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lunedì 20 agosto 2018
Ant-Man And The Wasp
Bentornati. Oggi torniamo al cinema dove vi darò le mie impressioni su Ant-Man and The Wasp, ventesimo film dell'ormai sconfinato Marvel Cinematic Universe e diretto ancora una volta da Peyton Reed.
Come era logico immaginare, visto poi il taglio del primo film, questo secondo capitolo dell'uomo formica risulta essere una pellicola molto leggera.
E diciamo che visto il periodo di uscita ma soprattutto di fronte al "colosso" Infinity War, è giusto così.
Ma è un film ben fatto? secondo me ni, ma andiamo con ordine.
SPOILER INSIDE
Il tutto parte qualche anno dopo la Civil War dove le fazioni contrastanti capitanate da Iron Man da una parte e Captain America dall'altra, hanno portato alla scissione degli Avengers.
Come abbiamo visto Ant-Man era nella squadra di Cap e se questo e buona parte dei suoi si sono nascosti in Wakanda, Scott Lang si arrende ai federali e si fa mettere agli arresti forzati per due anni.
Questo spiega l'assenza di Scott nella battaglia con Thanos... con molti ma....
Infatti il perchè Hank Pym e sua figlia Hope odino e non abbiamo più rapporti con Scott è un mistero poco chiaro anche alla fine del film.
Fatto sta che il fulcro della pellicola è la missione per salvare Janet van Dyne,
moglie di Hank e prima Wasp in carica.
Infatti già nei flashback del primo Ant-Man avevamo scoperto che Janet, per salvare il pianeta da un missile nucleare sovietico, si rimpicciolisce troppo riuscendo sì a disattivare l'ordigno, ma restando intrappolata nel regno quantico.
Ma quando Scott riesce a tornare dal regno quantico, Hank e Hope si convincono che Janet possa essere ancora viva.
I due quindi iniziano a creare una macchina per aprire il portale del regno quantico.
Ok, veniamo quindi alle mie considerazioni.
Ant-Man and The Wasp è un film leggero e scanzonato, molto mirato alla spettacolarità delle scene d'azione e a tutti gli effetti speciali per realizzare i poteri dei due protagonisti.
Il problema, secondo me, è che siamo in un film dove molte cose vengono lasciate in sospeso e non spiegate.
Se del villain Ghost
vengono spiegate le ragioni e il perché abbia un odio per Hank Pym, altri punti restano bui.
Infatti non si fa minimamente riferimento a cosa è successo dopo la Civil War e perché Scott si è fatto arrestare, ne al perché non ci siano stati più contatti con Hank e Hope.
Tra l'altro riguardando Civil War si nota un'incoerenza. Nelle scene dopo i titoli Cap decide di andare a liberare Sam (Falcon).
Ma nella prigione c'erano anche Scott e Clint (Occhio di Falco).
Pur non vedendosi chiaramente l'atto si poteva dedurre che Cap liberasse tutti i suoi compagni di squadra, quindi perché Scott è finito agli arresti domiciliari?
E Occhio di Falco? Secondo me questa cosa andava spiegata.
Ma la cosa peggiore è non spendere due parole su come Janet sia sopravvissuta per trent'anni al regno quantico e soprattutto come sia cambiata in quel tempo, visto che è lei stessa ad affermarlo.
Per quanto riguarda il lato comico, ci sono alcune scene che funzionano e altre meno.
A mio modo di vedere in alcuni frangenti si sbagliano i tempi comici o addirittura questi vengono forzati in maniera esagerata.
E questo è un peccato visto che il primo film girava molto bene da questo punto di vista.
Sicuramente però il fulcro sono le battaglie, con i soliti ma dipesi dai fin troppo spoileranti trailer.
In fin dei conti le battaglie chiave si vedono tutte nel trailer in "formato ridotto".
A questo punto però inizio a chiedermi se vale veramente guardare i trailer visto che mezzo film è palesemente raccontato in quei due minuti.
C'è anche da dire che le battaglie e i continui restringimenti e allargamenti del protagonista sono senza dubbio spettacolari.
Personalmente Hope ruba molte le volte la scena a Scott.
Dal mio punto vista è proprio Hope il personaggio meglio caratterizzato dell'intera banda, mostrando una donna e una figlia cazzuta, determinata e fermamente convinta nella missione di salvare la madre.
Scott paradossalmente è quello messo in mezzo per caso.
Non è raro infatti trovare molte scene dove non capisce i discorsi dei vari scienziati e si limita ad annuire.
Una volta può andare bene, due anche, alla quarta quinta volta la gag risulta ripetitiva.
Hank invece, giustamente, non lo sopporto.
Pieno di se, fin troppo vuole essere il primo della classe, è odioso fino al midollo. In molte occasioni l'avrei preso a scarpate sul muso.
Ma è giusto così visto che anche la sua controparte fumettistica è caratterizzata nello stesso modo.
Simpatico il ritorno degli amici di Scott, Luis, Dave e Kurt
ma meno incisivi rispetto al ruolo nella precedente pellicola.
Siamo sinceri, durante la visione del film ci sono alcune scene che mi ricordavano i film parodistici tipo una Pallottola Spuntata o qualche flashback come nei Griffin.
In particolar modo il "flashback forzato di Luis"
mi ha ricordato questa scena di Una pallottola spuntata 33⅓ - L'insulto finale
Quindi in conclusione, Ant-Man and The Wasp è un film leggero, molto spettacolare dal punto di vista visivo, ma non ben bilanciato come il suo predecessore.
Sicuramente si poteva fare molto di più, ma ormai è la consolidata "maledizione dei sequel".
Onestamente non capisco se molte delle cose lasciate in sospeso verranno riprese probabilmente in Avengers 4, oppure fino ad un ipotetico Ant-Man 3, o addirittura non verranno mai rivelate.
Resta il fatto che questa pellicola lascia molti buchi nella trama generale.
E le scene post credits?
Sono due, una a metà e una alla fine di tutto. E se la prima collega il film ad Infinity War, la seconda è veramente inutile.
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lunedì 30 aprile 2018
Infinity War: il miglior capitolo del Marvel Cinematic Universe?
"Ci fu un'idea
di mettere insieme un gruppo di persone straordinarie
per vedere se potevamo diventare qualcosa di più
così quando sarebbe servito, avremmo combattuto battaglie
per loro impossibili"
Queste sono le parole che aprono il trailer del cinecomics più atteso dell'anno.
Torniamo quindi a parlare di cinema e in particolar modo dell'evento che chiuderà la fase 3 dei film del Marvel Cinematic Universe.
Vi darò le mie impressioni su Avengers: Infinity War, film 2018 per la regia dei fratelli Anthony e Joe Russo che avevano già diretto anche altri "capitoli" del MCU come Captain America: The Winter Soldier
e Captain America: Civil War.
I fan Marvel erano in subbuglio già da mesi quando apparvero i primi trailer. Da quel momento i gruppi facebook e le varie discussioni erano focalizzate, e spesso monotematiche, su questo film.
La cosa che più mi sconvolse è che addirittura gente analizzava fotogramma per fotogramma il trailer, al fine di scoprire cose non dette e dichiarate.
Siamo sinceri, a lungo andare le infinite discussioni, spesso solo ed esclusivamente sugli stessi argomenti, mi annoiavano.
E non solo mi annoiavano, ma addirittura mi fecero perdere parte dell'hype per l'attesa.
Siamo sinceri, parte della perdita dell'hype era dovuta anche a quella porcheria di Thor: Ragnarok,
film insulso se focalizzato nel contesto "cinecomics".
Però, fortutamente il Re T'Challa e il suo Wakanda avevano già risollevato il morale.
Anche il fatto stesso che questo Infinity War fosse diretto dai fratelli Russo era abbastanza una garanzia, visto che le loro precedenti fatiche, sono tutt'oggi i capitoli meglio riusciti di tutto il MCU.
Quindi evitando spoiler di qualsiasi tipo si arriva all'inizio della visione del film.
Il tutto inizia da dove ci eravamo lasciati in Thor: Ragnarok e in particolar modo dalla scena post credits.
Qui verrà introdotto, finalmente, il villain della pellicola, Thanos.
E niente battute che assomiglia a un certo personaggio della storia italiana, a Homer Simpson, a Bruce Willis.....
Da li, come si vedeva già nei trailer, partirà tutta la ricerca delle gemme dell'Infinito e il completamento del guanto omonimo.
Veniamo quindi alle considerazioni.
Infinity War è un film lungo, visto che dura 2 ore e 40. Però onestamente non mi sono minimamente pesate. Ho trovato molto più lento Civil War, per lo meno nella prima parte.
Uno dei pregi che ho trovato nella direzione dei Russo è il non perdersi nei dettagli.
Nel senso che questa pellicola va vista nell'intero contesto degli altri 18 film dei Marvel Studios, per cui non aveva minimamente senso ripresentare i protagonisti, i comprimari e tutto quello che è successo prima.
Ogni personaggio era ben delineato dai fatti precedenti e serviva solo contestualizzarlo dopo i fatti avvenuti durante la Civil War.
Nello stesso tempo era necessario integrare tutti gli altri personaggi che non parteciparono all'evento.
Ogni personaggio ha il suo "spazio di manovra", mai eccessivo, e sempre ben dosato.
Molto spesso alcuni personaggi hanno veramente poche battute, come ad esempio Captain America (Chris Evans),
ma che compensano questa mancanza con il loro carisma e ruolo nella storia.
Il vero protagonista però è Thanos. E finalmente abbiamo un villain di peso e strutturato con la dovuta cura.
Nelle quasi tre ore di pellicola conosceremo il tiranno da molti punti di vista, analizzando sia il presente, sia il passato.
La CGI che "avvolge" Josh Brolin è molto buona e da una buona sensazione visiva del personaggio.
Effettivamente leggendo alcuni commenti, questo film sarebbe stato più giusto chiamarlo Thanos Quest visto che gli Avengers, in questo caso, sono solo di supporto.
Una cosa che ho apprezzato è evitare di spingere su battute, spesso insensate, al fine di far diventare una macchietta comica tutti i personaggi.
Ma come è logico pensare è il ruolo dei Guardiani Della Galassia
nello sdrammatizzare le situazioni, senza mai cadere nell'oscena "modalità Colorado" del terzo film di Thor.
Senza dubbio quello che mi è piaciuto di più è Drax (Dave Bautista)
che involontariamente porta a situazioni comiche molto divertenti e ben dosate.
Anche Spider-Man (Tom Holland) ha il suo giuto spazio. Paradossalmente è uno dei personaggi che ha più battute a disposizione, dimostrando ancora una volta che il Peter del MCU è la versione perfetta della controparte cartacea dove, per lo meno a inizio carriera, parlava e sparlava anche a sproposito.
E poi vogliamo parlare della Iron Spider?
Beh è spettacolare, c'è poco altro da aggiungere.
A mio modo di vedere chi veramente ne esce con le "ossa rotte" è Hulk (Mark Ruffalo),
ma qui finiamo nello
<SPOILER>
Onestamente non capisco perché ridurlo a ruolo di macchietta. Siamo onesti, le sue parti sono le più insulse, e sono quelle che si portano ancora gli "strascichi" del Ragnarok.
Posso capire che i Russo lo abbiano messo in disparte per poterlo sfruttare appieno in Avengers 4 (magari creando il Merged Hulk?),
però troppo spesso gli interventi di Bruce Banner sono al limite del ridicolo e non sono utili ai fini della trama.
Anche il continuare a sentire Banner che "invoca" Hulk e questo gli risponde "No", mi ha fatto un po' di tristezza.
</SPOILER>
Senza dubbio però il personaggio che più mi ha convinto è Doctor Strange (Benedict Cumberbatch).
Vuoi per il carisma dell'attore, vuoi perché è comunque il personaggio più spettacolare a livello visivo, è sicuramente uno dei più importanti della squadra.
Le scene d'azione sono molte e tutte ben gestite, sia nelle fasi 1 contro 1, sia nelle fasi più epiche come lo scontro in Wakanda che si vede anche nel trailer.
Ci sono anche alcuni colpi di scena, alcuni veramente banalotti, ma alcuni molto interessanti ai fini della trama.
Una cosa che non ho capito è il perché cambiare il colore delle Gemme dell'Infinito.
Questa è la versione fumettistica
mentre questa è quella dei film
Onestamente non capisco. Mistero.
Ma quindi è tutto bello?
Onestamente ci sono alcune cose che non mi sono piaciute ma ovviamente torniamo in
<SPOILER>
Prima di tutto non ho digerito troppo la scelta dell'armatura di Tony (Robert Downey Jr.) e di Peter a nanomacchine.
Sicuramente spettacolare da vedere e da gestire nei combattimenti, ma avere un'armatura che ti copre stile "Venom", non mi ha fatto impazzire.
Tra l'altro in molte scene si vede che Iron Man non è reale ma completamente digitale. Questa cosa si vede molto meno invece in Spidey.
Altra cosa che non mi è piaciuta troppo è il perché Thanos cerca le gemme dell'Infinito.
In pratica vuole evitare che la gente soffra per mancanza di cibo. Per cui, per pietà, deciderà di sterminare l'universo, o per lo meno metà di esso, in maniera randomica.
Onestamente mi sarei aspettato qualche motivazione più sensata.
</SPOILER>
Tolte queste considerazioni, bisogna ammettere che Infinity War è uno dei migliori capitoli del MCU.
Chiaramente però non può essere valutato come film a se stante, ma deve essere obbligatoriamente calato come l'ultimo capitolo prodotto di un universo narrativo che continua ininterrottamente, ma non sempre con risultati soddisfacenti, da dieci anni (Iron Man è del 2008).
E' inutile girarci attorno, per vedere questo Infinity War bisogna aver visto, se non tutti, molti dei 18 capitoli precedenti per poter capirne appieno la trama, i personaggi e lo svolgimento.
Rispetto a moltissimi altri capitoli della "saga Marvel" questo è sicuramente uno dei film migliori anche per alcune scelte coraggiose "fuori schema".
Ovviamente mi riferisco...
<SPOILER>
...al finale ovviamente. Un vero e proprio pugno nello stomaco per gli appassionati.
Siamo onesti, eravamo pronti a vedere schiattare qualcuno, ma non una strage così potente da destabilizzare completamente non solo il gruppo degli eroi, ma addirittura Thanos stesso, che nel finale è preoccupato per quello che ha fatto.
Però, sappiamo bene che molti personaggi torneranno, in fin dei conti le "morti fumettistiche" non sono quasi mai per sempre.
Potrei azzardare che in Avengers 4 siano addirittura i sopravvissuti a lasciarci le penne, probabilmente in maniera definitiva, per far posto ad una nuova generazione di eroi.
</SPOILER>
Quindi in conclusione: uno dei migliori film del Marver Cinematic Universe fino'ora concepiti.
Una buona gestione dei personaggi, un villain finalmente di spessore e una storia lunga ma che non annoia lo spettatore.
Alcune scelte discutibili come abbiamo potuto veder,e che però non minano il voto positivo del tutto.
P.S.: Chiaramente, come usanza, classica scena post credits dopo tutti i titoli di coda.
E volete sapere le risposte alle più gettonate domande dopo il rilascio del trailer?
- Chi ha la gemma dell'anima?
- Ma se Occhio di Falco e Rocket hanno lo stesso doppiatore, chi dei due avrà il cambio di voce?
- Perché alcuni personaggi non si vedono nella locandina?
- Chi morirà?
Ve lo dico io, ma chiaramente....
<SPOILER>
Andate a vedere quel cazzo di film, che sono mesi che mi sfracellate i maroni con ste domande.
Tutto verrà spiegato
</SPOILER>
Contenti?
See you next
mercoledì 6 dicembre 2017
More Punisher, Please!!!
E dopo la discussione su Justice League dello scorso episodio, dedichiamoci alla concorrenza.
Parliamo della serie The Punisher, prodotta da Netflix e sbarcata in tutto il mondo il 17 novembre 2017.
Chi mi conosce sa bene quanto hype avessi per questa serie e di quanto abbia apprezzato l'interpretazione di Jon Bernthal nel ruolo di Frank Castle.
Partiamo dalla trama. Il tutto inizia qualche tempo gli eventi di Daredevil. Frank dopo aver sistemato alcune faccende rimaste in sospeso, si fa credere morto e cerca di ricominciare la sua vita come muratore, sotto la falsa identità di Pete Castiglione.
Però, come succede spesso accade, il passato torna a bussare.
Frank viene quindi contattato dal misterioso Micro che vuole l'aiuto dell'ex marine per far venire a galla una cospirazione che va ben oltre il mondo criminale di New York City.
Senza scendere ulteriormente nelle trama, veniamo alle mie considerazioni.
La serie è composta da 13 episodi da 50 minuti circa. Il problema di base, come ormai quasi tutte le serie Netflix, è che si dilunga troppo il brodo. Non nascondiamoci dietro un dito, cosa mi sarei aspettato da The Punisher? ma ovviamente di vedere il personaggio degli episodi di Daredevil. Vedere azione, combattimenti e a volte brutalità.
Purtroppo questo non accade, o meglio, solo in una seconda parte. Tutta la vicenda ruota solo parzialmente attorno alla figure di Frank e Micro, concentrandosi più su altri fronti.
Molto spesso, secondo me, ci si concentra molto di più sui personaggi secondari e su un certo filone di trama che pervade praticamente tutta la serie.
Il che non è sbagliato chiaramente, perché molti personaggi coprotagonisti sono ben delineati dal loro background e dalle loro azioni, però secondo me si dovevano comprimere certe scene.
Adesso sarò io però The Punisher è storicamente una serie fumettistica d'azione, spesso sfrenata. Chiaramente dipende sempre da chi scrive, però raramente ci si concentra su infiniti dialoghi e dettaglio dei coprotagonisti.
Ripeto, non è sbagliato, ma mi sarei aspettato molto più dinamismo. Io salvo sempre a priori il primo episodio, perchè ovviamente è l'inizio della storia e Netflix tende sempre a prendersi i suoi tempi nel raccontare il tutto. Però, dei 50 minuti potevamo scendere a 40 tranquillamente.
Ho apprezzato molto la frase sul finale di puntata "Bentornato Frank", citazione al ciclo omonimo di rilancio del personaggio a opera del duo Ennis/Dillon.
Sicuramente non avrei voluto la riproposizione di quel ciclo (a volte troppo) folle, però la citazione era molto azzeccata.
Una cosa che non ho capito troppo è il perché si nominino anche i membri della famiglia Gnucci, i principali villain di quel ciclo, ma poi vengano messi da parte.
C'erano forse idee diverse nel sviluppare il telefilm?
Per quanto il primo episodio si prenda i suoi tempi, mette in chiaro subito la psicologia di Frank, un uomo distrutto dai fatti che gli hanno rovinato la vita e continuamente turbato dagli incubi. E questo va benissimo, perché fa immedesimare maggiormente lo spettatore sulle ragioni che hanno portato alla genesi del Punisher.
Molto interessante anche lo spunto riflessivo della sotto trama principale che fa capire, da più punti di vista, quali possano essere i risvolti psicologi dei soldati al ritorno dalle missioni di guerra.
Il tutto però è troppo dilungato, si poteva arrivare al fulcro di tutto in maniera più concisa.
Per carità, non si arriva certo ai livelli di noia permeati in Luke Cage o Iron Fist, però manca ritmo.
Fatta questa premessa, spendiamo due parole sui protagonisti.
David Lieberman / Micro (Ebon Moss-Bachrach)
Spalla storica di Frank dalla seconda metà degli anni '80 è sicuramente una delle poche figure ricorrenti tra la schiere dei "buoni".
In questa versione è un espertissimo Hacker e analista dell'NSA che ha scoperto troppo. Per una serie di eventi, si fa credere morto e contatta Frank, l'unica persona che potrebbe aiutarlo a vendicarsi del torto subito e fargli riabbracciare la famiglia.
Dinah Madani (Amber Rose Revah)
Un'agente dell'Homeland Security sulle tracce di Castle molto determinata ad arrestare il vigilante che non crede morto.
Billy Russo (Ben Barnes)
Sarò sincero, sono rimasto un po' spiazzato. Chi conosce tutto ciò che ruota attorno al Punitore sa bene chi è Billy e che ruolo abbia.
E anche qua, per quanto si sapessero già notizie in merito, il vero fulcro della storia avviene solo negli ultimi 3 episodi, personalmente i migliori della serie intera, sui quali ci torneremo dopo nelle fasi di spoiler.
Sarah Lieberman (Jaime Ray Newman)
La moglie di Micro, per una serie di eventi diventerà amica di Frank. Sicuramente ha un peso importante nella storia se guardiamo nel complesso di tutta la famiglia e il suo ruolo di unico genitore che cerca di crescere nel miglior modo possibile i figli, specialmente il maggiore, il più turbato dalla perdita del padre.
Frank Castle/Punisher (Jon Bernthal)
Ultimo, ma non meno importante, il protagonista. Ancora una volta, specialmente negli ultimi episodi, si vede quanto si sia impegnato e sia adatto nel ruolo del vigilante Marvel.
Peccato, come già detto, che lo si veda poco in azione. La serie si concentra più nel farci conoscere i due lati di Frank, da un lato il marine dedito alla patria e ai compagni di armi e dall'altra marito amorevole nei confronti di Maria.
Nel corso della storia vedremo anche altri protagonisti come la bella Karen Paige (Deborah Ann Woll)
e l'ex marine Curtis Hoyle (Jason R. Moore).
Ci sarà poi un altro personaggio cardine di una sottotrama, ma eviterei lo spoiler.
Nel vedere le puntate della serie ho notato una cosa un po' particolare ma qui passiamo alla parte
<SPOILER>
Inutile negarlo gli autori sono appassionati di videogiochi.
Dai siamo onesti, l'episodio 5 e le sue inquadrature in soggettiva, sono un chiaro riferimento agli FPS alla Call Of Duty.
Mentre nell'episodio 7 abbiamo un'azione mirata allo stealth seguendo le "orme" dei classici del genere, Splinter Cell in primis.
Per poi non parlare di Billy Russo che nasconde una lama celata nella manica, come in Assassin's Creed.
</SPOILER>
Spendiamo due parole sullo svolgimento degli episodi.
Come già accennato, si tende troppo ad allungare il tutto. Secondo me l'errore principale è stato quello di aprire molte sotto trame a volte allontanandosi dal vero protagonista. In un modo o nell'altro tutto alla fine ruoterà attorno alla figura di Frank però spesso in maniera marginale.
Torniamo allo
<SPOILER>
Partiamo dalla sottotrama legata a Lewis Wilson (Daniel Webber).
Nel corso degli episodi si vedrà salire il disturbo post traumatico da stress, che da semplice problema nel riadattarsi alla vita quotidiana, si trasforma rapidamente in follia, fino al tragico epilogo visto nell'episodio 11.
Il problema secondo me è dato dal fatto che Wilson non è legato in alcun modo alla figura di Frank, ma è semplicemente uno dei membri delle sedute di terapia per reduci tenute da Curtis Hoyle.
Secondo me se fosse stato uno dei membri della pattuglia di Frank, magari facendolo vedere nei flashback, avrebbe dato maggior empatia al personaggio.
Altra cosa è la storia legata al figlio di Micro.
Si nota, nel corso degli episodi, il suo disagio e una rabbia crescente per la mancanza del padre, che lo fanno diventare un bullo.
Peccato che questa cosa sia solo accennata. Secondo me non sarebbe stato sbagliato vedere qualche scena del ragazzo a scuola, dove i compagni non lo ben vedevano per i fatti legati al padre, che lo portano sulla brutta strada.
Molto bella la scena dove è Frank, seppur in modo brutale, a fargli confessare questo disagio.
Il tutto però si conclude forse in maniera affrettata quando la famiglia scopre che David è ancora vivo.
</SPOILER>
Mi è piaciuta molto l'idea che sta alla base dell'episodio 11, dove la storia viene raccontata a pezzi dal punto di vista di molti personaggi.
Fortunatamente non si tende a raccontare sempre e solo lo stesso lasso di tempo, come accade in altri film simili come Prospettive di un delitto (Vantage Point).
Qui vediamo alcune scene dello stesso evento, ma poi ci si focalizza sul proseguire la storia semplicemente da "binari" diversi.
Senza dubbio gli episodi migliori restano gli ultimi e in particolar modo quello finale con lo scontro che chiude la stagione, mettendo le possibili basi per dei seguiti.
Ma ancora una volta
<SPOILER>
Chiaramente faccio riferimento al combattimento tra Frank e Billy al luna-park dove sono morti i famigliari del Punisher.
Senza dubbio ho adorato la scena clou dove Frank si accanisce sulla faccia di Billy contro lo specchio, in qualche modo doppio riferimento fumettistico.
Da una parte il soprannome di Billy prima di diventare Mosaico, ovvero "il bello" per via del suo bell'aspetto. L'accanirsi sullo specchio l'ho visto come la metafora del distruggere la sua bellezza nello strumento usato per eccellenza per ammirarla.
Dall'altra è il riferimento alla storia vista in Year One dove Frank sfonda una vetrata con la faccia di Billy.
Sicuramente Mosaico tornerà, sperando che non lo chiamino Puzzle come nel doppiaggio del film Punisher - Zona di Guerra del 2008.
Ultima nota sul finale, onestamente vedere Frank prendere parte alle sedute di terapia non mi è piaciuto, perchè sembrava volesse dire il suo ritiro da vigilante.
</SPOILER>
Prima di tirare le somme, una piccola nota sul doppiaggio e sui dialoghi. Ma possibile porca troia, che per identificare il Punisher devi sempre farlo precedere dall'articolo The?
Ci sono alcuni dialoghi che mi hanno fatto raggelare il sangue, tipo questo.
"....stai dicendo che il The Punisher è vivo?"
Ma perchè? non suonava meglio senza il The?
"....stai dicendo che il Punisher è vivo?"
Vabbè piccola digressione a parte, arriviamo alla conclusione.
The Punisher è una serie da cui mi sarei aspettato qualcosa di più. Sicuramente più azione e più Punisher nel vero senso della parola, che si vede solo nel finale. I 13 episodi sono spesso lunghi e allungano inutilmente la storia che poteva essere compressa in una decina al massimo.
Belli gli spunti di riflessione sulle sotto trame principali, ma potevano essere gestiti in maniera decisamente migliore.
Molto bella anche la video sigla dove si vedono armi di vario genere che un po' alla volta formano il teschio simbolo per eccellenza del vigilante.
Insomma bene, perché meglio di altre serie Marvel/Netflix, ma non benissimo perché si poteva fare di più.
See you next
martedì 31 ottobre 2017
Thor sbarca a Colorado
Bentornati. Dopo la discussione sui viaggiatori della scorsa puntata, passiamo al cinema.
Oggi vi darò le mie impressioni sull'ultima fatica dei Marvel Studios, Thor: Ragnarok, film 2017, diretto da Taika Waititi.
Come al solito mi baserò esclusivamente sul film e non sul background generale dell'omonima saga fumettistica, anche se sono certo che abbia poco a spartire, titolo escluso.
Partiamo dal trailer. Sarò onesto, non mi aveva convinto fin dall'inizio. Questo perchè l'ho sempre visto, per via dei colori, delle grafiche e delle situazioni viste, una copia dei Guardiani Della Galassia.
E.... non ci si sbagliava.
La storia è ne più ne meno quella vista nel trailer e, mi sarei stupito del contrario.
Ma scendiamo direttamente alle mie considerazioni.
Questo terzo capitolo del dio del tuono è, troppo spesso, una parodia. Siamo onesti, il Marvel Cinematic Universe non ha mai nascosto la sua natura di "rendere più simpatici tutti i personaggi presentati". In fin dei conti il Tony Stark di Robert Downey Jr.
non è il cupo eroe afflitto da alcolismo dei fumetti degli esordi. Prendo Tony come esempio, ma in linea generale si è cercato di rendere più appetibili tutti gli eroi. Il che mi va bene come concetto, devi creare dei film che attirano il grande pubblico, per cui devi divertirlo.
Poi diciamocela tutta Robert Downey Jr. ci ha messo del suo, creando sì un Tony meno cupo della sua versione fumettistica, ma sicuramente riuscito caratterialmente perchè stronzo, spaccone e conscio del suo status quo di ultramilionario.
Però il problema è che ultimamente, e in questo Thor in particolare, si tende troppo a rendere tutti i supereroi delle macchiette comiche, perdendo il fascino e la personalità della controparte cartacea.
Guardiani della Galassia ha ulteriormente "peggiorato" la situazione. Infatti visto il grande successo delle due pellicole di James Gunn, ora si tende a portare tutto a quello stile, colonna sonora compresa, che in questo caso va a pescare dal 1970 coi Led Zeppelin e la loro Immigrant Song.
Ma i Guardiani sono i Guardiani e loro vanno bene caratterizzati così, Thor no.
In questo terzo capitolo hanno voluto far diventare Thor
"il simpa della cumpa", infarcendo tutta la pellicola di battute al limite del ridicolo, arrivando a livelli degni della peggior puntata di Colorado (la battuta sulla roccia e le forbici è senza dubbio il punto più basso).
La mia domanda è: Perchè? perchè trasformare due degli eroi più iconici della Marvel, aggiungendo anche Hulk,
due perfetti idioti calati in quei film parodia?
Infatti qualcuno ha chiamato questo film Superhero 2. E ha ragione, c'è niente altro da aggiungere, il livello delle battute è di quella tacca, anzi forse inferiore, perchè a me Superhero: Il più dotato fra i supereroi
mi aveva fatto ridere, mentre Thor praticamente mai.
Siamo sinceri, alcune battute ci stavano, diciamo tutte quelle relative alla battaglia tra Thor e Hulk, dove vengono richiamati i vecchi film.
Anche il cameo del mitico Stan Lee
è spassosissimo e spiega una certa cosa. Ma la scena più divertente però è quella ad Asgard con un cameo di un altro attore famoso... ma non farò spoiler.
Ma dopo? no non ci siamo minimamente.
Il problema non è solo ed esclusivamente il livello pessimo delle battute, ma tutta la costruzione e i personaggi. Sono inutili ai fini della storia.
Anche la tanto acclamata Cate Blanchett, che interpretata la dea della morte Hela,
la villain del gruppo, mi ha ricordato fin troppo la Rita Repulsa del film dei Power Rangers,
anche se quest'ultima era decisamente meglio caratterizzata. Hela è cattiva, imponente nelle battaglie, ma niente di che, visto che spesso è solo un personaggio di contorno.
La cosa che secondo me è sbagliata a livello di narrazione è tutta la gestione del famoso Ragnarok, messo in piena disparte per buona parte della pellicola, e ripreso solo alla fine.
Diciamo che nel mentre della "vera trama principale", ovvero lo sviluppo del rapporto tra Hulk e Thor,
vediamo cosa succede ad Asgard, ma sono solo piccole scene che potevano essere sviluppate in maniera più approfondita.
Che poi diciamocela tutta, il rapporto tra Hulk e Thor ricorda molto quello tra Lloyd e Harry in scemo & più scemo.
Magari sto esagerando, ma non troppo.
Bisogna anche dire che i combattimenti sono molto spettacolari e, specialmente quello visto nei trailer,
mi ha ricordato in qualche modo gli incontri più importanti dei tornei Tenkaichi di Dragon Ball.
Le prime recensioni di questo film lo hanno descritto come uno dei film più spassosi dell'universo Marvel, decretandone il successo.
Io come al solito mi affido di più alle recensioni di youtuber e blogger che apprezzo, e con i quali spesso condivido le idee e le opinioni. In questo caso ho notato due filoni di pensiero.
Chi ha criticato l'umorismo banale e il "guardaniasmo dilagante" insieme alla trama non troppo elaborata, il maggior difetto del tutto. Chi invece questo film e le sue battute le ha apprezzate.
Io, ovviamente mi schiero tra i primi. Non puoi far diventare tutto caciara, sapendo che la "seconda era" del MCU probabilmente sarà "a base cosmica" e che avrà come capitani i fin troppo citati Guardiani.
Come ripeto loro vanno bene, Thor no.
Sono sincero, non ho apprezzato troppo i primi due capitoli del dio del tuono, però almeno rendevano in maniera più dignitosa il personaggio.
Ma quindi Thor Ragnarok è un film brutto? no. Sicuramente non annoia, ha delle buone scene di combattimento, ma è fin troppo una parodia e, soprattuto non è un film su Thor. Posso salvare la parte finale, forse più seria e votata a dare un senso al titolo del film e, specialmente per far evolvere il personaggio principale.
Io capisco che Chris Hemsworth si sia voluto divertire nell'interpretare un Thor più "simpa della cumpa", però non puoi farlo diventare Kevin Beckman,
il segretario idiota del reboot dei Ghostbusters.
Di Hulk non ne parliamo, Ruffalo mi ha sempre convinto poco nel ruolo e ho sempre preferito la versione di Edward Norton
che rendeva meglio il personaggio.
Anche Loki (Tom Hiddleston)
non ne esce benissimo. In fin dei conti è relegato al ruolo del "mezzo buono, mezzo cattivo". Tra l'altro, la scena dei coltelli perculata sull'Internet, nel film non c'è neanche.
Ma quindi, va visto? si, per completezza del grande quadro del MCU, altrimenti potete recuperalo più avanti comodamente seduti in divano.
La mia paura adesso è una sola... Infinity War.... già mi convince poco vista la vastità spropositata dei personaggi, adesso se si optasse per seguire lo stile di questo film verrebbe fuori una minchiata atomica.
A quel punto non mi stuperei che Thanos,
che nelle foto promozionali ricorda fin troppo Bruce Willis,
in un certo momento esclamasse.
P.S.: giusto per la cronaca, ci sono due scene dopo i titoli, una a metà e una alla fine.
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