mercoledì 4 ottobre 2023

LOST POST, L'era Yessgame: 24 - Sega Heroes: il puzzle rpg dei brand storici della casa nipponica

PUBBLICATO ORIGINARIAMENTE IL 29/11/2018 E OGGI NON PIU' DISPONIBILE

Giochi mobile. Un mondo che è riuscito ad appassionare sia gli hardcore gamer sia chi i videogiochi li snobbava da sempre.

Oggi quindi vi do le mie impressioni su un titolo che mi ha convinto al download solo ed esclusivamente  per i personaggi coinvolti.

Parliamo quindi di Sega Heroes, titolo ovviamente della storica casa giapponese rilasciato il 14 novembre per Android e IOS.

Ma effettivamente, di che tipo di gioco stiamo parlando?

Niente di più semplice. Sega Heroes vuole essere un mix tra i giochi puzzle, stile Candy Crush 

per capirsi, e un RPG dove bisogna potenziare i propri eroi.

Diciamoci la verità, Sega non ha inventato niente di nuovo. Ci sono molti titoli similari, Empires & Puzzles per esempio.

 
Però c'è anche da dire che il vero motore che mi ha trainato alla prova è vedere i volti storici dei brand dell'epoca d'oro della casa giapponese.

Ma andiamo con ordine e spieghiamo passo passo come funziona il tutto.

Tutta la storia viene ambientata in una specie di universo condiviso, un battleword se vogliamo vederla dal lato "Marvelliano", dove una minaccia non rilevata tenta la solita carica alla conquista del mondo.

Inizialmente controlleremo un volto storico dei giochi Sega, ovvero Ax Battler

il barbaro di Golden Axe.

Ben presto ci uniremo a Amy Rose


la fidanzata di Sonic, con la quale inizieremo a formare un team che mano a mano si amplierà.

Inizialmente, come nei vecchi team up fumettistici, i due si scontreranno ma poi capiranno di essere dallo stesso lato della barricata.

Lo scopo del tutto sarà avanzare nei vari scenari e fermare il piano del cattivo di turno.

Veniamo quindi al gameplay.

Come si diceva all'inizio siamo di fronte ad un classico puzzle game dove dovremo spostare cinque tipi di pietre colorate per ottenere punti facendole sparire dal tabellone.

Seguendo le regole del vecchio Columns

dove il design delle pietre è ricalcato dal classico Sega, ogni riga o colonna con almeno tre gemme dello stesso colore farà sparire il gruppo.

La cosa particolare che ogni pietra è collegata ad uno dei quattro eroi.

 
Infatti ad ogni blocco sparito di un determinato colore, l'eroe collegato attaccherà il nemico.
La quinta categoria di pietra, quella viola, invece servirà a riempire una barra "dell'affinità del gruppo" che, a ogni livello raggiunto, aumenterà la percentuale di danno al nemico.

Ogni tot di attacchi con un determinato eroe, caricherà la barra della "supermossa". Quando premeremo sul riquadro dell'eroe, esso scatenerà un attacco più potente del normale.

Chiaramente lo scopo del livello sarà sbaragliare tutti i nemici che ci troviamo di fronte.

Seguendo un po' lo schema dei JRPG avremo gli eroi schierati da una parte e gli avversari dall'altra.

 
Chiaramente così come gli eroi, anche gli avversari attaccheranno ogni tot di turni passati e in base al loro livello di potenza.

Una cosa che si diceva all'inizio è che Sega Heroes è un mix di generi. Infatti oltre alla componente Puzzle abbiamo una componente RPG.

Infatti mano a mano che vinceremo battaglie e procederemo nei livelli, guadagneremo dei livelli esperienza.

La cosa particolare è che non avanzeranno, come nei classici JRPG, i componenti del team che ha partecipato alla battaglia, ma sarà un livello generico del giocatore.

Starà quindi a noi, tramite l'esborso di soldi e componentistica, aumentare il livello dei personaggi che più ci piacciono o più funzionali alla battaglia o al nostro stile di gioco.

I vari personaggi non solo saliranno di livello ma, se otterremo sufficienti delle carte del personaggio, esso potrà essere sbloccato e avanzare di grado per diventare più potente.

Chiaramente ogni eroe ha una rarità per cui Blaze Fielding sarà "normale", 

Adam Hunter sarà "raro", 

Sonic epico 

mentre una Alis Landale "leggendaria".

 
Inoltre ogni personaggio avrà tre tipi di attacco che a loro volta potranno essere potenziati di livello. In questo caso dovremo ottenere degli oggetti particolari specifici di ogni gruppo di personaggi, che verranno "droppati" random ad ogni schema o tramite gli eventi su cui torneremo in seguito.

 
Ogni azione che svolgeremo all'interno del gioco avrà un "costo".
Un costo monetario per sbloccare e potenziare i vari personaggi o un costo energetico per affrontare i livelli o un costo in "carte personaggio" per poter sbloccare o aumentarne il grado.

Tutto si standardizza sui canoni classici dei giochi mobile. Chiaramente il giocatore "occasionale" aspetterà il tempo che serve per affrontare nuove sfide o "farmerà" per ottenere potenziamenti e monete.

 
L'hardcore gamer invece spenderà soldi reali per velocizzare i processi.

 

Io ovviamente rientro tra i primi per cui con i bonus giornalieri per il momento gioco tranquillamente.


Come dicevamo all'inizio, Sega Heroes non introduce niente di nuovo nel genere, però diciamo che i giocatori più vintage, specialmente quelli che hanno amato i brand Sega, potrebbero trovarlo un passatempo divertente.

 
Inutile negarvi che i personaggi più interessanti, almeno per me, entrano nella rarità leggendaria, per cui c'è quello sprint in più nel continuare a giocare anche solo per ottenerli.

I brand presi in carico sono tra i più svariati e spesso molto distanti tra loro. Golden Axe, Streets Of Rage, Phantasy Star, Shinobi e ovviamente Sonic. Inoltre vengono aggiunti i brand Super Monkey Ball e Jestset Radio nati nell'epoca post Megadrive.

Probabilmente tra qualche mese avremo altri personaggi cardine dei brand citati o ovviamente nuovi brand.

Non mi dispiacerebbe trovare Myau e Odin da Phantasy Star 

o il trio di Alien Storm

giusto per citare i primi che mi vengono in mente.

E' un gioco irrinunciabile? assolutamente no. E' un classico giochetto da cellulare "clone", di tanti altri giochi simili che stanno spopolando in questo periodo.

Sicuramente è un gioco divertente che guadagna quel valore aggiunto per i fan come me dei brand Sega.

Certo che rivedere tanta vecchie conoscenze ti fa sempre sperare a quel "miracolo" che non avverrà mai, ovvero riavere una console Sega in casa o nuovi capitolo di qualche brand storico.

Sicuramente Sonic Mania e il già annunciato Streets Of Rage 4 fanno sperare che per lo meno a livello di giochi qualcosa si stia muovendo.

In conclusione direi, siete fan Sega e volete un giochino veloce per il vostro smartphone? Scaricatelo. Sicuramente non ve ne pentirete.

Siete giocatori che comunque amano il genere puzzle? dategli un'occasione. Potrebbe essere una variante al genere gradita.

See you next

martedì 3 ottobre 2023

LOST POST, L'era Yessgame: 23 - Le Terrificanti Avventure Di Sabrina: Quando il reboot è in salsa dark

PUBBLICATO ORIGINARIAMENTE IL 22/11/2018 E OGGI NON PIU' DISPONIBILE

Sabrina Spellman. Sicuramente chi ha vissuto gli anni '90 ricorderà sicuramente questo nome.  E probabilmente molti ricorderanno anche il volto della sua protagonista, Melissa Joan Hart, e di Salem il gatto più finto dei telefilm.

 
Sabrina, vita da strega, questo il nome della serie, era una sitcom molto divertente sulle avventure della giovane teenager protagonista, sul rapporto con le sue zie e Salem, un uno stregone trasformato in un gatto come punizione per aver tentato di conquistare il mondo.

 
Bene, prendete tutto quello che vi ricordate di quella serie e buttatelo. Oggi Sabrina è tornata, ma con un animo ben più dark.

Infatti Netflix ha creato un reboot del personaggio, trasformando la sitcom degli anni '90 in Le Terrificanti Avventure di Sabrina.

Per chi non lo sapesse, Sabrina è un personaggio dei fumetti Archie Comics da cui derivano anche i personaggi di Riverdale.

 
Veniamo quindi alla prima stagione, composta da 10 episodi di lunghezza variabile tra i 50 e 60 minuti.

Inutile negarlo, escludendo i protagonisti e un aspetto che ricorda in qualche modo quello dei protagonisti della sitcom degli anni '90, di quel vita da strega non c'è nulla.

 
La serie ha dei toni più cupi e in alcuni frangenti forti tendenti al macabro. A conti fatti quasi mai niente di troppo cruento, ma sicuramente non troppo adatto a persone fortemente impressionabili.

La storia parte qualche giorno prima del sedicesimo compleanno di Sabrina, ovvero il 31 ottobre.

 
In quella particolare data la ragazza verrà "iniziata" tramite il battesimo oscuro, un antico rituale dove una strega o stregone dovrà scrivere il proprio nome all'interno del libro della bestia, e donare se stessa al signore oscuro.

La ragazza è dubbiosa sul da farsi in quanto si vede obbligata a rinunciare al lato umano della sua esistenza, perdendo gli amici e il suo fidanzato Harvey.

 
Parliamoci chiaro, i primi due episodi mi avevano un po' annoiato. Questo perché nell'arco delle prime due ore si introducono i personaggi e si mettono le basi della storia, ma essa fino a quel momento resta fine a se stessa, senza avere un vero obiettivo di proseguimento.

Invece devo dire che dopo la scena del battesimo le cose iniziano a prendere forma e ad avere un senso.

 
Vengono messi in campo nuovi personaggi, alcuni solo nominati, e viene dato il vero fulcro della trama, anche se i veri motivi non vengono rivelati.

Capisco di essere stato criptico nella mia spiegazione, però vorrei evitare spoiler.

Senza dubbio Le Terrificanti Avventure di Sabrina è un mix di molti riferimenti a film e telefilm del genere e non solo.

Sarà stata solo una mia impressione, ma l'incipit dell'orfana che inizia una nuova vita dove può usare la magia, ha ricordato un po' Harry Potter.

Però ovviamente ci sono riferimenti principalmente al mondo Horror, citando l'Esorcista, La Casa o Giovani Streghe.

 
A volte, forse nelle situazioni più paradossali, o per meglio dire di humor nero, si potrebbe pensare a qualche indiretto riferimento alla famiglia Addams.

Senza dubbio dopo il secondo episodio la serie decolla e diventa più interessante per lo spettatore.

I restanti episodi scorrono abbastanza bene, sempre con quel dubbio che i vari personaggi non siamo mai buoni o cattivi, e questo anche tra quelli su cui dovresti avere certezze fin dall'inizio.

Senza dubbio essere una serie sviluppata dagli stessi produttori di Rivedale ha dato la sua impronta, anche se forse mi aspettavo qualcosa di più.

Onestamente mi aspettavo una serie di episodi un pochino più adrenalinici e pieni di colpi di scena.

Che poi, siamo onesti, i colpi di scena ci sono ma solo da circa metà serie.

 
Sicuramente Le Terrificanti Avventure di Sabrina è una serie scritta bene, nel complesson non annoia, ma certamente senza l'idea delle piattaforme streaming, non l'avremo mai vista in televisione.

Perché? beh perché ovviamente vengono messe le basi di una religione blasfema per i canoni cattolici.

A me personalmente questa cosa ha fatto molto ridere, specialmente per la cura di creare una "contro religione" che però ha esattamente le stesse basi e sacramenti.

Infatti ci sono battesimi, messe, preghiere e giorni di festa però in chiave contraria e a volte al limite del macabro.

Sicuramente dieci episodi sono sufficienti per mettere una base tutto sommato interessante alla storia.

I personaggi principali sono tutti ben sviluppati, a partire da Sabrina

e alcuni guadagnano maggior importanza nel corso degli episodi.

Escludendo la protagonista, le zie Hilda 

e Zelda

Harvey gli altri personaggi sono nati in questa versione dark e, a memoria, non erano presenti nella sitcom anni '90.

Forse solo Ambrose

cugino di Sabrina, ricorda in qualche modo un vecchio personaggio. A me personalmente ha ricordato il gatto Salem, visto che entrambi sono condannati per un crimine e condannati agli arresti domiciliari, anche se per ragioni diverse.

Netflix ha già annunciato che ci sarà uno speciale natalizio, ma ha anche già in cantiere una seconda stagione.

Va quindi vista? si, anche solo per curiosità di vedere qualcosa di diverso dal solito, a patto che non siate troppo impressionabili viste alcune scene un pochino più macabre all'interno della serie.

Ripeto, niente di troppo spaventoso, che però potrebbero avere il loro peso.

See you next

lunedì 2 ottobre 2023

LOST POST, L'era Yessgame: 22 - Castlevania: La seconda stagione della serie Netflix

PUBBLICATO ORIGINARIAMENTE IL 19/11/2018 E OGGI NON PIU' DISPONIBILE

Finalmente ci siamo. Dopo una lunga attesa di più di un anno, è uscita la seconda stagione di Castlevania, serie Netflix rilasciata sulla piattaforma il 26/10/2018.

Vi raccontai i miei pareri positivi sullo quello che potevamo interpretarlo come un antipasto alla storia.

In fin dei conti nei soli 4 episodi della serie si mettevano semplicemente le basi per una storia ben più ampia da raccontare.

Per cui arriviamo al rilascio del secondo ciclo da episodi, questa volta 8, della durata media di 25 minuti.

Senza scendere nei spoiler di trama arriviamo subito alle considerazioni.

Senza dubbio in otto episodi si ha maggior respiro a livello narrativo.
La storia viene divisa nettamente su due piani:

Da un lato abbiamo il trio di eroi che iniziano il loro cammino per prepararsi a raggiungere lo scontro con Dracula.

 
Dall'altra invece vediamo quelli che possono essere definiti i "Game of Thrones" tra Dracula e i suoi seguaci.

Secondo me dare anche allo spettatore questo punto di vista è molto importante, in quanto si sono potute notare le sfaccettature dell'animo di Vlad Dracula Tepes,  le sue reali intenzioni, che verranno rivelate sul finale, e di come non tutte le sue armate gli siano fedeli.

Da questo punto di vista vengono introdotti tre personaggi che, a mio modo di vedere, saranno fondamentali nel proseguo.

Hector

 

Un umano, mastro fabbro con la capacità di resuscitare i morti, specializzandosi sugli animali.
Nel corso della serie scopriremo perché si è unito a Dracula e soprattutto perché si è specializzato a ridar vita agli animali.

Isaac


Un altro umano che unisce alle armate del signore delle tenebre. Come Hector anche lui è un mastro fabbro, e anche lui con una storia profonda alle spalle.

Ellis quindi riesce a dar vita a due personaggi che, come già succedeva per Dracula nella prima stagione, sono diventati malvagi con una motivazione ben valida e delineata che, in qualche modo, pone lo spettatore a capire le loro ragioni.

Terza, ma non meno importante

Carmilla

 
Vampira al servizio di Dracula che è la vera anima dei giochi di potere. Nel corso degli episodi riuscirà a manipolare e a ottenere in parte ciò che si era prefissata.

I tre eroi invece in questa serie vengono messi in secondo piano.

Trevor, Sypha e Alucard inizieranno il loro viaggio per affrontare Dracula

cominceranno realmente a conoscersi e fare squadra tra loro.

Come già succedeva in Planetary, Warran Ellis (creatore e sceneggiatore della serie) mette insieme una squadra formata da tre elementi che sono agli antipodi tra loro.

Trevor, erede della famiglia Belmont, che sente forse troppo il peso di quest'eredità.

 
Sypha Belnades maga del gruppo, inizia il viaggio solo per trovare se stessa e uno scopo nella vita.

 
Adrian Tepes/Alucard, taciturno guerriero, si unisce al gruppo per gli scopi comuni che li uniscono.

Un po' alla volta, grazie principalmente a Sypha, i tre troveranno un equilibrio e formeranno una squadra affiatata.

Vediamo quindi al dunque.

 
Gli otto episodi che compongono la stagione scorrono col giusto ritmo.
Si da maggior attenzione alla caratterizzazione dei personaggi, senza però dimenticare i combattimenti, sempre molto veloci e dinamici, ma mai confusionari.

La serie, come già visto nella prima stagione, è molto violenta ma mai raggiungendo livelli splatter insensato.

Il disegno è molto ben curato in ogni sua sfaccettatura.

 
Siamo sinceri, conoscendo l'indole del videogioco, non mi sarei aspettato grossi colpi di scena, ma invece Ellis ci da uno scossone nel settimo episodio della serie, facendo forse capire che la sua idea è si di rispettare i canoni base del brand, ma di dare anche una propria impronta al tutto.

Fatto sta che il finale di stagione mette delle basi per una terza stagione, tra l'altro già confermata, che porterà il gruppo di protagonisti verso nuove prospettive.

Va quindi vista? senza dubbio si, probabilmente è una delle serie animate più interessanti del momento.

Aspettiamo quindi l'arrivo del terzo arco narrativo.

See you next

domenica 1 ottobre 2023

LOST POST, L'era Yessgame: 21 - Voltron Legendary Defender: un buon reboot della saga?

PUBBLICATO ORIGINARIAMENTE IL 08/11/2018 E OGGI NON PIU' DISPONIBILE

Voltron, sicuramente uno dei robot più famosi degli anni '80, ricordato per il suo mecha design particolare dove gambe e braccia erano la testa dei leoni che lo componevano.

Molti però non sanno che il Voltron che abbiamo visto in televisione da piccoli, non era altro che un rimaneggiamento di una serie giapponese, ovvero Golion.

 
In America non era una novità cambiare nomi e stravolgere storie per dare un senso diverso al tutto. Tanto più quando Golion è il primo capitolo di una trilogia formata appunto da Golion, Armored Fleet Dairugger XV 

e da episodi di Golion creati appositamente per il mercato Americano.

Nei piani iniziali dovevano ficcarci dentro anche Arbegas

ma gli scarsi ascolti di Fleet Dairugger XV hanno fatto cambiare i piani.

In Italia, se non vado errato, abbiamo visto solo la prima parte ovvero Voltron con i leoni.
Personalmente Armored Fleet Dairugger XV non lo ricordo invece mi piaceva tanto Arbegas che abbiamo visto con un doppiaggio abbastanza fedele all'originale.

Altri rimaneggiamenti simili, per lo meno a memoria mia, li abbiamo visti nel progetto Robotech 

dove venivano uniti Macross, Southern Cross e Mospeada sotto un'unica bandiera, stravolgendo in parte l'identità della prima serie ma distruggendone le altre due.

Ma perché oggi vi racconto tutto ciò?

Ma semplicemente perché in tempi recenti, escludendo un tentativo malriuscito di riattivare il brand nel '98, la Dreamworks e Netflix nel 2016 hanno dato inizio ad un vero e proprio reboot della saga dal nome Voltron: Legendary Defender.

E quindi arrivamo alla mia recensione di oggi, cercando di mettere a paragone la serie "classica" con le prime due stagioni (per ora le uniche rilasciate su Netflix) della serie moderna.

Senza dubbio la cosa che salta subito all'occhio è che i protagonisti sono riconoscibilissimi e per quanto abbiano ovviamente un design più moderno, la base del loro aspetto è rimasta invariata.

L'unica cosa che cambia è il quinto pilota, quello che vestirà la tuta nera, molto diverso dalla versione anni '80.

L'osservatore attento però capirà anche che non è propriamente lo stesso personaggio. Infatti nel Voltron classico avevamo Sven, mentre in Legendary Defender abbiamo Shiro.

 
Le differenze ovviamente non sono solo nel nome, ma su questo ci torneremo.

Partiamo quindi dalla storia.

Una spedizione sulla luna di Plutone Kerberos viene attaccata da un velivolo alieno ostile dell'Impero Galra e gli astronauti vengono dati per morti.

Un anno dopo, sulla Terra, tre cadetti dell'accademia Galaxy Garrison, Lance

Pidge 

e Hunk

sono testimoni di un incidente aereo e apprendono che a schiantarsi è stato uno dei membri
della spedizione, Shiro, che è stato messo in quarantena dai funzionari dell'accademia.

Mentre architettano un piano di salvataggio, uno studente espulso dall'accademia conosciuto come Keith

salva Shiro portando anche Lance, Hunk e Pidge nel deserto.

Shiro non è in grado di ricordare nulla della sua prigionia, ma il gruppo è riesce a capire che i Galra stanno cercando un'arma conosciuta come "Voltron".

Trovano pertanto un grande Leone Blu robotico nel deserto e apprendono che è solo uno dei cinque leoni che formano Voltron.

Il Leone Blu accetta Lance come suo pilota e porta i cinque attraverso un wormhole al Castello dei Leoni di Arus.

Qui conosceranno la principessa Aurora e il suo fido braccio destro Coran

ibernati dopo 10000 dall'ultima battaglia di Voltron contro i Galra.

Da qui si dipaneranno tutte le vicende della serie.

Siamo sinceri, la prima stagione mi ha convinto fino ad un certo punto.
Senza dubbio molto infantile e sicuramente fuori dal mio target.

Tra le altre cose i primi episodi servono principalmente per mettere le basi della vicenda, mostrare il recupero dei leoni e far vedere l'addestramento dei piloti nel formare e usare Voltron.

Già in questa fase ci sono moltissime differenze rispetto alla versione classica.

La cosa che salta subito all'occhio è che ogni pilota ha la tuta del colore del proprio leone.

Infatti se ricordate, nella serie classica Keith, con la tuta rossa era il leader e guidava il leone nero. Lance, con la tuta blu il leone rosso e Sven con la tuta nera il leone blu.

Qui le tute sono rimaste con gli stessi colori ma cambia il leone alla guida. In pratica Shiro, con la tuta nera diventa il capo, Keith guida il leone rosso e Lance quello blu.

Per i fan di vecchia data come me sicuramente è una cosa che fa strano, però nella serie ha la sua giusta motivazione.

Altro cambiamento sono proprio i leoni che non cambiano solo per estetica ma anche per utilizzo.



Se infatti il leone giallo di Hunk rappresenta in pieno il suo pilota, più corpulento, meno veloce ma più corazzato, quello rosso sarà quello più indomabile, mentre quello verde di Pidge sarà quello più tattico, visto che potrà mimetizzarsi.

Anche il leone in se e per se non è più una macchina semplicemente pilotata, ma una vera e propria entità che in qualche modo si fonde col suo paladino.

E ovviamente anche l'unione dei 5 non sarà più semplicemente l'unione di 5 veicoli, ma la sincronia dei 5 piloti.

Senza dubbio questa visione ricorda molto di più Combattler V 

dove i cinque piloti dovevano raggiungere una sincronia tra loro prima dell'unione.

Ma se i piloti restano esteticamente molto simili alla loro controparte "storica" i veri cambiamenti li abbiamo nei comprimari della vicenda, specialmente se ci focalizziamo su Aurora, Coran e sul Re Zarkon.

Se i primi due ricordano degli elfi, o dei vulcaniani se volete, 

è Zarkon ad essere radicalmente cambiato.

Infatti nella serie lo ricordavamo come un vero e proprio regnante, con tanto di corona e veste cerimoniale.

Zarkon nella serie moderna è un vero e proprio guerriero, con tanto di armatura dove nel corso degli episodi, specialmente nella seconda stagione, entrerà in prima linea sul campo di battaglia.

 

 
Se vogliamo essere precisini, a fine prima stagione avremo una rivelazione importante su uno dei personaggi principali, ma non voglio spoilerare nulla.

Fatte queste differenze più evidenti, vediamo allo svolgimento delle due stagioni.

Come già detto la prima mi ha convinto fino ad un certo punto. Vuoi perché l'azione era praticamente nulla, vuoi perché si dava più importanza al lato comico piuttosto che alle battaglie, vuoi perchè Volton lo si vede in due/tre episodi al massimo per pochissimi minuti.

 
Per chi come me ha vissuto "l'era robotica", diciamocela tutta, il fulcro erano le mazzate tra robottoni.

Per cui vedere veramente poco il robot protagonista era un po' una delusione.

Le cose però si fanno più interessanti sul finale della prima stagione e nello svolgimento della seconda.

 
In fin dei conti viene fatto intendere una cosa abbastanza sconvolgente, che verrà confermata nei secondi tredici episodi.

Diciamo che questa rivelazione mette tutta la serie su un altro piano.
Vengono eliminati quasi tutti i lati comici forzati, concentrandosi maggiormente sulla storia.

Voltron si vede sempre poco, ma viene dato maggior risalto al lato tattico delle missioni e dell'interazione della squadra.

Ognuno dei cinque paladini ha il suo ruolo e ognuno è fondamentale per la riuscita del piano.

Personalmente questo cambio di direzione mi è piaciuto molto. Anche la gestione delle battaglie con Voltron è molto diversa che nel passato.

Infatti si vede realmente interagire i cinque piloti per poter vincere la battaglia, cosa che normalmente nelle vecchie serie era solo il capo squadra a farla da padrone.

Voltron non è più il super robot invincibile del passato, ma la sua forza è data dalla sincronia dei piloti con il loro leone e dall'abilità acquisita nel tempo.

Devo dire che questo tipo di "svecchiata" era d'obbligo. Per quanto sia appassionato dei robottoni lo schema degli episodi era fin troppo ripetitivo fatto di una sequenza del tipo:

Pace ->  attacco del nemico -> contrattacco -> formazione del robot -> vittoria -> nuova pace momentanea

Anche le scelte nelle rivelazioni fatte sulla natura di protagonisti e antagonisti è molto azzeccata e da un connubio diverso a "sfumature di grigio".

<SPOILER>

Chiaramente faccio riferimento da una parte alla natura Galra di Keith, che in qualche modo ricorda la natura Boazana dei tre fratelli protagonisti di Vultus 5


ma anche la rivelazione che Haggar è invece un'Alteana come la principessa Aurora e Coran.

Personalmente mi è piaciuto meno il cambio di sesso per Pidge che in realtà si chiama Katie. La cosa non mi ha disturbato per la rivelazione in se, ma più che altro è ininfluente ai fini del racconto. Onestamente avrei preferito che una volta che il gruppo ha saputo la verità, potevano renderla più femminile esteticamente.

</SPOILER>

Arriviamo quindi alle conclusioni.

Voltron Legendary Defender è un remake che acquista di interesse dalla seconda stagione.

Molte cose sono cambiate dalla versione "classica", ma che però danno quello svecchiamento che serviva per dare nuova vita al brand.

Forse il robottone protagonista si vede fin troppo poco e, pur non essendo un male in cambio di una storia più articolata, è un colpo al cuore per i nostalgici dell'era robotica.

Sicuramente sono interessato a proseguire con le restanti stagioni, trasmesse in gran parte su K2, ma non ancora disponibili su Netflix.

Va quindi vista? secondo me si, tenendo conto che la prima parte della storia è sicuramente anche la più debole, fin troppo votata sul lato comico, più che sull'azione.

Consigliata specialmente a chi, come me, amava il Voltron originale.