Visualizzazione post con etichetta #MCU. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta #MCU. Mostra tutti i post

lunedì 30 aprile 2018

Infinity War: il miglior capitolo del Marvel Cinematic Universe?


"Ci fu un'idea
di mettere insieme un gruppo di persone straordinarie
per vedere se potevamo diventare qualcosa di più
così quando sarebbe servito, avremmo combattuto battaglie
per loro impossibili"


Queste sono le parole che aprono il trailer del cinecomics più atteso dell'anno.

Torniamo quindi a parlare di cinema e in particolar modo dell'evento che chiuderà la fase 3 dei film del Marvel Cinematic Universe.

Vi darò le mie impressioni su Avengers: Infinity War, film 2018 per la regia dei fratelli Anthony e Joe Russo che avevano già diretto anche altri "capitoli" del MCU come Captain America: The Winter Soldier



e Captain America: Civil War.


I fan Marvel erano in subbuglio già da mesi quando apparvero i primi trailer. Da quel momento i gruppi facebook e le varie discussioni erano focalizzate, e spesso monotematiche, su questo film.

La cosa che più mi sconvolse è che addirittura gente analizzava fotogramma per fotogramma il trailer, al fine di scoprire cose non dette e dichiarate.

Siamo sinceri, a lungo andare le infinite discussioni, spesso solo ed esclusivamente sugli stessi argomenti, mi annoiavano.

E non solo mi annoiavano, ma addirittura mi fecero perdere parte dell'hype per l'attesa.

Siamo sinceri, parte della perdita dell'hype era dovuta anche a quella porcheria di Thor: Ragnarok,



film insulso se focalizzato nel contesto "cinecomics".

Però, fortutamente il Re T'Challa e il suo Wakanda avevano già risollevato il morale. 



Anche il fatto stesso che questo Infinity War fosse diretto dai fratelli Russo era abbastanza una garanzia, visto che le loro precedenti fatiche, sono tutt'oggi i capitoli meglio riusciti di tutto il MCU.

Quindi evitando spoiler di qualsiasi tipo si arriva all'inizio della visione del film.

Il tutto inizia da dove ci eravamo lasciati in Thor: Ragnarok e in particolar modo dalla scena post credits.

Qui verrà introdotto, finalmente, il villain della pellicola, Thanos.



E niente battute che assomiglia a un certo personaggio della storia italiana, a Homer Simpson, a Bruce Willis.....

Da li, come si vedeva già nei trailer, partirà tutta la ricerca delle gemme dell'Infinito e il completamento del guanto omonimo.

Veniamo quindi alle considerazioni.

Infinity War è un film lungo, visto che dura 2 ore e 40. Però onestamente non mi sono minimamente pesate. Ho trovato molto più lento Civil War, per lo meno nella prima parte.

Uno dei pregi che ho trovato nella direzione dei Russo è il non perdersi nei dettagli.

Nel senso che questa pellicola va vista nell'intero contesto degli altri 18 film dei Marvel Studios, per cui non aveva minimamente senso ripresentare i protagonisti, i comprimari e tutto quello che è successo prima.

Ogni personaggio era ben delineato dai fatti precedenti e serviva solo contestualizzarlo dopo i fatti avvenuti durante la Civil War.

Nello stesso tempo era necessario integrare tutti gli altri personaggi che non parteciparono all'evento.

Ogni personaggio ha il suo "spazio di manovra", mai eccessivo, e sempre ben dosato.

Molto spesso alcuni personaggi hanno veramente poche battute, come ad esempio Captain America (Chris Evans),  




ma che compensano questa mancanza con il loro carisma e ruolo nella storia.

Il vero protagonista però è Thanos. E finalmente abbiamo un villain di peso e strutturato con la dovuta cura.

Nelle quasi tre ore di pellicola conosceremo il tiranno da molti punti di vista, analizzando sia il presente, sia il passato.

La CGI che "avvolge" Josh Brolin è molto buona e da una buona sensazione visiva del personaggio.

Effettivamente leggendo alcuni commenti, questo film sarebbe stato più giusto chiamarlo Thanos Quest visto che gli Avengers, in questo caso, sono solo di supporto.

Una cosa che ho apprezzato è evitare di spingere su battute, spesso insensate, al fine di far diventare una macchietta comica tutti i personaggi.

Ma come è logico pensare è il ruolo dei Guardiani Della Galassia 



nello sdrammatizzare le situazioni, senza mai cadere nell'oscena "modalità Colorado" del terzo film di Thor.

Senza dubbio quello che mi è piaciuto di più è Drax (Dave Bautista) 



che involontariamente porta a situazioni comiche molto divertenti e ben dosate.

Anche Spider-Man (Tom Holland) ha il suo giuto spazio. Paradossalmente è uno dei personaggi che ha più battute a disposizione, dimostrando ancora una volta che il Peter del MCU è la versione perfetta della controparte cartacea dove, per lo meno a inizio carriera, parlava e sparlava anche a sproposito.

E poi vogliamo parlare della Iron Spider? 



Beh è spettacolare, c'è poco altro da aggiungere.

A mio modo di vedere chi veramente ne esce con le "ossa rotte" è Hulk (Mark Ruffalo), 



ma qui finiamo nello

<SPOILER>




</SPOILER>

Senza dubbio però il personaggio che più mi ha convinto è Doctor Strange (Benedict Cumberbatch).



Vuoi per il carisma dell'attore, vuoi perché è comunque il personaggio più spettacolare a livello visivo, è sicuramente uno dei più importanti della squadra.

Le scene d'azione sono molte e tutte ben gestite, sia nelle fasi 1 contro 1, sia nelle fasi più epiche come lo scontro in Wakanda che si vede anche nel trailer.



Ci sono anche alcuni colpi di scena, alcuni veramente banalotti, ma alcuni molto interessanti ai fini della trama.


Una cosa che non ho capito è il perché cambiare il colore delle Gemme dell'Infinito.

Questa è la versione fumettistica



mentre questa è quella dei film
Onestamente non capisco. Mistero.

Ma quindi è tutto bello?

Onestamente ci sono alcune cose che non mi sono piaciute ma ovviamente torniamo in

<SPOILER>





</SPOILER>

Tolte queste considerazioni, bisogna ammettere che Infinity War è uno dei migliori capitoli del MCU.

Chiaramente però non può essere valutato come film a se stante, ma deve essere obbligatoriamente calato come l'ultimo capitolo prodotto di un universo narrativo che continua ininterrottamente, ma non sempre con risultati soddisfacenti, da dieci anni (Iron Man è del 2008).



E' inutile girarci attorno, per vedere questo Infinity War bisogna aver visto, se non tutti, molti dei 18 capitoli precedenti per poter capirne appieno la trama, i personaggi e lo svolgimento.

Rispetto a moltissimi altri capitoli della "saga Marvel" questo è sicuramente uno dei film migliori anche per alcune scelte coraggiose "fuori schema".

Ovviamente mi riferisco...

<SPOILER>





</SPOILER>

Quindi in conclusione: uno dei migliori film del Marver Cinematic Universe fino'ora concepiti.

Una buona gestione dei personaggi, un villain finalmente di spessore e una storia lunga ma che non annoia lo spettatore.

Alcune scelte discutibili come abbiamo potuto veder,e che però non minano il voto positivo del tutto.

P.S.: Chiaramente, come usanza, classica scena post credits dopo tutti i titoli di coda.

E volete sapere le risposte alle più gettonate domande dopo il rilascio del trailer?

- Chi ha la gemma dell'anima?

- Ma se Occhio di Falco e Rocket hanno lo stesso doppiatore, chi dei due avrà il cambio di voce?

- Perché alcuni personaggi non si vedono nella locandina?

- Chi morirà?

Ve lo dico io, ma chiaramente....

<SPOILER>





</SPOILER>

Contenti?

See you next



mercoledì 6 dicembre 2017

More Punisher, Please!!!



E dopo la discussione su Justice League dello scorso episodio, dedichiamoci alla concorrenza.
Parliamo della serie The Punisher, prodotta da Netflix e sbarcata in tutto il mondo il 17 novembre 2017.

Chi mi conosce sa bene quanto hype avessi per questa serie e di quanto abbia apprezzato l'interpretazione di Jon Bernthal nel ruolo di Frank Castle.

Partiamo dalla trama. Il tutto inizia qualche tempo gli eventi di Daredevil. Frank dopo aver sistemato alcune faccende rimaste in sospeso, si fa credere morto e cerca di ricominciare la sua vita come muratore, sotto la falsa identità di Pete Castiglione.

Però, come succede spesso accade, il passato torna a bussare.
Frank viene quindi contattato dal misterioso Micro che vuole l'aiuto dell'ex marine per far venire a galla una cospirazione che va ben oltre il mondo criminale di New York City.

Senza scendere ulteriormente nelle trama, veniamo alle mie considerazioni.



La serie è composta da 13 episodi da 50 minuti circa. Il problema di base, come ormai quasi tutte le serie Netflix, è che si dilunga troppo il brodo. Non nascondiamoci dietro un dito, cosa mi sarei aspettato da The Punisher? ma ovviamente di vedere il personaggio degli episodi di Daredevil. Vedere azione, combattimenti e a volte brutalità.

Purtroppo questo non accade, o meglio, solo in una seconda parte. Tutta la vicenda ruota solo parzialmente attorno alla figure di Frank e Micro, concentrandosi più su altri fronti.

Molto spesso, secondo me, ci si concentra molto di più sui personaggi secondari e su un certo filone di trama che pervade praticamente tutta la serie.

Il che non è sbagliato chiaramente, perché molti personaggi coprotagonisti sono ben delineati dal loro background e dalle loro azioni, però secondo me si dovevano comprimere certe scene.

Adesso sarò io però The Punisher è storicamente una serie fumettistica d'azione, spesso sfrenata. Chiaramente dipende sempre da chi scrive, però raramente ci si concentra su infiniti dialoghi e dettaglio dei coprotagonisti.

Ripeto, non è sbagliato, ma mi sarei aspettato molto più dinamismo. Io salvo sempre a priori il primo episodio, perchè ovviamente è l'inizio della storia e Netflix tende sempre a prendersi i suoi tempi nel raccontare il tutto. Però, dei 50 minuti potevamo scendere a 40 tranquillamente.

Ho apprezzato molto la frase sul finale di puntata "Bentornato Frank", citazione al ciclo omonimo di rilancio del personaggio a opera del duo Ennis/Dillon.
Sicuramente non avrei voluto la riproposizione di quel ciclo (a volte troppo) folle, però la citazione era molto azzeccata.

Una cosa che non ho capito troppo è il perché si nominino anche i membri della famiglia Gnucci, i principali villain di quel ciclo, ma poi vengano messi da parte.
C'erano forse idee diverse nel sviluppare il telefilm?



Per quanto il primo episodio si prenda i suoi tempi, mette in chiaro subito la psicologia di Frank, un uomo distrutto dai fatti che gli hanno rovinato la vita e continuamente turbato dagli incubi. E questo va benissimo, perché fa immedesimare maggiormente lo spettatore sulle ragioni che hanno portato alla genesi del Punisher.

Molto interessante anche lo spunto riflessivo della sotto trama principale che fa capire, da più punti di vista, quali possano essere i risvolti psicologi dei soldati al ritorno dalle missioni di guerra.

Il tutto però è troppo dilungato, si poteva arrivare al fulcro di tutto in maniera più concisa.
Per carità, non si arriva certo ai livelli di noia permeati in Luke Cage o Iron Fist, però manca ritmo.

Fatta questa premessa, spendiamo due parole sui protagonisti.

David Lieberman / Micro (Ebon Moss-Bachrach)


 
Spalla storica di Frank dalla seconda metà degli anni '80 è sicuramente una delle poche figure ricorrenti tra la schiere dei "buoni".
In questa versione è un espertissimo Hacker e analista dell'NSA che ha scoperto troppo. Per una serie di eventi, si fa credere morto e contatta Frank, l'unica persona che potrebbe aiutarlo a vendicarsi del torto subito e fargli riabbracciare la famiglia.

Dinah Madani (Amber Rose Revah)


 
Un'agente dell'Homeland Security sulle tracce di Castle molto determinata ad arrestare il vigilante che non crede morto.

Billy Russo (Ben Barnes)


 
Sarò sincero, sono rimasto un po' spiazzato. Chi conosce tutto ciò che ruota attorno al Punitore sa bene chi è Billy e che ruolo abbia.
E anche qua, per quanto si sapessero già notizie in merito, il vero fulcro della storia avviene solo negli ultimi 3 episodi, personalmente i migliori della serie intera, sui quali ci torneremo dopo nelle fasi di spoiler.

Sarah Lieberman (Jaime Ray Newman)


 
La moglie di Micro, per una serie di eventi diventerà amica di Frank. Sicuramente ha un peso importante nella storia se guardiamo nel complesso di tutta la famiglia e il suo ruolo di unico genitore che cerca di crescere nel miglior modo possibile i figli, specialmente il maggiore, il più turbato dalla perdita del padre.

Frank Castle/Punisher (Jon Bernthal)


 
Ultimo, ma non meno importante, il protagonista. Ancora una volta, specialmente negli ultimi episodi, si vede quanto si sia impegnato e sia adatto nel ruolo del vigilante Marvel.
Peccato, come già detto, che lo si veda poco in azione. La serie si concentra più nel farci conoscere i due lati di Frank, da un lato il marine dedito alla patria e ai compagni di armi e dall'altra marito amorevole nei confronti di Maria.

Nel corso della storia vedremo anche altri protagonisti come la bella Karen Paige (Deborah Ann Woll)



 e l'ex marine  Curtis Hoyle (Jason R. Moore). 


Ci sarà poi un altro personaggio cardine di una sottotrama, ma eviterei lo spoiler.

Nel vedere le puntate della serie ho notato una cosa un po' particolare ma qui passiamo alla parte

<SPOILER>





</SPOILER>

Spendiamo due parole sullo svolgimento degli episodi.
Come già accennato, si tende troppo ad allungare il tutto. Secondo me l'errore principale è stato quello di aprire molte sotto trame a volte allontanandosi dal vero protagonista. In un modo o nell'altro tutto alla fine ruoterà attorno alla figura di Frank però spesso in maniera marginale.

Torniamo allo

<SPOILER>





</SPOILER>

Mi è piaciuta molto l'idea che sta alla base dell'episodio 11, dove la storia viene raccontata a pezzi dal punto di vista di molti personaggi.

Fortunatamente non si tende a raccontare sempre e solo lo stesso lasso di tempo, come accade in altri film simili come Prospettive di un delitto (Vantage Point).



Qui vediamo alcune scene dello stesso evento, ma poi ci si focalizza sul proseguire la storia semplicemente da "binari" diversi.

Senza dubbio gli episodi migliori restano gli ultimi e in particolar modo quello finale con lo scontro che chiude la stagione, mettendo le possibili basi per dei seguiti.

Ma ancora una volta

<SPOILER>





</SPOILER>

Prima di tirare le somme, una piccola nota sul doppiaggio e sui dialoghi. Ma possibile porca troia, che per identificare il Punisher devi sempre farlo precedere dall'articolo The?

Ci sono alcuni dialoghi che mi hanno fatto raggelare il sangue, tipo questo.

"....stai dicendo che il The Punisher è vivo?"

Ma perchè? non suonava meglio senza il The?

"....stai dicendo che il Punisher è vivo?"

Vabbè piccola digressione a parte, arriviamo alla conclusione.



The Punisher è una serie da cui mi sarei aspettato qualcosa di più. Sicuramente più azione e più Punisher nel vero senso della parola, che si vede solo nel finale. I 13 episodi sono spesso lunghi e allungano inutilmente la storia che poteva essere compressa in una decina al massimo.

Belli gli spunti di riflessione sulle sotto trame principali, ma potevano essere gestiti in maniera decisamente migliore.

Molto bella anche la video sigla dove si vedono armi di vario genere che un po' alla volta formano il teschio simbolo per eccellenza del vigilante.

Insomma bene, perché meglio di altre serie Marvel/Netflix, ma non benissimo perché si poteva fare di più.

See you next


mercoledì 23 agosto 2017

Difensori uniti


Bentornati. Passiamo ai telefilm discutendo di uno dei titoli più attesi del periodo estivo.
Parliamo di The Defenders serie Marvel che convoglia i quattro eroi metropolitani Daredevil, Jessica Jones, Luke Cage e Iron Fist, introdotti nelle omonime serie stand alone.

Come per le quattro serie sopra citate, anche The Defenders è prodotta da Netflix che ha rilasciato l'intera stagione il 18 agosto.

Rispetto alle precedenti serie, fortunatamente, la serie si compone di soli 8 episodi tra i 45 e 55 minuti.

Perchè per fortuna? vediamolo insieme.

Come era abbastanza logico aspettarsi, The Defenders parte dalla fine di Iron Fist, anche se il tutto non viene spiegato in maniera chiara e concisa.

Diciamo che escludendo quest'inizio, la prima puntata ha semplicemente lo scopo di riprendere le fila e le storie dei quattro protagonisti.

Ma come è possibile che quattro persone che praticamente non si conoscono (esclusi Jessica Jones e Luke Cage), si uniscono per fermare una minaccia comune?
Io nei vari post vi avevo dato una mia idea, però devo essere sincero, mi ero completamente sbagliato.

Ma eviterei lo spoiler....

Però posso assicurarvi che la genesi del team è sensata e in alcuni casi segue "l'iter classico" dei team-up anni '70.



Ma veniamo al dunque.

Come dicevamo all'inizio, la serie si compone di soli 8 episodi. Purtroppo, come ormai troppo spesso accade nelle serie Netflix, il ritmo narrativo è altalenante.

I primi due episodi mettono le basi della minaccia, introducono la villain principale Alexandra Reid (Sigourney Weaver), 



ma si perdono in troppe, troppe, TROPPE chiacchiere, spesso inutili.

Mi può andare bene nel primo episodio che, come dicevamo, ha lo scopo di riprendere le fila di serie che hanno più di un anno di "anzianità", giusto per rinfrescare le idee allo spettatore.

Però basta, vai avanti con la storia.



Una cosa che ho apprezzato tantissimo è l'uso specifico dei colori per alcune scene, specialmente nei primi episodi.

Come infatti avrete notato già dalla sigla ogni singolo eroe ha il suo "colore dominante". Matt rosso, Jessica blu, Luke giallo e Danny verde. Ogni scena che li vede protagonisti ha quello specifico colore.



Veniamo alla storia e alla gestione dei personaggi.
Senza dubbio il nemico principale, come era logico aspettarsi è la Mano. In fin dei conti è stato il motore del finale della seconda stagione del diavolo e il nemico di Danny nella sua storia.

Il problema è che, secondo me, come cattivi sono poco carismatici. In fin dei conti sia Daredevil che Jessica Jones ci avevano dato cattivi memorabili come Kingpin 



e Kilgrave.


Purtroppo è una cosa che avevo notato sia in Luke Cage che in Iron Fist, non si sono voluti creare cattivi all'altezza e non ne capisco il perché.

L'altro grosso problema è la gestione della squadra, sbilanciata a livello di caratterizzazione e interazioni.



Ancora una volta sono Matt e Jessica a vincere la sfida. Forse è più la donzella che supera tutta la squadra. E' inutile negarlo Krysten Ritter interpreta magistralmente l'investigatrice "scojonata", alcolizzata ed estremamente sarcastica nelle battute.

Purtroppo invece Luke, ma soprattutto Danny, sono gestiti malino. Il marcantonio è decisamente troppo trainato dal gruppo. Capisce poco di misticismi e affini e mena le mani solo se provocato. Come già dissi nella discussione a lui dedicata, ricorda molto il personaggio di Bud Spencer, ma senza il suo carisma.

Per quanto invece riguarda l'Iron Fist, devo dire che è veramente un pirletta. Un'unica linea di pensiero, e si cerca di farlo ragionare che sta facendo una minchiata scatta il finimondo.

Senza poi sottolineare che a livello di combattimento è inferiore agli altri Defenders. In fin dei conti ogni due per tre sottolinea che lui è l'immortale Iron Fist, l'arma vivente e Daredevil, che non ha poteri, gli è superiore in tutto e per tutto.




Escludendo però il gruppo non ben gestito, gli episodi d'azione sono ben realizzati. Ormai marchio di fabbrica gestire una battaglia tra i corridoi degli edifici (vista nei trailer quindi non è spoiler).

Forse il vero fulcro di tutta la serie sono gli ultimi due episodi a cui va legato il finale del sesto.

C'è una cosa che a mio parere viene spiegata poco o male, ma qui

<SPOILER>





</SPOILER>


 
Tiriamo quindi le somme.

Serie veloce, solamente 8 episodi, che però hanno un ritmo altalenante a livello narrativo.

Villains principali poco carismatici, e alcuni dei protagonisti gestiti male.

Battaglie ben realizzate compresa quella che chiude le vicende.

Alcuni punti di narrazione poco chiari.

Senza dubbio la parte più importante è il finale di serie, visto che introduce (e già annunciata) la base per la prossima serie stand alone di uno dei quattro protagonisti.

Di chi? a voi scoprirlo, anche se nell'Internet era già trapelato.

Va vista? oddio, si perché sicuramente è migliore di tante altre serie, e specialmente di quelle dedicate agli Heroes for Hire. 





Sicuramente non è un capolavoro. Però, diciamocela tutta, Netflix ci aveva abituato bene all'inizio, specialmente con la prima serie dedicata al Diavolo di Hell's Kitchen ma, purtroppo, difficilmente è riuscita a replicare tanto "splendore".

Già la seconda stagione era altalenante, come lo era Jessica Jones, che reggeva prevalentemente per i due protagonisti.

Entro l'anno dovrebbe arrivare anche lo spin-off di Daredevil, ovvero The Punisher, sul quale confido abbastanza, visti gli episodi esplosivi che lo hanno introdotto.



Staremo a vedere.

See you next




martedì 11 luglio 2017

La terza volta è quella buona?


Bentornati, oggi discutiamo nuovamente di cinema con uno dei film più attesi dell'anno.
Parliamo di Spider-Man: Homecoming, film 2017 diretto e co-scritto da Jon Watts.

Come forse molti sanno io sono sempre stato un fan dell'Uomo Ragno fin da piccolo, per cui ogni nuova notizia su Peter e soci mi lascia sempre dubbioso, specialmente dopo il bruttarello Spider-Man 3 di Sam Raimi, e il successivo e dimenticabile reboot "The Amazing Spider-Man".

E quando infatti l'anno scorso quando trapelò la notizia di un ennesimo Spider-Man in Captain America: Civil War ero molto scettico sulla riuscita del progetto.

Ma già all'epoca dovetti ricredermi. Se pur in poche scene, il Peter Parker di Tom Hollan ci stava, e ricordava tantissimo il Peter degli esordi di carriera.

Per cui, sempre con qualche ma, siamo andati in sala per vedere questo secondo reboot nel giro 15 anni (Spider-Man è del 2002).

E devo dire che la collaborazione Marvel Studios/Sony ha funzionato bene.

Ma andiamo con ordine.

Il film inizia praticamente dopo Civil War, con Peter (Tom Holland) che viene riportato a casa dal suo mentore Tony Stark (Robert Downey Jr.) che gli lascia il costume high tech con il quale ha esordito nella battaglia tra gli Avengers.



Peter dopo il battesimo di fuoco, vuole a tutti i costi diventare un Avengers e cerca in qualsiasi modo di mettersi in mostra sventando piccoli crimini nel suo quartiere.

Senza dubbio l'idea di introdurre Peter nel periodo liceale è vincente. In fin dei conti è il periodo cardine per la nascita di buona parte dei villain storici, se lo guardiamo dal punto di vista dell'universo classico fumettistico, ma senza dubbio è il motore di tutte le storie dell'incarnazione più recente del personaggio, quella dell'ormai scomparso universo Ultimate.


Come vedremo infatti, molte idee, scene e situazioni si rapportano molto al Peter Ultimate.... e in alcuni casi si strizza l'occhio ad un altro personaggio cardine di quell'universo narrativo, ma ci arriveremo.

Nel contempo conosceremo anche il villain principale della pellicola, Adrian Toomes (Micheal Keaton) che molti conoscono col nome di battaglia di Avvoltoio.



Senza dubbio la scelta di Keaton come cattivo è stata interessante e all'inizio ha generato l'ilarità del popolo dell'Internet.
Per chi non lo ricordasse il buon Michael è stato Batman nei film di Tim Burton, per cui è stato facile associarlo alla famosa frase de "Il Cavaliere Oscuro"...





Escludendo però la battuta, Keaton è uno, se non il miglior villain apparso nel MCU, c'è poco da questionare.

Ho apprezzato tantissimo l'idea di introdurlo a livello narrativo praticamente alla fine del primo Avengers e di lasciarlo nell'ombra. Toomes non nasce come criminale, diventa criminale quasi per re-inventarsi e, se vogliamo, come protesta perché il suo lavoro è diventato obsoleto a fronte dell'invasione dei supereroi.

Rispetto alla versione fumettistica Adrian è un uomo di mezza età e non il classico nonnetto da bocce. Altra cosa che va lodata è il darne una versione "realistica" del personaggio.





Infatti non siamo più di fronte ad un costume, un esoscheletro che conferisce tra le altre cose la possibilità di volare, ma ad un vero e proprio concentrato di tecnologia. Interessante anche la fonte di tale tecnologia. Altro punto a favore di questa versione dell'Avvoltoio è rendere Adrian una specie di pilota di aerei. Infatti il suo casco non è altro che una versione riveduta e corretta (visto che dispone di scanner con visore notturno e infrarossi) di quelli che usano i top gun dei cieli, compresa la maschera dell'ossigeno. 



Anche l'abbigliamento ricorda i piloti, infatti il giubbotto è uno di quelli in pelle visti anche nel famoso film con Tom Cruise. 



La piccola chicca che aveva fatto notare qualcuno durante le immagini dei primi trailer è quella di dare una imbottitura al collo della giacca, al fine di ricordare e rendere credibile, il copri collo del costume fumettistico.
 

A livello di personaggio Keaton è perfetto, è il classico criminale che vuole fare soldi e non si farà scrupoli a sbaragliare chi gli si pone davanti. In certe scene addirittura il suo sguardo è gelido e fa paura.
Ma soprattutto la cosa che ho apprezzato di più e che non viene sminchiato nel finale del film, come è successo spesso in altri film dell'MCU.
Purtroppo, è inutile negarlo, l'MCU non ha villain memorabili (escludendo il Kingpin di  Vincent D'Onofrio) 



perché magari vengono introdotti nella giusta maniera ma non hanno carisma nel proseguo della storia.

Qui non succede. Adrian Toomes è un perfetto cattivo dalla sua genesi alla conclusione del film, sempre coerente al suo codice morale.

Forse mi sono dilungato, ma questa volta meritava.

L'altro villain, Shocker 



è stato trattato come piace a Brian Micheal Bendis... chi ha letto la serie Ultimate sa a cosa mi riferisco.

Vediamo gli altri personaggi. 

Partiamo da una di quelli che per molti versi è stata criticata principalmente per l'aspetto fisico, zia May (Marisa Tomei).


Una cosa che stonava già in Civil War era l'introduzione di questa nuova zia May, moooooolto distante dalla versione che conosciamo tutti.




Perché? quasi esclusivamente perché non è la vecchietta decrepita degli esordi. Insomma non giriamoci troppo attorno. Marisa Tomei dall'alto dei suoi 52 anni (dicembre '64) è una gran bella donna e dimostra molti meno degli anni anagrafici.

Devo essere sincero, io per primo ero abbastanza contrario, tanto che due anni fa scrissi:

"Cioè ragazzi... non scherziamo.... Marisa Tomei l'ho sempre ritenuta una gran bella donna, però con Zia May non c'entra una sega....
Scommettiamo che sto nuovo SpiderMan sarà una cagata?"


E invece devo ricredermi, nuovamente.

Per quanto appaia in una manciata di scene, l'ho vista molto bene nel ruolo. E' una donna idipendente che sprona il più possibile Peter ad uscire dal suo guscio per godersi la vita, ma allo stesso tempo è estremamente preoccupata per il ragazzo.

In pratica rispecchia molto di più la zia May Ultimate piuttosto che quella classica, ed è giusto così. Onestamente la May Parker degli anni '60 non sarebbe andata più bene per un film del 2017.

Approvata anche la zia, veniamo agli amici di Peter che personalmente in alcuni casi non vanno bene.

Partiamo dai minori.

Betty Brant (Angourie Rice)



Appare si e no in due scene, come co-conduttrice di un notiziario del liceo frequentato da Peter. Lei personalmente è completamente sbagliata.
Al di la del lato estetico che è la cosa minore, hanno fatto diventare la prima storia di Peter dalla ragazza che cerca di fare carriera al Daily Bugle, alla classica biondina inutile.
Per carità appare in tre scene, però mi ha fatto storcere il naso, specialmente per l'importanza che ha Betty nelle storie classiche degli esordi.

Eugene "Flash" Thompson (Tony Revolori) 



Anche qui, un altro passo falso, e anche qui un errore caratteriale più che di etnia. Flash Thompson è storicamente, l'atleta della scuola che tormenta Peter. Al di la del fatto che l'avrei preso a scarpate sul muso per quanto è odioso, e fin qua va bene, il vero problema è che non puoi metterlo coi cervelloni della scuola. Flash è quello fisico, non lo studioso.

Michelle Jones (Zendaya) 



Personaggio creato appositamente per la pellicola. Si capisce che è importante e sicuramente tornerà anche in eventuali sequel, ma qui non ha nessun valore se non apparire praticamente ovunque nella storia per poche battute.

Qui il problema è in una frase che dirà nelle battute finali ma qui....

<SPOILER>





</SPOILER>

Ned (Leeds?) (Jacob Batalon) 



Migliore amico di Peter che, casualmente scoprirà essere Spider-Man. La cosa che stona da morire qui è una sola. Il personaggio che abbiamo visto non è sicuramente Ned Leeds, 


che non è mai stato un amico di Peter, visto che per un periodo si contendevano Betty Brant, ma semplicemente è Ganke Lee, 


amico di Miles Morales nell'universo Ultimate.

Chi è Miles Morales? beh ovviamente il "secondo" Spider-Man, quando Peter apparentemente morirà nell'universo Ultimate.



Quindi non capisco perché creare un personaggio che è Ganke in tutto e per tutto (personalità, scene, gag ecc.), e chiamarlo Ned con il quale non centra un cazzo?

Misteri. Che poi chi ha letto i primi cicli di Miles Morales ricorderà sicuramente delle scene analoghe a quelle viste nel film.

Liz (Laura Harrier)


 
Harrier, parente di space? ok basta, questa l'ho capita solo io. Scusate.
E qui devo dire che lei è stata una sorpresa, ma qui torniamo nuovamente in spoiler.

<SPOILER>





</SPOILER>

e come al solito, last but not the least

Peter Parker (Tom Holland)



C'è poco da dire, Tom Holland è il Peter definitivo. Per quanto mi piacesse molto anche Andrew Garfield, Tom rispecchia molto il Peter degli esordi. Ancora una volta la sua figura è più vicina alla versione Ultimate del personaggio.

Molto divertente la scena iniziale, vista anche dei trailer, dove fa un video racconto della sua esperienza nello scontro con gli Avengers.

Peter è un figlio di Internet. Infatti la "fama" di Spidey nasce, come abbiamo visto nelle scene di Civil War, sui video di Youtube. Come nel fumetto è uno studioso ma poco integrato coi suoi compagni di scuola che spesso lo deridono.

Fatta una panoramica dei protagonisti veniamo al film.

La scelta migliore è quella di evitare di rinarrare, per la terza volta, le origini del personaggio. Sarebbe stata una scelta sbagliata visto che anche i non addetti al settore sanno più o meno come si sono svolti i fatti.

Forse manca un po' quel motore di "potere e responsabilità" che contraddistingue il personaggio fin dall'inizio delle sue avventure.
Diciamocela tutta, Peter indossa il costume inizialmente per mettersi in mostra e cercare di diventare un Avengers.

In qualche modo mi ha fatto storcere il naso il costume high tech regalato da Tony a Peter.
Ma questo sempre per puro orgoglio di fan. In fin dei conti fa strano vedere l'uomo ragno con abilità come il visore notturno, scanner facciale, radar di vario genere e diavolerie assortite.

Però è anche vero che il costume è parte integrante della storia e sarà il motore su cui si baserà il più grande insegnamento al ragazzo.

La figura di Tony Stark è ben dosata. 



Più che il sopperire alla figura paterna, Iron Man è il mentore di Peter. In qualche modo mi ha ricordato il periodo dove Spidey viveva nella Stark tower insieme agli altri Avengers.

Il tenore complessivo della pellicola è di stampo leggero, come è giusto che sia un film su Spidey. Molto più "amichevole" nei modi di fare e agire fa, come è giusto che sia, molte battute e scherni ai suoi nemici.
In fin dei conti era l'errore più grave dei film di Raimi dove Spidey difficilmente faceva battute durante le battaglie.
The Amazing Spider-Man aveva capito questo errore e aveva rimediato, cannando purtroppo coi villain, specialmente nel secondo capitolo.



Molto belli gli omaggi e le citazioni sparse qua e la durante la pellicola.
Alcuni più evidenti, alcuni meno... e chissà alcuni possibili indizi per eventuali sequel.

Probabilmente non li ho visti tutti neanch'io, ma vediamo quelli che ho notato.

Partiamo da quello che si vede nel trailer, ovvero la scena della nave.



Chiaramente tutti i fan dei vecchi film hanno visto un riferimento alla scena del treno in Spider-Man 2.



Ho adorato il ri-arranggiamento della storica sigla del cartone animato nei titoli iniziali, quelli dove appaiono i loghi Sony e Marvel Studios.

Sicuramente solo gli appassionati possono averlo colto, ma in una delle prime scene dove Peter fa esperienza dei suoi poteri si nota la scritta Bagley su un muro.

Ovviamente si fa riferimento a Mark Bagley disegnatore di molti albi dello Spidey classico ma, senza dubbio, ricordato come disegnatore di buona parte della serie Ultimate.

Altro riferimento è un certo Mac Gargan che appare in una scena. Chiaramente stiamo parlando dello Scorpione, 



storico nemico del tessiragnatele che in tempi più recenti ha "indossato" l'abito di Venom.

L'altra citazione che ho potuto cogliere è Aaron Davis (Donald Glover). 



Molti appassionati ovviamente avranno capito che è il criminale noto come Prowler 


ma, soprattutto, lo zio di Miles Morales. Infatti ad un certo punto dirà qualcosa del tipo: "ho un nipote adolescente in città", chiaro riferimento a Miles.

Gli ultimi riferimenti, specialmente il primo è quello che, da appassionato ho apprezzato di più ma, ancora una volta

<SPOILER>




</SPOILER>



Veniamo quindi alla conclusioni. Il film è promosso a pieni voti. E' inutile raccontarsela, è quello che un fan voleva vedere. Ovviamente la storia è stata rivista e adattata all'Universo Marvel Cinematografico, ma è giusto così. Tom Holland interpreta un perfetto Peter degli esordi, volonteroso nell'usare i suoi poteri a fin di bene, ma imperfetto nel farlo.



I comprimari sono ben integrati, anche se in alcuni casi mi hanno fatto storcere il naso.

Micheal Keaton è uno dei migliori villain in circolazione. Speriamo che Marvel faccia ammenda e crei villain validi come lui nelle prossime pellicole.

La storia è semplice e leggera, ma ben gestita nel suo svolgimento.

E' la migliore pellicola del MCU? Personalmente si, io rispetto ad altre recensioni, l'ho apprezzato dell'acclamato Guardiani della Galassia Vol. 2.

Ah, mi raccomando, non alzatevi prima delle due scene finali.

See you next