi preistorico, dove si formano branchi, piccoli gruppi che hanno come unico scopo la sopravvivenza.

Un'altra cosa che contraddistingue questo secondo capitolo sono le estrapolazioni a inizio e fine volume, del libro scritto dalla Juric "Il mondo dopo la fine".

Se vogliamo vederla sotto un'altra chiave di lettura il viaggio dei protagonisti è un viaggio nei loro desideri, nelle loro speranze e nelle loro paure. Infatti dopo il volume introduttivo, ognuno dei tre ragazzi avrà a suo modo i riflettori puntati su di lui.

La figura di Ringo avrà un'evoluzione diversa. Da macchina da guerra nella prima stagione, a guerrigliero stanco di combattere per una causa che non gli appartiene più, a mentore/padre per i tre ragazzi di cui si prenderà cura.

Come succedeva nella già nella prima stagione, tutta la storia è permeata di riferimenti più o meno espliciti ad altre opere o alla Pop culture in generale. Forse alcuni sono cose che magari ho colto solo io....
Beh iniziamo con questo

 
Non vi ricorda nulla? no? senza dubbio è ispirato al cavallo davanti alla sede Rai.


Forse forzato ma all'inizio del terzo numero si vede lo svolgimento di una lotteria che da al vincitore un biglietto per lasciare la Terra.

Cosa mi ha ricordato? beh sicuramente la "lotteria" che si vede nel film The Island. 


La cosa che me l'ha fatto credere ancora di più è sicuramente vedere Jsana Juric quasi divertita nell'assistere all'estrazione. Che forse la lotteria sia una falsa speranza come nel film citato? Molto divertente anche l'estratto da il mondo dopo la fine proprio in questo contesto, dove si cita il ritornello della Ruota della Fortuna del grande Mike Bongiorno.

Altro riferimento nella copertina del terzo numero 

alla pietà di Michelangelo

 

 
Ultimo riferimento che ho notato è a Matrix, ma qua cadrei nello spoiler, ma chi ha letto i dodici numeri dovrebbe aver capito a cosa mi riferisco.

Oltre ai riferimenti citazionistici, vediamo dei riferimenti velati, come vi avevo già accennato, nella figura di Ringo e nell'ambientazione di questa seconda stagione secondo me ispirata molto al manga "Ken il guerriero".

Siamo quindi alla conclusione. Cosa ne penso di questa seconda stagione? secondo me è più riflessiva e meno coinvolgente della prima, forse principalmente dal cambio di narrazione non più dividendo i volumi tra passato e presente. Non sono presenti colpi di scena eclatanti che danno ulteriore ritmo alla narrazione. La storia può essere letta indipendentemente dalla prima stagione, anche se mancheranno alcuni dettagli ai fatti accaduti in precedenza, anche se ci saranno dei brevi flashback a focalizzare il tutto. Il finale di storia segue un po' le orme del primo, capitolo buttando le basi di un possibile "to be continued", che avverrà tra meno di un mese con l'inizio della terza stagione.

La prenderò? sicuramente si, anche perché voglio vedere come la storia si evolverà.



mercoledì 30 agosto 2023

LOST POST, L'era di Tumblr: 61 - Frank Martin non convince

PUBBLICATO ORIGINARIAMENTE IL 16/09/2015

Bentornati. Dopo il mattonazzo su Persona Q del precedente capitolo, oggi cambiamo argomento e addentriamoci nel piccolo schermo. Parliamo di una serie televisiva che nasce da una saga cinematografica, parliamo di Transporter: The Series. Oggi ci concentreremo sulla prima parte della seconda stagione.

Ma andiamo con ordine e spieghiamo a chi non sa nulla del brand di cosa stiamo parlando. Nel 2002, prodotta da Robert Mark Kamen e Luc Besson (che è anche sceneggiatore),  esce il primo capitolo della serie cinematografica ovvero The Transporter. La storia racconta di un ex-soldato statunitense, Frank Martin (interpretato da Jason Statham), che svolge la professione del trasportatore, una specie di "fattorino" che, al giusto prezzo, porta qualsiasi tipo di "pacco" a destinazione. Senza dilungarmi troppo su trame e affini, ognuna delle pellicole che compongono la trilogia, The Transporter (2002), Transporter: Extreme (2005) e Transporter 3 (2008) sono dei godibili film d'azione senza troppe pretese e portati avanti principalmente dal carisma di Jason Statham.

 

Nel 2012 gli stessi Luc Besson e Robert Mark Kamen decidono di creare una serie televisiva basata sui film di Frank Martin. Esce quindi Transporter: The Series. Rispetto alla serie cinematografica viene cambiato l'attore protagonista passando da Jason Statham a Chris Vance. Devo essere sincero, essendomi affezionato a Jason nel ruolo di Frank, non accolsi molto di buon occhio il cambio dell'attore protagonista.
E invece devo dire che sono stato piacevolmente colpito. Chris interpreta perfettamente il ruolo lasciato in "eredità" da Statham.

 
La sostanziale differenza tra la serie cinematografica e quella televisiva è il "taglio dell'azione". Mi spiego meglio. Chi ha visto la trilogia cinematografica sa bene che ogni tanto gli sceneggiatori hanno "pigiato" un po' troppo sull'acceleratore creando delle scene a volte, diciamo così, "estreme". Cito senza dubbio quella che mi è rimasta più impressa, ovvero quella dello sgancio della bomba in volo in Transporter: Extreme.
Giudicate voi se non è pochetto esagerata.

Nella serie televisiva queste "iperboli" non succedono mai. Scene d'azione abbastanza marcate, specialmente quelle in macchina, ma mai niente di troppo assurdo come nei film. L'altra cosa che cambia un po' tra il Frank cinematografico e il Frank televisivo è forse la maggior strizzatina d'occhio per quest'ultimo per uno stile "JamesBondesco".

Non neghiamolo, Frank Martin nasce come un uomo che ha un suo stile, con le sue regole, con un abbigliamento sempre impeccabile. Era quasi naturale che l'evoluzione del personaggio lo portasse, in molte missioni, a far cadere a suoi piedi la bellona di turno.

In questa versione televisiva vengono introdotti anche due comprimari, oltre al già presente ispettore Tarconi
(François Berléand), amico/nemico di Frank. 

 
La prima è Carla Valeri (Andrea Osvárt)

 

il braccio destro di Frank, nonchè colei che darà gli incarichi al nostro protagonista.

Il secondo è Dieter Hausmann (Charly Hübner) 

il meccanico amico di Frank che si prenderà "cura" della sua auto. Senza dubbio Dieter è anche il personaggio comico del gruppo visto che bacchetterà spesso Frank per come tratta la sua auto, andandola a "cullare" e rimettendola a nuovo.

Quindi la serie televisiva diventa un perfetto mix tra azione, adrenalina, divertimento e quell'accenno di romanticismo che la rendono, per molti versi nei dodici episodi che la compongono, anche più godibile della serie cinematografica.

Ma arriviamo ai giorni nostri e all'annuncio della seconda stagione. Che dire, dopo una prima serie che mi divertì e mi tenne incollato allo schermo, ero entusiasta di questo sequel.....
E infatti ero, perché le cose, nei primi episodi che hanno trasmesso, sono molto cambiate.

Prima di tutto il cast. Vengono infatti eliminati Tarconi e Carla. Quest'ultima non si sa minimamente che fine abbia fatto mentre l'ispettore appare in una scena del primo episodio. Di Dieter invece abbiamo notizie sicure in quanto

<SPOILER>

muore nel corso del primo episodio, tra l'altro in un modo abbastanza banale. Per carità capisco che era un comprimario, però dava quel pizzico di ironia e comicità che serviva alla serie.

</SPOILER>

Tolti tre, viene aggiunta Violante Placido nel ruolo di Caterina Boldieu

 

la nuova assistente di Frank. Rispetto a Carla, Cat avrà ruolo di protagonista attiva visto che accompagnerà il trasportatore nelle sue avventure.
Si avventure.. che perdono di stile e spessore però.

Già, rispetto ad una prima stagione che omaggiava e proseguiva lo stile dei film, citando molto spesso frasi ricorrenti del protagonista come le famose tre regole del trasportatore,

Regola uno: mai cambiare i patti
Regola due: mai fare nomi
Regola tre: non aprire mai i pacchi


la seconda stagione è la noia. Ma noia vera. Scene d'azione ridotte all'osso, comprimari abbastanza privi di carisma (Violante Placido in primis), lo stesso Frank che perde molto del suo stile iconico.
Rispetto alla prima stagione dove si puntava sullo stile cinematografico e su storie d'azione basate sulle varie consegne, in questa si cerca di raccontare il passato di Frank o di cambiare il taglio generale della serie rendendo le missioni con uno stile più da militare. No, personalmente non mi piace. Si poteva raccontare il passato del trasportatore ma lasciando il taglio adrenalinico degli episodi. Un episodio più lento ci sta, quattro no di sicuro.
E poi, vogliamo dirla tutta? chi è il vero co-protagonista di Transporter?

 
Bravi l'Audi A8 W12 nera, la sua fidata macchina. In questa prima metà di episodi si è vista di sfuggita qua e là ma non ha più lo spessore e l'importanza che aveva nei film o nella prima serie.
Anche Italia 1, l'emittente che trasmette in chiaro gli episodi deve aver capito che questa seconda stagione ha minor impatto della prima. Infatti trasmette regolarmente, per il momento almeno, tre episodi alla volta in prima serata. Sembra quasi che voglia rapidamente liberarsi di Frank Martin e delle sue avventure....

Che dire, peccato, dopo una buona prima stagione si è arrivati, dopo due anni di distanza (la seconda serie è del 2014) ad una serie stanca e priva di ritmo, senza tutti quegli elementi che hanno reso celebre il brand.
Vale la pena continuare a seguirla? mah, secondo me no, specialmente se si è fan di Frank Martin.

In questi giorni, 24 settembre, uscirà un nuovo film, The Transporter Legacy

 

che potrebbe ridare fiato ad un brand che sembra essere arrivato alla sua fine.
Andrò a vederlo? sicuramente no. Per me il Frank Martin cinematografico resta Jason Statham, ma nulla mi vieterà di guardarlo quando lo trasmetteranno e forse potrei restare nuovamente colpito per il nuovo cambio d'attore.

 

martedì 29 agosto 2023

LOST POST, L'era di Tumblr: 60 - Persona Q: Shadow Of The Labyrinth

PUBBLICATO ORIGINARIAMENTE IL 12/09/2015

E dopo le riflessioni su Lupin nel precedente capitolo, torniamo a parlare di videogiochi e della console che più mi da soddisfazioni, il 3DS. Parliamo di un gioco uscito alla fine dell'anno scorso e, come al solito, di un titolo meno noto al grande pubblico (per lo meno Italiano). Parliamo quindi di Persona Q: Shadow Of the Labyrinth. Sarò sincero, non avendo vissuto la generazione PSX e PS2 i titoli della serie mi erano praticamente ignoti, fino all'uscita di questo spin-off. Facendo un po' di ricerche nell'Internet vedo che la serie principale di Persona è addirittura uno spin-off di un'altra serie, Megami Tensei, che affonda le sue radici nella storia, visto che il primo capitolo è stato sviluppato per il NES e MSX nel lontano 1987.

Vabbè non dilunghiamoci ulteriormente e torniamo al nostro Persona Q. Come accennavo all'inizio questo titolo è uno spin-off anche se, obiettivamente, dovremo parlare di cross-over. Infatti i protagonisti della nostra avventura non saranno altro che i team provenienti da Persona 3 e Persona 4.

Siamo onesti, la molla che questa volta mi ha fatto acquistare il titolo, oltre alla solita curiosità, è lo stile di gameplay e quel Labyrinth del titolo. Già, in Persona Q dovremo affrontare dei labirinti. E da giocatore di vecchia data a cosa si associa? beh ovviamente a due titoli che ho amato, ovvero Phantasy Star 

 

e Shining In The Darkness

 

Questi giochi, entrambi targati Sega, rispettivamente del 1987 e del 1991 basavano (quasi interamente) il loro gameplay nell'affrontare labirinti intricati in una visuale in soggettiva. 



E così preso un po' dai video di gameplay visti sul tubo e dalla nostalgia canaglia che hanno generato, ho acquistato il titolo senza troppe remore.

Ma di cosa parla quindi questo Persona Q? Andiamo con ordine e vediamo prima di tutto cosa sono i Persona. Penso si dica così anche al plurale, cazzo stiamo tornando ai tempi di Final Fantasy VII quando dovevi coniugare Materia.

Il Materia, i Materia......

Qua penso sia lo stesso il Persona, i Persona....

Boh vabbè, frega poco. I Persona  non sono altro che delle rappresentazioni dell'anima che si manifestano sotto forma di umanoidi, demoni o mostri e combattono gli Shadows (i nemici che affronteremo durante l'avventura) al fianco del proprio evocatore.
Vi ricorda niente? no?
Cacchio in prima battuta mi sono venuti in mente gli Stand de Le Bizzarre Avvenutre di JoJo

 
oppure Shu e il suo Blue Dragon

 
La cosa che mi ha sempre affascinato di manga, anime e videogiochi giapponesi sono le molte citazioni, dirette o indirette alla loro storia cultura o eroi.

La cosa che mi ha un po' inquietato cercando notizie su Persona Q e sui due "prequel" Persona 3 e 4 è stata la modalità di evocazione dei Persona da parte dei protagonisti del terzo capitolo.
Citando la solita enciclopedia:

"Di solito il metodo di evocazione consiste nello spararsi in testa con un Evoker, una pistola speciale"

Sarò sincero giocando nei panni del leader di Persona 3 avevo notato il gesto, però non ci avevo dato troppo peso fino ad oggi. Guardando bene i vari personaggi del cast noto che tutti, bene o male, invocando il loro Persona, si sparano in qualche modo in testa con l'Evoker.
Un po' macabro come modo onestamente. In Persona 4 questo invece non succede, visto che i protagonisti eseguono un movimento particolare per invocare la loro rappresentazione dell'anima. Se prendiamo ad esempio il leader, il suo gesto ricorda molto quello che viene eseguito da Goku durante il teletrasporto.

Ma torniamo alla storia. Prima di tutto dovremo scegliere a quale squadra affiliarci e di conseguenza quale leader scegliere. Potremo scegliere il senpai di Persona 3 oppure.... il senpai di Persona 4 ovviamente. Scherzi a parte, come in molti giochi JRPG e come nei rispettivi Persona da cui i due eroi "prendono vita", il loro nome dovremo deciderlo a inizio avventura. Potremo scriverlo noi, nome e cognome (mi raccomando non roba troppo lunga che sennò non ci stà), affidarci al caso che sceglierà in "maniera randomica" il nostro nome.... oppure.... come ho fatto io, nella seconda run, affidarci all'Internet e trovare i nomi dei due protagonisti, rispettivamente Makoto e Souji (oppure Yu ma non ci stava il cognome quindi l'ho chiamato Souji).

A seconda della nostra scelta avremo un'intro diversa collocandosi in periodi definiti dei due titoli principali: nel caso di Persona 3 ha inizio al termine del tifone che ha portato alla cancellazione del Festival Culturale della Gekkoukan High School, durante la notte del 20 settembre durante la quale il Protagonista convince i compagni della SEES ad andare al Tartaro; nel caso della storia dal punto di vista del Protagonista di Persona 4, essa comincia il 30 ottobre, in cui il giovane e i compagni del Team d'Investigazione partecipano all'ultimo giorno del Festival Culturale della Yasogami High School. In entrambi casi, dopo che i due Protagonisti avvertono il rintocco di una campana, e si ritrovano assieme ai compagni nella Velvet Room, d'improvviso vengono trasportati in un luogo dall'aspetto simile alla Yasogami High, ancora in festa per il Festival, ma che si rivela tutt'altro posto in cui vi è una gigantesca torre con un orologio.

Inizialmente i nostri eroi saranno disorientati visto che riconosceranno dei luoghi familiari, ma allo stesso tempo diversi. All'interno della Velvet Room, una specie di camera al di fuori del tempo e dello spazio, scopriranno inoltre che per potersene andare dalle due porte che li riporteranno al loro mondo d'origine, dovranno aprire quattro lucchetti affrontando altrettanti labirinti collocati in vari punti della scuola.

E qui partirà la nostra avventura, con il team inizialmente scelto per l'avventura, affrontando "You in Wonderland", il primo dei labirinti del gioco. Prima però di addentrarci nel labirinto, dovremo scegliere i cinque membri che formeranno il nostro team d'azione. Per cui conosciamo i protagonisti di Persona Q.

<PICCOLO SPOILER> 

 
Pur scegliendo una delle due squadre all'inizio dell'avventura, nel corso della storia ci riuniremo anche all'altra squadra formando un unico grande team.

 
</PICCOLO SPOILER>


Persona 3

Makoto Yuuki

 

Il leader della squadra. Onestamente il suo aspetto da Emo non mi è mai piaciuto molto. Essendo uno dei due personaggi principali il suo carattere sarà deciso dalle nostre scelte. Combatterà usando una spada e il suo Persona Orpheus 


baserà i suoi attacchi sul fuoco.

Yukari Takeba


Compagna di classe di Makoto, è l'arciere del gruppo. Ragazza dal carattere forte e dalla visione positiva della vita. Cercherà di far colpo o avere l'approvazione in molte occasioni da Makoto. Il suo Persona, Io


è specializzato nelle magie curative e in quelle di tipo vento.

Junpei Iori


Il miglior amico di Makoto è il personaggio più bizzarro del gruppo. Sempre pronto a fare scherzi, è il vero clown del gruppo, anche se questa "maschera" serve a nascondere le sue insicurezze. Citerà spesso Chidori, la sua ragazza, di cui è profondamente innamorato. Combatterà con una spada a due mani che userà come una mazza da baseball. Il suo Persona, Hermes


è portato per gli attacchi fisici e basati sul fuoco.

Mitsuru Kirijo


La classica donna di ferro. Estremamente potente con la sua spada da scherma rivelerà, col proseguire della storia, un lato più tenero che però cercherà di nascondere ai suoi compagni. Il suo Persona Penthesilea 

 

basa i suoi attacchi principalmente sul ghiaccio.
Mah.... un momento... non vi ricorda nessuno la severa Mitsuru? 

 
a me ha ricordato tantissimo un'altra donna di ferro, Elsa Scarlett di Fairy Tail. 

 

Akihiko Sanada

 

Il Rocky... o (Rocky Joe?) 

 
del gruppo. Estremamente calmo e freddo, mostrerà ben presto la sua piena passione nell'affrontare nuove sfide. Spesso risulterà troppo "quadrato" nel suo ligio stile di vita tra integratori e cibi proteici. La sua natura di Boxer lo farà combattere solamente a pugni e il suo Persona, Polydeuces


baserà i suoi attacchi sull'elettricità.

Aigis

 

Un'androide dalle sembianze femminili creato dal Kirijo Group per contrastare gli Shadows e l'unica rimasta del suo genere. Come ogni androide che si rispetti è dotata di molte armi ultra tecnologiche. Dotata inoltre dell'Orgia Mode (si dice Orghia, che non iniziamo a fare i maliziosetti) che le consentirà di incrementare notevolmente il suo potere offensivo per restare inerme per un paio di turni se la potenza sprigionata non dovesse concludere la battaglia. Palladion


il suo Persona, è portato per le magie di supporto e di attacco fisico.

Koromaru

 

Il cane mascotte della squadra. L'unico animale in grado di evocare un Persona, Cerberus


che basa gli attacchi sul fuoco, tramite un collare speciale fornitogli dal SEES (l'organizzazione di cui fanno parte gli eroi di Persona 3). Combatterà usando dei pugnali che porterà in bocca.

Ken Amada


Il più giovane membro della squadra. Pur essendo poco più di un bambino è estremamente maturo per la sua età. Nel corso della storia capirà a fondo il suo ruolo e il vero spirito di squadra. Combatterà con una lancia lunga e il suo spirito Nemesis 

baserà gli attacchi sull'elettricità.

Shinjiro Aragaki

 

Fratellastro di Akihiko, con il quale si troverà spesso a bisticciare. A primo impatto può sembrare un teppista, invece conoscendolo si noterà il suo spirito di essere un personaggio sulle sue che non vuole molto farsi coinvolgere. Nel corso della storia scopriremo che è anche un abile cuoco. Combatterà usando un martello gigante/ascia da battaglia assieme al suo Persona Castor 

dai potenti attacchi fisici.

Fuuka Yamagishi

 

La prima dei due supporter della squadra (ma su questo ci torneremo dopo). Il carattere di Fuuka è molto timido e a volte sembra abbia paura nell'esporre le sue idee e teorie. Essendo un supporter non userà armi, ma il suo Persona Lucia 

sarà uno dei più utili alla squadra viste le sue innumerevoli magie curative.

Persona 4

Souji Seta/Yu Narukami

 

Leader del gruppo di Persona 4. Come succede per Makoto, il suo carattere dipenderà dalle nostre scelte. Ache lui userà una spada in battaglia e il suo Persona Izanagi 

baserà gli attacchi sull'elettricità.

Yosuke Hanamura

Ragazzo diciassettenne dai lunghi e spettinati capelli castano chiaro. Il suo tratto maggiormente caratteristico saranno le cuffie arancioni e rosse che quasi sempre porterà al collo.
Egli ha un carattere molto allegro e affabile, anche se molte volte è un po' maldestro ed è continuamente alla disperata ricerca dell'amore di una ragazza; frequenti sono le gag divertenti in cui ha battibecchi, in particolare con Teddie e Chie. Le sue armi da combattimento saranno dei pugnali e il suo Persona Jiraiya

 

baserà gli attacchi principalmente sul vento.

Chie Satonaka

 

La sportiva e maschiaccio del gruppo. Appassionata di arti marziali e dei film collegati, Chie è una persona molto allegra e solare e piena d'ottimismo. Mostrerà nel corso della storia di avere anche alcuni punti deboli, come la paura del buio e delle creature che lo popolano. Combatterà usando principalmente i calci. Anche il suo Persona Tomoe 


baserà i suoi poteri su attacchi fisici o che aumentano o diminuiscono le abilità fisiche.

Yukiko Amagi

 

La studiosa della squadra. Oltre ad essere molto intelligente è anche una ragazza molto timida e introversa. Combatterà utilizzando dei ventagli da lancio come la mitica Mai Shiranui di Fatal Fury/King Of Fighters. 


Il suo Persona Konohana Sakuya 


baserà principalmente i suoi attacchi sul fuoco.

Kanji Tatsumi

 

Il migliore amico di Souji/Yu, nonché il mio personaggio preferito. Il classico teppista dal cuore d'oro. Mostrerà spesso atteggiamenti da duro anche se ogni tanto verrà messo in mezzo in imbarazzanti discorsi che lo metteranno a disagio. Si affezionerà molto a Koromaru anche se questo non ricambierà molto la simpatia. 

 

Senza dubbio la sua arma risulterà la più particolare di tutto il gruppo. Userà infatti le classiche "sedie da Wrestling" per colpire i nemici. 

 
Take-Mikazuchi


il suo Persona, baserà gli attacchi principalmente su colpi fisici o elettrici.

Teddie


Se vogliamo dirla tutta è la mascotte di Persona 4. Un orso basso e paffuto con una grossa cerniera sul collo. Non avendo giocato a Persona 4 non so esattamente come il gruppo lo abbia conosciuto, anche se ho capito che il mondo reale è il Mondo della TV che fa da motore alla storia. Il suo carattere è giocherellone e spiritoso. Cercherà spesso di fare battute, ma non verranno apprezzate dal resto del gruppo. Nel corso della storia si scoprirà che all'interno dell'aspetto da orso c'è una una sua forma umana sviluppata durante gli eventi di Persona 4. 


Combatterà usando degli artigli e il suo Persona Kintoki-Douji 


baserà principalmente i suoi attacchi sull'elemento del ghiaccio.
Insomma mascotte con ripieno umano.... il Gabibbo in pratica.... 

 

scherzo ovviamente.

Naoto Shirogane


<SPOILER>

PER CHI NON HA GIOCATO PERSONA 4 O E' ANCORA ALLE PRIME FASI CON PERSONA Q.

 
Naoto è una ragazza, anche se vestirà sempre da maschio. Sarà la Sherlock Holmes del gruppo. Dotata di grande intelligenza a capacità deduttive aiuterà il gruppo a risolvere o darà le "chiavi" per risolvere alcuni enigmi della storia. Combatterà utilizzando una pistola e il suo Persona Sukuna-Hikona baserà i suoi attacchi su luce e oscurità.

</SPOILER>

Combatterà utilizzando una pistola e il suo Persona Sukuna-Hikona  

 
Rise Kujikawa


L'altra supporter del gruppo. È una giovane super star molto celebre e amata. Caratterialmente è l'opposto di Fuuka. La prima timida la seconda molto estroversa. Anche lei non userà armi e Himiko

 

il suo Persona, avrà poteri principalmente atti a migliorare la resa in battaglia della gruppo.

Zen & Rei

 

I due misteriosi personaggi che i nostri eroi incontreranno nelle prime battute del primo labirinto. Zen estremante taciturno e pericoloso, non si fiderà inizialmente del resto del gruppo. Estremamente protettivo nei confronti di Rei, a volte anche in maniera troppo accentuata. Rei al contrario sarà una ragazza abbastanza amichevole anche se troppo ingenua. Entrambi i ragazzi si uniranno al resto della squadra principalmente per recuperare la memoria. I due combatteranno sempre in coppia e pur non usando Persona per affrontare gli Shadows, saranno dotati di poteri. Lui d'attacco lei di difesa e curativi.

Ok conclusa la rapida carrellata sui protagonisti, veniamo al gioco.

Come dicevamo poc'anzi dovremo scegliere cinque eroi che formeranno la nostra squadra. Di fatto gli eroi da scegliere saranno sei, visto che l'ultimo membro sarà il supporter alla squadra. I cinque componenti da "combattimento" dovranno essere posizionati sui sei slot disponibili. Tre per la linea di attacco avanzata, tre per le retrovie. Potendo scegliere fino al massimo cinque eroi avremo solo due possibilità, tre in prima linea e due nelle retrovie o viceversa. Ma chi mi conosce o sa come affronto questo tipo di giochi ha un'idea precisa di come si compone il mio team. Tre in prima linea e due nelle retrovie. Chiaramente non tutti i personaggi saranno portati per le due posizioni. Alcuni tipo Mitsuru o Kanji daranno maggiori risultati se posizionati in prima linea, mentre Yukari o Naoto saranno più utili nelle retrovie. E qui si pone un primo problema, la disparità delle forze in campo. Mi spiego meglio: se analizziamo tutti i personaggi giocanti presenti in Persona Q, 19, escludendo le due supporter, abbiamo 6 che possono stare nelle retrovie e 11 in prima fila. Un po' troppo impari per quanto mi riguarda.

Torniamo al gioco. Persona Q basa il suo gameplay sui labirinti.... beh ma forse quello Shadow Of The Labyrinth del titolo era già un forte indizio... non trovate?

Boiate a parte, i quattro labirinti principali saranno molto variegati nella struttura e, in alcuni casi, anche molto ostici da affrontare. Ognuno di essi avrà un "tema portante" e delle meccaniche progettate su quel tema.
Una delle parti più divertenti, secondo me ovviamente, sarà il disegnare la mappa del livello. I giocatori di vecchia data che hanno affrontato tra gli altri i Phantasy Star e Shining In The Darkness citati all'inizio, avranno sicuramente disegnato le mappe di ogni singolo dungeon per proseguire nell'avventura. Peccato che poi, se facevano le mappe dettagliate ma non in scala, arrivavano a questi risultati...

 
Ma per fortuna che nel 2015 la tecnologia ci viene in soccorso e lo schermo touch del 3DS è la manna dal cielo. Esso infatti non sarà altro che il "foglio" dove disegneremo la nostra mappa. Oltre ai canonici strumenti da "paint" per disegnare, avremo la possibilità di aggiungere una buona dose di segnalini per particolari punti di interesse, scorciatoie, tesorieri o Power Spot.

Ma andiamo con ordine e analizziamo ogni elemento uno alla volta. Prima di tutto i punti di interesse. Essi saranno molti e cambieranno a seconda dal labirinto o del piano dello stesso che stiamo affrontando. E' inutile che vi spieghi nel dettaglio cosa rappresentano, cadrei nel banale spoiler. Le scorciatoie invece sono le cose più importanti e allo stesso tempo fastidiose del gioco. Ogni tanto tra un muro e l'altro troveremo un simbolo, un oggetto (che cambierà da labirinto a labirinto) che ci farà capire che siamo di fronte ad una scorciatoia. Utilizzando l'apposito elemento a disposizione potremo anche capire di quale delle due tipologie si tratta. Se diventerà verde sarà un passaggio a doppio senso di marcia, mentre se sarà rosso sarà a senso unico (senti che terminologie tecniche, la mia amica che lavora in autoscuola dovrebbe essere orgogliosa :P ). Chiaramente non saranno tutte rose e fiori, infatti nel 99,99% dei casi i passaggi verdi diventeranno a doppio senso solamente se arriveremo dal lato dove inizialmente abbiamo la freccia nella direzione di marcia, che ovviamente è sempre l'altra.

 

Sul discorso tesorieri, possiamo dividerli sostanzialmente in due gruppi: quelli normali, e quello del 100%. Su quelli normali c'è poco da dire, ci si arriva davanti e si aprono senza problemi. Per quelli da 100% il discorso sarà ben diverso. Per aprirli infatti dovremo aprire completamente (al 100% insomma) la mappa del piano del labirinto. Facile nei primi piani, molto più ostico nel proseguire. Avremo anche la possibilità di aprirli subito, "sborsando" un numero di coin dell'account 3DS. Il numero di coin varierà dalla percentuale di mappa visionata e dal livello in cui saremo.

Ultimi, ma non meno importanti, i Power Spot. Graficamente saranno delle pozze di luce dove, analizzandoli, troveremo degli oggetti più o meno rari. In alcuni casi verremo avvisati che la potenza del Power Spot è aumentata per cui, a rischio e pericolo, potremo affrontare uno Shadow. Se avremo culo prenderemo un oggetto molto più raro di quelli normali mentre, se avremo sfiga, dovremo combattere.

E visto che ho accennato i combattimenti vediamo come si svolgeranno. Persona Q segue le classiche regole da JRPG per cui i nemici non li vedremo direttamente, eccetto alcuni casi, ma avremo un incontro casuale ogni tot di tempo. La cosa che differenzia questo titolo dagli altri del genere è che avremo sempre un segnalatore che ci indicherà tra "quanto tempo" affronteremo il prossimo nemico. Inizialmente sarà blu, diventerà verde, poi giallo, arancione e infine rosso.
Ci saranno alcuni nemici, molto più pericolosi, che vedremo sempre sullo schermo e saranno addirittura segnati sulla mappa, ovvero gli F.O.E. (Fysis Oikein Eidolon).

 
Rispetto agli Shadow normali gli F.O.E. non dovremo quasi mai affrontarli (solo nel caso di alcune Sub quest) e anzi dovremo cercare sempre il modo migliore per eluderli e scappare. A seconda del labirinto saranno diversi e molte volte ci saranno varie tipologia di F.O.E. a seconda del piano che stiamo visitando.

 
La fase di combattimento verrà gestita a turni, come nella migliore tradizione JRPG. A inizio turno decideremo le mosse da eseguire, attacco, difese, oggetti, evocare uno dei poteri dei Persona o scappare. Nel caso di Aigis avremo la possibilità di usare anche l'Orgia Mode. Rispetto a JRPG classico avremo, un'ulteriore barra di energia che si caricherà mano a mano che sferreremo gli attacchi. Questa, quando carica (fino a cinque livelli), ci permetterà, solo per il leader, di usufruire di un'abilità del supporter. Essa avrà anche il compito di tenere delle "schede tecniche" sui vari nemici che affronteremo. Con uno dei grilletti del 3DS avremo accesso alla schede e vedremo punti di debolezza, di resistenza o elementi di cui non abbiamo ancora una valutazione.
Durante l'incontro se attaccheremo il nostro nemico con uno degli elementi di debolezza, il personaggio che ha mandato a segno il colpo riceverà un boost. In pratica nel turno successivo all'attacco, sempre che il boost sia ancora attivo, potrà eseguire un attacco speciale senza consumo di energia o punti vita. Una cosa su cui non mi sono soffermato sono le tipologie di attacchi che i persona potranno utilizzare. In linea generale magie curative di cambio di stato o "a elemento" consumeranno la barra dell'energia psichica, attacchi fisici (bash/cut) o misti (bash/fire cut/ice) consumeranno la barra della vita.
Direi che non mi dilungherò ulteriormente sul combattimento, non c'è niente di particolare rispetto ad un Final Fantasy di vecchia generazione.

Una delle meccaniche più particolari del gioco è data dai soldi e dagli equipaggiamenti da acquistare. Come in tutti i giochi di ruolo, mano a mano che procediamo nell'avventura, dovremo equipaggiare a dovere i nostri eroi. Chiaramente per farlo serviranno soldi. Nella maggior parte dei casi (a memoria non ricordo casi particolari) sconfiggendo i mostri otterremo oggetti da riutilizzare e soldi. In Persona Q questo non accade, direttamente per lo meno. Infatti sconfiggendo i vari Shadows otterremo solamente oggetti. Ma, per lo meno nel 99% dei casi saranno componentistica che non potremo usare direttamente. Infatti questi oggetti, una volta usciti dal labirinto, li consegneremo all'item shop e li venderemo. Più raro è l'oggetto maggiori Yen riceveremo in cambio. Successivamente la componentistica verrà utilizzata per creare nuovi equipaggiamenti. Per cui sarà un do ut des. Dopo componenti per avere soldi, che producono equipaggiamento, che comprerò per proseguire. Idea particolare, interessante, ma che mi ha creato problemi nel secondo labirinto. Infatti sono arrivato ad un punto dove facevo fatica a proseguire perché gli Shadow erano forti, facevo fatica a progredire di livello perché i mostri che riuscivo ad affrontare davano poche esperienze, e non avevo soldi o componentistica per comprare o creare armi di maggior potenza. Per cui affrontavo mostri di alto livello per proseguire, uscivo dal labirinto dopo pochi scontri e i soldi li spendevo per curarmi.
Diciamo che col senno di poi ho affrontato malamente il gioco, ma su questo torneremo tra poco.

Visto che abbiamo parlato dell'Item shop e del centro medico, vediamo di parlare dei quattro personaggi di supporto al gioco.

Margaret

 

La sorella maggiore del trio composto da Elizabeth, Theodore e Margaret stessa. Sicuramente la più calma e riflessiva del trio e forse, per i miei gusti, anche la più antipatica, visto il suo carattere troppo freddo. Il suo compito sarà gestire la Velvet Room e i Persona di supporto che recupereremo durante l'avventura. Ah già, una cosa che forse non vi ho detto è che nel momento che i due team si riuniranno, potremmo avere a disposizione un Persona secondario, che aumenterà i poteri a nostra disposizione. I Persona di supporto si manifesteranno in forma di tarocchi e ognuno di essi sarà "sotto il segno" degli arcani maggiori.

Elizabeth

 

La sorella minore del trio. Decisamente più spigliata e meno rigida di Margaret. Il suo compito sarà gestire il centro medico e affidarci le varie missioni secondarie da svolgere. La bimba però si farà pagare caro le cure, visto che chiederà sempre 100 Yen per ogni livello di esperienza del leader.

Theodore

 

Il mediano del trio. Personaggio abbastanza nel suo mondo, si troverà spesso a discutere con la sorellina minore. Il suo compito sarà gestire l'Item shop e creare tutti gli equipaggiamenti dei nostri eroi. La sua maggior gioia sarà quando gli porterete degli oggetti rari.

Mary

 

Detta francamente... non ho capito chi sia. Forse sarò stato poco attento, ma comunque a livello di trama serve a poco e nulla. Vivrà nella Velvet Room dove scriverà poesie che, sbadatamente, lascerà in giro per la stanza incustodite. I nostri eroi leggeranno le sue composizioni e lei, regolarmente, gliele strapperà di mano imbarazzata.

Ok mi sono dilungato fin troppo, andiamo al sodo, com'è sto Persona Q?

Personalmente è un titolo JRPG vecchia scuola. Molte meccaniche, specialmente agli occhi dei veterani, si rifanno ai giochi classici del genere. Questo non è personalmente un difetto, anzi. Forse, ma questo probabilmente dipende dal fatto che sono influenzato dal gameplay innovativo di Bravely Default, dove i combattimenti di "routine" potevano essere velocizzati visto che alla lunga, come in tutti i JRPG, diventano noiosi. Invece mi è piaciuta molto l'idea di re-introdurre le boss battle a fine labirinto, cosa abbastanza dimenticata nei giochi moderni.

Senza dubbio la parte più interessante del gioco sarà la componente esplorativa e tutte le meccaniche collegate all'interno dei dungeon. Alcuni di essi, per essere portati a termine, vi faranno scervellare su come eseguire alcuni dei loro passaggi. La presenza di alcuni F.O.E., specialmente perché saranno sempre ostici da affrontare, vi faranno ripassare i santi del calendario.
Il gioco è molto lungo e molto difficile, io ho impiegato circa 85 ore per portarlo a termine. Come dicevo prima, arriverete addirittura in alcuni punti morti dove non potrete proseguire perché troppo deboli, resterete senza soldi, e i nemici saranno ostici da affrontare.

Molte saranno le side quest che potremo decidere di affontare nel corso del viaggio. Diciamo che saranno divise in tre categorie:

Ricerca la reliquia: vi verrà affidato il banale compito di recuperare un oggetto particolare. Tutto abbastanza canonico per il genere di gioco.

Affronta una sfida: dovremo batterci in duello con un nemico particolare, spesso un F.O.E. di un labirinto precedente, oppure dei nemici particolari che appariranno in determinati settori della mappa.

Il mini gioco "quiz": in pratica un rispondi correttamente alle domande che ti fanno. Abbastanza simpatico, giusto per rompere lo stile del gioco.

La storia è abbastanza interessante. Molti dialoghi e interazione tra i vari protagonisti, anche se non sempre di sostanza. Ogni personaggio avrà la sua evoluzione personale nel corso dell'avventura. Senza dubbio la storia vi stupirà e forse commuoverà nel suo culmine, ma non voglio rovinarvi la sorpresa. Vi dirò solamente che avremo due finali a seconda del leader che sceglieremo a inizio avventura. Vogliamo essere sinceri? pur non avendo giocato a fondo con entrambi i leader e avendo visionato l'altro filmato finale sul tubo, la storia cambia poco e nulla nel suo svolgimento e cambierà solo la scena finale.

Lo stile grafico deformed dei personaggi mi è piaciuto. Diverso, per quello che ho visto nei filmati, dallo stile dei Persona 3 e 4 che è molto più anime classico, però funzionale al titolo. Divertente la grafica del filmato iniziale e dei menù molto "Austin Powers"... cioè molto stile anni '70, disco music, figli dei fiori con questi colori molto marcati. 

 

Boh sarò strano io ma mi ha fatto questa impressione.

A mio modo di vedere il gioco soffre di un problema nel gameplay e un problema relativo che potrebbe non renderlo accessibile a tutti.
Partiamo dal problema di gameplay. Come dicevo all'inizio la squadra è molto ampia, anche se potremo gestire un limitato numero di elementi. Quindi o si ha la pazienza di alternare i vari elementi per far salire omogeneamente il gruppo, con un enorme dispendio di soldi, oppure si fa come ho optato io in seconda battuta, utilizzando sempre e solo gli elementi che mi piacevano o mi stavano più simpatici.
Onestamente, ma forse è un problema mio, preferisco un gruppo formato da quattro/cinque elementi che proseguano costanti nel gioco senza aggiunte di altri elementi. Come in Bravely Default insomma o come in Final Fantasy III. La teoria del grande gruppo va bene, ma se gestita come in Final Fantasy VI, per esempio, dove in alcune fasi della storia la squadra si divideva e si comandavano alternativamente le mini formazioni.

L'altro problema, come dicevamo, è relativo, ovvero il doppiaggio e la traduzione del gioco unicamente in inglese. Quello che vuoi, l'inglese lo capisco, magari non nel dettaglio, ma comprendo abbastanza quello che è scritto. Capisco anche che doppiare il gioco in svariate lingue fosse un dispendio enorme di soldi. Ma continuo a non capire perchè non tradurre la parte scritta, cosa ci vuole? in fin dei conti non sono dialoghi così profondi da traduzioni da accademia della crusca. Secondo me tradurre il testo avrebbe portato molta più gente all'acquisto e i negozi di videogiochi ad acquistarne maggiori copie. Purtroppo com'è finita? che io che sapevo che usciva me lo sono fatto ordinare, probabilmente il giocatore medio non sa neanche che esista, anche se forse il giocatore medio continuerà a giocare solo a Fifa/Pes e Call Of Duty.

Polemiche a parte, in definitiva un gioco da acquistare? se siete degli "JRPGeisti" vecchia scuola, secondo me si. In fin dei conti è un gioco che strizza molto l'occhio al passato dando però delle nuove sfide. Sicuramente è un gioco molto lungo e impegnativo, per cui può valere veramente il day 1 (anche se ormai è uscito da quasi 10 mesi). La trama è abbastanza valida e si fa seguire fino alla fine.

Per cui, promosso. Prederò un possibile Persona 5? se la qualità è questa sicuramente si.