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martedì 13 aprile 2021

Marvel's Spider-Man: il gioco definitivo dell'Uomo Ragno?

 

Spider-Man, quello che chi ha almeno la mia età continuerà a chiamare Uomo Ragno, uno dei supereroi più amati da sempre e bandiera della Casa delle Idee, la Marvel Comics.

Nato nell'agosto 1962 nell'ultimo numero di Amazing Fantasy, il canto del Cigno di questa collana è riuscita a far innamorare fin da subito i lettori quel goffo e sfigatello studente di nome Peter Parker che da li a poco sarebbe diventato lo stupefacente Spider-Man.

Nel corso dei quasi 60 anni di attività tra le strade di New York, Peter ha vissuto "molte vite", oltre alla celeberrima run cartacea che prosegue tutt'oggi.

Ha avuto serie animate, dove quella dell'81, che per ragioni anagrafiche ho visto in replica, fu per me un vero colpo di fulmine.

Un serie televisiva, che da noi venne "raccolta" in tre film cinematografici che definire imbarazzante è un complimento.

 
Tre reboot cinematografici nel giro di 15 anni, Spider-Man (2002), The Amazing Spider-Man (2012) e Spider-Man: Homecoming (2017).

E infine una quantità spropositata di videogiochi. Proprio da qua voglio partire oggi, dandovi le mie impressioni sull'incarnazione più recente, Marvel's Spider-Man di Insomniac Games del 2018, che io ho giocato però solo adesso.

Ultima avventura, per ora, stand alone dell'amichevole arrampica muri di quartiere, aveva emozionato tutti fin dai trailer dell'E3 del 2016, ma molti avevano criticato il nuovo costume con quell'enorme ragno bianco sul petto.

 
E devo dirvi che pur essendomi salito l'Hype per il titolo, anch'io non avevo apprezzato quel costume così fuori dallo standard classico che tanto contraddistingue il ragno.

Ma arriviamo al gioco.

Da fan storico delle storie a fumetti si nota subito che l'universo dove si svolgono le vicende di questo Peter Parker non sono riconducibili nè all'universo "classico" né tanto meno a quello Ultimate.

Peter infatti ha 8 anni di carriera alle spalle, ma alcune cose note accadranno "work in progress".

Inizierò quindi a darvi il mio punto di vista sul titolo sapendo bene però che potrei finire in zona spoiler.

Senza dubbio la cosa che salta subito all'occhio è che la tuta di Peter di non è la classica calzamaglia colorata, ma è più una tecno tuta dotata di vari gadget.

Per capirsi è molto simile a quella di Homecoming o quella dei cicli più recenti del personaggio.

Beh direi che è giusto così, anche il ragno in fin dei conti, come Batman, deve adattarsi ai tempi che cambiano.

Ma perché ho parlato dell'uomo pipistrello?

Beh perché è innegabile che questo Spider-Man come gameplay si ispira molto alle meccaniche della serie Arkham di Rocksteady, anche se ovviamente non sarà l'unica fonte di ispirazione.

E' innegabile infatti che anche Assassin's Creed abbia dato qualche idea.

Infatti la prima parte del gioco sarà sbloccare le varie aree di New York. E come si farà? beh scalando alcuni palazzi e sincronizz... pardon, osservando la città dall'alto.

Una cosa che ho apprezzato molto è che la mappa non è molto estesa, grande si, ma non immensa come può essere quella di un GTA recente.

A livello di tipologia di gioco siamo di fronte ad un Open World e devo dire che pur essendo un genere che inizio a digerire male, questo titolo l'ho trovato molto divertente da giocare e ti invoglia ad affrontare anche le missioni secondarie e la raccolta dei collezionabili.

Infatti, rispetto ai Batman ad esempio, qua i collezionabili, pur non essendo pochi, hanno il grosso vantaggio di essere tutti accessibili senza troppi problemi fin da subito.

Sarà il vantaggio di potersi arrampicare ovunque, sarà che comunque non c'è una reale ricerca di dove è posizionato questo o quel zaino nascosto, ma il tutto molto è più digeribile anche dal non complestista.

Le meccaniche di combattimento, come abbiamo detto, seguono bene o male quelle della serie Arkham, basando però gli attacchi più sull'agilità che sulla forza bruta di Batman.

Molto intuitivo anche il "senso di ragno" che segnala i pericoli. Vedremo le classiche "ondine"

sulla testa del ragno a segnalarci un proiettile o un attacco alle spalle e tramite un apposito pulsante potremo evitare agilmente il danno.

Ben gestiti anche i lanciaragnatele e le loro "evoluzioni". Nel corso del tempo infatti guadagneremo trappole di tela e bombe che ci aiuteranno a bloccare i vari nemici che incroceremo nella nostra avventura.

Divertenti anche le fasi "stealth" dove potremo bloccare i nostri avversari senza farci vedere per evitare inutili sparatorie o combattimenti contro troppi nemici per volta.

Bella l'idea di fotografare i luoghi simbolo della città, dove qui e là scorgeremo varie chicche e citazioni a tutto l'universo Marvel.

 
Fantastico anche l'omaggio alla canzone degli 883 in uno dei dialoghi tra criminali per la città.

Divertente introdurre J. Jonah Jamenson durante le nostre sessioni di spostamento della città.

 
Un J.J.J. un po' diverso, visto che non sarà più il direttore del Daily Bugle, ma un conduttore di un podcast radiofonico.

Resta il fatto il suo carattere da bastian contrario denigrando Spidey in ogni occasione rende perfettamente il fascino del personaggio fumettistico, che venne un po' accantonato nella versione Ultimate.

Interessante anche l'idea di sbloccare vari costumi che potremo usare come alternativa all'orribile "predefinito".

Avremo quindi a disposizione i costumi dei vari film, quelli più "fumettosi" presi da varie avventure, alcuni costumi di nostre versioni alternative, fino ad arrivare a costumi inediti creati appositamente per il titolo.

Non vi nego che appena ne avuto la possibilità ho passato molto tempo nel costume di Ben Reilly

o in quello di Miguel O'Hara.

 
Ho usato molto anche ciclicamente quasi tutti quelli che sono riuscito a sbloccare durante la run di gioco, snobbando quasi completamente quello della copertina.

Diciamo che quel ragno bianco e quell'essere una variante del costume di Ben Reilly

  

quando prese il posto di Peter negli anni '90 (che già mi piaceva poco) se mi convinceva poco in foto, mi convinceva ancora meno dal vivo.

Il gioco senza dubbio è molto divertente ed è innegabile, volteggiare per New York lanciandosi da palazzi altissimi o scalandoli rapidamente ha il suo innato fascino.

Divertenti le piccole fasi dove ci alterniamo agli altri due personaggi giocanti, pur non essendo nulla di eclatante, sono divertenti e spezzano un po' il gameplay classico.

Anche i minigiochi, il ricostruisci la sequenza genetica e il circuito, si fanno giocare senza intoppi.

I co-protagonisti sono ben gestiti.

Zia May che è più simile alla controparte Ultimate e sarà il cuore del F.E.A.S.T.,

Mary Jane meno femme fatale ma più cronista d'assalto alla Lois Lane

e Miles Morales che avrà un background più simile alla sua incarnazione del film "un nuovo universo" rispetto che alla versione cartacea.

 
Poi la cosa che più mi ha fatto ridere è che se lo guardiamo bene potrebbe essere benissimo il figlio di Marracash e Elodie.

 
Quello che secondo me è il vero punto debole però è la storia e la gestione dei villains.

Diciamoci la verità, se fin da subito il fan del ragno può annusare a distanza di chilometri come si evolverà il villain principale e di conseguenza parte della storia, ci si aspetterebbe però anche che nel corso della stessa di confrontarsi con alcuni dei più famosi nemici uscite dalle pagine del fumetto.

E questo succede, ma in minima parte, con due risvolti che non mi sono piaciuti minimamente.

Il primo è figlio dello spremere il giocatore a livello monetario.

Infatti tre delle missioni secondarie che potremo intraprendere, vengono solo accennate in questo Spider-Man, ma poi dovranno essere "acquistate a parte" tramite DLC per essere continuate, lasciando la narrazione chiaramente a metà.

Ci può stare, ma il DLC dovrebbero essere una missione aggiuntiva extra, non un quasi obbligo per vedere come procede la narrazione.

C'è anche da dire che altre missioni secondarie portano invece a chiudere la "stoyline" e allo scontro con nemici minori o meno noti.

Senza dubbio quella più interessante è quella che vede protagonista Taskmaster, 

dove prima vengono date alcune quest secondarie suddivise tra fermare dei droni che lasciano telecamera per la città, bombe sparse per gli edifici e criminali che tengono degli ostaggi. Solo alla fine potremo affrontare il super criminale/mercenario.

L'altra missione invece non mi ha fatto capire subito chi stavo affrontando. E questo è un po' figlio da una parte dalla versione alternativa data al personaggio, dall'altra dalla volontà moderna di ri-americanizzare i nomi dei personaggi.

Sto parlando delle missioni di Tombstone, personaggio che ho visto poco nei fumetti, che ricordavo più come un gangster fatto e finito

più che il capo di un gruppo di motociclisti,

  

ma che soprattutto io conoscevo come Lapide.

Eh già, non conoscendo il nome originale, la cosa mi ha un po' spiazzato, ma l'estetica e il tradurre il nome mi hanno fatto capire con chi avevo a che fare e tutto è tornato sui giusti binari.

Il secondo aspetto che non ho digerito è ovviamente l'introduzione dei Supervillinzoni di serie A, ovvero quella che, a conti fatti, diventano una delle tante formazioni dei Sinistri 6.

Il problema è che anche qua sono gestiti in maniera indegna.

Per prima cosa vengono introdotti a storia quasi conclusa e vengono affrontati a coppie senza nessuna epicità nella battaglia e con veramente troppa facilità nello sconfiggerli.

Peccato, perché la scelta dei villain era valida ma gestita senza troppo interesse.

Anche la loro rivisitazione in chiave moderna era ottimale, dando una versione più tecnologica invece che un semplice costume colorato.

Quello che ho sempre pensato fosse troppo figlio del suo tempo è Rhino, che nella sua "versione classica" ha una specie di pelle spessa che lo fa sembrare un rinoceronte.

 
Già nella versione Ultimate questa cosa è stata "adattata ai tempi" togliendo la "pelle" ma dotandolo di una techno armatura, cosa che è stata applicata anche a questa versione.

 
Ma come dicevamo all'inizio il punto debole è la storia, gestita in maniera molto banale, senza troppi colpi di scena.

Diciamoci la verità, se non ci fossero state tutte le missioni secondarie e i vari collezionabili da sbloccare, di succo ce ne è veramente poco.

Se da una parte la figura di Martin Li

 

è anche abbastanza interessante anche se poco approfondita, se non nelle battute finali, il vero protagonista è Otto Octavius.

 

Tutti ci aspettavamo che prima o poi sarebbe diventato il Dottor Octopus, questo è innegabile, però è l'unico vero personaggio che ha un'evoluzione ben scritta e gestita.

Da notare anche come un personaggio nato 60 anni fa ormai, con poso sforzo, sia molto attuale anche oggi.
In fin dei conti stiamo parlando di uno scienziato che, per lo meno inizialmente, fa ricerche su una protesi meccanica che possa sostituire gli arti mancanti a reduci di guerra o per malattie.

Poi sappiamo tutti come andrà a finire, però questo sta anche a significare che molti personaggi fumettistici, non siano così irrealistici.

Una cosa che mi ha colpito molto è l'evento che succede a tre quarti della storia.
Infatti i villains rilasceranno per la città un virus che fa impazzire i vari abitanti di New York.

Da li a poco scoppierà una pandemia e si vedranno molti Newyorchesi con le mascherine.
Sicuramente il protocollo pandemia/mascherina è uno standard, però effettivamente vedere una situazione non troppo lontana dalla realtà odierna mi ha fatto un po' pensare di quanto il "nemico" oggi non è tanto una guerra ma qualcosa di più impercettibile.

Arriviamo quindi alle conclusioni.

Marvel's Spider-Man è sicuramente un buon gioco dedicato all'Uomo Ragno, semplice da gestire nelle meccaniche e molto divertente nel gameplay.

Pecca però nella gestione della storia, troppo banale, e sviluppata solo nell'ultimo terzo.

Gestiti male i Villains, escludendo Octopus e in parte Mr. Negative, rendendo i nemici storici di Spidey delle mere macchiette in un titolo dove potevano essere realmente degli ottimi protagonisti.

Come diceva anche Marco Checchetto, uno dei disegnatori più bravi attualmente in Marvel quando venne intervistato dal Doc Manhattan, affermò che si vedeva tanto che questo gioco è solo un primo capitolo, un antipasto se vogliamo.

Vedremo infatti, specialmente nelle scene dopo i titoli, due evoluzioni del tutto.

Una ormai la sappiamo, ed è il DLC stand alone dedicato a Miles Morales, che attualmente non ho giocato ma che recupererò quando calerà di prezzo, l'altra è il possibile sfocio di trama per un Spider-Man 2 (se non è già stato fatto in Miles).

Chiaramente se si osservano bene i costumi sbloccabili ne manca certamente uno di iconico,

 

che potrebbe portare ad un ulteriore spunto di trama per un sequel.

Capisco che lo scopo di Insomniac sia quello di creare una trilogia degna della dei titoli della Distinta Concorrenza, però potevano gestire questo primo capitolo in maniera più strutturata, rendendo la storia più interessante e sicuramente utilizzando meglio i nemici storici di Spidey.

Siamo onesti, Batman Arkham Asylum, pur essendo il primo della trilogia/quadrilogia (se consideriamo anche Origin) era un gioco ben strutturato che usava bene i nemici del pipistrello, amalgamandoli bene con la trama e rendendo interessanti tutte le battaglie dedicate.

Tra l'altro titolo poteva essere giocato da solo senza alcun seguito, la storia iniziava e finiva li.

E' anche vero che fu un esperimento che poi fece successo, per cui probabilmente non c'era un'idea a monte di una trilogia.

Qui le battaglie sono poste alla fine e sono tutte banalotte, rendendo più interessanti le risse per strada o le piccole missioni stealth.

Quindi è un peccato, perché questa gestione non ottimale della storia mina un po' l'esperienza di gioco.

Resta il fatto che un fan del ragno non può farsi scappare l'occasione di giocare con l'amichevole arrampicamuri di quartiere.

See you next


martedì 11 luglio 2017

La terza volta è quella buona?


Bentornati, oggi discutiamo nuovamente di cinema con uno dei film più attesi dell'anno.
Parliamo di Spider-Man: Homecoming, film 2017 diretto e co-scritto da Jon Watts.

Come forse molti sanno io sono sempre stato un fan dell'Uomo Ragno fin da piccolo, per cui ogni nuova notizia su Peter e soci mi lascia sempre dubbioso, specialmente dopo il bruttarello Spider-Man 3 di Sam Raimi, e il successivo e dimenticabile reboot "The Amazing Spider-Man".

E quando infatti l'anno scorso quando trapelò la notizia di un ennesimo Spider-Man in Captain America: Civil War ero molto scettico sulla riuscita del progetto.

Ma già all'epoca dovetti ricredermi. Se pur in poche scene, il Peter Parker di Tom Hollan ci stava, e ricordava tantissimo il Peter degli esordi di carriera.

Per cui, sempre con qualche ma, siamo andati in sala per vedere questo secondo reboot nel giro 15 anni (Spider-Man è del 2002).

E devo dire che la collaborazione Marvel Studios/Sony ha funzionato bene.

Ma andiamo con ordine.

Il film inizia praticamente dopo Civil War, con Peter (Tom Holland) che viene riportato a casa dal suo mentore Tony Stark (Robert Downey Jr.) che gli lascia il costume high tech con il quale ha esordito nella battaglia tra gli Avengers.



Peter dopo il battesimo di fuoco, vuole a tutti i costi diventare un Avengers e cerca in qualsiasi modo di mettersi in mostra sventando piccoli crimini nel suo quartiere.

Senza dubbio l'idea di introdurre Peter nel periodo liceale è vincente. In fin dei conti è il periodo cardine per la nascita di buona parte dei villain storici, se lo guardiamo dal punto di vista dell'universo classico fumettistico, ma senza dubbio è il motore di tutte le storie dell'incarnazione più recente del personaggio, quella dell'ormai scomparso universo Ultimate.


Come vedremo infatti, molte idee, scene e situazioni si rapportano molto al Peter Ultimate.... e in alcuni casi si strizza l'occhio ad un altro personaggio cardine di quell'universo narrativo, ma ci arriveremo.

Nel contempo conosceremo anche il villain principale della pellicola, Adrian Toomes (Micheal Keaton) che molti conoscono col nome di battaglia di Avvoltoio.



Senza dubbio la scelta di Keaton come cattivo è stata interessante e all'inizio ha generato l'ilarità del popolo dell'Internet.
Per chi non lo ricordasse il buon Michael è stato Batman nei film di Tim Burton, per cui è stato facile associarlo alla famosa frase de "Il Cavaliere Oscuro"...





Escludendo però la battuta, Keaton è uno, se non il miglior villain apparso nel MCU, c'è poco da questionare.

Ho apprezzato tantissimo l'idea di introdurlo a livello narrativo praticamente alla fine del primo Avengers e di lasciarlo nell'ombra. Toomes non nasce come criminale, diventa criminale quasi per re-inventarsi e, se vogliamo, come protesta perché il suo lavoro è diventato obsoleto a fronte dell'invasione dei supereroi.

Rispetto alla versione fumettistica Adrian è un uomo di mezza età e non il classico nonnetto da bocce. Altra cosa che va lodata è il darne una versione "realistica" del personaggio.





Infatti non siamo più di fronte ad un costume, un esoscheletro che conferisce tra le altre cose la possibilità di volare, ma ad un vero e proprio concentrato di tecnologia. Interessante anche la fonte di tale tecnologia. Altro punto a favore di questa versione dell'Avvoltoio è rendere Adrian una specie di pilota di aerei. Infatti il suo casco non è altro che una versione riveduta e corretta (visto che dispone di scanner con visore notturno e infrarossi) di quelli che usano i top gun dei cieli, compresa la maschera dell'ossigeno. 



Anche l'abbigliamento ricorda i piloti, infatti il giubbotto è uno di quelli in pelle visti anche nel famoso film con Tom Cruise. 



La piccola chicca che aveva fatto notare qualcuno durante le immagini dei primi trailer è quella di dare una imbottitura al collo della giacca, al fine di ricordare e rendere credibile, il copri collo del costume fumettistico.
 

A livello di personaggio Keaton è perfetto, è il classico criminale che vuole fare soldi e non si farà scrupoli a sbaragliare chi gli si pone davanti. In certe scene addirittura il suo sguardo è gelido e fa paura.
Ma soprattutto la cosa che ho apprezzato di più e che non viene sminchiato nel finale del film, come è successo spesso in altri film dell'MCU.
Purtroppo, è inutile negarlo, l'MCU non ha villain memorabili (escludendo il Kingpin di  Vincent D'Onofrio) 



perché magari vengono introdotti nella giusta maniera ma non hanno carisma nel proseguo della storia.

Qui non succede. Adrian Toomes è un perfetto cattivo dalla sua genesi alla conclusione del film, sempre coerente al suo codice morale.

Forse mi sono dilungato, ma questa volta meritava.

L'altro villain, Shocker 



è stato trattato come piace a Brian Micheal Bendis... chi ha letto la serie Ultimate sa a cosa mi riferisco.

Vediamo gli altri personaggi. 

Partiamo da una di quelli che per molti versi è stata criticata principalmente per l'aspetto fisico, zia May (Marisa Tomei).


Una cosa che stonava già in Civil War era l'introduzione di questa nuova zia May, moooooolto distante dalla versione che conosciamo tutti.




Perché? quasi esclusivamente perché non è la vecchietta decrepita degli esordi. Insomma non giriamoci troppo attorno. Marisa Tomei dall'alto dei suoi 52 anni (dicembre '64) è una gran bella donna e dimostra molti meno degli anni anagrafici.

Devo essere sincero, io per primo ero abbastanza contrario, tanto che due anni fa scrissi:

"Cioè ragazzi... non scherziamo.... Marisa Tomei l'ho sempre ritenuta una gran bella donna, però con Zia May non c'entra una sega....
Scommettiamo che sto nuovo SpiderMan sarà una cagata?"


E invece devo ricredermi, nuovamente.

Per quanto appaia in una manciata di scene, l'ho vista molto bene nel ruolo. E' una donna idipendente che sprona il più possibile Peter ad uscire dal suo guscio per godersi la vita, ma allo stesso tempo è estremamente preoccupata per il ragazzo.

In pratica rispecchia molto di più la zia May Ultimate piuttosto che quella classica, ed è giusto così. Onestamente la May Parker degli anni '60 non sarebbe andata più bene per un film del 2017.

Approvata anche la zia, veniamo agli amici di Peter che personalmente in alcuni casi non vanno bene.

Partiamo dai minori.

Betty Brant (Angourie Rice)



Appare si e no in due scene, come co-conduttrice di un notiziario del liceo frequentato da Peter. Lei personalmente è completamente sbagliata.
Al di la del lato estetico che è la cosa minore, hanno fatto diventare la prima storia di Peter dalla ragazza che cerca di fare carriera al Daily Bugle, alla classica biondina inutile.
Per carità appare in tre scene, però mi ha fatto storcere il naso, specialmente per l'importanza che ha Betty nelle storie classiche degli esordi.

Eugene "Flash" Thompson (Tony Revolori) 



Anche qui, un altro passo falso, e anche qui un errore caratteriale più che di etnia. Flash Thompson è storicamente, l'atleta della scuola che tormenta Peter. Al di la del fatto che l'avrei preso a scarpate sul muso per quanto è odioso, e fin qua va bene, il vero problema è che non puoi metterlo coi cervelloni della scuola. Flash è quello fisico, non lo studioso.

Michelle Jones (Zendaya) 



Personaggio creato appositamente per la pellicola. Si capisce che è importante e sicuramente tornerà anche in eventuali sequel, ma qui non ha nessun valore se non apparire praticamente ovunque nella storia per poche battute.

Qui il problema è in una frase che dirà nelle battute finali ma qui....

<SPOILER>





</SPOILER>

Ned (Leeds?) (Jacob Batalon) 



Migliore amico di Peter che, casualmente scoprirà essere Spider-Man. La cosa che stona da morire qui è una sola. Il personaggio che abbiamo visto non è sicuramente Ned Leeds, 


che non è mai stato un amico di Peter, visto che per un periodo si contendevano Betty Brant, ma semplicemente è Ganke Lee, 


amico di Miles Morales nell'universo Ultimate.

Chi è Miles Morales? beh ovviamente il "secondo" Spider-Man, quando Peter apparentemente morirà nell'universo Ultimate.



Quindi non capisco perché creare un personaggio che è Ganke in tutto e per tutto (personalità, scene, gag ecc.), e chiamarlo Ned con il quale non centra un cazzo?

Misteri. Che poi chi ha letto i primi cicli di Miles Morales ricorderà sicuramente delle scene analoghe a quelle viste nel film.

Liz (Laura Harrier)


 
Harrier, parente di space? ok basta, questa l'ho capita solo io. Scusate.
E qui devo dire che lei è stata una sorpresa, ma qui torniamo nuovamente in spoiler.

<SPOILER>





</SPOILER>

e come al solito, last but not the least

Peter Parker (Tom Holland)



C'è poco da dire, Tom Holland è il Peter definitivo. Per quanto mi piacesse molto anche Andrew Garfield, Tom rispecchia molto il Peter degli esordi. Ancora una volta la sua figura è più vicina alla versione Ultimate del personaggio.

Molto divertente la scena iniziale, vista anche dei trailer, dove fa un video racconto della sua esperienza nello scontro con gli Avengers.

Peter è un figlio di Internet. Infatti la "fama" di Spidey nasce, come abbiamo visto nelle scene di Civil War, sui video di Youtube. Come nel fumetto è uno studioso ma poco integrato coi suoi compagni di scuola che spesso lo deridono.

Fatta una panoramica dei protagonisti veniamo al film.

La scelta migliore è quella di evitare di rinarrare, per la terza volta, le origini del personaggio. Sarebbe stata una scelta sbagliata visto che anche i non addetti al settore sanno più o meno come si sono svolti i fatti.

Forse manca un po' quel motore di "potere e responsabilità" che contraddistingue il personaggio fin dall'inizio delle sue avventure.
Diciamocela tutta, Peter indossa il costume inizialmente per mettersi in mostra e cercare di diventare un Avengers.

In qualche modo mi ha fatto storcere il naso il costume high tech regalato da Tony a Peter.
Ma questo sempre per puro orgoglio di fan. In fin dei conti fa strano vedere l'uomo ragno con abilità come il visore notturno, scanner facciale, radar di vario genere e diavolerie assortite.

Però è anche vero che il costume è parte integrante della storia e sarà il motore su cui si baserà il più grande insegnamento al ragazzo.

La figura di Tony Stark è ben dosata. 



Più che il sopperire alla figura paterna, Iron Man è il mentore di Peter. In qualche modo mi ha ricordato il periodo dove Spidey viveva nella Stark tower insieme agli altri Avengers.

Il tenore complessivo della pellicola è di stampo leggero, come è giusto che sia un film su Spidey. Molto più "amichevole" nei modi di fare e agire fa, come è giusto che sia, molte battute e scherni ai suoi nemici.
In fin dei conti era l'errore più grave dei film di Raimi dove Spidey difficilmente faceva battute durante le battaglie.
The Amazing Spider-Man aveva capito questo errore e aveva rimediato, cannando purtroppo coi villain, specialmente nel secondo capitolo.



Molto belli gli omaggi e le citazioni sparse qua e la durante la pellicola.
Alcuni più evidenti, alcuni meno... e chissà alcuni possibili indizi per eventuali sequel.

Probabilmente non li ho visti tutti neanch'io, ma vediamo quelli che ho notato.

Partiamo da quello che si vede nel trailer, ovvero la scena della nave.



Chiaramente tutti i fan dei vecchi film hanno visto un riferimento alla scena del treno in Spider-Man 2.



Ho adorato il ri-arranggiamento della storica sigla del cartone animato nei titoli iniziali, quelli dove appaiono i loghi Sony e Marvel Studios.

Sicuramente solo gli appassionati possono averlo colto, ma in una delle prime scene dove Peter fa esperienza dei suoi poteri si nota la scritta Bagley su un muro.

Ovviamente si fa riferimento a Mark Bagley disegnatore di molti albi dello Spidey classico ma, senza dubbio, ricordato come disegnatore di buona parte della serie Ultimate.

Altro riferimento è un certo Mac Gargan che appare in una scena. Chiaramente stiamo parlando dello Scorpione, 



storico nemico del tessiragnatele che in tempi più recenti ha "indossato" l'abito di Venom.

L'altra citazione che ho potuto cogliere è Aaron Davis (Donald Glover). 



Molti appassionati ovviamente avranno capito che è il criminale noto come Prowler 


ma, soprattutto, lo zio di Miles Morales. Infatti ad un certo punto dirà qualcosa del tipo: "ho un nipote adolescente in città", chiaro riferimento a Miles.

Gli ultimi riferimenti, specialmente il primo è quello che, da appassionato ho apprezzato di più ma, ancora una volta

<SPOILER>




</SPOILER>



Veniamo quindi alla conclusioni. Il film è promosso a pieni voti. E' inutile raccontarsela, è quello che un fan voleva vedere. Ovviamente la storia è stata rivista e adattata all'Universo Marvel Cinematografico, ma è giusto così. Tom Holland interpreta un perfetto Peter degli esordi, volonteroso nell'usare i suoi poteri a fin di bene, ma imperfetto nel farlo.



I comprimari sono ben integrati, anche se in alcuni casi mi hanno fatto storcere il naso.

Micheal Keaton è uno dei migliori villain in circolazione. Speriamo che Marvel faccia ammenda e crei villain validi come lui nelle prossime pellicole.

La storia è semplice e leggera, ma ben gestita nel suo svolgimento.

E' la migliore pellicola del MCU? Personalmente si, io rispetto ad altre recensioni, l'ho apprezzato dell'acclamato Guardiani della Galassia Vol. 2.

Ah, mi raccomando, non alzatevi prima delle due scene finali.

See you next