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giovedì 7 marzo 2019

Capitan Napoli



Ancora una volta torniamo a parlare di fumetti e torniamo nuovamente sul progetto Capitani Italiani.

Questa volta allontaniamoci dalle lande Venete per spostarci ai piedi del Vesuvio per raccontarvi le mie impressioni sul primo supereroe Campano, ovvero Capitan Napoli.

La storia inizia dalla fine. 




Nel senso che la vicenda si aprirà con la vignetta la chiude, raccontando tutti i fatti tramite un flashback raccontato da Nino, il protagonista.

Tutto inizia da un notiziario. Un ragazzo, Raffaele Russo ha perso la vita in un tragico incidente.

Gaetano "Nino", il suo migliore amico, distrutto dall'accaduto, ripiega la rabbia nella boxe. 


La sua vita a casa non è certo più facile. La madre malata e il padre pescatore che non lo comprende appieno e con il quale non va d'accordo.

Intanto a Napoli viene eletto Pasquale De Andrea, detto “‘O Mast”, uomo corrotto che ha in mano l’intero direttivo regionale.

Ma un incidente cambierà la vita di Nino e non solo....

Veniamo quindi alle mie considerazioni.

Il primo volume di Capitan Napoli è veramente molto coinvolgente. La storia narrata ha delle basi classiche da supereroe che però vengono contestualizzate nella contemporaneità e nell'attualità, vero marchio di fabbrica di tutto il progetto Capitani Italiani.

Come succedeva sia in Capitan Venezia sia nello speciale su Capitan Padova, tutto il volume è costellato di citazioni e riferimenti che ricordano i supereroi classici e il fumetto americano in generale.

Come non citare il clan Pizza, misteriosa setta di ninja che vive nei bassifondi di Napoli. 


Senza dubbio è una doppia citazione sia della Mano




il clan ninja arcinemico di Daredevil e il Clan del Piede, nemici giurati delle Tartarughe Ninja

 
Altra citazione è il personaggio della madre di Nino 


che, ditemi quello che volete, ma è senza dubbio ispirata alla Zia May di Spider-Man. 


 La scena che chiude l'albo avvalora ancora di più la mia teoria, ma sarebbe spoiler se ve la raccontassi.

Questo primo capitolo riesce a mettere delle basi solide della storia, impostare le idee per i possibili sviluppi, e lasciare molte cose accennate che, probabilmente verranno spiegate e ampliate nei prossimi numeri.

Senza dubbio io sarei curioso di conoscere maggiormente il rapporto tra Nino e Raffaele "Filù" e approfondire l'incidente che gli ha tolto la vita.

Altro interrogativo è il clan Pizza, hanno scopi nobili oppure no?

E Caterina avrà trovato la sua strada?


Quindi ancora una volta, non posso che consigliarvi la lettura di questo albo che amplia il panorama dei Capitani Italiani.

sabato 29 dicembre 2018

Capitan Venezia VS Capitan Padova: Non uccidere



Ehy guys,

quest'oggi iniziamo così, rubando l'inizio con la loro frase tipica d'apertura.

Voglio darvi le mie impressioni su uno speciale capitolo di un progetto fumettistico che ormai seguo da qualche anno e che si sta ampliando sempre di più.

Parliamo del progetto Capitani Italiani, una serie di testate che vogliono portare ed unire il Made in Italy  ai supereroi di stampo americano.

Qualche anno fa vi parlai di quello che oggi possiamo tranquillamente definire il capitolo 1 di quest'avventura, ovvero la prima stagione di Capitan Venezia.





Come avevamo visto nelle pagine degli albi che formavamo la stagione, venivano narrate le avventure di quella che a me piace continuare a chiamare la JLV (Justice League Veneta) dove, tra gli altri protagonisti, abbiamo conosciuto Antonio Teston, meglio noto come Capitan Padova.

Il volume di cui voglio raccontarvi oggi è uno speciale volume dedicato all'eroe biancoscudato.

Che poi proprio eroe non è il termine corretto, visto che Antonio, una volta deciso di indossare la maschera, risponde alla violenza con la violenza.

Come dicevo nel post dedicato, Capitan Padova ricorda in qualche modo Frank Castle, il Punisher di casa Marvel, 




con il quale condivide anche le origini.

Come succedeva per l'antieroe col teschio, anche la famiglia di Antonio muore in un incidente, avvenuto in questo caso alla stazione di Padova.

Nella prima stagione di Capitan Venezia però il personaggio non aveva avuto un approfondimento psicologico.

Questo speciale vuole portare rimedio, spiegando meglio chi è l'uomo sotto la maschera e scavando sulle ragioni delle sue azioni.

Non voglio minimamente fare spoiler sulla storia perché è un albo che va letto, però la cosa che mi è piaciuta di più è in qualche modo un parallelismo con un altro personaggio della Casa delle Idee, ovvero Daredevil.



Chi conosce il Diavolo sa bene quanto questo personaggio sia legato alla religione. In molte vignette si vede Matt confessarsi per le sue azioni da vigilante.




Lo speciale di Capitan Padova parte proprio da una scena analoga, dove Antonio è davanti ad un prete per confessarsi.



Al contrario però di Matt Murdock che nel suo essere vigilante cerca di essere nel giusto, Antonio Teston abbandona la via della fede per farsi giustizia da solo, specialmente quando scopre il nome del mandante dell'attentato che è costato la vita ai suoi cari.

Le pagine dell'albo sceneggiato da Fabrizio Capigatti raccontano una storia cupa, cruda e violenta che però mettono il lettore nello stato di immedesimarsi perfettamente nei pensieri e nelle azioni di Capitan Padova.

Anche se in un ruolo minore, anche Capitan Venezia 




avrà il suo spazio, diviso in due momenti ben distinti. Da una parte avremo l'eroe che cercherà di fermare e far ragionare Capitan Padova, dall'altra verranno svelati alcuni particolari dell'uomo dietro la maschera che non conoscevamo prima d'ora e che sicuramente verranno approfonditi nei prossimi capitoli.

Tutto l'albo è disegnato in tecnica tradizionale usando china acquarelli e acrilici su carta, ormai una vera rarità in un mondo prevalentemente digitale. Il disegno di Federico Toffano è diviso tra vignette più "sporche" e abbozzate, a disegni più dettagliati per i momenti più importanti della vicenda.

Senza dubbio la scena migliore, vuoi per la spettacolarità, vuoi per il pathos emotivo, è senza dubbio la splash page che chiude la storia.

Personalmente questo speciale è una perla di un universo narrativo che inizia a delineare maggiormente le sue linee guida e ad espandersi sul tutto territorio italiano.

Non mi resta quindi che consigliarvi la lettura di questo speciale se conoscete già l'Universo nato in Capitan Venezia, oppure di recuperare il volume della prima stagione.

Io invece aspetto con ansia i prossimi capitoli delle storie dei Capitani Italiani.

See you next