lunedì 9 gennaio 2017

Top e Flop cinema 2016


Gennaio 2017, dopo i dualismi di Gabriel e Vlad del precedente post, è giunta l'ora del post più regolare di questo blog, la mia classifica cinema dell'anno appena concluso.

Se vi siete persi i precedenti post ve li elenco qui:

2014
2015

Come ogni anno le regole non cambiano, elenco rigorosamente cronologico dei film visti nell'anno, spendendo due parole per ognuno.

Pronti? via! Quest'anno è stato decisamente un anno più ricco di film, 18, e decisamente più interessanti di quelli dell'anno precedente.

Andiamo con ordine:

- Star Wars Episodio VII: Il Risveglio della Forza (visto il 09/01/16)
 

Come dite? è un film 2015? si è vero, però io l'ho visto, principalmente per il chiacchierio mediatico, a inizio 2016. Che dire? non sono mai stato un fan di Star Wars e quindi non posso valutarlo come l'appassionato che lo aspettava con ansia. Personalmente è un film godibile, bisogna aver visto per lo meno la trilogia "classica" per capire le citazioni e riferimenti. Interessante il ritorno dei vecchi protagonisti. Interessante Rey come nuova eroina, molto meno Kylo Ren come nuovo villain.

- Sherlock: L'abominevole sposa  (visto il 13/01/16)
 

Film evento e, come tale, abusato nel costo del biglietto. Escludendo questo, un ottimo film della serie Sherlock ambientato nella Londra di fine '800 invece che nei giorni nostri. Pieno di colpi di scena, è il ponte tra la non troppo esaltante terza stagione e la quarta.

- Deadpool (visto il 19/02/16)

 
Ne avevamo già parlato qui, film su un supereroe Marvel abbastanza atipico. Nel corso delle varie discussioni ha diviso il pubblico, tra chi l'ha amato e chi lo giudica sopravvalutato.

- Lo Chiamavano Jeeg Robot (visto il 28/02/16)

 
Anche per questo titolo ne avevamo già parlato qui. Senza dubbio un film fatto col cuore. Ha dei difetti, ma è uno dei pochi film supereroistici che porta un villain fatto come si deve. Tutti i premi che ha preso al David di Donatello sono meritati.

- Perfetti Sconosciuti (visto il 13/03/16)

 
Altro film italiano, giudicato il migliore del 2016 dai David di Donatello. Personalmente è un buon film, l'idea di base non è male però, secondo me, affossa troppo le basi sui classici stereotipi all'italiana.

- The Divergent Series: Allegiant (visto il 19/03/16)


Terzo capitolo della serie Divergent. Come ho sempre detto inizialmente lo vedevo una copia di Hunger Games. Però un po' alla volta mi ha appassionato e noto una curva di interesse contraria rispetto alla serie di Katniss. Di Hunger Games ho amato i primi ma un po' alla volta si perde ritmo e interesse e il finale non mi è piaciuto. Divergent non l'ho trovato interessante all'inizio, ma col passare dei capitoli la storia si faceva più avvincente. Da quello che ho capito, il capitolo finale non verrà fatto e verrà sostituito da una serie televisiva.

- Hardcore! (visto il 24/04/16)
 



Altro film, altra vecchia discussione. Come dissi all'epoca, va visto come esperimento più che per il film in se. Per il resto vi rimando alla mia recensione qui.

- Captain America: Civil War (visto il 08/05/16)

 
Per molti il film Marvel dell'anno. Senza dubbio uno dei migliori degli ultimi tempi. Un po' lento nella sua prima parte, però mettere in campo la Civil War è una bella impresa. Fantastico il nuovo Spidey per quelle poche scene dove l'abbiamo visto in azione.

- X-Men: Apocalisse (visto il 22/05/16)

 
Altro film, altra recensione. Purtroppo è stata una delusione, soprattutto se confrontato con il suo prequel "Giorni di un futuro passato" che era un ottimo film sui mutanti.

- Now You See Me 2 (visto il 10/06/16)

 
Quando sono entrato in sala sapevo di uscire deluso. In fin dei conti, secondo me, questo sequel non era da fare. Ancora una volta vi rimando alle mie considerazioni dell'epoca.

- Tartarughe Ninja: Fuori Dall'Ombra (visto il 09/07/16)


Le tartarughe ninja sono tornate e divertono, specialmente per chi le amate da piccoli. Anche qui è scattata la recensione.

- Star Trek Beyond (visto il 24/07/16)



Terzo capitolo del reboot cinematografico iniziato da J.J. Abrams. Si cambia registra e purtroppo il film non mi ha convinto. Belle le citazioni alla serie classica e il tributo allo scomparso Leonard Nimoy, lo Spock originale.

- Ghostbusters (visto il 03/08/16)
 



 
Uno dei film più chiacchierati dell'anno. Senza troppe pretese era d'obbligo vederlo. Purtroppo non regge il confronto. Ma ne abbiamo parlato qui.

- Jason Bourne (visto il 06/09/16)

 
Finalmente Matt Damon torna ad essere Jason Bourne. Personalmente c'è poco da dire, se vi sono piaciuti i tre precedenti film (Bourne Legacy NON ESISTE), va visto. L'unico appunto che posso sollevare è la mania del regista di riprendere le scene d'azione con la handy cam, che le rendono forse un po' troppo movimentate e a volte confuse.

- Doctor Strange (visto il 27/10/16)

 
Forse uno dei film più visionari della Marvel, con un Benedict Cumberbatch perfetto nel ruolo del protagonista. Ancora una volta vi rimando alle mie considerazioni qui.

- One Piece Gold (visto il 05/12/16)

 
Anche qui c'è poco da dire, è un film di One Piece. Se vi piace il manga/serie va visto. E' un film scanzonato e divertente. Doppiatori della serie ma coi nomi fedeli al manga.
Chiaramente va visto per lo meno dopo essere arrivati a metà viaggio di Luffy e la sua ciurma.

- Captain Fantastic (visto il 18/12/16)

 
E qua la nota dolente. Onestamente non mi è piaciuto come film. Il racconto di un padre che cresce i suoi figli nella natura, però allenandoli quasi in stile "Tana delle Tigri" (specialmente nella scena dell'arrampicata). Il personaggio interpretato da Viggo Mortensen mi ha fatto girare i coglioni in più di un'occasione e lo avrei preso a sprangate sul muso.
Una pesante critica alla civiltà moderna, troppo feroce personalmente, che però dimostra che questo stile di vita "alternativo" è servito solo a rendere i figli dei disadattati in molti casi.
Il film manca di ritmo e non mi ha minimamente emozionato.

- Rogue One: A Star Wars Story (visto il 30/12/16)

 
Ultima pellicola dell'anno. Si finisce da dove si è iniziato, da Star Wars. Capitolo che potremo definire 3.5 essendo ambientato tra "La vendetta dei Sith" e "Una nuova speranza". Cast completamente nuovo, mette in campo una protagonista determinata ma, personalmente, non troppo carismatica. Mi ha colpito maggiormente Chirrut Îmwe.
Probabilmente è il fatto di non essere fan sfegatato del brand, non l'ho trovato questo film stupendo come molti lo hanno decantato.

Bene, siamo arrivati alla fine del viaggio ed è ora di tirare le somme. Rispetto ai precedenti post, vista la quantità maggiore di film visti, si passa da una top/flop 3 ad una, atipica top/flop 4.

Partiamo dalla flop:

4° posto: Ghostbusters. Ho apprezzato la scelta di non fare un reboot uno a uno della storia originale. Belli gli effetti anche se, come detto, erano poco "fantasmi". L'originale non si batte.

3° posto: Now You See Me 2. Anche qua, non siamo di fronte ad un film brutto, però perde tutta la magia e il fascino dell'originale. Non era da fare.

2° posto: Captain Fantastic. Come già detto, una troppo feroce critica alla civiltà moderna e uno stile di vita che aliena i figli in molte occasioni. Purtroppo è una pellicola che mi ha annoiato.  

1° posto: X-Men: Apocalisse. Purtroppo al primo posto ci finiscono i mutanti Marvel. Incoerenze con i due precedenti film con cui forma la trilogia, troppi protagonisti appena appena accennati. L'unica scena divertente è quella con Quicksilver ma non basta a salvare la baracca.

Vediamo invece chi ha vinto quest'anno:

4° posto: Hardcore!. Messo in questa posizione solamente per aver messo in scena un'idea diversa dal solito.

3° posto: Lo Chiamavano Jeeg Robot. Film rivelazione italiana. Visto principalmente per curiosità e ne sono rimasto piacevolmente colpito. Magari si facessero più film così.

2° posto: Doctor Strange. Ancora una volta in top ci finisce un film Marvel su un personaggio che non è un supereroe "classico". Scenograficamente visionario e molto godibile da chiunque, anche se non si conosce lo sconfinato universo Marvel.

1° posto: Beh, ma è ovvio, no? Deadpool. Come scrissi in un commento: "perché hanno saputo prendere il fumetto e fare una trasposizione senza compromessi. Ringraziamo che i diritti non erano dei Marvel studios sennò usciva una merda". Ryan Reynolds è perfetto nel ruolo del protagonista e si è visto come ama il personaggio e lo abbia reso al meglio. Non vedo l'ora che esca il seguito.

Bene abbiamo quasi finito e, come da tradizione, momento citazioni.

Questa volta parliamo di due pellicole, una che si voleva andare a vedere ma deve essere stato un flop clamoroso visto il brevissimo tempo di trasmissione (una settimana). Mi riferisco a The Pills: Sempre meglio che lavorare


che, prima o poi recupererò, più per curiosità visto che non ho minimamente chi siano, non avendo mai seguito il loro canale Youtube.

L'altra pellicola, in questo caso già recuperata, è Veloce come il Vento.




Come dite? ancora un film italiano? si perché, ancora una volta, è qualcosa di diverso. Stefano Accorsi veramente convincente nel ruolo di protagonista sbandato e drogato. Speriamo si distacchi finalmente dai film di merda di Moccia (Federico).

E quest'anno cosa mi aspetterà?

Beh, non vi nego nella curiosità del nuovo Spider-Man,


anche se stiamo parlando del terzo reboot nel giro di 15 anni.

E poi ci sarà la conclusione della storia di Alice.


Ma, obiettivamente, il 2017 cinematografico è già iniziato....



Ma ne riparleremo.

See you soon




martedì 3 gennaio 2017

Gabriel e Vlad: i due volti di Dracula


Oggi proviamo un esperimento, e vediamo cosa esce.
Diciamoci la verità, di uno dei due protagonisti volevo già parlarne, ma unendolo col secondo comprimario della storia potrebbe venirne fuori qualcosa di interessante.


Vi parlerò di un videogioco e di un film, legati per la figura che rappresentano piuttosto che per il protagonista vero e proprio. Oh basta, confronteremo Castlevania: Lord of Shadow 


videogioco Konami del 2010 e il film Dracula Untold,


pellicola del 2014 che ho visto qualche giorno fa per la prima volta.

Qualcuno di voi potrebbe a questo punto chiedersi perché mettere a confronto queste due opere, però chi ha giocato il primo e visto il secondo avrà già capito il nesso.

Chiaramente SPOILER per chi non avesse giocato e visto i due media.

Ma andiamo con ordine partendo dalle trame e iniziando da Castlevania perché uscito prima.

Come molti sanno la trilogia Lord of Shadow è, di fatto, un reboot del trentennale (1986) brand della serie Konami.
In questo primo capitolo vestiremo i panni di Gabriel Belmond


membro della Confraternita della Luce, un ordine costituito da cavalieri sacri con l'obiettivo di difendere gli uomini dalle creature soprannaturali.
Marie, moglie di Gabriel, viene assassinata da una di queste creature, ma a causa di un terribile incantesimo, la sua anima, come anche quella delle altre persone morte, è costretta a rimanere intrappolata sulla Terra in una sorta di limbo. Una maledizione, secondo i saggi dell'ordine, pare abbia separato i reami celesti da quelli terreni, allontanando Dio dagli uomini e permettendo alle forze del male di emergere con molta violenza. I saggi della Confraternita della Luce hanno una visone in cui proprio Marie (la moglie defunta di Gabriel) porta il messaggio che potrà salvare gli uomini e ristabilire l'ordine del creato, riavvicinando Dio ai reami terreni.

Il lungo viaggio porterà Gabriel un po' alla volta ad ottenere nuovi potenziamenti e poteri che lo condurranno, inesorabilmente, al lato oscuro.

Infatti uno dei coprotagonisti, Zobek, affermerà:

« Cosa spinge un uomo ad affrontare sfide da cui la maggior parte di noi fuggirebbe? Condannandolo alla solitudine, esponendolo alla sconfitta e alla morte? La risposta è... l'amore. Una forza così potente da accecare la ragione. Accecare ogni cosa... anche la verità »

Diciamoci la verità, Lord of Shadow è un bel gioco, ha dei difetti (la cazzo di telecamera fissa durante l'azione), però è la trama a conquistare il giocatore. Non per niente c'è anche lo zampino della Kojima Productions...
la saga di Metal Gear non vi dice niente?

Dracula Untold invece racconta la storia di Vlad III di Valacchia


e del perchè sia diventato l'oscuro signore chiamato Dracula. La vicenda parte narrando brevemente l'adolescenza di Vlad sottolineando che la sua ferocia in combattimento e il suo soprannome, "l'impalatore", era dovuta al suo addestramento nelle file dei Giannizzeri del sultano turco. I Giannizzeri venivano reclutati fin da bambini per diventare soldati sotto un clima di rigida disciplina, al fine che loro non abbiano alcuna remora sul campo di battaglia.
Liberatosi dal suo incarico come soldato, Vlad viene nominato principe di Transilvania dal sultano e, pentitosi di tutte le atrocità compiute, decide di convertirsi e di prendere in moglie una donna, Mirena, e da cui riceverà un figlio, Ingeras.
Quando però, durante una festa a palazzo, un battaglione turco arriva a palazzo per chiedere un tributo, Vlad offre loro dell'argento, ma i turchi affermano di volere mille bambini da addestrare, tra cui suo figlio Ingeras.

Il principe, su consiglio di Mirena, cerca di convincere il sultano Maometto II a cambiare idea, ma questi non si lascia convincere.
Vlad però il giorno in cui un battaglione turco viene a reclamare Ingeras, uccide tutti i soldati, dichiarando così guerra a Maometto.

Però il principe è conscio che le sue armate e la sua abilità in battaglia non sono sufficienti a contrastare l'armata turca, per cui decide di andare al "Picco del Dente Rotto" dove, secondo una storia di uomo, facendo un patto col diavolo, è possibile ottenere i poteri della notte e il dominio su tutte le sue creature.

Quindi anche Vlad, come Gabriel, cede al lato oscuro.

Notiamo quindi da subito la dualità dei due protagonisti. Entrambi uomini determinati ad ottenere il loro scopo, entrambi costretti a venire ai patti col diavolo per averne la forza necessaria.
La cosa che li distingue è che Vlad decide volontariamente subito di ottenere i poteri oscuri, Gabriel invece ne viene avvolto a poco a poco durante il corso dell'avventura.
Trovo molto interessante la dualità dei due antieroi nel momento che si condannano ad essere definitamente l'incarnazione del male.
Personaggi molto diversi ma allo stesso molto simili, e onestamente le somiglianze tra il gioco e la pellicola non finiscono qua.

Se analizziamo bene i due media il fattore scatenante alla totale conversione al male è per Gabriel la verità sulla morte della moglie Marie,


mentre per Vlad sarà quando perderà Mirena

 
uccisa dall'assalto dei turchi al castello.

Ancora una volta quindi due personaggi si assomigliano.

Ci sono altri due fattori che accomunano Gabriel e Vlad.

Partiamo dalla figure di Zobek



in Castlevania Lord Of Shadow e del Maestro Vampiro


in Dracula Untold.

Il primo, nel finale della storia, si rivela essere uno dei fondatori dell'Ordine della Luce corrotto dal lato oscuro che sprona Gabriel a proseguire nella sua missione e, di fatto artefice della sua trasformazione.
Il Maestro Vampiro invece è di fatto la precedente incarnazione del male e dona i poteri a Vlad condannandolo al lato oscuro.

Anche in questo caso vediamo come due figure abbastanza diverse tra loro nei due media rappresentino la stessa figura per i due protagonisti.

Per il secondo fattore di somiglianza però entriamo nello

<SPOILER>

</SPOILER>

Poi, giusto per completezza di informazione, c'è anche una curiosità che vorrei raccontarvi.
Gabriel Belmond è doppiato da Robert Carlyle


che molti conosceranno come il Tremotino


di Once Upon a Time che non è altro che un altro personaggio corrotto dal lato oscuro. Personalmente trovo molto azzeccata questa scelta, anche se seguendo la serie in italiano non avrei mai riconosciuto la voce di Robert.

Quindi in conclusione, come abbiamo visto, due media e due storie abbastanza lontane tra loro hanno moltissimi punti in comune, che quasi portano i due protagonisti ad essere scambiati.

In entrambi i casi abbiamo un finale lasciato aperto, ma solo nel caso di Castlevania sappiamo che esiste un seguito (che non ho ancora giocato), mentre per le vicende di Vlad probabilmente non avremo mai un secondo capitolo.

Non lo so, forse questo dualismo l'ho visto solo io, però mi sembrava divertente sottolinearli in questo racconto.
 

giovedì 15 dicembre 2016

C'era una volta un regno....


Ho un problema nella testa, funziona a metà....

No, non parleremo del famosissimo tormentone di Rovazzi, però questa frase la si potrebbe applicare a molte persone.
E' già siamo ad "un tiro di schioppo" da Natale e dovremmo essere più buoni... ma invece staccherei teste con la katana che neanche Christopher Lambert dei bei tempi.





Ma perché di questo post? perché la storia si ripete e le stronzate aumentano in maniera esponenziale e la vita del caos non è il massimo.

Già tempo fa vi avevo dato la mia su delle semplici direttive per lavorare con criterio.

Purtroppo, proprio nell'ultimo periodo, già incasinato di suo, chi comanda ha voluto ulteriormente aumentare la difficoltà.
Evidentemente sta gente pensa che siamo tutti giocatori masochisti che amano le missioni impossibili come giocare a Dark Souls a livello estremo.





Vabbè vabbè, queste battute loro non le capirebbero.

Vi racconterò una storia. C'era una volta un capo reparto, uno e trino, che cercava di essere la figura a metà tra chi comanda la baracca e tra chi lavora. Diciamocela tutta, aveva i suoi difetti... ("ze na casada" in primis) ma aveva una valenza nell'ambito. Poi, evidentemente per "divergenze artistiche", se ne andò.

Il suo potere venne diviso in tre entità. Forse troppe, anche perché una delle tre non aveva minimamente senso di esistere però, se sfruttato bene, il triumvirato avrebbe avuto un senso.
Ma la puzza di stronzate si sentiva già all'epoca quando durante la riunione dove, di fatto, veniva presentata la nuova leadership, quando vennero fuori problemi e preoccupazioni per il futuro, qualcuno disse: "tu non ti preoccupare". E così sia.

Diciamo che il primo periodo, i primi due mesi, le cose reggevano.
C'erano promesse, idealismi, "patriottismi" abbastanza campati per aria però, si viveva.

Secondo me ad un certo punto qualcuno se l'era fatta nelle mutande quando qualcun altro, un po' stufo delle promesse, alzò la voce. Vennero fatte nuove promesse che però, da buoni politici, sono restate tali.

In quel periodo è interessante sottolineare come le promesse fatte, cambiate nella base ma non nella sostanza, vennero ribaltate come un calzino quando chi doveva essere aiutato, doveva aiutare.
E quel deficiente gli ha detto anche si, non pensando in che merda stava entrando.

Poi, esattamente il giorno dopo la richiesta di aiuto, successe che il triumvirato, che a sentore non lo era mai stato, si sfasciò, tanto che uno dei tre annunciò la sua decisione di percorrere nuove strade.
E così dal "ti diamo una mano", si passò rapidamente a "devi dare una mano" a "welcome to the pool of shit".

E vabbè, ormai era fatta, diciamo che l'idiota che aveva appena fatto il tuffo a bomba nella piscina color marrone, aveva parzialmente il culo coperto perché doveva fare degli altri lavori, quelli per cui avrebbe dovuto avere una mano in precedenza.

Era però ormai chiaro come il sole che l'ex triumvirato, diventato dinamico duo, era tornato ad essere un monopolio, specialmente quando il "vero leader" del trio venne promosso ad una stanza in solitaria con una rampa di scale che lo elevava dai "comuni mortali".

Affascinante notare come l'iniziale drago a tre teste "taglia rapidamente due dei suoi fratelli", per essere unico capitano della barca. E si passa dalla famosa frase "il potere del trio, coincide col mio" a "il potere del trio è solo mio".

Ma il nuovo regnante era magnanimo e per dimostrarlo, lascia parte della decisioni al secondo ex leader del triumvirato e sceglie il suo braccio destro, che dovrebbe comandare tutti i "nuovi manovali", i programmatori.
Peccato che più un leader carismatico, come ci si aspetterebbe, ci si avvicina più alla versione stronza di "Barbie reginetta del ballo".






A questo punto, vedendo che i pochi rimasti sono insufficienti per gestire i suoi lavori, il nuovo regnante decide prima di tutto di togliere dalla soffitta il manovale che si occupava di gestire le faccende interne del regno. Ma pur con un nuovo elemento al suo servizio decide, forse un po' troppo in ritardo, di reclutare nuovi manovali. Purtroppo, non ha la minima idea di cosa voglia dire saper reclutare un "manovale" e sbaglia clamorosamente, ingaggiando uno che sulla carta sembrava Bill Gates


ma che, purtroppo, era rimasto alle caverne dell'uomo di Neanderthal.





E per fortuna che era il personaggio che avrebbe salvato il mondo, avrebbe fatto tutto e aiutato tutti.

A volte mi chiedo perché il regnante ha sempre incitato allo spirito di squadra, alla collaborazione prima di tutto. Per cui perché non chiedere aiuto a chi quel tipo di lavoro lo fa da anni? no, sprechiamo tempo e soldi, facendogli fare corsi su corsi e dimostrando che anche chi non è stato ingaggiato per fare il manovale ma per fare un lavoro più "artistico", gli mangia "i risi in testa".

Ho sempre sperato che la gente imparasse dai suoi errori, e qualcosa, effettivamente, sembrava cambiato. Il nuovo manovale  "è stato pesato. è stato misurato. E quant'è vero Dio, (fortunatamente) non è stato trovato mancante".

Il magnanimo regnante si affida alle parole di chi aveva valutato la nuova leva, reclutandolo in breve tempo. Nuovamente vengono fatte promesse, ma ormai tutti i sudditi sapevano fin dall'inizio che sarebbero rimaste tali.

Il nuovo manovale si dimostra essere efficiente, ma chiaramente ancora non aveva tutti i mezzi per essere il "mulo da soma" come invece piacerebbe al regnante.


Ma ci troppi lavori da portare a termine, il tempo è poco, per cui lo fa diventare il mulo da soma, caricandolo di lavori un po' troppo pesanti per un rookie.

Però questa volta impara dai suoi errori, per cui decide di prendere anche il manovale a cui aveva fatto molte promesse, per fare i suoi interessi, togliendolo all'ex membro del triumvirato che, di fatto, resta senza manovali per i suoi lavori. Questa mossa dimostrò anche una volta che i lavori del regnante erano fondamentali, mentre "tutto il resto è noia".

Da quel momento nel regno però scoppiò il caos più infernale. Il regnante non sapeva più dove girarsi perché i risultati non arrivavano, il tempo era sempre meno, per cui ebbe una brillante idea: mandare interi pulmini di persone per velocizzare il suo lavoro più importante, quello che probabilmente gli avrebbe promesso la santificazione.

Però il massiccio impiego di manovali sperando che "tre is megl che uan" non dava i risultati sperati, tanto più che uno dei suoi più fidati collaboratori, uno di quelli che avrebbe dovuto istruire da tempo le popolazioni conquistate dal regnante, usciva dal regno solo per i ricchi banchetti giornalieri.

Ancora una volta il regnante dimostra di non sapere come comandare le sue "pedine", cambiando le carte in tavola ogni giorno, non avvertendo delle sue mosse, spesso insensate, e modificando le priorità a suo uso e consumo.

Però il regnante è sempre magnanimo con i suo schiav... scusate sudditi, per ogni due mesi organizza un banchetto.


Fortunatamente non tutti sono così ciechi da assecondarlo e evitano "i banchetti dell'amicizia e della fratellanza".

Da quel momento, ogni giorno che passa, il regno cade sempre di più nel suo periodo più buio e parte dei sudditi, scontenti della sua dirigenza e dei comportamenti della sua reginetta del ballo, vorrebbero rivivere il periodo di Luigi XVI e Maria Antonietta....



Come finirà questa storia? e chi lo sa, di certo il capitolo finale verrà annunciato nella lussuosa sede prenotata per la festa natalizia, dove verranno tirate le somme.

Il regnante verrà elogiato, come già successo in passato? verrà destituito dal suo compito? ci saranno applausi sul suo lavoro? ci sarà la rivolta dei sudditi, o per lo meno di una parte di loro? Vedremo.

Resta il fatto è che siamo vicini a Natale, per cui i sudditi potrebbero regalare al loro magnanimo regnante, una bella scatola di Risiko,


sperando che un semplice gioco riesca a capire come utilizzare le sue armate per vincere le battaglie anche se tanti, più che un regalo, si accontenterebbero di essere per cinque minuti il Re Leonida...


lunedì 12 dicembre 2016

La saga dei cloni


Ok pronti, partenza, via.
Post numero 1 del secondo centinaio.
Non fatevi ingannare dal titolo, oggi non parliamo di uno dei cicli di storie più controversi dell'Uomo Ragno, ma ripartiamo dalle serie televisive.
Vedremo a breve il perchè del titolo.
Non vi dirò neanche chi l'ha prodotta, perché ormai tutto quello che guardo esce da li. Parliamo quindi di Orphan Black, serie televisiva divisa, attualmente, in quattro stagioni prodotte dal 2013 ad oggi.

Chiaramente per parlare della base della trama, dovrò fare un minimo di spoiler, mettetevela via.

La protagonista è Sarah Manning,


una ragazza orfana che vive una vita allo sbando con suo fratello adottivo Felix. Un giorno la ragazza arrivata alla stazione della metropolitana, assiste ad un fatto che la sconvolge. Una giovane si butta sotto il treno in transito. Però prima di farlo si gira verso Sarah scoprendo di essere identiche. Sarah, sconvolta dall'accaduto e dal fatto di aver visto inspiegabilmente una persona identica a lei, decide di rubare la borsa della suicida, scoprendo che si chiamava Elizabeth Childs.

La giovane decide quindi di prendere il posto di Elizabeth, cercando di svuotarle il conto in banca per fuggire con sua figlia Kira e con Felix. 
Intrufolandosi nella vita privata di Beth scopre un altro fatto sconcertante, esistono altre due persone identiche a lei. A questo punto Sarah decide di andare a fondo nella faccenda, scoprendo di essere un clone.

Eh già queste sono le fondamenta su cui si basa tutta la serie. Senza dubbio un concept, magari non originalissimo, basti pensare a The Island,


ma comunque interessante.
Chiaramente le domande da farsi sono molto semplici, o per lo meno sono quelle che mi sono posto io. Perché è stato creato questo esperimento? esiste un originale o sono tutti cloni? perché così tanti? e perché qualcuno cerca di ucciderli?

Vi dirò, nel corso delle quattro stagioni, alcuni punti vengono risolti, ma su altri vengono messi dubbi, smentite e rivelazioni che fanno molto pensare.
Una delle cose più interessanti è che escludendo la protagonista Sarah, quasi nessun personaggio è mai definibile buono o cattivo. Ognuno ha degli obiettivi, dei segreti da nascondere e i loro comportarsi non è mai chiaro.

Un altro dei pregi maggiori che ho trovato nella serie è di "non tirarla troppo lunga". Ogni stagione è composta da 10 episodi dei canonici 40-42 minuti. La gestione dei personaggi è oculata e tutti i protagonisti sono ben caratterizzati.

Vediamo i principali, escludendo chi appare in un secondo momento ed evitando spoiler per chi non ha visto la serie.

Jordan Gavaris è Felix Dawkins


Fratello adottivo, anche lui orfano, della protagonista Sarah. Estremamente legato alla ragazza, forse l'unico che cercherà in ogni modo di aiutarla e con la quale si caccerà in situazioni a volte sconvenienti. Personaggio particolare, molto estroverso e al limite del bizzarro in alcune occasioni. Nel corso della terza stagione, dopo una serie di rivelazioni nel suo finale, svilupperà una sorta di gelosia verso quello che Sarah è riuscita ad ottenere. Però, anche in questo caso, sarà sempre l'unico a seguire ciecamente la ragazza.

Maria Doyle Kennedy è la Signora S.


Madre adottiva di Felix e Sarah con la quale si troverà in disaccordo in svariate occasioni. Sicuramente uno di quei personaggi che verranno svelati col proseguire degli episodi. La donna ha molti segreti oltre ad un passato che verrà rivelato solamente quando si inizierà a far chiarezza sulla storia dei cloni. Anche il suo vero nome verrà pronunciato per la prima volta solo dopo la seconda stagione.

Skyler Wexler è Kira Manning


Figlia naturale di Sarah. Se all'inizio della storia sembra semplicemente un personaggio di contorno, nel corso delle stagioni diventa di maggior rilievo. Mi sbaglierò ma secondo me nella quarta stagione si intravede un cambiamento.

ma qui finiamo nello

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Last but not least la protagonista. O sarebbe meglio dire le protagoniste? Tatiana Maslany è metà del cast. E non sto minimamente scherzando. Infatti sarà Sarah Mennig, ma anche Elizabeth "Beth" Childs, Alison Hendrix, Cosima Niehaus ecc. ecc.


Senza dubbio ognuna delle ragazze è estremamente diversa dalle altre. Tatiana riesce alla perfezione a portare sullo schermo donne molto distanti caratterialmente tra loro e ad interpretarle in maniera molto convincente. Vi assicuro che escludendo l'aspetto estetico, abbastanza diverso in ognuna delle protagoniste, anche se fossero vestite tutte allo stesso modo, si capirebbe al volo chi è una e chi è l'altra.

Nel corso degli episodi si aggiungeranno altri personaggi. Fino alla fine non si capirà se sono con le tre protagoniste, oppure contro. Ogni puntata farà cambiare opinione allo spettatore. Anche questo è uno dei punti a favore della serie e che la fa continuare fino alla fine.

Lo svolgimento e lo stile degli episodi cambia nel susseguirsi delle quattro stagioni. Se le prime due si concentrano sul far luce sul perché dei cloni, la terza inizia a svelare buona parte dei misteri introdotti in precedenza, ma introducendo forse dei personaggi secondari non troppo riusciti, a mio modo di vedere.

Nella terza serie secondo me si è voluto anche tentare di dare un tono più ironico tendente al grottesco.
Ma ancora una volta

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</SPOILER>

Sicuramente sono il gruppo di episodi più deboli di tutta la serie.

Sul finale della terza e su tutta la quarta stagione, c'è invece un aumento di ritmo e un maggior interesse per gli episodi.
Vengono riprese delle sotto trame solamente accennate nei primi episodi, approfondite in maniera convincente e, se ci pensiamo bene, anche inquietante.

Senza dubbio sono ansioso della già annunciata ultima stagione perché questa serie mi ha convinto.
Una trama che nel suo complesso tiene legato lo spettatore che si affeziona ai personaggi. Le molteplici interpretazioni di Tatiana Maslany sono senza dubbio un valore aggiunto che non va sottovalutato, specialmente quando interpreta Helena, forse il personaggio più particolare dell'intero cast.
Anche lo schema dei 10 episodi per stagione aiutano a non allungare troppo il brodo e concentrarsi, spesso, sulla trama principale. Aumentare il numero degli episodi avrebbe solamente appesantito la struttura della serie.

Va vista? si, ma solo se vi piacciono storie con toni dark e incentrata sulla "scienza di confine". Alcuni episodi mi hanno rabbrividire, perché si vedono "scene mediche"  che non sopporto a priori.

Aspettiamo quindi che venga prodotto l'ultimo ciclo di episodi e vediamo come chiuderanno la storia di Sarah e delle sue "sorelle".